
La tesi magistrale di Camilla Ramazzotti (discussa in questi giorni in Festa del perdono) va a toccare uno dei temi cardini del corso sulla videocrazia che tengo alla Statale di Milano. Denota da un lato la rilevanza e la forza delle immagini. Dall’altra una penetrazione ormai massiva che ha compromesso definitivamente il diritto alla privacy.
La nostra, come sottolinea la Ramazzotti, è una società sorvegliata. E il pensiero non può andare a 1984, ritardato solo di pochi lustri.
Il tutto ha comunque anche qualche risvolto positivo. Soprattutto nelle inchieste giudiziarie. Nella tesi vengono riportati una serie di casi nei quali l’immagine ha avuto un peso rilevante per le indagini. Come per la morte di Franco Mastrogiovanni in un reparto di psichiatria del salernitano. O per gli spari contro il consigliere comunale torinese Alberto Musy. O ancora per l’attentato di Brindisi in cui ha perso la vita Melissa Bassi, che qualche giorno fa ha portato alla condanna di Giovanni Vantaggiato proprio per le riprese delle telecamere di un chiosco.
Insomma, anche il modo di fare indagini sta cambiando. Gli stessi investigatori d’altronde, per incastrare educatrici violente, non hanno strumento migliore che piazzare una telecamera nascosta in classe.
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Comunicazioni
Come cambia la telecronaca: le voci del calcio da Bruno Pizzul a Fabio Caressa

C’erano una volta Nicolò Carosio e Nando Martellini. Voci di una telecronaca che sembra provenire da un altro mondo televisivo e che è invece solo il nostro recente passato.
La tesi di Niccolò Franchini in discussione questa mattina alla Statale di Milano verte proprio su come sia cambiata la telecronaca: “Le voci del calcio in TV da Bruno Pizzul a Fabio Caressa”.
Franchini analizza l’evoluzione o l’involuzione del commento alle partite di calcio, terreno ai limiti del sacro nel nostro paese. Si analizzano i tempi del monopolio Rai per arrivare alle voci di Mediaset fino a quelle di Skysport, senza dimenticare fenomeni moderni come le telecronache dei videogiochi.
La tesi si conclude con due interviste parallele a Pizzul e Caressa. È interessante notare come entrambi citino a mo’ di esempio le telecronache tedesche, con un solo telecronista. Per Pizzul sono ancora la soluzione ideale. Per Caressa invece totalmente anacronistiche.
Due scuole di pensiero. Una delle quali vincendo, non farà prigionieri.
Ad maiora
Avviso per gli studenti
Lo strabismo dei media: esaltazione delle elezioni americane e rappresentazione degli immigrati (tesi)

Ogni quattro anni, ogni volta che nel nostro paese si scatena l’attenzione isterica per le elezioni statunitensi, rimango perplesso: i media ci rendono partecipi come se potessimo votare e soprattutto come se il presidente a stelle e strisce alla fine ci rappresentasse.
Passata l’euforia mediatica poi, chiunque governi a Washington continua a fare solo ed esclusivamente gli interessi Usa. Che quasi mai peraltro collimano con quelli europei e italiani.
Anche di questo si occupa la tesi di Karim Antonietta Marazzina in discussione in questi giorni alla Statale di Milano. La Marazzina ha preso in esame tg e giornali del novembre 2012 per analizzare la ola che ha preceduto e seguito la rielezione di Obama.
Mettendola a confronto con la serie di stereotipi che caratterizzano invece le informazioni che riguardano i migranti che arrivano nel nostro paese. Dei quali si parla solo se commettono reati. Identificando i colpevoli con la loro provenienza geografica e creando in questo modo un pregiudizio nei confronti dei (supposti) diversi: romena stuprata da marocchino, è francamente una frase che non si vorrebbe più né leggere né sentire.
La tesi si conclude con un sondaggio nella quale la tesista ha verificato quando, ovviamente, i media influenzino il nostro moo di vedere, di percepire. Di pensare.
Ad maiora
E’ sempre colpa del “marocchino”
“E’ salito sul tetto del suo capannone dato in affitto ad una società per riparare copertura in eternit, rotta nei giorni scorsi da un ragazzino marocchino che vi era salito sopra per rubare le ciliegie da un vicino albero. All’improvviso, pero’, l’uomo e’ precipitato di sotto riportando gravissime lesioni che, dopo alcune ore di ricovero in ospedale, ne hanno determinato il decesso. La vittima Pietro Bonomelli, 73 anni, artigiano in pensione. Sul drammatico incidente ora indagano gli agenti della Volante della questura cittadina di Sondrio”.
Era fondamentale mettere l’origine geografica di chi “rubava le ciliegie”?
Ad maiora

