Pubblicato il bando per il biennio 2012/2014.
Le domande entro il 3 agosto:
Fai clic per accedere a bando_master_Giornalismo_2012-2014_def.pdf
Ad maiora
Pubblicato il bando per il biennio 2012/2014.
Le domande entro il 3 agosto:
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Ad maiora
Chi abbia letto “La tv che non c’è” di Gilberto Squizzato (minimum fax) sa di che tipo di governance avrebbe bisogno la Rai: esperti di comunicazione, lontani dalla spartizione politica.
Anna Maria Tarantola, vice d.g. di Bankitalia è sicuramente un tecnico, ma nella sua lunga carriera (partita in quel di Zorlesco, nel lodigiano, patria di Federico Bellin) manca qualunque contatto con tv o radio: http://qn.quotidiano.net/politica/2012/06/08/726210-anna-maria-tarantola-economista-guida-rai.shtml
Fino a questa mattina non c’era nemmeno una voce in Wikipedia. Ci sono invece, con quel nome disambiguo, film, romanzi e soprattutto ragni:
http://it.wikipedia.org/wiki/Tarantola
Qui comunque si trova un intervento (lombardo) della manager pubblica:
Immagino che un’economista verrà a fare tagli.
Una sola domanda mi verrebbe da fare a questo governo di tecnici random: ma perché non hanno messo un banchiere anche alla Difesa (anziché un ammiraglio)? Magari avrebbe fatto qualche pesante sforbiciata agli armamenti.
Ad maiora
L’amico (di Annaviva) Jean Claude Mbede è riuscito finalmente a lanciare la piattaforma informativa sull’Africa sulla quale stava lavorando:
Il canale Afrikitalia ha anche una piattaforma video:
http://www.afrikitalia.it/?cat=4
Mbede, giornalista originario del Camerun rifugiato in Italia, ha iniziato la sua attività giornalistica nel nostro paese con Lookout Tv.
Questo il servizio sulla sua nuova avvenutura realizzato proprio da Lookout:
Buon lavoro, Jean Claude!
Ad maiora
Quando invito i miei studenti a guardare la tv del pomeriggio, non lo faccio per sadismo, ma perché spesso influenzano più l’opinione pubblico che il tg. E spesso anticipano i cambiamenti di umore. Ad esempio verso la Chiesa cattolica.
Oggi ospiti di Mara Venier c’erano due parenti di giovani vittime: Emanuela Orlandi ed Elisa Claps. I
Il fratello di Emanuela, Pietro (nella foto), ha raccontato la clamorosa manifestazione organizzata in Vaticano domenica scorsa, per chiedere verità e giustizia sulla giovane scomparsa 29 anni fa.
Il fratello di Elisa, Gildo, ha denunciato a sua volta i silenzi degli uomini della Curia. Sua sorella è stata trovata (assassinata nel 1993) nella Chiesa della Trinità di Potenza e la principale preoccupazione delle autorità ecclesiastiche sembra quella di riaprire la struttura alle funzioni religiose.
Due storie che si intrecciano e che raccontano da un lato il peso di mille misteri che ci portiamo dietro, ma dall’altro quella parte del paese che non abbassa mai la testa, che non si arrende. Nemmeno davanti al Papa.
Pietro Orlandi, commentando, il silenzio pontificio di domenica, si è detto certo che le loro istanze saranno accolte più in alto.
Le vicende della Orlandi e della Claps sono un cavallo di battaglia di Chi l’ha visto e di Federica Sciarelli. Vederli raccontati, senza filtri e freni, in diretta sul pomeriggio di Rai1 segnala che parte del sistema, politico-ecclesiale, si sta davvero sgretolando.
Ad maiora
Ps. Chissà se il maggiordomo ha fotocopiato anche qualche lettera su queste due vicende. Speriamo.
Nei miei corsi di video-giornalismo invito a eliminare, nei testi, quanto più possibile gli aggettivi.
Non servono, nemmeno a rendere più “drammatiche” le storie che si raccontano.
Nel solo Tg1 di oggi alle 13.30 ho contato ben quattro volta l’aggettivo “drammatico”.
Le immagini parlano da sole senza bisogno che si aggiunga altro. Sappiatelo.
Peraltro lo stesso tg (dove non manca, incredibilmente, la pagina della solidarietà politica) mostra poi la reazione del presidente Monti. Nel cui breve discorso la partecipazione, il pathos è uguale a zero. Sembra davvero quel robot irriso da Crozza…
Conviene che aggiungano Il termine “drammatico” almeno nel biscotto (il titolo dell’argomento) altrimenti il Presidente del consiglio sembra non partecipare a questa comunicazione che informa drammatizzando.
“Dramma” e tante parole (e poche immagini) anche al Tg3 delle 14.20. Dove si aggiunge l’aggettivo terribile e si definisce il terremoto un “mostro imprevedibile”. Mah
Ad maiora.