Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista Rai. Dopo gli esordi a Società Civile e al Corriere della Sera, sono approdato in televisione nel 1991, prima a Lombardia 7 e poi in Rai. Alla Tgr Lombardia sono stato inviato e caposervizio. Dal 2013 lavoro a RaiSport, dove seguo l'Atalanta e la Nazionale italiana di calcio Under 21 Ho pubblicato diversi libri, tra cui Anna è viva, Anticorpi alla videocrazia, Favola Atalanta, Vivi ogni giorno come fosse il primo e Solo Atalanta. Ho svolto attività di docenza e formazione alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano, all'Università degli Studi di Milano e al Master in Comunicazione e Marketing dell'Università di Bologna.

Atalanta, lavoro a basso carico verso la Juventus: Hien e Sulemana ancora in terapia, stasera Spalletti debutta in Europa League contro il NEC

Prosegue al Centro Bortolotti la preparazione dell’Atalanta verso la trasferta di domenica 20 settembre contro la Juventus. Dopo la doppia seduta di mercoledì, Sarri ha diretto nel pomeriggio un allenamento meno intenso dal punto di vista fisico.

La squadra ha cominciato con una fase di attivazione mista, prima di svolgere un’esercitazione tecnico-tattica a basso carico cardiaco e alcuni lavori tecnici individuali.

Isak Hien e Kamaldeen Sulemana hanno proseguito con le terapie. Entrambi restano quindi fuori dal lavoro con il gruppo a tre giorni dalla partita dell’Allianz Stadium. Domani pomeriggio è prevista un’altra seduta a porte chiuse a Zingonia.

Mentre la Dea prepara la sfida di campionato, la Juventus torna in campo questa sera. Alle 21 i bianconeri ospitano il NEC Nijmegen nella prima giornata della fase campionato di Europa League. Per la squadra di Luciano Spalletti sarà anche l’occasione per reagire alla sconfitta per 3-2 subita sul campo del Sassuolo.

Il tecnico valuta diverse novità. Le indicazioni della vigilia portano verso il passaggio alla difesa a tre, con Gatti, Bremer e Lucumí. Kalulu e McKennie dovrebbero agire sulle fasce, mentre davanti Woltemade è favorito su Kolo Muani. Alle sue spalle possono trovare spazio Francisco Conceição e Alajbegovic.

Spalletti ha recuperato McKennie e dispone nuovamente di Bremer. Il tecnico non nasconde l’importanza della partita: «Sappiamo di avere delle urgenze: dobbiamo vincere questa partita, ma non soltanto. Dobbiamo far vedere che siamo la Juventus».

La Juventus arriverà allo scontro diretto dopo l’impegno europeo, con meno di tre giorni completi per recuperare. L’Atalanta proseguirà invece il proprio lavoro a Zingonia, con l’obiettivo di interrompere la serie di due sconfitte consecutive contro Roma e Cagliari. Intanto stasera vediamoci l’Europa League.

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Foto: Atalanta B.C.

Atalanta, i giornali di giovedì 17 settembre: Mancini preallerta sette nerazzurri, De Ketelaere non segna da 253 giorni e Sarri cerca tempo mentre la Juventus affronta il NEC

«Praticamente tutta l’Atalanta è stata preconvocata da Mancini». L’Eco di Bergamo apre le pagine sportive con «La nuova Italia di Mancini, l’Atalanta cala il settebello» e annuncia i sette nerazzurri inseriti nell’elenco allargato del commissario tecnico: Carnesecchi, Scalvini, Scamacca, Raspadori, Bellanova, Zappacosta e Gaetano.

Matteo Spini scrive che «i magnifici sette sperano» e aggiunge: «Con ogni probabilità non tutti saranno selezionati già stavolta, ma questo preallarme fa intendere quanto Roberto Mancini sia attento a ciò che succede a Zingonia».

Il primo nome messo in evidenza è quello di Carnesecchi: «Al centro del progetto sembra esserci Marco Carnesecchi: il paradosso vuole che il miglior portiere italiano di A non abbia mai esordito in azzurro, per la presenza ingombrante di Donnarumma».

Scalvini «è nel giro dal 2022 ed è pronto a rientrarci in pianta stabile dopo i tanti infortuni». Per Scamacca e Raspadori, invece, «buone possibilità di chiamata anche per i due attaccanti». Il quotidiano ricorda che Raspadori ha già vinto l’Europeo con Mancini, mentre Scamacca «è invece titolare in nerazzurro, ma nell’Italia ha sempre fatto male: anche le sue prime presenze risalgono al primo Mancini».

Bellanova è definito «sempre più titolare e perso con Sarri», mentre per Zappacosta «sarebbe una bella sorpresa». L’esterno «ha giocato una sola partita con l’Italia negli ultimi otto anni», ma «ha 34 anni e non si può immaginare nel futuro dell’Italia».

La novità assoluta sarebbe Gaetano: «I sei giocatori citati sono già tutti stati convocati in Nazionale, e anche con Mancini ct: per il settimo sarebbe invece una prima assoluta». Il centrocampista «ha un passato da trequartista mai sbocciato e un presente da regista raro nel calcio italiano».

Sempre L’Eco di Bergamo titola «Sarri ritrova Gaetano, davanti dubbi a sinistra». L’ex Cagliari rientra dopo la squalifica e «da capire se sarà nuovamente titolare in cabina di regia, oppure sarà confermato Kessie». Restano aperti anche i ballottaggi Bernasconi-Kolašinac ed Elmas-Rowe.

Durante la doppia seduta «i centrocampisti e gli attaccanti hanno lavorato sulla fase offensiva, i difensori sulla linea difensiva». Hien e Sulemana continuano invece con le terapie per le rispettive lesioni.

Il tema del tempo necessario a Sarri domina l’edizione bergamasca del Corriere della Sera. Il titolo scelto è «Atalanta alleggerita dal “peso” Palladino, ma il fardello di Sarri è il tempo che gli serve».

Marina Belotti parte dall’addio definitivo del precedente allenatore: «Abbiamo fatto una grande scalata, peccato non aver finalizzato il campionato con l’Atalanta», è il messaggio con cui Palladino saluta Bergamo prima di firmare con il Bologna.

Per Sarri il lavoro è molto più profondo: «Via i duelli di Gasperini, via la difesa a uomo, via il 3-4-2-1». La nuova Atalanta deve imparare «la difesa a zona, il riferimento sulla palla, il cambio modulo col 4-3-3». Trasformazioni che «necessitano di più tempo per creare i giusti automatismi».

Il quotidiano vede segnali positivi nei nuovi acquisti: «Il loro impatto è stato evidente anche nel match perso col Cagliari». Kessie «è stato un trascinatore abile nelle giocate in attacco», mentre «Elmas e Rowe contenderanno il posto a Samardžić, Zalewski e Raspadori».

La conclusione fotografa il momento: «La scalata di inizio stagione ritardata per il secondo anno di fila, ma questa volta non c’è nessun cambio in corsa». L’Atalanta «ha fretta, almeno per i tifosi», ma i giocatori «non si potranno sbagliare».

La Gazzetta dello Sport mette al centro Charles De Ketelaere con «De Ketelaere cresce, il faro dell’Atalanta all’esame di laurea».

Matteo Brega parte da un dato preciso: «Domenica, giorno di Juventus-Atalanta, saranno trascorsi 253 giorni». Tanti ne saranno passati dall’ultima rete del belga con la maglia nerazzurra. Sarri ne ha però apprezzato il lavoro contro il Cagliari: «Non è riuscito a incidere, ma l’atteggiamento mi è piaciuto. Vista la classe che ha, può fare la differenza».

La prestazione lascia indicazioni contrastanti. Da una parte «l’impegno che ha messo nella fase senza palla e anche in quella di assistenza ai compagni». Dall’altra «le 22 palle perse e i cinque dribbling falliti sui sei tentati». Per la Gazzetta, «CDK ha il talento e le qualità per essere determinante anche da ala» e contro la Juventus «deve accendere l’attacco».

C’è spazio anche per l’Atalanta Under 23. L’Eco di Bergamo titola «Under 23, prova di maturità. Domina, soffre e poi vince» dopo il 3-2 sul campo della Sambenedettese.

Lorenzo Sala scrive: «Con un pizzico di brivido nel finale, ma soprattutto con tanto merito: l’Atalanta Under 23 sbanca il Riviera delle Palme». I nerazzurri «dominano nei primi 45’, subiscono l’1-1 a inizio ripresa e, quando i marchigiani sono più propositivi e la gara è più equilibrata, tornano subito avanti».

Mister Beati commenta: «I ragazzi si sono espressi in maniera convincente. La Sambenedettese è una signora squadra e noi abbiamo i nostri meriti. La Serie B? Non ci interessa». Poi ammette: «Ci siamo un po’ complicati la vita, non siamo stati bravi a fare più di un gol nel primo tempo». La sintesi finale è nel titolo del riquadro: «Bravi a portarla a casa».

I giornali nazionali guardano invece alla Juventus, avversaria dell’Atalanta domenica, impegnata questa sera alle 21 contro il NEC Nijmegen.

Corriere dello Sport titola «Juve d’assalto per la svolta» e presenta la partita come il possibile riscatto dopo «il crollo del Mapei». Spalletti chiede una squadra offensiva per «ritrovare il tocco magico e l’equilibrio». Sulla pressione risponde: «È una cosa che fa parte di me, è il momento di andare a pressare e quando fare più blocco squadra».

La Gazzetta dello Sport sceglie «Juve, il peso della coppa» e si domanda: «Crisi o rinascita? Spalletti debutta, ma quanti brividi». Il tecnico replica alle parole di Carnevali: «Ognuno se la fa come vuole. Carnevali dice che sono un tecnico straordinario? Sono meno di ciò che ha detto, ma non lo deluderò».

Su la Repubblica, Emanuele Gamba parla del «primo bivio di Spalletti» e riporta un’altra frase del tecnico: «La pressione è la medicina per imparare a vivere. Figurarsi se sono turbato adesso che nella vita e nella professione ho messo tante cose a posto».

Spalletti aggiunge: «Non ho interesse a far cambiare idea a chi non mi conosce, ai tiratori scelti, a chi scarica le sue debolezze addosso agli altri». E ancora: «Due o tre cose le ho passate, in carriera».

La Stampa titola «Juve sotto esame». Fabio Riva scrive che contro il NEC «i bianconeri vogliono riscattare il ko subito con il Sassuolo» e che Spalletti deve «ripartenza e crisi». L’allenatore avverte: «Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza».

Tuttosport apre con «Juve, vedrai che miglioro» e riporta la risposta del tecnico alle voci su Conte: «Ognuno si fa la locandina che desidera. Io non deluderò». Per la formazione, le indicazioni sono nette: «McKennie torna e gioca», «L’ora di Woltemade» e «In porta Grabara avrà la sua chance».

Ad maiora

Atalanta, doppia seduta verso Torino: Hien e Sulemana ancora in terapia. Juve col NEC, McKennie e Gatti titolari

Il percorso di avvicinamento a Juventus-Atalanta è molto diverso per i due club. Sarri lavora a Zingonia con una doppia seduta, mentre Spalletti prepara l’esordio in Europa League contro il NEC Nijmegen, in programma domani alle 21 all’Allianz Stadium. La Juventus avrà poi circa 67 ore tra la conclusione dell’impegno europeo e l’inizio della partita contro la Dea, fissata per domenica alle 18.

Al Centro Bortolotti l’Atalanta ha cominciato la giornata con una fase di attivazione a secco. Sarri ha quindi separato la squadra per reparti: i difensori si sono concentrati sui movimenti della linea, mentre centrocampisti e attaccanti hanno lavorato sulla fase offensiva. La seduta mattutina si è conclusa con un circuito di forza svolto sul campo.

Nel pomeriggio, pallone protagonista. Dopo l’attivazione tecnica, Éderson e compagni hanno affrontato un’esercitazione tecnico-tattica e un lavoro dedicato alla difesa della porta e all’attacco della meta. A chiudere la doppia seduta è stata una partitella su campo ridotto.

Nessuna novità per Isak Hien e Kamaldeen Sulemana, che hanno proseguito con le terapie. Domani la preparazione continuerà con un allenamento pomeridiano a porte chiuse.

A Torino l’attenzione è invece rivolta al NEC. La Juventus deve reagire alla sconfitta contro il Sassuolo, ma Spalletti deve gestire le energie in vista dell’Atalanta. Il tecnico non ha svelato completamente le proprie scelte, confermando però due titolari: Federico Gatti giocherà in difesa e Weston McKennie partirà dall’inizio.

«Dobbiamo essere bravi a bilanciare le sostituzioni, anche perché dopo due giorni abbiamo un’altra partita», ha spiegato Spalletti. McKennie rientra dopo un periodo di inattività e difficilmente potrà restare in campo per tutti i novanta minuti. Andrea Cambiaso si è allenato con la squadra, ma ha avvertito ancora un leggero dolore alla caviglia: la decisione sul suo impiego verrà presa soltanto domani.

La Juventus potrebbe tornare alla difesa a tre. Davanti a Vicario sono attesi Gatti, Bremer e Lucumí, con Kalulu e Çelik sulle corsie. A centrocampo Sarr contende il posto a Koopmeiners accanto a Douglas Luiz.

In attacco Spalletti può concedere la prima maglia da titolare a Woltemade, utilizzando Kolo Muani qualche metro più indietro insieme a McKennie. Zhegrova, il migliore dei bianconeri contro il Sassuolo, non è stato inserito nella lista europea, mentre Kelly deve scontare una squalifica.

La probabile formazione della Juventus contro il NEC

Juventus (3-4-2-1): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumí; Kalulu, Sarr, Douglas Luiz, Çelik; McKennie, Kolo Muani; Woltemade. Allenatore: Spalletti.

Ad maiora

Juventus-Atalanta, Torino non è più una montagna proibita: la Dea imbattuta da otto trasferte cerca il riscatto dopo due ko

Per anni Torino è stato uno dei campi più difficili per l’Atalanta. Otto trasferte consecutive contro la Juventus e altrettante sconfitte. Poi, dal 2018, la storia è cambiata: nelle ultime otto visite in campionato la Dea non ha mai perso, raccogliendo due vittorie e sei pareggi. Vedremo come andrà domenica, per la sfida delle 18 (senza curva nerazzurra, per la Tessera del Tifoso). A questa partita entrambe le squadre arrivano per vincere: la Juventus dopo il pareggio con il Milan e la rocambolesca sconfitta contro il Sassuolo, i nerazzurri dopo due ko consecutivi, entrambi per 2-1, con Roma e Cagliari.

Il bilancio complessivo resta nettamente favorevole ai bianconeri. Nei 128 precedenti in Serie A la Juventus ha vinto 67 volte, contro le 14 dell’Atalanta, con 47 pareggi. Anche a Torino il confronto storico parla juventino: 38 successi della squadra di casa, 20 pareggi e sei vittorie bergamasche in 64 incontri.

I numeri più recenti raccontano però un rapporto profondamente cambiato. Dall’inizio del 2017, ben 12 delle 19 sfide tra Juventus e Atalanta finiscono in parità. Nessun’altra squadra pareggia così spesso contro i bianconeri nello stesso periodo. L’ultimo segno X risale al 27 settembre 2025, quando all’Allianz Stadium finisce 1-1 (Sulemana e Cabal). Il successo interno dei bianconeri manca dal 14 marzo 2018.

La Juventus ha vinto l’ultima sfida, a Bergamo, l’11 aprile scorso: 0-1 con gol dell’ex Boga.

La Juventus concede poco agli avversari. È la squadra del campionato che subisce meno tiri, 28, e presenta il valore più basso di Expected Goals Against, 1,8.

Anche l’Atalanta deve reagire: ha perso le ultime due partite e con uno stesso allenatore non incassa tre sconfitte consecutive in Serie A dal periodo tra marzo e aprile 2025, quando in panchina sedeva Gian Piero Gasperini. L’ultima sequenza di almeno tre incontri con più di un gol subito risale invece ad agosto-settembre 2024.

Tra gli attaccanti dei nerazzurri quello che ha più facilità di andare in gol contro i bianconeri è Jack Raspadori (che figura anche tra i papabili convocati nella nuova Nazionale di Mancini): ha segnato 4 reti in 384 minuti, una ogni 96 minuti. Soltanto contro il Genoa presenta una media migliore. Se l’avete al Fantacalcio, schieratelo.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di mercoledì 16 settembre: i 300 di Zingonia non mollano Sarri, Stromberg chiede tempo e sette nerazzurri verso l’Italia

La fiducia dei tifosi, la necessità di concedere tempo al nuovo progetto e le indicazioni emerse dall’allenamento aperto di Zingonia dominano le pagine dedicate oggi all’Atalanta. Sullo sfondo c’è già la trasferta contro la Juventus, con la squadra di Luciano Spalletti attesa prima dal debutto in Europa League e già sottoposta a un esame severo dalla stampa nazionale.

L’Eco di Bergamo apre con l’intervista di Roberto Belingheri a Glenn Strömberg, intitolata «Un calcio tutto nuovo. Serve tempo, ma arriverà». L’ex capitano nerazzurro invita a non pretendere risultati immediati dopo un cambiamento così profondo: «L’Atalanta sta come tutte le squadre che hanno cambiato radicalmente modo di giocare: devono imparare e, sarà banale dirlo, ma per imparare a fare bene una cosa complessa occorre tempo».

Strömberg spiega che «non possiamo sapere quanto tempo ci vorrà», ma individua qualche progresso nella partita contro il Cagliari: «L’ho vista meglio, anche se non dal vivo. E ho avuto una sensazione di miglioramento». L’ex centrocampista richiama soprattutto la necessità di rispettare il passato: «Non possiamo dimenticare che il calcio da cui viene la squadra non è stato un calcio fallimentare, ma è stato il calcio che ha prodotto i migliori risultati della storia dell’Atalanta. Non può essere un passaggio rapido e brutale. Avverrà per gradi».

A proposito della Juventus, Strömberg ricorda che «le situazioni si ripetono continuamente» e che il calcio richiede la capacità di cambiare rapidamente: «Quando lo farà sempre sarà il momento in cui non deve più pensare che quello è il passaggio giusto, perché gli verrà naturale farlo».

La pagina successiva dell’Eco di Bergamo racconta l’allenamento aperto con il titolo «La carica dei 300 a Zingonia. La fiducia non è scalfita». Massimiliano Bogni descrive una seduta di circa un’ora e mezza, cominciata con il saluto di Sarri ai tifosi e conclusa tra cori e fumogeni. Particolare attenzione viene riservata a Rowe e Scamacca, incoraggiati dalla curva durante il lavoro.

Nella partitella finale Sarri ha provato ancora De Ketelaere, Krstović e Rowe nello stesso tridente. Il quotidiano sottolinea anche le esercitazioni dedicate alla circolazione del pallone, all’uscita dal pressing e ai cambi di gioco. Il messaggio dei sostenitori viene riassunto dalle parole di un tifoso: «La mia fiducia nel progetto non è scalfita».

Anche il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, sceglie l’allenamento aperto e titola «Sulla fiducia». Marina Belotti registra la disponibilità dei tifosi ad aspettare Sarri, pur chiedendo progressi in tempi ragionevoli: «La rivoluzione che per ora, tra nonni e nipoti, ha deluso le aspettative». Il quotidiano ricorda che il possesso medio dell’Atalanta nelle prime giornate è stato del 48,5 per cento, con il picco del 62 per cento contro il Cagliari.

Sul campo sono state provate le soluzioni per uscire dal pressing e i movimenti offensivi. Kessie e Gaetano sono stati utilizzati spesso come jolly, mentre nel lavoro sui cross sono andati al tiro Kossounou e Scamacca. Il giornale segnala anche l’affetto riservato a Scamacca, che si è fermato a lungo con i tifosi.

La Gazzetta dello Sport dedica uno spazio alla possibile presenza nerazzurra nella prossima Nazionale. Il titolo è «Atalanta, quanti nomi per l’Italia di Mancini. Sono 7 i preconvocati». Matteo Brega indica Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini, Davide Zappacosta, Raoul Bellanova, Gianluca Gaetano, Giacomo Raspadori e Gianluca Scamacca. La lista definitiva dovrà però essere ridotta prima delle gare di Nations League.

La stessa pagina riprende l’entusiasmo visto a Zingonia: «Centinaia di tifosi ieri a Zingonia a spingere il gruppo». Il quotidiano racconta «una carica accolta con il sorriso dal gruppo» e riporta il coro rivolto alla squadra: «Noi vogliamo questa vittoria».

Molto spazio viene riservato alla Juventus, prossima avversaria dell’Atalanta. Il Corriere dello Sport apre con «Spalletti sotto tiro» e presenta le partite contro Nec e Atalanta come «due esami» per il tecnico. All’interno il titolo diventa ancora più esplicito: «La Juve e l’ombra di Conte». Andrea Losapio scrive che Antonio Conte «rappresenta una costante suggestione» e che la squadra deve rilanciarsi immediatamente.

La Juventus debutta domani in Europa League contro il Nec. Il Corriere dello Sport parla di «un’altra Juve» con cinque possibili cambi e il ritorno di McKennie e Cambiaso. In attacco cresce la candidatura di Woltemade, mentre Spalletti cerca soluzioni prima dell’appuntamento di domenica contro la Dea.

La Gazzetta dello Sport titola «Spalletti alla svolta» e sottolinea che l’allenatore prepara una formazione diversa: «È un’altra Juve. Pronti cinque cambi, c’è Woltemade». Nell’intervista di Fabio Russo, Massimo Mauro usa toni severi: «Luciano, la squadra ancora non si vede! E se perde due partite…». L’ex bianconero aggiunge: «Spalletti deve trovare il modo di far giocare bene quelli davanti. Kolo Muani ha bisogno di profondità e di cross».

Tuttosport prova invece a scuotere l’ambiente con il titolo «Juve, pensa positivo!». Sandro Campagna invita a uscire dal clima negativo: «Il momento è difficile, ma con la negatività non se ne esce». Nell’intervista di Guido Vaciago aggiunge che Spalletti deve trasformarsi «in calciatore, stare insieme ai suoi e incoraggiarli». Per Campagna la squadra deve trovare due riferimenti: «Nico può diventare un riferimento. Ma gli va dato l’incarico, vanno scelti gli uomini».

Il quotidiano torinese segnala inoltre il ritorno di McKennie, che concede a Spalletti una soluzione in più anche per il passaggio al 3-4-2-1. Possibile anche l’esordio del portiere Grabarra contro il Nec, mentre Vicario resta il titolare designato.

Un altro tema comune alle testate è il cambio sulla panchina del Bologna, sconfitto dall’Atalanta alla seconda giornata. L’Eco di Bergamo titola «Bologna-Tedesco, è finita. I rossoblù scelgono Palladino». Il Corriere dello Sport parla di «una fine annunciata» nel commento di Bruno Bartolozzi e presenta «La lampada di Palladino», mentre La Gazzetta dello Sport scrive «Il Bologna sceglie Palladino. Tedesco senza vittorie né fiducia, il club ha deciso il ribaltone». Il nuovo allenatore dovrebbe ripartire dal 4-3-3, cercando maggiore equilibrio e qualità sulle fasce.

Nelle altre notizie, L’Eco di Bergamo presenta Sambenedettese-Atalanta Under 23 con il titolo «L’Atalanta vuole restare in alta quota. Missione tre punti con la Sambenedettese». La squadra di Beati cerca il primo successo esterno dopo la vittoria contro il Pescara. Possibile il rilancio di Andrea Bonanomi dal primo minuto. Si gioca alle 18.30.

Sul mercato (chiuso da poco, ma sempre attenzionato) torna il nome di Edon Zhegrova. Per l’Eco di Bergamo, il kosovaro «torna nel mirino» e potrebbe rappresentare un’alternativa a De Ketelaere.

Infine, sono quasi diecimila gli abbonamenti sottoscritti in prelazione per la Conference League. Da oggi parte la vendita libera dei posti rimasti disponibili per le quattro gare europee casalinghe dell’Atalanta.

Ad maiora