Repubblica due giorni fa raccontava dello sconcerto degli analisti inglesi che, in questi giorni, si sono visti franare tutte le loro teorie rassicuranti sulla Russia di Putin.
I carri armati alla frontiera ucraina e i continui interventi nel paese confinante sono lì a raccontare che l’imperialismo russo ha rialzato la testa.
Quando Anna Politkovskaja invitava i russi a non sottovalutare il conflitto ceceno, ammoniva: se lasciate che il regime si comporti così con una minoranza, i prossimi nel mirino sarete voi tutti. Così è stato. E quella democrazia che Putin invoca per i cittadini dell’est Ucraina è totalmente bandita per chi vive sotto Mosca.
Lo stesso si potrebbe dire della politica estera russa.
La comunità internazionale, dalla Cecenia in poi, ha concesso tutto al Cremlino, giustificando ogni azione, ogni provocazione. Ogni chiusura dei rubinetti del gas, ogni nuovo armamento.
E ora il pokemon di Putin è così forte da risultare quasi imbattibile.
C’è un quasi. Il cerchio magico intorno al presidentissimo è davvero ristretto. E ricco: 28 miliardi di dollari il patrimonio accumulato dal solo Putin, a sentire le più recenti stime.
Bloccate al cerchio magico i conti all’estero, sequestrate azioni e ville in Francia e Sardegna. Vedrete che torneranno a essere “democratici”. Per la gioia degli esperti di geopolitica. Anche quelli di casa nostra. Che scrivono su giornali, finanziati da Eni.
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Autore: Andrea Riscassi
Macché Russia… Questa è Ucraina!
In questo giorni di imperialismo post-sovietico, mi è tornato alla mente questo vecchio (ma purtroppo attuale) spot del Corriere della sera.
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La dolce vita
Gli scontri di Roma visti dalla Reuters.
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A Donetsk il presidio dei filo-russi prosegue
Malgrado l’ultimatum lanciato dal parlamento ucraino.
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“Piombino non deve morire”
A Piombino un vero e proprio casting tra gli operai della Lucchini, promosso dalla CGIL Toscana, per la scelta di 10 volti di lavoratori delle acciaierie della città toscana. Oltre 100 operai hanno recitato alcuni versi del primo canto della Divina Commedia di Dante, e hanno rivolto un appello a Papa Bergoglio sulla loro drammatica situazione.
Il tutto servirà per un docu-film che sarà realizzato da Klaus Davi e BRW Filmland.
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