Telenova questa sera ha mandato in onda uno dei miei film preferiti: “Una giornata particolare”.
Il film di Ettore Scola racconta (senza mai mostrarla, ma solo facendola sentire come inquietante sottofondo) la visita di Hitler a Roma, nel 1938. La giornata alternativa trascorsa da Sofia Loren (moglie-fattrice insoddisfatta, malgrado l’apparente adesione al regime) e Marcello Matroianni (speaker dell’Eiar, in procinto di essere mandato al confino per disfattismo e soprattutto omosessualità) è uno dei più riusciti film contro il fascismo.
La pellicola ogni volta mi fa tornare alla mente una scena cui ho avuto la sorte di assistere. Dicembre 1996, camera ardente per Marcello Mastroianni alla Protomoteca del Campidoglio. Lavoro all’ufficio stampa del Comune (la prima Rai berlusconiana mi aveva – a quel tempo – bannato, impedendomi anche contratti di 15 giorni) e mi occupo della gestione mediatica dell’ultimo saluto di Roma al grande attore.
Verso le sette di sera la camera ardente chiude. Insieme ad alcuni vigili rimango però in zona.
Incredibilmente invece fotografi e giornalisti se ne vanno tutti.
Nessuno quindi si accorge che, intorno alle nove, arriva a portare un saluto privato, al suo Marcello, Sofia Loren.
Dentro, la scena è da brividi. Lei che abbraccia la bara e, piangendo, continua a ripetere il nome dell’attore.
La notizia, in assenza di social network, finirà suo giornali solo due giorni dopo.
Ai miei occhi quella scena continua a ricordare quella in cui, nel film, la Loren bacia Mastroianni, mentre lui non reagisce.
Davvero una serata particolare.
Ad maiora
Autore: Andrea Riscassi
Corso Bovio, cinque anni fa
Il ricordo di Maria di Lorenzo:
http://mariadilorenzo.wordpress.com/2012/07/09/corso-bovio/
Ad maiora
La domenica andando in Val Susa
Una valle militarizzata. Vale la pena salire in Val Susa per osservare di persona il cantiere del Tav.
Di domenica è meta di visita da parte di decine di persone. Molte arrivano fino al filo spinato che riduce la mobilità per chi voglia passare di qui. Alcuni si fermano ai cancello e urlano quel che pensano a poliziotti e soldati, chiusi dentro il recinto (sempre più grande, ogni mese che passa). I soldati da dentro osservano chiunque si muove (fuori) con i loro cannocchiali.
Mi ha ricordato scene che ho già vissuto a Cipro Nord-Sud, ma anche il confine tra Israele e Siria.
Chi voglia vedere il cantiere da vicino, lasci la macchina a Giaglione (tenendo il ristorante Da Genio a destra: ottima base di partenza e di arrivo, comunque:- si fanno molti interessanti incontri con militanti No Tav).
Il percorso è di una mezz’ora a piedi, camminando su una mulattiera, quasi mai ripida.
La Val di Susa si mostra, per larga parte del tragitto, in tutta la sua bellezza.
Solo alla fine compare l’autostrada e sotto il gigantesco cantiere della Tav. Circondato dal filo spinato. Un vero lager moderno.
Ad maiora.
Ps. Tornando, uno stop a Rivalta Torinese, uno dei comuni che insieme ad Avigliana è stato alle recenti amministrative conquistato dai No Tav. Oggi qui finisce una tre giorni di festa: frequentata da centinaia di persone.












