Month: settembre 2011

TAV/NO TAV: INTERVISTA A LUCA MERCALLI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dagli amici del sito http://www.cadoinpiedi.it
questa intervista a Luca Mercalli realizzata dopo il suo intervento sulla Tav a “Che tempo che fa” e le successive critiche.
Ad maiora
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Luca Mercalli replica alle accuse dei partiti ricevute dopo “Che Tempo che fa”: «Vogliono ghettizzare i valsusini. Dietro l’opera ci sono interessi enormi, ci sono miliardi promessi a qualcuno e forse già spesi. Due ragazze “no tav” in carcere, i delinquenti liberi»

Luca Mercalli nelle ultime ore è stato bersaglio di pesanti critiche da parte di alcuni partiti politici (in testa il Pd) per aver espresso parere contrario alla Tav Torino-Lione durante il programma di Fabio Fazio “Che tempo che fa”. Un attacco sorprendete che, però, fa emergere come gli interessi affinché la Tav venga realizzata siano enormi. Cadoinpiedi ha intervistato Luca Mercalli.

Perché una reazione così esagerata e compatta della politica al tuo intervento?

Questo me lo sto domandando anche io. Sicuramente è il segno che dietro a questa opera ci sono sicuramente dei grandi interessi perché se si arriva a una reazione così spropositata rispetto a un minuto di considerazioni, peraltro credo legittimate dalla libertà di opinione e anzi dall’informare la popolazione che non ci sono tutti i dati chiari a supporto di questa opera, è il segno evidente che sotto c’è qualcosa, che non è una “normale” opera a favore dei cittadini.

Cosa c’è di innominabile sotto la sigla TAV?

Ma credo che di innominabile ci siano tanti bei miliardi di euro estratti dalle pubbliche finanze e che probabilmente sono già stati promessi a qualcuno, o forse addirittura sono stati anche già spesi. E allora, adesso, non si può più tollerare qualsiasi voce dissonante che possa mettere in crisi l’inizio del cantiere e l’erogazione dei primi fondi pubblici.

Intanto due donne incensurate sono state arrestate, e sono in carcere da giorni. Non è anche questo un eccesso in tutti i sensi?

Ma infatti io sono stato fortemente attaccato per le parole che ho speso su questo fatto. Non ho certo difeso le due donne che non conosco, e poi io non ero sul posto, quindi non dico che il loro fermo sia stato ingiustificato. Ho semplicemente rilevato la sproporzione del trattamento che è stato loro riservato, considerando che sono due donne incensurate e che hanno una posizione nella società di una studentessa e di una madre di famiglia, perfino volontaria del 118. Penso che magari degli arresti domiciliari fossero più appropriati visto che ogni giorno vediamo delinquenti ben peggiori che girano a piede libero per le nostre strade. E quindi credo che è dovere della magistratura dare delle motivazioni più opportune per non esasperare una situazione che in Val di Susa è veramente critica, perché le persone in Valle di Susa si sentono ormai completamente ghettizzate ed etichettate in blocco come delinquenti e nemici dello Stato. Io stesso sono stato accusato da alcuni politici di istigare all’illegalità e alle azioni contro lo Stato, che mi sembrano delle cose eccessive ma soprattutto mi sembrano delle situazioni molto imprudenti. È una situazione dove invece bisognerebbe fornire alle persone elementi critici di giudizio basati sui dati ed è quello che ho chiesto nella seconda breve parte del mio intervento. Si esca da questo vicolo cieco e della contrapposizione e dell’ordine pubblico per rientrare nel dibattito rigoroso e scientifico basato sui dati che supportano, o meno, questa opera. Sappiamo che per il momento non ne sono stati presentati di credibili, c’è una petizione di 135 docenti universitari italiani che chiede di ristabilire una questione di metodo sull’esame di necessità dell’opera, se si passasse a questa fase io credo che si spegnerebbe tutto il problema dei sassi, del fortino, delle reti, delle persone che urlano e cose di questo genere, per passare a un dibattito assolutamente rigoroso sul piano del metodo scientifico.

Questa vicenda delle due ragazze in carcere, una madre di tre figli, ricorda Fuga di mezzanotte. Nessun giornale ne parla. Perché questo silenzio tombale?

Ma penso che faccia proprio parte di questa logica del ghettizzare una intera popolazione, una intera comunità. Ormai è da anni che noi assistiamo, io lo posso confermare vivendo all’interno di questa comunità e essendone parte, proprio un gioco all’indifferenza totale, a neutralizzare ogni genere di richiesta di esame delle istanze legate proprio alla necessità di questa opera, ignorando che non solo c’è una popolazione che protesta ma ci sono delle istituzioni. A me sembra incredibile che venga ignorata una Comunità Montana con un rappresentante di un partito politico, lo stesso tra l’altro che mi accusa. E questo è inaccettabile, è un rappresentante politico, è un’istituzione dello Stato italiano e quindi dovrebbe assolutamente essere ascoltato. Assieme alla Comunità Montana ci sono svariate decine di sindaci che sono altri rappresentanti dello Stato che si oppongono fermamente all’opera e che chiedono chiarezza.
Quindi lasciamo perdere un attimo le proteste di piazza, andiamo sull’istituzionale e proprio dal piano istituzionale vediamo che anche queste istituzioni sono completamente ignorate.

VIA LE MANACCE MAFIOSE DALLA CITTA’

Affollata presentazione a Milano del libro di Gianni Barbacetto e Davide Milosa “Le mani sulla città” (Chiarelettere). Del volume abbiamo parlato qualche giorno fa:

IL PROBLEMA DI MILANO NON E’ IL TRAFFICO

L’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta in cttà è molto approfondita. Andrebbe letta soprattutto da tutti quelle anime belle (o quei furbacchioni) che sostengono che “a Milano non c’è la mafia”.

Milosa, ha ricordato come è stato querelato qualche anno fa quando sosteneva la presenza della ‘Ndrangheta a Buccinasco (poi sono stati tutti arrestati). Mentre Barbacetto ha ammonito la nuova giunta milanese Pisapia sulla prova che non potrà fallire: evitare che le mafie mettano mano alla costruzione (quando e se inizierà) dell’Expo.

Interessanti e istruttivi sono stati gli interventi di due “colonne milanesi” Armando Spataro e Dario Fo.

Inutile che riassuma. Guardate e ascoltare.

Ad maiora.

http://youtu.be/aIDRlXWGEQI

http://youtu.be/xnaF9KJHV2o

http://youtu.be/LapqKYWHerE

http://youtu.be/28CFqGd_T7I

PISAPIA INCONTRA L’AMBASCIATORE RUSSO

Dall’ufficio stampa di Palazzo Marino riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Ricordando sommessamente che Milano è, insieme a Genova (e Brescia), la città che ha dedicato un albero ad Anna Politkovskaja nel locale Giardino dei Giusti.

Ad maiora.

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Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha incontrato oggi a Palazzo Marino l’Ambasciatore della Federazione Russa  Alexey Meshkov, accompagnato dal Console generale Alexey Paramonov. Per la nuova amministrazione milanese l’incontro è stato l’occasione per affermare la volontà di proseguire sulla strada di una proficua collaborazione in campo economico e culturale, anche in vista di Expo 2015 cui la Russia ha già dato convinta adesione.

L’Ambasciatore ha presentato ufficialmente al Sindaco gli eventi culturali  che animeranno la scena milanese nelle prossime settimane nel quadro dell’anno della Cultura e Lingua Russa in Italia e della Cultura e Lingua Italiana in Russia. Particolare attenzione è stata dedicata alla Stagione teatrale di San Pietroburgo che, in collaborazione con il Piccolo Teatro,  si svolgerà dal 13 ottobre  e vedrà l’arrivo a Milano di  245 artisti russi.  Un evento cui si affiancheranno numerose altre iniziative e che conferma i tradizionali legami tra Milano e San Pietroburgo, gemellate dal 1967,  all’indomani del cambio di amministrazione che entrambe le città hanno di recente conosciuto.
“Sono certo che con il nuovo Governatore Georgy Poltavchenko potremo avviare un proficuo rapporto di collaborazione  che possa contribuire allo sviluppo culturale ed economico delle nostre città in un momento in cui la crisi economica internazionale impone anche la ricerca di nuove modalità nei rapporti internazionali”, ha dichiarato il Sindaco Pisapia.

MASTER IN COMUNICAZIONE E SALUTE ALLA STATALE DI MILANO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Ad maiora

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Il Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Facoltà di Farmacia, Università degli Studi di Milano presenta la decima edizione del Master “Comunicazione e salute nei media contemporanei”

Obiettivo del Master è formare esperti in comunicazione scientifica in grado di trattare in modo professionale argomenti di salute nel rispetto di etica, qualità e attendibilità dell’informazione.

Percorso formativo:

500 ore di didattica interattiva suddivise tra lezioni frontali, laboratori ed esercitazioni guidate;

300 ore di stage presso case editrici medico scientifiche, agenzie di comunicazione e di stampa e uffici stampa di enti pubblici e privati.

Prospettive occupazionali:

I diplomati del Master avranno la possibilità di inserirsi in agenzie stampa, case editrici medico scientifiche, agenzie di comunicazione, uffici stampa e comunicazione esterna di enti pubblici e imprese private, nel settore ospedaliero, farmaceutico, alimentare e museale.

Le iscrizioni si chiuderanno il 29 settembre 2011.

Segreteria didattica e scientifica     

Informazioni:

Centro Studi Comunicazione sul Farmaco – via Balzaretti, 9 Milano

Tel. 02 50318244

centrostudifarmaco@unimi.it

http://www.unimi.it sezione Master/area Scientifica e Scientifico – Tecnologica

http://fbrunocsmc.ariel.ctu.unimi.it

http://users.unimi.it/farmaco.

 Con il patrocinio di: Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. U.N.A.M.S.I. (Unione Nazionale Medico Scientifica d’Informazione)

ANNA E LE ALTRE. PICCOLA STORIA DI ANNAVIVA

Oggi il Corriere della sera, nelle sue cronache nazionali, si occupa di giovani donne che hanno fatto una scelta diversa da quelle che svendono il loro corpo al vecchio drago.

Sono la stragrande maggioranza, anche se non fanno mai notizie.

Tra quelle su cui il quotidiano punta l’attenzione, ce ne sono alcune che mi sono particolarmente care. Sono quelle che hanno contribuito, insieme a chi scrive, a fondare Annaviva:

http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_18/coppola_agliati_2af08e20-e1e0-11e0-87d5-1f893d7963e9.shtml

Il direttivo di Annaviva (del quale non faccio parte) è – a parte il presidente, Roberto Felace – tutto composto da donne: Sabrina Triola, Anna Agliati, Pamela Foti e Marina Davydova. Svitlana Matsuska gestisce il sito e ci sprona sempre a fare meglio.

Sono russofoni, amanti della cultura russa, anzi di quella di tutto l’est europeo. Nemiche e nemici del putinismo, delle petro-democrazie, delle democrature sorte in tanti paesi (più orientali di noi) dopo la caduta del Muro di Berlino.

Hanno raccolto le firme “per non dimenticare Anna Politkovskaja”, hanno contribuito a far piantare un albero per Anna nel Giardino dei Giusti di Milano. Organizzato manifestazioni davanti al consolato russo o in centro di Milano (o alla libreria popolare di Via Tadino, nostro punto di riferimento) per ricordare Anastasia Baburova o Natalia Estemirova. Viaggi a Mosca, Varsavia o Kiev.

Ora, mentre preparano un convegno sulla Bielorussia, stanno tutte e tutti lavorando perché lo spettacolo teatrale Elsa K. dedicato alla tragedia cecena:

https://andreariscassi.wordpress.com/tag/elsa-k/

Non so se queste volontarie di Annaviva rappresentino un altro paese. Per me sono diventate una seconda famiglia, con la quale ci si sente quotidianamente per organizzare le attività associative. Dalle quali non si trae alcun vantaggio se non – per quanto mi riguarda –  guardarsi allo specchio alla mattina e non avere voglia di sputare.

Ad maiora