Day: 26 settembre 2011

MINISTRO CRITICA PUTIN-MEDVEDEV E TORNA A CASA

Sono bastate poche ore.
Il ministro delle Finanze russe Kudrin ieri ha criticato il tandem Putin-Medvedev e subito viene buttato fuori dal governo. Dimissioni (immagino spontanee) subito accettate:
http://eng.news.kremlin.ru/news/2858?utm_medium=twitter&utm_source=twitterfeed
La Russia di Putin (e del fido “Robin” Medvedev) è sempre la stessa. Incapace si accettare il dissenso.
Ad maiora.

SUICIDI E INDIFFERENTI

“Non ho chiuso il bar perché non mi e’ sembrato opportuno si è trattato di un fatto certamente grave, lo riconosco bene, ma voluto dalla signora. È lei che ha scelto di morire qui, forse perché questo bar le era diventato familiare. Mi spiace molto, era una donna molto gentile che da anni la domenica faceva colazione da noi, si sedeva al tavolo, appendeva la sua giacca all’attaccapanni proprio come ha fatto anche oggi, consumava, dava la mancia ai camerieri e usciva. Ma perché chiudere il bar? Aspettavo per pranzo 100 turisti in arrivo da Milano con due autobus, ed il locale era pieno di gente. Io devo pensare al bar, a pagare i dipendenti, e poi forse la signora avrebbe preferito questa riservatezza. E’ chiaro che se la polizia avesse disposto la chiusura del bar non avrei detto nulla. Ma così non e’ stato, e io ho cercato di proseguire il lavoro nella normalità. Anzi devo dire che chi è venuto a prendere la donna, ha anche pulito il bagno del più grosso, abbiamo solo dovuto togliere il poco rimasto”.

Così la titolare dello storico Caffè Piatti a Torino commenta la decisione di tenere aperto il negozio anche con una cliente suicida nel bagno. Parole agghiaccianti che però non hanno spinto L’autorevole Stampa a dedicare a questa notizia nemmeno un richiamo in prima pagina.

“Odio gli indifferenti” scriveva tanto tempo fa un sardo che aveva scelto Torino per le sue battaglie politiche e sindacali. Lui la notizia l’avrebbe sicuramente evidenziata.

“La morte di qualcuno è sempre qualcosa che chiama tutti a fermarci un attimo, a pregare e a entrare in sintonia con quella persona e la sua famiglia: il fatto che oggi al Bar Platti di Torino, dopo la morte di una povera donna in sofferenza, tutto sia proseguito come se nulla fosse accaduto, ci deve far riflettere”. Parole di Ernesto Olivero, fondatore del Sermig di Torino. Un altro che avrebbe dato rilievo alla notizia, cui avrà dedicato le preghiere mattutine.

Ieri un’altra donna è morta cadendo dall’alto di un palazzo all’interno dello stabilimento industriale della Foxconn, la societa’ taiwanese con stabilimenti in Cina che produce pezzi per Iphone, Ipad e altri prodotti Apple, al centro l’anno scorso di una serie di suicidi fra i suoi dipendenti. Niu Xiaobei è caduta dal sesto piano del dormitorio della fabbrica di Zhengzhou, nella provincia centrale dell’Henan, morendo sul colpo. Secondo le autorità cittadina, non si sarebbe trattato di suicidio ma di una tragica fatalità perché la ragazza sarebbe caduta mentre tentava di appendere degli abiti bagnati all’esterno della sua stanza, per farli asciugare. Almeno tredici dipendenti della Foxconn (che lavora anche per Nokia e Sony), si sarebbero suicidati nell’ultimo anno. Forse stavano tutti cercando di appendere abiti bagnati fuori dall’edificio.

Quando poco fa ho letto Franceschini che invita il governo a dimettersi perché “è suicida andare avanti così” mi sono venuti in mente la signora di Torino e quei quattordici cinesi.

Ad maiora.

ELSA K. 6,7,8 OTTOBRE IN SCENA A MILANO

Alla presentazione di “Elsa K.” alla Libreria popolare di via Tadino, Guido Duiella (libraio e amico) mi ha chiesto – un po’ stupito – come mai mi fosse cimentato anche nella scrittura di un testo teatrale.

Quando “Elsa K.” andrà in scena (6,7,8 ottobre al Teatro del Borgo, in via Formentini a Milano) saranno passati cinque anni dall’assassinio di Anna Politkovskaja.

Con gli amici di Annaviva ricordiamo il suo sacrificio dal 2007, con conferenze, presidi, manifestazioni, proiezione di documentari, assemblee pubbliche. Credo sia necessario cambiare la formula comunicativa. E lo dico da giornalista televisivo. Il teatro (è una banalità, lo so) è in grado di colpirti più nel profondo, di metterti davanti a te stesso, a volte anche più del video. Sono parole che evocano immagini e soprattutto fanno emergere sentimenti.

In questi anni ho avuto la fortuna e l’onore di presentare più volte “Donna non rieducabile” di Ottavia Piccolo (scritto da Stefano Massini, che da qualche giorno ha inaugurato il suo blog: http://www.stefanomassini.it/). Pur conoscendo la storia (e ormai il testo) a memoria, ogni volta, alla fine della rappresentazione, mi sono trovato da un lato spiazzato, dall’altro più forte.

Il testo che ho scritto racconta la Cecenia di oggi. Dà voce a chi non l’ha più. Elsa, Anna, Stanislav, Natalia. Si rivolge a noi uomini (potenziali stupratori) e soprattutto alle donne. Sperando che a un certo punto dicano basta e si prendano quel potere che i “maschi” hanno così malamente amministrato in questi millenni.

E non è un caso che, nelle parole mirabilmente lette da Sara Urban, la Politkovskaja se la prenda soprattutto con le donne, con la loro ignavia:

Vi aspetto a teatro.

Ad maiora

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EL’SA K

Di Andrea Riscassi

regia di Alessia Gennari,

con Fabio Paroni, Sara Urban e Paola Vincenzi,

musiche di Federico Gon.

6, 7, 8 ottobre 2011 – ore 21

Teatro del Borgo

via Formentini 10, Milano

Per info e prenotazioni: saraurban@lattoria.it