Month: settembre 2011

PROCESSO TIMOSHENKO: L’EVENTUALE CONDANNA RISCHIA DI ISOLARE L’UCRAINA

Julia Timoshenko continua ad aspettare in una cella di sicurezza il verdetto su una possibile condanna a dieci anni di carcere per aver sottoscritto (dietro il ricatto della chiusura dei rubinetti del gas) un contratto con la Russia che secondo le attuali autorità ucraine (e la magistratura che le segue) avrebbe aspetti criminosi. Da quelle parti il tema del gas e dell’energia è tutt’ora al centro del dibattito, anche per via dei gasdotti russo-itao-franco-tedeschi che bypasseranno il paese e la Bielorussia (e come dimostra la foto dell’Itar Tass che accompagna questo pezzo, c’è bisogno di un miracolo per sperare che metano circoli ancora in quei tubi).

Il Financial Times paventa che un’eventuale condanna minerebbe in maniera significativa i rapporti tra l’Unione europea e l’Ucraina:

http://www.ft.com/intl/cms/s/0/58ef88b2-daf1-11e0-bbf4-00144feabdc0.html#axzz1XeTknStF

Persino l’americanocentrico Obama potrebbe accorgersi che (anche se non ha tanto petrolio) esiste il nostro continente e magari far sentire la sua voce.

Il processo contro l’ex leader della Rivoluzione arancione è tutto politico. Il presidente Janukovich, in caso di condanna della sua rivale, vedrebbe consolidare la forza del suo Partito delle regioni. Nella repubblica post-sovietica, i condannati non possono infatti più candidarsi alle elezioni. Chissà cosa ne direbbero dalle nostri parti, dove l’attivismo principale di alcuni politici sembra essere quello di sfuggire ai giudici.

Forse almeno per questo, solidarizzeranno con la leader dell’opposizione di un paese europeo che rischia una lunga condanna non per tangenti, ma per una decisione di politica economica.

Ad maiora.

STUDIARE (PER FERMARE) L’IMPRESA MAFIOSA

Ricevo e volentieri pubblicizzo la notizia di questa summer school, diretta dal professore (e amico) Nando dalla Chiesa (che spero presto presiederà anche la commissione-comitato antimafia del Comune di Milano) sull’impresa mafiosa.

Il fatto che si svolga al nord e a pochi giorni dall’uscita dell’importante (si può ancora dire, malgrado i divertenti strali di Gianni Mura?) libro di Gianni Barbacetto, mi sembra vieppiù significativa.

Ad maiora.

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Lunedì 12 settembre presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano si inaugura, con il saluto di apertura del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, la prima Summer School sulla criminalità organizzata.

L’edizione di quest’anno, patrocinata dalla Commissione Parlamentare Antimafia, dal Comune di Milano e da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, è dedicata all’approfondimento e aggiornamento delle principali tematiche relative all’IMPRESA MAFIOSA.

Il rapporto tra mafia e impresa ha assunto sempre più centralità nel dibattito sulla criminalità organizzata e sulle misure operative e legislative volte a contrastarla. Dalle più recenti ricerche sociologiche ed economiche e dalle indagini giudiziarie emerge infatti un quadro segnato da preoccupanti novità. In particolare al modello dell’infiltrazione mafiosa nell’economia si sta sostituendo un modello di integrazione delle imprese mafiose nel tessuto socio-economico. Da qui l’importanza di munirsi, oggi, di nuovi e adeguati strumenti di analisi e di contrasto del fenomeno mafioso, in linea con le veloci trasformazioni delle sue manifestazioni nel contesto nazionale e internazionale.

La scuola, diretta dal Professore Nando dalla Chiesa con la collaborazione della dott.ssa Ombretta Ingrascì, si avvale di un corpo docente di altissimo livello, composto  da professori universitari e da esponenti di rilievo delle istituzioni, del mondo delle imprese e dell’associazionismo antimafia (Ivan Cicconi, Francesco D’Alessandro, Piercamillo Davigo, Gianluca Faraone, Francesco Greco, Lorenzo Frigerio, Mario Centorrino, David Lane, Ivan Lo Bello, Donato Masciandaro, Monica Massari, Loretta Napoleoni, Michele Polo, Michele Prestipino, Vincenzo Ruggiero, Rocco Sciarrone, Alberto Vannucci, Marco Vitale, James Walston).

I corsisti ammessi appartengono a diverse categorie professionali -giornalisti, insegnanti, studenti, esponenti delle forze dell’ordine, quadri di aziende private, di amministrazioni pubbliche e di organizzazioni del terzo settore.

Per maggiori informazioni:

summerschool.dssp@unimi.it

www.dssp.unimi.it/summerschool/organizedcrime

11.9 IL GIORNO CHE HA CAMBIATO IL MONDO

Alcune immagini fanno ormai parte del patrimonio culturale di chiunque sia nato nel precedente millennio. Altri fotogrammi li avremo forse rimossi, travolti da quel drammatico susseguirsi di video e foto che caratterizzarono la data simbolo dell’attacco alle Torri Gemelle.

L’11 settembre e’ stato il primo attentato in diretta tv e sotto l’occhio di centinaia di fotografi. Le opere dei migliori tra loro (da James Nachtwey a Steve McCurry, da Alex Webb a Gilles Peress e Susan Meselas) sono in mostra fino al 2 ottobre a Palazzo Reale di Milano. il giorno che ha cambiato il mondo, il titolo dell’esposizione, promossa da Palazzo Marino, Fondazione Forma in collaborazione col Corriere della sera:

http://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/portale/palreale.nsf/index.htm?readForm&settore=MCOI-66DHPH_HP

Le immagini ripercorrono quella giornata di New York iniziata con i due aerei lanciati contro le Torri Gemelle e finita tra macerie irriconoscibili, dove sono spesso i Vigili del fuoco l’unica forma di vita.

La luce di tante fotografie, ricorda – nella sua irrealtà – i colori dei quadri di Edward Hopper.

Nel cortile di Palazzo Reale sarà possibile vedere L’ultima cena globalizzata di Antonio Paradiso, realizzata con i resti delle Twin Towers.

Domenica alle 20 al Teatro alla Scala l’Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, sempre per il decennale, eseguiranno due opere con un loro perché. Il Canto del destino di Johannes Brahms (che mette in musica Hölderin e l’impotenza umana davanti a ciò che non si può conoscere):

http://youtu.be/hxwb0wC4gIE

E il War Requeim di Benjamin Britten, musica con la quale fu non a caso riconsacrata la Cattedrale di Coventry dopo la conventrizzazione:

http://youtu.be/Qplk3PL-ltw

Ad maiora

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11.9 Il giorno che ha cambiato il mondo

Palazzo Reale

Piazza Duomo, 12

Milano

Dall 10 settembre al 2 ottobre

Ingresso gratuito

LA LITUANIA CONCEDE L’ASILO POLITICO ALLA GIORNALISTA BIELORUSSA NATALIA RADINA

Della rocambolesca fuga di Natalia Radina da quella prigione a cielo aperto che è la Bielorussia avevamo parlato qualche settimana fa:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/08/11/fuga-dal-kgb-bielorusso-per-la-vittoria/

Dopo essere andata nei Paesi Bassi, la giornalista di Charter ’97 era arrivata a Vilnius, in Lituania per poter continuare a fare informazione sul suo paese (dove conta di tornare presto, una volta che sia diventato democratico).

Aveva chiesto asilo politico. Le autorità lituane ci hanno pensato un po’ su (sollecitate anche da una lettera di Annaviva che vorrebbe avere presto Radina ospite di un convegno sulla libertà di stampa da organizzare a Milano) ma oggi le è arrivato un permesso di 5 anni:

http://www.rferl.org/content/belarus_journalist_granted_asylum/24322089.html

Natalia Radina, imprigionata per la sua attività di giornalista alla fine dello scorso dicembre, ora può riprendere il suo lavoro nel sito di informazione su quel che accade per paese del Kgb:

http://charter97.org/en/news/

Ad maiora

CAMILA, L’ICONA MONDIALE DELLA PROTESTA

Oggi il Venerdì di Repubblica ha in copertina Camilla Vallejo Dowling, la giovane icona della rivolta studentesca cilena (ieri per protestare hanno replicato la manifestazione del bacio collettivo, pensando al futuro dei loro figli e della difesa della scuola pubblica).

Filippo Ceccarelli, nel parlare di Camila, scrive che “trent’anni di dominio dello spettacolo non sono passati invano: l’evoluzione dei modelli di leadership è una faccenda di sguardi e di contenuti comincia a riguardare i giovani”:

Nelle tv cilene, l’attenzione mediatica mondiale su Camila viene vissuta con stupore (maggiore se la notizia rimbalza dall’Italia):

http://youtu.be/ISYS89wijko

Anche da quelle parti, comunque, bella donna impegnata in politica scatena immediate reazioni maschiliste.

Un altro spunto per essere indignados.

Ad maiora.