Month: ottobre 2011

PIOVONO PIETRE, SERENE, MODERATE E SOPRATTUTTO A CHILOMETRI ZERO

Linea 94. Pioggerellina e freddo autunnale. Un tipo, con cuffiette d’ordinanza sta leggendo un libro. Ride. Da solo, come uno scemo.

Quello scemo sono io. E il libro è Piovono pietre di Alessandro Robecchi che Laterza ha appena mandato in libreria.

Compratelo, fatevelo prestare o noleggiare. Ma soprattutto leggetelo.

Le “cronache marziane da un paese assurdo” si snodano su alcuni concetti chiave: la serenità, il moderatismo e il chilometro zero.

Sereni d’Italia è il primo paragrafo che già vale il prezzo del biglietto, anzi del volume: «Sereno. È quasi sempre una parola ostentata, comunicata al mondo e proclamata. C’è chi tiene a far sapere in giro che è sereno, lo grida e lo rivendica. Lo scrive e lo timbra come un’autocertificazione. Mi chiedo perché. Dubito che lo farebbe uno che è sereno sul serio, seraficamente intento a godersi la sua serenità senza farsi un vanto o un annuncio per le masse. C’è dell’ipocrisia, inutile negarlo. Dice “sono sereno” chi non è sereno per niente, è un’affermazione con la smentita incorporata, una palinodia in tempo reale. Viene il sospetto che “sono sereno” sia una scappatoia buona per quando si resta senza parole. Non proprio un’alzata di spalle, non ancora ma qualcosa che la precede, una mossa propedeutica al mettersi il cuore in pace. Diciamolo il “sono sereno” suona un po’ come un “ma lasciatemi in pace”. Amen.». Robecchi, da genio della satira qual è (collabora d’altronde con Crozza e fa le Figu su Rai 3), nel testo non dimentica anche Piergianni Prosperini che, al momento dell’arresto, più che sereno si disse “bello tranquillo, paciarotto”.

E paciarotto è anche Robecchi quando affronta il secondo cardine del suo libro: il moderatismo. Se la prende col “Bokassa dei moderati”, dallo stile di vita moderatissimo: «Costruirsi un vulcano in giardino non vi pare un illuminante segnale di sobrietà? Solo gente moderatamente cieca potrebbe scambiare tutto ciò per moderatismo. Eppure.»

Eppure Robecchi (che definisce il Grande Fratello, «una cosa demodé come il rosolio») si occupa del moderatismo imposto a noi telegiornalisti. Come le colleghe del Tg1 criticate perché “fanno le facce”: «A questo siamo. Al moderarsi la faccia, alla censura delle espressioni del viso. Il che è bizzarro, a pensarci, di fronte a visi pochissimo moderati: labbra gonfie come gommoni Zodiac, zigomi sostenuti da putrelle in silicone, iniezioni di botulino. Ma fare una faccia perplessa no, non è consentito».

Ma si rivolge anche ai giornalisti economici, alle frasi fatte di chi segue l’andamento della finanza, alle “espressioni figurate” e “descrizioni immaginifiche”: «Tipo la Borsa che si muove in territorio negativo, come se fosse una specie di giungla dove le azioni vengono catturate e forse mangiate da chissà quale selvaggio feroce e incivile. Mentre se la Borsa si muovesse in territorio positivo sarebbe, chissà, uno scampanellare di cherubini ricchi in euro, dollari o materie prime, che festeggiano gioiosi perché la Borsa sale. Il che significa, dati i tempi, che qualcuno ha perso il lavoro, che quel che si faceva a Padova ora si fa in Moldova, che costa meno. Su le azioni, hurrà! Territorio positivo! E un sacco di nuovi poveri che non sanno che fare. Forse girano a vuoto, esuberi umani, incazzati come cobra».

Ultima icona moderna, il chilometro zero: «Se devo dirla tutta, questa faccenda del chilometro zero, presa alla lettera, può portare alla denutrizione. Ad esempio: io abito nel centro di Milano. Dunque, ho passato due giorni a fare l’elenco di cosa potrei mangiare che sia allevato o coltivato, o che cresca spontaneamente, a meno di un chilometro da casa. Alla fine ho optato per certe bacche raccolte ai giardinetti, di cui ignoro tutto e specialmente se siano commestibili, e una gustosa insalata scovata in un’aiuola spartitraffico. Purtroppo non esistono ulivi, né saline e dovrò mangiarla scondita. Non importa. È il principio che conta». Ma non solo: «Chi voglia affinare le sue qualità di animale tecnologico totale mangiando a “chilometri zero” nel centro di una grande città è bene che si alleni. Catturare un piccione non è poi così difficile: se ne trovano di zoppi, perché il traffico cittadino ha anche i suoi pregi».

Potrei continuare, ma poi non finisce che non me lo leggete.

Un tempo Piovono pietre era la trasmissione mattutina di Robecchi su Radio popolare. Quel risveglio – tra il divertito e l’amaro – non c’è più da anni. Ma è lo stesso spirito che alimenta queste pagine.  Per chiudere con una citazione interna al volume, è una delle cose per cui vale la pena vivere.

Ad maiora.

……………..

Alessandro Robecchi

Piovono pietre

Editori Laterza

Bari, 2011

Pagg. 181

Euro: 15

SE SARKOZY E LA MERKEL CI RUBANO ANCHE IL MESTIERE DI FAR RIDERE

La risata di Sarkozy alla domanda su Berlusconi ha suscitato una levata di scudi nazionalistI su molti giornali. Ma il presidente francese e la cancelliera tedesca Merkel, dietro i loro scranni, sembrano più che altro due personaggi dei Muppet Show.

Lei, da zia premurosa, ha d’altro canto regalato a lui – ovviamente a favore di fotografi e telecamere – un peluche da portare alla nuova arrivata all’Eliseo. Bleah.

Perché allora innervosirsi, o addirittura inalberarsi per quelle mezze risate e occhiate?

Forse per una sorta di lesa maestà. Nel mondo siamo sempre stati noi i maestri di quella Commedia dell’arte che aveva ed ha il principale compito di trasformare tutto ciò che arriva in palconescenico in una buffonata. E ora sembra che francesi e tedeschi ci vogliano togliere anche questo primato.

Noi ci abbiamo provato per anni, facendo le corna nelle foto ufficiali, cucù da dietro le colonne, abbracciando i leader mondiali come fanno i bambini quando si ritrovano per il primo giorno della seconda elementare.

La crisi del berlusconismo si misura anche in quella risata, anzi in quel mezzo sorriso di compiacenza, che due “statisti” europei riservano a chi guida il governo italiano.

Dopo le prossime elezioni in Francia e in Germania, vedremo se quei due saranno ancora dietro il trespolo presidenziale. Se sorrideranno ancora insieme, insomma.

Da noi invece, come dice ogni giorno Angelino Alfano, non ci sono dubbi sul ricambio: Berlusconi sarà candidato “premier” anche nel 2013.

Per il 2018, vedremo. Sempre che una risata non ci seppellisca tutti.

Ad maiora.

LIBERATO IL RIFUGIATO CECENO ARRESTATO!

Annaviva annuncia che il rifugiato ceceno che era stato arrestato qualche settimana fa dalle autorità italiane su richiesta di quelle russe sarebbe stato liberato. Usiamo il condizionale, perché siamo in attesa di conferma definitiva (la notizia ci arriva infatti dall’organizzazione internazionale della diaspora cecena).

L’uomo, insieme alla sua famiglia, nella giornata di oggi dovrebbe fare rientro in Francia, paese che gli ha riconosciuto lo status di rifugiato politico.

Nel ringraziare tutti coloro che in questi giorni si sono mobilitati per la liberazione di Ibraev, non possiamo non  sottolineare quanto il nostro paese sia un luogo poco sicuro per rifugiati politici. Da ovunque provengano.

Ad maiora.

Ecco la traduzione del comunicato della diaspora cecena postato ieri: 

http://www.ichkeria.info/new/10173-2011-10-20-19-39-47.html

Rinat Ibraev è libero!

Al momento, Rinat Ibraev, rifugiato politico, si trova con la moglie e i suoi bambini. Domani (sabato 22, Ndr) lui e la famiglia partiranno per la Francia.

L’organizzazione OUFKL esprime la propria gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito alla liberazione di Rinat Ibraev,: Bernardo dalla Francia, Ines Scholz dall’Austria, Victoria Pupko dall’ America (Boston), Abdurakhman e Salavat dall’Austria.

Ricordiamo che sabato 8 ottobre Rinat è stato arrestato in Italia, a Udine, su richiesta delle autorità russe. Alla fine, per decisione dei giudici, è stato rimesso in libertà.

ELSA K. ECCO LA CLIP! (da vedere e condividere)

Non mi ricordo se quello alla fine è riuscito a violentarmi.

Ricordo però che ho lottato con tutte le mie forze. Soprattutto quando mi hanno chiuso con lui nel suo appartamento. Io non ci volevo stare lì.

Non capivo quel che mi diceva. Eppure mi era chiaro cosa volesse da me.

Io non volevo.

 

Inizia così “Elsa K.”, testo teatrale dedicato alla tragedia cecena che è andato in scena a ottobre al Teatro del Borgo di Milano.

Ora Annaviva e LattOria cercano nuovi teatri dove metterlo in scena.

A tal fine abbiamo realizzato, grazie all’aiuto di Paolo Semeraro, Edoardo Bossi e Adelmo Letizia, questa clip:

http://youtu.be/D1WEhKirc9w

Chi ha voglia e tempo la guardi e la diffonda per far girare “Elsa K.”

Grazie.

Ad maiora.

ETA ANNUNCIA LA FINE DELLA LOTTA ARMATA

Distratti dall’uccisione di Muhammar Gheddafi, ieri non ci si è concentrati abbastanza sulla dichiarazione fatta dai dirigenti di Eta della fine della lotta armata.

E’ la prima volta che succede.

Una dichiarazione che ricorda quelle analoghe dell’Ira in Nord Irlanda, nel 2005:

http://news.bbc.co.uk/2/hi/4720863.stm

Il movimento terrorista basco, che ha ucciso 829 persone, chiede a Spagna e Francia colloqui diretti.

Il video è stato postato su Gara, il sito on line degli indipendentisti baschi:

http://www.gara.net/

Ad maiora.