Sul caso delle Pussy Riot continua la mobilitazione internazionale (e russa).
Dopo i Red Hot, anche Sting si è unito ad Amnesty International per chiedere la liberazione immediata delle tre artiste in cella per un concerto anti-putiniano nella Chiesa del Cristo Salvatore:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120725_00633_NE.shtml
Qui un’analisi sul gruppo punk rock femminista apparso sul Moscow Times:
http://russiaoggi.it/articles/2012/07/24/pussy_riot_ne_sciocche_ne_hooligans_16835.html
Ad maiora
