Kazcynski

SUICIDA LEPPER, LEADER POPULISTA POLACCO

Si deve avere umana pietà verso chi muore, soprattutto se si suicida. Ma è utile ricordare chi fosse Andrzej Lepper, politico polacco trovato suicida ieri nella sua casa di Varsavia. Di lui avevo scritto in un capitolo di Bandiera arancione la trionferà dedicata alla democrazia monozigote a quei tempi regnante in Polonia. Lepper è stato infatti al governo quando la Polonia era retta dai gemelli Kazcynski (uno dei quali è morto nell’incidente aereo di Smolensk).

Lepper era conosciuto come il Le Pen polacco. Uno capace di dire in parlamento, per difendere un collega accusato di stupro di una escort, che “una che fa la prostituta non può essere stuprata”. A Lepper piacevano sia Lukashenko che Hitler e riteneva (non unico fra i polacchi, ahinoi) che il “peggior nemico della Polonia è la nazione giudaica”. Gli ebrei in Polonia sono poche migliaia. Prima della shoah erano tre milioni.

Ex allevatore di maiali ma anche pugile, Lepper era stato funzionario del Partito comunista polacco. Poi con la democrazia aveva cominciato le lotte contro l’Unione europea, bloccando i camion di merci che entravano nel paese. Aveva fondato il partito xenofobo Samoobrona, che significa autodifesa.  Grazie a questo piccolo ma vivace movimento politico (ora in calo di consensi) aveva conquistato il ministero dell’Agricoltura e la carica di vice-primo ministro tra il 2005 e il 2007. Poi come tanti di questi moralizzatori alla Haider era incappato in uno scandalo sessuale, accusato di aver preteso un rapporto da una militante del suo partito in cambio di un posto di lavoro.

A 57 anni è stato trovato senza vita negli uffici del partito a Varsavia.

Sono certo che per lui pregheranno all’emittente polacca Radio Maryja.

Ad maiora.