Alcuni tra i principali intellettuali ucraini hanno sottoscritto una lettera aperta indirizzata alla società ucraina nella quale condannano il processo contro la Timoshenko e invitano gli ucraini a non essere indifferenti rispetto alle ingiustizie perpetrate dal regime Janukovych: “Abbiamo ancora la possibilità di fermare tutto questo! Non dobbiamo tacere!”, scrivono.
I firmatari sono un gruppo eterogeneo di 28 tra scrittori, studiosi e commentatori, che vanno da ex dissidenti sovietici come Ivan Dzijuba, Bogdan Horijn, e Levko Lukijanenko ad ex scrittori sovietici Roman Ivanijchuk, Dmitro Pavlijchko, e Juri Mushketijk al filosofo liberale Miroslav Popovich fino a scrittori più giovani come Juri Andruchovič, Larissa Denijsenko, Sergei Zhadan, Vasil Shklijar e Iren Rozdobudko e i noti commentatori politici ucraini quali Mikola Rijabchuk e Sergei Hrabovskij.
Secondo gli autori dell’appello il processo Timoshenko rischia di allargare la repressione “contro tutti coloro che sono politicamente scomodi per il regime, contro i pensionati e le piccole imprese, contro i giovani attivisti, contro tutti coloro che si oppongono allo scivolamento del paese a una condizione feudale e criminale di controllo oligarchico e la distruzione della identità nazionale ucraina”.
E concludono: “La marcia indietro della democazia, cui stiamo assistendo, chiuderà la strada dell’Ucraina verso l’Europa, mentre allo stesso tempo spalancherà le porte a oriente, al nostro passato sovietico. Il caso Julia Tymoshenko riguarda ognuno di noi. Qui e ora siamo di fronte al Rubicone. Se le autorità lo attraversano, ci andremo di mezzo in molti nel futuro. Ma allora non ci sarà nessuno a scrivere appelli e inviti alla mobilitazione. Ci schiaccerà con calma e in solitudine. E’ già chiaro oggi quanto le autorità vogliano spaventarci. Ed avendo seminato terrore, è evidente la carenza di fiducia tra coloro che non hanno ancora perso la capacità di lottare per la loro nazione, come per i diritti economici, sociali e politici”.
Per gli autori dell’appello, il processo alla Tymoshenko sarà uno spartiacque oltre il quale l’Ucraina si avvierà verso un’autoritarismo putiniano. Chissà se l’Europa, in preda a crisi economica e recessione, se ne sta accorgendo.
Anche allo stadio non va meglio per Janukovich. O almeno non va meglio tra i tifosi della Dinamo Kiev che ringraziamo gli abitanti del Donbass (la regione orientale del paese) per aver “regalato” un presidente “senza cervello”:
Un tempo la Dinamo dominava il campionato (e se la cavava bene anche in Europa mentre ora non conta più molto: ieri sera non ha giocato perché già eliminata). Ora invece sono i rivali dello Shaktar Donetsk dell’oligarca Achmetov, vicino a Yanukovich, a vincere sempre (persino la Coppa Uefa nel 2009, primo club ucraino). Di qui le critiche, anche allo stadio.
Ad maiora.