Atalanta, i giornali di giovedì 24 settembre: Ederson chiamato a rilanciare la Dea, quattro azzurri cercano riscatto e si parla di de Roon del Papu e di Palladino

La sosta divide l’Atalanta tra chi cerca una ripartenza in Nazionale e chi resta a Bergamo per preparare il rilancio. I giornali di oggi si concentrano sui quattro nerazzurri nell’Italia di Mancini e sul ruolo di Ederson. Spazio anche agli ex de Roon, Papu Gomez e Palladino. E al vivaio dell’Albinoleffe.

L’Eco di Bergamo apre con «Un poker in cerca dell’asso. Quattro toni di nerazzurro». Matteo Spini racconta le prospettive di Carnesecchi, Scalvini, Scamacca e Raspadori: «Restano quei quattro: hanno percorsi diversi e motivi simili, con l’intento di rilanciare la propria stagione anche attraverso la parentesi azzurra».

Per il portiere il giornale parla del «paradosso del numero uno»: «È un vero numero uno, ma non ha ancora esordito con la maglia della Nazionale, nonostante una decina di panchine». Davanti resta Donnarumma, ma i quattro impegni ravvicinati possono offrire un’occasione.

Scalvini, invece, «ha bisogno di continuità con il nuovo assetto e qui Atalanta e Italia possono aiutarsi a vicenda». Sulla caviglia, Spini scrive: «Contro la Juve si è fatto male, ma l’acciacco è cosa da poco, tanto che è rimasto a Coverciano e al massimo salterà la prima partita».

Per Scamacca il tema è la fiducia: «Ora aspetta la fiammella che possa accendere la sua stagione, rompendo la maledizione azzurra». Raspadori segue invece un percorso diverso: «Chi è dato come probabile titolare è Giacomo Raspadori, che nell’Atalanta ha appena perso il posto, a causa dell’arrivo di Rowe». La Nazionale, osserva Spini, «è sempre stata la sua oasi felice, anche quando giocava poco con il club».

La Gazzetta dello Sport affida a Matteo Brega il ritratto del capitano: «La prova di maturità di capitan Ederson: rilanciare l’Atalanta». Il brasiliano «non si nasconde tra le pieghe del momento» e il giornale riprende le sue parole dopo la Juventus: «Penso che in questo momento la squadra debba giocare più libera di testa, ce l’abbiamo messa tutta per imparare quello che chiede il mister, però anche questo cambiamento porta fatiche mentali dopo tanti anni con lo stesso sistema».

Brega sottolinea come Ederson abbia raccolto l’eredità di de Roon anche fuori dal campo: «Non solo ha infilato la fascia al braccio, ma si è immerso anche nella concretezza della quotidianità». Accogliere i nuovi arrivati e trasmettere i principi del club sono parte del compito.

La mancata convocazione con il Brasile gli permette di lavorare a Zingonia e confrontarsi con Sarri. Sul tema della mancanza di personalità, il quotidiano riporta ancora le parole del centrocampista: «Non la penso così. Abbiamo tanti giocatori di personalità. Abbiamo iniziato a pensare tanto difensivamente e lasciato qualcosa a livello offensivo». E aggiunge: «Abbiamo giocatori forti, dobbiamo solo sbloccarci mentalmente».

Il Corriere della Sera, edizione di Bergamo, titola «Atalanta, 13 partiti per le Nazionali. Sarri resta al lavoro solo con 9 giocatori». Marina Belotti parte dai convocati per la Juventus: «Del 22 atalantini convocati da Sarri per la Juve, 13 sono partiti per le nazionali». Una Zingonia svuotata, con le ulteriori assenze degli infortunati Hien, Sulemana e Kossounou.

La speranza, scrive Belotti, è che i nazionali «possano anche scendere in campo per mantenere il ritmo partita, ritrovando magari quell’entusiasmo e quella leggerezza che Sarri non sta più vedendo in loro in Serie A». Il calendario propone anche due incroci nerazzurri: Italia-Belgio, con De Ketelaere opposto ai quattro azzurri, e Polonia-Bosnia, con Zalewski contro Kolašinac.

L’Eco di Bergamo dedica il notiziario al programma della squadra: «Cinque giorni di riposo per la squadra. Martedì la ripresa». «Sarri ha concesso cinque giorni di riposo», dopo aver scelto di continuare a lavorare subito dopo la Juventus. Il gruppo si ritroverà martedì pomeriggio.

Tanto lo spazio per gli ex con La Gazzetta dello Sport che dedica una pagina a «De Roon il fedelissimo». Alessio D’Urso apre così: «Se il calcio di Gian Piero Gasperini fosse una macchina da corsa, Marten de Roon ne sarebbe il motore inesauribile. Se fosse uno spartito musicale, il metronomo».

Il centrocampista sta ritrovando la condizione a Trigoria: «Approfittando della sosta il jolly di centrocampo sta ritrovando ora le frequenze giuste, destinato com’è a ritagliarsi un ruolo importante in giallorosso». La pagina ricorda le 445 presenze con l’Atalanta e i primi 35 minuti complessivi nella Roma.

Sul Corriere dello Sport, Claudio Beneforti firma un articolo titolato «L’altro Palladino», con il richiamo «Dal clamoroso no alla Dea al sì immediato al Bologna. Alle radici della scelta». Il punto è il contratto triennale accettato in rossoblù dopo quello rifiutato a Bergamo. Che poi l’ha sollevato dall’incarico.

Beneforti riporta la ricostruzione secondo cui Palladino avrebbe chiesto alla Dea clausole per potersi liberare in caso di chiamata di una grande squadra. Lo stesso autore precisa però che si tratta di «una ricostruzione di parte». Il giornale ricorda anche il bilancio atalantino del tecnico: 18 vittorie in 39 partite complessive e la qualificazione alla Conference League.

L’Eco di Bergamo annuncia «Gomez negli Emirati. Giocherà a Dubai in B». Il Papu, dopo la risoluzione consensuale con il Padova, sceglie il Forte Virtus. Il giornale ripercorre il legame con Bergamo: «L’Atalanta resta la squadra principale nella storia di Gomez: sei anni e mezzo, 252 presenze, 59 gol e tanti momenti speciali». E pareccchi dolci ricordi in Viale Giulio Cesare e dintorni.

C’è poi l’Atalanta radicata sul territorio: l’Eco di Bergamo, nell’articolo di Lorenzo Sala, titola «“Ragazzi, sport e territorio: è nel Dna dell’Atalanta”». Alla presentazione della ventiquattresima edizione de «La scuola allo stadio», Roberto Samaden spiega: «Con questo progetto vinciamo un trofeo ogni anno».

Anche il Corriere della Sera, edizione Bergamo, riprende l’iniziativa con «Allo stadio si impara. Torna il progetto di educazione civica». Tra i temi, ambiente, contrasto al bullismo e al razzismo. Il testimonial Davide Ghislandi ricorda l’importanza di «tenersi un piano B oltre al calcio».

Le pagine azzurre guardano anche all’Under 21. La Gazzetta dello Sport titola «Carica Favasuli: “Seguiamo il mister, dà forma ai sogni”». Davide Giovanzana racconta il percorso dell’esterno passato dal Catanzaro al Napoli e il rapporto con Silvio Baldini che a giugno li ha portati tutti in prima squadra: «Nessun altro avrebbe fatto quella scelta, ma lui crede così tanto in noi che farebbe qualsiasi cosa».

Sul Corriere dello Sport, Fabio Tarantino firma «“Se seguo Allegri cresco”». Favasuli racconta: «Noi ragazzi abbiamo qualcosa in più rispetto al passato. Sicuramente sta cambiando qualcosa».

Tuttosport allarga lo sguardo ai vivai bergamaschi con «Così è nata l’Italia targata AlbinoLeffe. “Occhio e calma”». Vincenzo Bellino racconta le strade degli azzurri Massimo Pessina, Issa Doumbia e Mohamed Alì Zoma attraverso le parole del direttore sportivo Marco Malenchini: «Si parte dall’individuazione del talento, poi bisogna rispettarne i tempi e accompagnarlo nella crescita».

Su Pessina: «In tutto quello che faceva trasmetteva grande sicurezza». Il principio del lavoro sui giovani è riassunto così: «Riconoscere delle qualità ancora da definire, arrivare prima degli altri e costruire ogni ragazzo partendo dai suoi punti di forza, senza trascurare ciò che deve migliorare».

Infine, il mercato degli svincolati sul Corriere dello Sport: Eleonora Trotta presenta «Ecco Alaba», il rinforzo dell’Udinese. Nel riquadro dedicato ai giocatori senza contratto compare anche Francesco Acerbi: «Con la centrale dell’Inter è stato nei pensieri del Bologna e del Sassuolo. Anche l’Atalanta – il Torino ci avevano pensato, senza però affondare il colpo».

Ad maiora

Atalanta, ultimo allenamento e ripresa il 29 settembre: terapie per tre, occhi su Scalvini e sui tredici nerazzurri in nazionale

L’Atalanta chiude la prima parte della sosta e dà appuntamento a martedì 29 settembre. Questa mattina, a Zingonia, il gruppo rimasto a disposizione di Maurizio Sarri ha svolto un’attivazione tecnica, esercitazioni sul possesso palla, una partitella a campo ridotto e una parte conclusiva in palestra. Hien, Kossounou e Sulemana proseguono le terapie.

Per tredici nerazzurri, invece, il calendario resta fitto: dodici sono convocati nelle nazionali maggiori, uno nell’Under 21 slovena. Il prossimo appuntamento dell’Atalanta in campionato sarà lunedì 12 ottobre, alla New Balance Arena contro il Venezia.

L’attenzione bergamasca si concentra soprattutto su Giorgio Scalvini. Il difensore ha salta l’allenamento azzurro di martedì per un fastidio alla caviglia iniziato nella partita persa contro la Juventus. Resta da verificare se sarà già disponibile per l’esordio in Nations League.

Con Scalvini, nella nazionale di Roberto Mancini, ci sono Marco Carnesecchi, Giacomo Raspadori e Gianluca Scamacca. Venerdì 25 settembre, all’Olimpico, l’Italia affronta il Belgio: dall’altra parte c’è Charles De Ketelaere, confermato anche dal nuovo commissario tecnico Mark van Bommel. Una sfida che potrebbe quindi coinvolgere cinque atalantini.

Gli azzurri proseguiranno le loro partite di Nations contro la Turchia il 28 settembre, la Francia il 2 ottobre e ancora la Turchia il 5. Per De Ketelaere, dopo Roma, arrivano Francia, Turchia e nuovamente Francia.

Ad aprire gli impegni, domani, sono Franck Kessie e Lazar Samardžić. Il centrocampista ivoriano prepara la sfida con il Ghana a Bouaké, valida per le qualificazioni alla Coppa d’Africa: seguiranno Somalia il 29 settembre e Camerun, in amichevole, il 3 ottobre. Samardžić è invece nella Serbia di Veljko Paunović. Il primo avversario è la Grecia, poi arrivano Olanda, Germania e ancora Olanda.

Un altro incrocio fra compagni nerazzurri riguarda Sead Kolašinac e Nicola Zalewski. Bosnia e Polonia si affrontano due volte, il 25 settembre e il 5 ottobre. Nel mezzo, il difensore bosniaco trova Romania e Svezia, l’esterno polacco incontra le stesse avversarie ma nell’ordine inverso.

Quattro appuntamenti anche per Mario Pašalić: la Croazia affronta la Repubblica Ceca il 26 settembre, la Spagna il 29, l’Inghilterra il 3 ottobre e nuovamente la Spagna il 6.

Eljif Elmas, con la Macedonia del Nord, trova la Svizzera il 26 settembre, la Slovenia il 29, la Scozia il 3 ottobre e ancora la Svizzera il 6. Il Montenegro di Nikola Krstović comincia invece contro Cipro il 25 settembre, prima delle sfide con Armenia il 28, Lettonia il 2 ottobre e nuovamente Armenia il 5.

Chiude il gruppo Relja Obrić, unico convocato in una selezione Under 21. La Slovenia lo attende per le qualificazioni all’Europeo 2027: contro Israele il 29 settembre e contro l’Olanda il 2 ottobre, entrambe a Murska Sobota.

Al ritorno, Sarri dovrà ricomporre il gruppo e preparare la ripartenza contro il Venezia. Che ha appena confermato Stroppa in panchina.

Ad maiora

Atalanta, come cambia l’impiego con Sarri: più spazio a Ederson e Scalvini, scendono Pasalic e Krstovic

Sette partite ufficiali per misurare come cambia l’impiego dei giocatori dell’Atalanta. Il confronto comprende cinque giornate di Serie A e due incontri europei per ciascuna stagione: nel 2026/27 le sfide di Conference con l’Hapoel e le gare di campionato contro Sassuolo, Bologna, Roma, Cagliari e Juventus; nel 2025/26 Pisa, Parma, Lecce, Torino e Juventus, più le partite di Champions contro Paris Saint-Germain e Club Brugge. Il massimo individuale è di 630 minuti, recuperi esclusi.

Il salto più netto è quello di Ederson: dai 79 minuti del precedente avvio passa a 598, con un incremento di 519. È il giocatore di movimento più utilizzato da Sarri. Cresce anche Scalvini, da 273 a 566 minuti: 293 in più. I numeri raccontano il loro peso nella squadra, ma risentono anche della diversa disponibilità fisica nei due periodi.

Scamacca passa da 137 a 341 minuti, guadagnandone 204. Krstovic scende invece da 435 a 289, perdendone 146. Nelle prime sette gare di questa stagione i due centravanti si dividono esattamente i 630 minuti disponibili, senza essere utilizzati insieme.

Aumenta lo spazio di Samardzic, da 261 a 396 minuti. Salgono anche Kossounou, da 415 a 540, Bernasconi, da 184 a 292, e De Ketelaere, da 323 a 386. Bernasconi,

Atalanta, come cambia l’impiego con Sarri: più spazio a Ederson e Scalvini, scendono Pasalic e Krstovic

Sette partite ufficiali per misurare come cambia l’impiego dei giocatori dell’Atalanta. Il confronto comprende cinque giornate di Serie A e due incontri europei per ciascuna stagione: nel 2026/27 le sfide di Conference con l’Hapoel e le gare di campionato contro Sassuolo, Bologna, Roma, Cagliari e Juventus; nel 2025/26 Pisa, Parma, Lecce, Torino e Juventus, più le partite di Champions contro Paris Saint-Germain e Club Brugge. Il massimo individuale è di 630 minuti, recuperi esclusi.

Il salto più netto è quello di Ederson: dai 79 minuti del precedente avvio passa a 598, con un incremento di 519. È il giocatore di movimento più utilizzato da Sarri. Cresce anche Scalvini, da 273 a 566 minuti: 293 in più. I numeri raccontano il loro peso nella squadra, ma risentono anche della diversa disponibilità fisica nei due periodi.

Scamacca passa da 137 a 341 minuti, guadagnandone 204. Krstovic scende invece da 435 a 289, perdendone 146. Nelle prime sette gare di questa stagione i due centravanti si dividono esattamente i 630 minuti disponibili, senza essere utilizzati insieme.

Aumenta lo spazio di Samardzic, da 261 a 396 minuti. Salgono anche Kossounou, da 415 a 540, Bernasconi, da 184 a 292, e De Ketelaere, da 323 a 386. Bernasconi nelle prime cinque giornate dello scorso campionato aveva giocato appena quattro minuti, ma aveva disputato per intero entrambe le gare di Champions, grande intuizione di Juric.

Il calo maggiore tra i giocatori impiegati in entrambe le stagioni riguarda Pasalic: da 582 a 220 minuti, 362 in meno. Il croato aveva giocato per intero le due prime partite di Champions del 2025/26. Scendono anche Bellanova, da 575 a 461 minuti, e Zappacosta, da 250 a 197. Zalewski sale invece leggermente, da 251 a 280: nel dato attuale pesano sopratutto i 162 minuti raccolti nelle due gare di Conference.

Il confronto individuale, nell’ordine 2025/26 → 2026/27:

Carnesecchi: 630 → 630, invariato.
Ederson: 79 → 598, +519.
Scalvini: 273 → 566, +293.
Kossounou: 415 → 540, +125.
Bellanova: 575 → 461, −114.
Samardzic: 261 → 396, +135.
De Ketelaere: 323 → 386, +63.
Scamacca: 137 → 341, +204.
Kolasinac: 0 → 310, +310.
Bernasconi: 184 → 292, +108.
Krstovic: 435 → 289, −146.
Zalewski: 251 → 280, +29.
Pasalic: 582 → 220, −362.
Zappacosta: 250 → 197, −53.
Hien: 388 → 0, −388.
Kamaldeen: 295 → 0, −295.
Sportiello: 0 → 0.
Obrić: 0 → 0.

Gli scarti non dipendono sempre da una scelta tecnica. Kolasinac era indisponibile per infortunio all’inizio della scorsa stagione: il passaggio da zero a 310 minuti dipende anzitutto dal suo ritorno in campo. Anche Scamacca arrivava da un percorso di recupero dopo l’infortunio al ginocchio, che ne aveva limitato preparazione e impiego. Scalvini stava aumentando gradualmente il minutaggio dopo il lungo stop della stagione precedente. La situazione si rovescia per Hien e Kamaldeen: i loro zero minuti in questo avvio sono condizionati dai problemi fisici.

Raspadori resta fuori dal confronto con le prime sette partite del 2025/26 perché arrivato a metà stagione. I suoi 328 minuti attuali descrivono il suo impiego nella squadra di Sarri.

Tra chi c’era e c’è ci sono comunque differenze: Ederson è diventato (oltre che Capitano) il riferimento per minuti giocati, Samardzic e De Ketelaere hanno più spazio, mentre Pasalic ne ha molto meno.

Vedremo se le cose cambieranno dopo la sosta.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di mercoledì 23 settembre: le gerarchie di Sarri, gli assenti verso il Venezia e l’omaggio degli ultras dell’Avellino al Bocia

La sosta lascia spazio ad argomenti diversi nelle pagine di oggi. Si discute di chi ha guadagnato spazio nell’Atalanta di Sarri e di come affrontare le assenze in difesa alla ripresa contro il Venezia. Continua il confronto sulla multa alla Juventus per quanto accaduto durante il minuto di silenzio dedicato a Sandro Mazzola. Dalla prima pagina bergamasca del Corriere della Sera arriva anche una storia di tifo: il viaggio degli ultras dell’Avellino per rendere omaggio al Bocia. Ieri il video è rimbalzato in mille chat di tifosi nerazzurri.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Bellanova è la sorpresa. Kessié già un punto fermo». Matteo Spini traccia un primo bilancio delle gerarchie nerazzurre: Bellanova è «diventato inamovibile», Kessié si è inserito subito a centrocampo e Kristensen offre garanzie in difesa. Carnesecchi resta una certezza. Il quotidiano si aspetta invece di più da Gaetano, Scalvini, De Ketelaere e Raspadori.

Nella stessa pagina, L’Eco di Bergamo titola «Tredici giorni, 13 nerazzurri». Sono i giocatori dell’Atalanta impegnati con le nazionali durante la sosta; il primo a scendere in campo è Samardzic con la Serbia. Il notiziario registra anche il riposo concesso a Scalvini nel ritiro azzurro dopo il fastidio alla caviglia accusato contro la Juventus. Secondo il giornale, il problema non desta preoccupazione e il difensore resta con la Nazionale.

Roberto Belinghieri, sempre sull’Eco, sposta l’attenzione dalla disponibilità dei giocatori al carattere della squadra. La sua analisi si intitola «Le motivazioni per una squadra non possono essere un optional». Sarri, scrive, cerca di «stanare» il potenziale dei nerazzurri; per riuscirci servono risposte anche dai calciatori nei momenti difficili.

La Gazzetta dello Sport guarda alla difesa nell’articolo di Matteo Brega: «Kossounou e Hien salteranno 9 partite. Atalanta, c’è Obrić». Il lungo stop di Kossounou e il recupero di Hien riducono le alternative di Sarri. Il giornale riferisce che la società non intende cercare un rinforzo tra gli svincolati: il tecnico dovrà lavorare con i difensori a disposizione, tra i quali l’accentramento di Kolasinac e pensand al giovane Obrić, fin qui inutilizzato. Nella guida alla sosta, la Gazzetta segnala tre giorni di riposo prima della ripresa a Zingonia. Il prossimo avversario sarà il Venezia. E a tal proposito sempre La Gazzetta dello Sport scrive che Giovanni Stroppa resta in panchina dopo cinque sconfitte nelle prime cinque giornate. Alla ripresa il Venezia arriverà a Bergamo in cerca dei primi punti, mentre Sarri dovrà ricomporre soprattutto la difesa.

La prima pagina bergamasca del Corriere della Sera dà spazio a «Bocia, l’omaggio ultrà arrivato da Avellino». Il giornale racconta del viaggio degli ultras irpini che hanno percorso oltre 300 chilometri per raggiungere Claudio Galimberti, da anni condannato a stare lontano da Bergamo e dall’Atalanta. Gli ultras hanno approfittato della trasferta ad Ascoli per portargli il loro omaggio nel paese marchigiano in cui vive. Un gesto che dice che passano gli anni ma il Bocia non è stato dimenticato, neanche lontano dalle Orobie.

Resta centrale anche quanto accaduto durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola in Juventus-Atalanta. L’Eco di Bergamo titola «Violato il silenzio per Mazzola: Juventus multata». La Gazzetta dello Sport parla di «Sentenza morbida» e di «una mini multa per la vergogna ultras». Tuttosport, con Stefano Lanzo, sceglie «Spalle voltate a Mazzola. La Juve pagherà la multa». La sanzione è di 10 mila euro: nella decisione pesano la presa di distanza della società e la reazione del resto dello stadio. Sul Corriere della Sera, edizione Bergamo, compare anche la condanna a sei mesi di un tifoso atalantino per l’uso di torce durante una festa di fine campionato.

I giornali sportivi dedicano infine ampio spazio a Baldini e all’Under 21. La Gazzetta dello Sport, con Alex Frosio, mette al centro i cinque convocati del Frosinone e le parole del ct sulla squadra di Alvini: «Il Frosinone ci rappresenta». Il Corriere dello Sport, nell’articolo di Andrea Losapio, titola «Baldini dice over» e racconta il ritorno del tecnico agli Azzurrini dopo l’esperienza in Nazionale maggiore. Tuttosport, con Alessia Scurati, sceglie per il titolo le sue parole: «È questa la mia Italia. E sarà pure di Mancini».

Chiude il commento di Alessandro Vocalelli sulla Gazzetta dello Sport, «La battuta di Baldini sul Frosinone italiano è come un manifesto». La sua riflessione parte dalla fiducia nei vivai: «I club non devono avere paura a impiegare i giovani di casa nostra».

Ad maiora

Atalanta, le sei rivali di Conference alla sosta: Ajax prolifico, Borac e Riga in corsa, Pafos vicino alla vetta, Kairat frena e Mjällby in crisi

La sosta Nazionali arriva dopo tre sconfitte consecutive per l’Atalanta. Ma come stanno le sei squadre che Sarri affronterà nella fase campionato di Conference? Il bilancio fin qui racconta situazioni molto diverse: avversarie in corsa per il titolo, squadre discontinue e una formazione, il Mjällby, alle prese con una stagione complicata.

Il riferimento nerazzurro è un avvio da sei punti in cinque giornate, con due vittorie e tre sconfitte: 1,20 punti a partita. Per confrontarlo con le rivali bisogna considerare la diversa forza dei tornei e il calendario: in Svezia, Lettonia e Kazakistan la stagione è già molto avanzata.

Il primo ostacolo europeo, il Pafos, arriva a Bergamo il 15 ottobre. I ciprioti sono quarti con sette punti in quattro partite, a due dalla coppia di testa. Il bilancio comprende due vittorie, un pareggio e una sconfitta, quattro gol segnati e due subiti. Entrambe le reti incassate arrivano nell’ultima partita, persa in casa per 2-0 contro l’AEL Limassol venerdì scorso. Prima, il Pafos aveva mantenuto la porta inviolata per tre giornate, vincendo anche sul campo dell’AEK Larnaca. Rispetto alla Dea, il percorso è più regolare e la classifica migliore, ma l’ultimo risultato interrompe un avvio difensivamente solido.

L’Ajax, che ospiterà l’Atalanta il 22 ottobre, è quinto in Eredivisie con 14 punti in sette partite, cinque meno dell’AZ capolista. Il dato più evidente è la produzione offensiva recente: dodici gol nelle ultime tre giornate. Dopo i due successi per 5-1 contro Fortuna Sittard e Willem II, è arriva però il 2-2 casalingo con l’Excelsior di sabato. Sette punti su nove descrivono una squadra in un momento migliore dell’Atalanta, anche se il pareggio impedisce di completare la rincorsa prima della pausa. L’Ajax trova la porta con continuità, ma concede almeno un gol in ciascuna di queste tre partite.

Per il Kairat bisogna separare il rendimento stagionale dalla forma recente. I kazaki sono secondi con 57 punti in 26 incontri, quattro dietro l’Ordabasy: 17 vittorie, sei pareggi e tre sconfitte, con 51 gol fatti e 20 subiti. Due dei tre ko, però, sono arrivati però nelle ultime due uscite: l’1-4 interno contro il Tobol del 13 settembre e lo 0-1 sul campo dell’Astana quattro giorni dopo. Il bilancio complessivo resta decisamente positivo, ma anche il Kairat, atteso a Bergamo il 5 novembre, affronta la pausa con qualcosa da correggere.

Il Borac Banja Luka presenta invece il segnale più netto di crescita recente. Secondo con 19 punti in otto giornate, ha raccolto sei vittorie, un pareggio e una sconfitta. Dopo il ko con il Sarajevo, ha infilato tre successi consecutivi: 1-0 allo Zrinjski, 2-1 sul campo dello Sloga Doboj e 3-2 in casa dello Široki Brijeg domenica. Nove punti nelle ultime tre gare, contro gli zero dell’Atalanta: sul piano dei risultati il confronto è favorevole ai bosniaci, che ospiteranno Sarri il 26 novembre.

Anche il Riga, avversario in trasferta il 10 dicembre, resta pienamente coinvolto nella corsa al titolo. Ha 73 punti in 31 partite, contro i 74 dell’RFS, che ha disputato una gara in meno. Dopo i pareggi con Daugavpils e Auda, sono arrivate due vittorie esterne per 1-0: contro Super Nova e Jelgava. Una situazione più incoraggiante di quella nerazzurra alla sosta.

Il Mjällby, che chiuderà il percorso atalantino il 17 dicembre a Bergamo, è invece la squadra con il bilancio più problematico: dodicesimo in Allsvenskan, 22 punti in 22 partite, cinque vittorie, sette pareggi e dieci sconfitte. I gol sono 27 fatti e 38 subiti. Domenica è arrivato un altro scivolone: lo 0-3 casalingo con il GAIS. Un punto a partita fin qui.

La Dea dopo la sosta comincerà ad avventurarsi in Conference. Potrebbe essere il terreno giusto per la ripresa. Ma non sarà una passeggiata.

Ad maiora