Atalanta, ufficiale il rinnovo di Scalvini: dalle giovanili alle 144 presenze, continua la storia del «figlio di Zingonia»

L’Atalanta annuncia il rinnovo di Giorgio Scalvini. Oggi è arrivata l’ufficialità del prolungamento del difensore attualmente impegnato con la Nazionale di Roberto Mancini.

Il precedente contratto scadeva nel giugno 2028. Il nuovo accordo dovrebbe portare il rapporto fino al 2031.

Il prolungamento arriva dopo una trattativa avviata a fine agosto, che comprende anche un adeguamento dell’ingaggio. Il tutto anche per le attenzioni inglesi, con il Newcastle tra i club accostati al difensore durante l’estate. Ora l’Atalanta consolida il rapporto con uno dei giocatori cresciuti nel proprio vivaio e diventati protagonisti in prima squadra.

Scalvini ha 22 anni e conta già 144 presenze da professionista in nerazzurro. Il suo percorso atalantino comincia nell’estate del 2015 e attraversa le giovanili, l’ingresso tra i grandi e la conquista dell’Europa League. Nel comunicato il club lo definisce un «figlio di Zingonia», sottolineando un’appartenenza costruita nel tempo.

Il rinnovo si inserisce anche nel presente della squadra di Maurizio Sarri. Nelle prime cinque giornate di campionato Scalvini è partito sempre titolare e ha giocato tutti i 450 minuti disponibili. Dopo le tre sconfitte consecutive contro Roma, Cagliari e Juventus, è tra gli uomini chiamati a dare maggiore solidità e personalità alla difesa.

Intanto il calendario lo tiene in azzurro. Venerdì 25 settembre è entrato al 65’ al posto di Coppola nella partita persa dall’Italia per 2-0 contro il Belgio.

Il prossimo appuntamento è domani sera a Bursa contro la Turchia. Poi arriveranno la trasferta con la Francia del 2 ottobre e un’altra sfida ai turchi, il 5 ottobre a Bologna.

Il futuro nerazzurro, invece, passa da questo prolungamento. Undici anni dopo l’arrivo nel settore giovanile, la storia nerazzurra per Scalvini continua.

Ad maiora

Foto: Atalanta B.C.

Atalanta, Krstovic e Kessie trascinano le loro nazionali: gol e assist per entrambi, De Ketelaere batte l’Italia e Scalvini torna in campo

Due gol e due assist, distribuiti tra Montenegro e Costa d’Avorio. Nikola Krstovic e Franck Kessie firmano le prime vittorie delle loro nazionali in una sosta che coinvolge tredici giocatori dell’Atalanta. Arrivano minuti anche per Giorgio Scalvini, mentre Charles De Ketelaere festeggia con il Belgio all’Olimpico.

Krstovic è protagonista del 2-1 del Montenegro su Cipro: segna il pareggio al 66’, poi serve l’assist per la rete della vittoria. L’attaccante nerazzurro resta in campo fino all’89’, incidendo su entrambi i gol della rimonta.

Un gol e un assist anche per Kessie nel successo della Costa d’Avorio sul Ghana, battuto 2-0 nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa. Il centrocampista prepara la rete di Yalcouyé e firma su rigore il raddoppio, giocando l’intera partita. Il prossimo appuntamento è martedì 29 settembre contro la Somalia, prima dell’amichevole del 3 ottobre con il Camerun.

All’Olimpico il confronto nerazzurro premia De Ketelaere. Il Belgio supera 2-0 l’Italia nella prima partita del nuovo ciclo di Roberto Mancini, grazie alle reti di Godts e Lukebakio. CDK parte titolare e gioca 84 minuti.

Tra i quattro atalantini convocati in azzurro trova spazio soltanto Scalvini, che entra al 65’ al posto di Coppola. Il difensore torna dunque a giocare dopo il problema alla caviglia dei giorni precedenti. Nessun ingresso, invece, per Carnesecchi, Raspadori e Scamacca. L’Italia cerca una risposta lunedì 28 settembre in Turchia; nella stessa serata il Belgio ospita la Francia.

Finisce senza reti l’altro confronto tra compagni di club, Polonia-Bosnia: Kolasinac guida i bosniaci con la fascia di capitano per tutti i novanta minuti, Zalewski entra al 24’.

Resta in panchina Samardzic nella sconfitta della Serbia contro la Grecia, che passa 2-1 a Belgrado con il gol decisivo in pieno recupero. Per il centrocampista la prossima occasione arriva domenica 27 settembre contro l’Olanda.

Il programma prosegue oggi, sabato 26 settembre, con altri due nerazzurri: Pasalic è atteso dalla trasferta della Croazia a Praga contro la Repubblica Ceca, mentre Elmas affronta con la Macedonia del Nord la Svizzera a Skopje.

Deve ancora cominciare la finestra internazionale di Relja Obric, unico rappresentante delle selezioni Under 21 nel gruppo dei tredici. La sua Slovenia ospita Israele il 29 settembre e l’Olanda il 2 ottobre, a Murska Sobota, nelle qualificazioni agli Europei.

I giornali di sabato 26 settembre: per la Dea nuova maglia, per l’Italia vecchi difetti

A una settimana dall’ultima partita (persa) e a più di 15 giorni dalla prossima (contro il fanalino di coda del Venezia) poca Atalanta sui quotidiani. Concentrati sulla falsa partenza dell’Italia.

Sull’Eco di Bergamo apertura sugli azzurri e poi brevi articoli sui nerazzurri. Uno sulla condizione fisica degli infortunati: «Sulemana anche alla ripresa del campionato. Tempi più lunghi». Uno sul calendario: «Lunedì 30 novembre in campo a Lecce. Il 20 dicembre a Bergamo c’è il Napoli». Infine sul mercato: «Palmisano sul taccuino. Alaba piaceva all’Atalanta». È andato all’Udinese.

Nella seconda pagina spazio alla terza divisa: «Terza maglia, sapore antico con il logo anni ‘60-‘70’». C’è poi un articolo sui giocatori impegnati in Nazionale e che sono cercati all’estero: «CDK: “In estate contatti col PSG” Scalvini nelle mire della Premier». E un boxino sugli altri nerazzurri in campo: «Bosnia, Kolasinac gioca 90 minuti. Krstović, rigore per il Montenegro». 

Il Corriere della Sera nelle pagine di Bergamo fa un confronto tra perché sì è perché no alla terza maglia. Marina Belotti a favore: «Scelta intonata alla moda, piena di richiami storici. Gli anni del verde e del fluo». Pietro Serina è perplesso: «Non è cappuccino chiaro e nemmeno Champagne. Per quest’anno ci si veste di color “sesamo tostato”». 

Passiamo alla Gazzetta che dedica una pagina di analisi alle difficoltà della Dea e le possibili cure (Sarri con un Fotomontaggio è vestito da medico): «Atalanta, serve sostanza. Il 4-2-3-1 tenta Maurizio». 

Su Tuttosport si parla di un tecnico che ha fatto bene in nerazzurro: «Next Gen, Brambilla vara il piano anticrisi». 

Anche la Gazzetta dà spazio, con una bella intervista, a un (grande) Mister ex U23: «Modesto: Gasp è il riferimento. Il mio Mantova può fare come il Frosinone». 

Chiudo con la carrellata di titoli da prima pagina su Italia-Belgio 0-2. Il Corriere dello sport: «Coraggio, Italia». La Gazzetta: «Italia, 2 schiaffi». Lapidario Tuttosport: «Siamo rimasti a Zenica». 

Ad maiora

Atalanta, ecco la terza maglia. Con lo stemma degli anni Sessanta

Già spoilerata in vari siti nei giorni scorsi, ecco la terza maglia stagionale della Dea.

Sul sito nerazzurro sono spiegati, nel dettaglio, i segreti e le ispirazioni di questa divisa: “Caratterizzata da dettagli di alta qualità e da una lavorazione contemporanea, la maglia presenta una base in tonalità Toasted Sesame, arricchita da accenti neri e Taffy Blue e dall’iconico stemma del 1964. Un delicato motivo geometrico jacquard, che richiama la Meridiana Monumentale del Palazzo della Ragione, percorre la maglia creando un effetto tridimensionale”.

Il logo è davvero bellissimo.

Viene poi spiegato che “La maglia integra le più recenti tecnologie di performance di New Balance ed è realizzata in jacquard di poliestere riciclato al 100%, con una componente stretch pensata per garantire comfort e massima libertà di movimento”. Non si strappa insomma nemmeno se tirata forte in area.

È in vendita da oggi on line o negli Atalanta Store.

Ottima idea per il regalo di Natale, no?

Ad maiora

Foto: atalanta.it

Atalanta, i giornali di venerdì 25 settembre: Scalvini verso il rinnovo, tutta l’attenzione sull’Italia che scende in campo stasera

Senza partite e allenamenti, con una classifica deficitaria, poca Atalanta sui giornali sportivi. Tutti concentrati sul nuovo esordio di Mancini sulla panchina azzurra.

Sì parla di Italia anche nella prima pagina sportiva dell’Eco di Bergamo: «Riconquistare la gente con i risultati e il bel gioco». Azzurri in campo contro il Belgio e quindi si cerca di capire chi giocherà: «All’Olimpico tanti nerazzurri. Ma solo CDK partirà titolare. Fra gli Azzurri Scalvini c’è ma dovrebbe andare in panchina, come Carnesecchi, Scamacca e Raspadori». 

Nel boxino in alto spazio al mercato: «Per gennaio occhi sul difensore brasiliano Arthur Dias». 

C’è poi un approfondimento sull’altezza dei giocatori: «Anche nel calcio è Bergamo Alta: Atalanta oltre la media di 1,86. Con Sarri come con Gasp si punta molto sulla prestanza fisica: nerazzurri settimi al mondo e terzi in Italia. Kristensen il gigante: 1,98». 

La terza pagina mette in primo piano il percorso dall’Albinoleffe alla Nazioanale con l’intervista a Mister Claudio Foscarini: «Doumbia è Zoma, il calcio del sorriso». 

Sulle pagine bergamasche del Corriere della Sera: «Questa è davvero Italanta. Quasi metà degli uomini di Mancini è passata da Bergamo. Che ora rifornisce anche il Mozambico». 

Sulla Gazzetta si parla del club al lavoro: «Atalanta, il futuro è Scalvini. Vicino il rinnovo del contratto. L’attuale intesa scade nel 2028: per i nerazzurri l’idea di blindarlo per anticipare le sirene straniere». 

Stesso tema anche su Tuttosport: «E l’Atalanta blinda Scalvini. Il club ha trovato l’intesa con l’agente Ali Barat per il prolungamento fino al 2031». 

Nella stessa pagina si parla di un azzurrino e delle vittorie, fuori dal campo, dell’ex Mister: «Lulli, dal prestito sfumato al rinnovo: grazie a Gasp. Il terzino doveva andare all’Avellino ma in estate il tecnico si è imposto e ha detto no all’operazione». 

E a proposito di ex, ecco il Corriere dello sport: «Leader per caso. Adopo ormai una certezza per Pisacane. Arrivato in punta di piedi al Cagliari, oggi è un titolare inamovibile». 

Infine una carrellata di titoli delle prime pagine tutte dedicate agli azzurri. «Date tutto», grida il Corriere dello Sport con la foto di Pio Esposito che esulta. «Fatevi amare», dice la Gazzetta con una foto di Mancini avvolto dal Tricolore. E «Torniamo a comandare», chiede Tuttosport con la foto di Mancini che parla a Capitan Donnarumma.

Ad maiora