Day: 4 novembre 2026

Atalanta-Kairat, due squadre in crisi cercano riscatto in Conference. Sarri con nove indisponibili

Due squadre in difficoltà cercano una vittoria per rilanciarsi. Domani alle 18.45 l’Atalanta ospita il Kairat Almaty nella terza giornata di Conference League. I nerazzurri arrivano dalla pesante sconfitta con il Parma e dal conseguente ritiro a Zingonia. I kazaki hanno invece perso il campionato e cambiato allenatore.

Il Kairat ha chiuso al secondo posto, a tre punti dall’Ordabasy, interrompendo una serie di due titoli consecutivi. In panchina è arrivato Zhora Arutyunyan, 34 anni, promosso dal settore giovanile al posto di Rafael Urazbakhtin che ha rassegnato le dimissioni.

La stampa kazaka considera l’Atalanta nettamente favorita, nonostante la crisi della squadra di Sarri. Il Kairat ha raccolto un solo punto nelle prime due partite europee.

In conferenza stampa Arutyunyan ha ricordato che un anno fa allenava i giovani contro l’Inter in Youth League. Adesso affronta l’Atalanta: «Un sogno», ha spiegato.

A Zingonia intanto l’infermeria resta affollata. Raspadori, Kolasinac e Kessié hanno lavorato individualmente sul campo; Kossounou, Hien e Pompei tra palestra e terapie; soltanto terapie per Gaetano, Bellanova e Kristensen. Nove giocatori ancora fuori dal gruppo.

Sarri ritrova Scamacca in gruppo, ma deve soprattutto ritrovare una squadra capace di reagire. Dopo lo 0-3 contro il Parma, la Conference diventa un’occasione importante per interrompere la crisi.

Ad maiora

Kairat, Arutyunyan alla seconda panchina sfida Sarri: «L’Atalanta resta una squadra da Champions League»

Sarà soltanto la sua seconda partita sulla panchina della prima squadra del Kairat Almaty. E dall’altra parte troverà Maurizio Sarri, un allenatore che ha circa il doppio dei suoi anni. Zhora Arutyunyan, giovane tecnico kazako appena subentrato a Rafael Urazbakhtin, si prepara alla sfida di domani nello stadio di Bergamo con entusiasmo e senza timori reverenziali.

Fino a pochi giorni fa allenava le giovanili del Kairat, affrontando anche l’Inter. Adesso si ritrova a sfidare l’Atalanta in Conference League. «Nessuno se lo aspettava, è un sogno per tutti essere qui. Affrontiamo una squadra da Champions League, di grandissimo livello. Daremo il massimo e dovremo avere una mentalità positiva».

La differenza di età e soprattutto di esperienza con Sarri non sembra preoccuparlo: «L’età non è un problema. Ci siamo preparati analizzando l’avversario, come facciamo sempre. Non cambieremo tutto drasticamente. Cercheremo di verticalizzare il gioco e di essere più reattivi nel contropressing».

Accanto a lui in conferenza stampa Oiva Jukkola, 24enne attaccante finlandese del Kairat, che ha raccontato i primi cambiamenti introdotti dal nuovo allenatore: «È un processo appena iniziato, servirà tempo. Sono cambiate alcune modalità di allenamento e alcuni aspetti del gioco. Dobbiamo essere tutti più attivi, soprattutto quando perdiamo il pallone, reagendo immediatamente per recuperarlo».

La pesante sconfitta dell’Atalanta contro il Parma non ha modificato la preparazione della partita. «Non è cambiato nulla. Continuiamo a prepararci sapendo di affrontare una squadra da Champions League. Un risultato negativo non cambia il nostro giudizio sull’avversario». Insomma, il momento difficile dei nerazzurri non induce i kazaki a sottovalutare la formazione di Sarri.

Arutyunyan ha parlato anche del predecessore Rafael Urazbakhtin, protagonista delle ultime stagioni del Kairat: «Ha fatto la storia del calcio kazako. Ha vinto due campionati e ha portato la squadra in Champions League e in Conference League. Ci siamo parlati e mi ha dato dei consigli. La scelta di lasciare è stata personale e non posso giudicarla».

Il giovane allenatore ha sottolineato soprattutto l’importanza del lavoro svolto dal suo predecessore per la crescita del movimento calcistico nazionale. I risultati internazionali del Kairat hanno avvicinato tanti bambini al calcio e aumentato l’interesse nei confronti di questo sport in Kazakistan. «Sarà un punto di riferimento per tutti gli allenatori kazaki».

E giocare a Bergamo rappresenta un altro passaggio importante in questo percorso di crescita: «È un’esperienza incredibile. Parlate dell’Atalanta come di una squadra che ha vinto l’Europa League, ma per noi è una formazione che ha il livello della Champions League».

Una curiosità ha accompagnato la conferenza stampa nello stadio di Bergamo. I giornalisti kazaki, quando quando rivolgono una domanda all’allenatore o ai calciatori, si alzano in piedi. Una scena insolita dalle nostre parti (ma io francamente non la ricordo nemmeno in Russia, Ucraina, Moldova o altre ex repubbliche sovietiche che ho visitato) Anche questo è il bello delle competizioni europee: scoprire usanze differenti, perfino in sala stampa.

Ad maiora

Atalanta, Scamacca in gruppo prima del Kairat. Cinque giovani aggregati, attesi 133 tifosi kazaki

Gianluca Scamacca in gruppo nell’allenamento dell’Atalanta alla vigilia della sfida di Conference League contro il Kairat. È la notizia più interessante della seduta di questo pomeriggio a Zingonia, dove la squadra di Maurizio Sarri prosegue il ritiro deciso dopo la pesante sconfitta contro il Parma.

L’attaccante ha lavorato con i compagni. Un segnale incoraggiante, anche se la presenza in gruppo non significa necessariamente che sia già pronto per tornare a disposizione in partita.

A completare l’organico anche cinque giovani aggregati alla prima squadra: Idele, Isoa, Navarro, Steffanoni e Levak. Una presenza utile per consentire a Sarri di lavorare con un gruppo più numeroso in una fase segnata dalle numerose assenze.

La partita contro il Kairat arriva in un momento particolarmente delicato per i nerazzurri, chiamati a reagire dopo le ultime delusioni. Il ritiro a Zingonia serve anche a ritrovare compattezza e spirito di squadra, come spiegato dallo stesso Sarri in conferenza stampa.

Intanto arrivano i primi numeri sulla presenza dei tifosi. Al momento sono 133 i sostenitori kazaki attesi per Atalanta-Kairat, un numero significativo considerando la distanza tra il Kazakistan e Bergamo (5.450 km).

Ma il dato più interessante riguarda la prossima partita di campionato a Monza. Alla stessa ora erano già 2.100 i tifosi atalantini pronti a seguire la squadra. Sarà infatti la prima trasferta aperta ai sostenitori nerazzurri in Serie A in questa stagione, dopo mesi di limitazioni. Un ritorno importante, soprattutto in un momento così difficile: la squadra continua a perdere, ma la sua gente non ha alcuna intenzione di lasciarla sola.

Ad maiora

Atalanta, Sarri cerca compattezza nel ritiro. Elmas difende il tecnico: «Non è sempre colpa del mister»

Il ritiro a Zingonia per ritrovare compattezza, fiducia e soprattutto una squadra capace di reagire alle difficoltà. Alla vigilia della sfida contro il Kairat, Maurizio Sarri ed Eljif Elmas fotografano il momento complicato dell’Atalanta, reduce da risultati negativi e da una preoccupante fragilità mentale.

«L’obiettivo del ritiro è costruire rapporti interpersonali più forti, ritrovare disponibilità e compattezza tra squadra, staff e società», spiega Sarri. Il tecnico individua soprattutto nella reazione agli episodi negativi il problema principale: «Dobbiamo riflettere sul perché un singolo episodio negativo ci porta a spegnerci. Siamo poco cattivi sia nella nostra area sia in quella avversaria». E aggiunge: «Se parliamo di calcio sono molto soddisfatto, ma ci sono aspetti che incidono sulle partite e che non sono assolutamente tattici».

Il riferimento è alla fragilità emotiva di una squadra che troppo spesso si arrende alle prime difficoltà. «Abbiamo smesso di crederci nei momenti in cui siamo andati sotto. Questo è quello che non mi piace». Sarri non esclude che nel gruppo debbano ancora emergere nuove figure di riferimento: «Ci sono giocatori con personalità importanti che possono dare qualcosa di più anche fuori dal campo».

Sul fronte degli infortunati, si prova a recuperare Scamacca: la decisione sarà presa dopo le ultime valutazioni.

Elmas difende apertamente l’allenatore e invita tutti alla pazienza. «Dopo dieci anni cambiare allenatore e sistema di gioco non è facile. Il mister è un grande allenatore, ha dimostrato quello che sa fare. Dobbiamo aiutarlo, non possiamo dire sempre che è colpa sua».

Il macedone riconosce le difficoltà della squadra, soprattutto nei momenti immediatamente successivi all’intervallo: «Prendere gol così velocemente nel secondo tempo fa veramente male. Siamo fragili e dobbiamo essere più maturi».

Infine, il rapporto con i tifosi, dopo la contestazione seguita all’ultima sconfitta. «Ci dispiace veramente. Dobbiamo dare molto di più e fare quello che i nostri tifosi meritano». Prima il Kairat, poi la trasferta di Monza: due occasioni ravvicinate per provare a uscire dalla crisi.

Ad maiora

Atalanta, la Nord chiede grinta e responsabilità. Domani il Kairat, domenica il ritorno in trasferta

«Pretendiamo grinta e responsabilità all’attacco!! C’è da rispettare un’intera città». Lo striscione firmato 1907 è ancora lì, davanti al centro sportivo di Zingonia, dove l’Atalanta è in ritiro dopo la disfatta contro il Parma. Era stato esposto già prima della trasferta di Firenze e nessuno lo ha tolto. Un messaggio che, partita dopo partita, è diventato ancora più attuale. Domani sera, contro il Kairat, i nerazzurri avranno un’altra occasione per dimostrare di averlo recepito.

Lunedì sera, durante lo 0-3 contro il Parma, la Curva Nord ha dato una dimostrazione di che cosa significhi sostenere l’Atalanta. Mentre una parte dello stadio fischiava e qualcuno cominciava ad abbandonare gli spalti, la Nord non soltanto ha continuato a cantare, ma dopo il terzo gol degli emiliani ha addirittura aumentato il volume dei cori. Una risposta sorprendente, quasi a voler trascinare una squadra che sul campo sembrava ormai incapace di reagire.

Lo ha sottolineato Dino Nikpal sull’Eco di Bergamo di ieri, raccontando una serata nella quale a vincere sono state soltanto le due curve. E lo ha rimarcato Davide Ferrario, oggi sul Corriere di Bergamo, ricordando come il sostegno sia proseguito anche quando la partita era ormai compromessa.

Poi, al fischio finale, è arrivato il momento del confronto. «Meritiamo di più» e «L’Atalanta siamo solo noi», i cori scanditi dalla Nord, che ha chiamato tutti i giocatori sotto la curva. Nessun insulto, nessun «andate a lavorare». Soltanto quello che Ferrario definisce un «richiamo al dovere», duro ma civile, davanti al quale i calciatori sono rimasti in silenzio. Anche un veterano come Pasalic, abituato a ricevere applausi e ovazioni da quegli stessi tifosi, è apparso profondamente imbarazzato.

Perché a Bergamo si può anche perdere. È successo tante volte, molto prima degli anni straordinari di Gasperini e della conquista dell’Europa League. Ma i tifosi chiedono di vedere una squadra che lotta, reagisce, rispetta e suda la maglia.

E soprattutto chiedono di ricordare che dietro l’Atalanta c’è un’intera città. Anzi, un’intera provincia. Migliaia di persone che organizzano le proprie settimane intorno alle partite, spendono tempo e denaro per seguire la squadra e che dopo sconfitte come quella di lunedì passano giornate decisivamente sotto tono. Vanno al lavoro con il morale sotto i tacchi, continuano a discutere della partita, a cercare spiegazioni. Perché l’Atalanta non finisce con il triplice fischio. Te la porti a casa, al lavoro, nei bar.

Domenica ci sarà un altra novità clamorosa: la Curva Nord tornerà finalmente in trasferta, a Monza, dopo oltre sei mesi. L’ultima volta era stata a Cagliari, il 27 aprile. Da allora le restrizioni legate alla tessera del tifoso hanno impedito al tifo organizzato di seguire la squadra nelle trasferte di campionato. A Monza, senza l’obbligo della Dea Card, la Nord potrà nuovamente accompagnare i nerazzurri.

Prima, però, c’è il Kairat. Una squadra chiusa in ritiro a Zingonia deve ritrovare risultati, gioco e soprattutto carattere. E quello striscione, che nessuno ha rimosso, continua a ricordare che cosa si aspettano i tifosi.

Ad maiora.