Atalanta, i giornali di sabato 24 ottobre: Sarri cerca la svolta, De Ketelaere chiamato al riscatto, la difesa soffre e l’attacco non segna

La sconfitta di Amsterdam lascia aperti molti interrogativi sull’Atalanta. I giornali analizzano le difficoltà della squadra di Sarri, chiedono una reazione ai giocatori più importanti e guardano alla partita di domani contro il Frosinone. Senza dimenticare una Conference League nella quale la qualificazione diretta agli ottavi resta possibile.

L’Eco di Bergamo apre l’analisi nerazzurra con Piero Vailati: «Quando la difesa è sotto pressione prima o poi sbaglia». Il giornalista richiama l’atteggiamento «troppo passivo» già visto a Roma e pagato ad Amsterdam con gli errori nel finale.

Roberto Belingheri, nel commento Il giorno dopo, scrive: «Basta un clic, ama dire un comico dei nostri tempi a conclusione di alcuni suoi sketch. Ecco: all’Atalanta serve un clic». E individua soprattutto nei giocatori di maggiore qualità la possibilità di cambiare passo: «Serve un clic, dunque, in quei giocatori che hanno maggior talento e che sono fin qui sembrati i più spenti».

Matteo Spini guarda invece all’Europa: «Ottavi diretti possibili. Ora 4 sfide abbordabili». Secondo il quotidiano «la sconfitta di Amsterdam non pregiudica i piani europei», con la possibilità di raggiungere quota 15 punti, «che storicamente vale il 2° posto».

Verso il Frosinone, infine, «Krstovic e Rowe in pole», mentre continuano le difficoltà di Sarri nel reparto difensivo.

Corriere della Sera – Bergamo dedica spazio alle difficoltà offensive. Marina Belotti titola «Possesso inutile se poi non si tira» e osserva che «la manovra addormenta la capacità realizzativa», con un’Atalanta da «zona salvezza» per i tiri nello specchio.

Pietro Serina, invece, sottolinea un aspetto differente: «Fatale un errore eppure è stata la miglior difesa». Il quotidiano riassume il momento nerazzurro anche nel richiamo di prima pagina: «Atalanta: cresce la difesa, l’attacco no».

La Gazzetta dello Sport punta i riflettori su Charles De Ketelaere. Matteo Brega titola «De Ketelaere, una scossa all’orizzonte. La Dea chiama». Il giornale sottolinea che «Sarri chiede al belga una reazione» perché «all’Atalanta serve il suo talento».

Spazio anche al Frosinone con l’intervista di Luca Bianchin a Romano Schmid: «Frosinone mi piaci». L’austriaco non nasconde la fiducia nella sua squadra: «Europa? Ci crediamo all’1%. Alvini un grande». E racconta gli allenamenti con il tecnico: «Qui gli allenamenti più duri della mia carriera».

Sulle prime pagine sportive, La Gazzetta dello Sport apre con «Tutti per Kimi», dedicato ad Antonelli e alla Formula 1. Il Corriere dello Sport propone l’intervista esclusiva a Stefano Pioli, «Ho sete di rivincita», mentre Tuttosport celebra il Torino dopo il 3-2 al Monza: «Toro TREmendo. Così si sogna».

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Atalanta, otto indisponibili anche contro il Frosinone. Sarri cerca risposte dopo Amsterdam, Alvini recupera due attaccanti

L’Atalanta torna subito al lavoro dopo la sconfitta per 2-0 contro l’Ajax, che ha aggravato la crisi di risultati e di gioco della formazione di Maurizio Sarri. Domenica 25 ottobre, alle 15, alla New Balance Arena arriva il Frosinone, per l’ottava giornata di Serie A. Una partita nella quale i nerazzurri devono cercare di invertire la rotta, dopo due sconfitte consecutive.

La squadra, rientrata da Amsterdam nella notte, si è allenata questa mattina al Centro Bortolotti di Zingonia. Per chi ha giocato in Olanda è stato previsto un lavoro di scarico in palestra, mentre gli altri hanno svolto un’attivazione iniziale e un circuito di forza.

Otto i giocatori ancora indisponibili. Isak Hien, Giorgio Scalvini e Kamaldeen Sulemana hanno lavorato sia in palestra sia sul campo. Odilon Kossounou e Franck Kessié hanno effettuato lavoro in palestra e terapie, mentre Sead Kolašinac, Giacomo Raspadori e Pompei si sono sottoposti soltanto a terapie.

Le scelte del tecnico restano dunque limitate, soprattutto in difesa, dove il ventenne Relja Obrić sarà ancora titolare. Possibile qualche cambiamento avanti, con Jonathan Rowe e Nikola Krstović candidati a ritrovare una maglia da titolare.

Il Frosinone arriva invece a Bergamo con il morale alto, dopo la vittoria per 4-2 sul Sassuolo nell’ultima giornata di campionato. La formazione allenata da Massimiliano Alvini ha avuto una settimana intera per preparare la trasferta, a differenza dei nerazzurri. E hanno 4 punti in più della Dea…

Sul fronte degli indisponibili, Alvini dovrebbe ancora fare a meno di Florian Grillitsch. Sono invece recuperati Daniel Bîrligea e David Bobček, che tornano ad ampliare le scelte in attacco.

Il riferimento offensivo resta però Antonio Raimondo, classe 2004, una delle rivelazioni di questo avvio di campionato, autore di sette reti nelle prime sette giornate.

Dopo il Frosinone, per l’Atalanta ci sarà subito il turno infrasettimanale: giovedì 29 ottobre, alle 20.45, la trasferta sul campo della Fiorentina.

Domani a Zingonia allenamento pomeridiano a porte chiuse. Non ci sarà la conferenza stampa della vigilia

Ad m

Atalanta, i giornali di venerdì 23 ottobre: Sarri traballa? La Dea non cresce, ma c’è chi vede progressi

La sconfitta per 2-0 contro l’Ajax divide i quotidiani. L’Eco di Bergamo boccia la prestazione nerazzurra, il Corriere della Sera vede qualche progresso, mentre la Gazzetta sottolinea le difficoltà di una squadra che non riesce a svoltare. E Tuttosport mette in discussione la posizione di Maurizio Sarri.

L’Eco di Bergamo apre con «L’Atalanta crolla nel finale. L’Ajax passa all’87’ e al 93’». Molto severa l’analisi di Matteo Spini: «Ancora i soliti problemi. L’Atalanta non cresce». Il sottotitolo è altrettanto esplicito: «Squadra lenta, non-gioco, pause lunghe: i nerazzurri non curano i loro mali».

Roberto Belingheri, nel commento «Capacità di soffrire ma poco di “far male”», scrive: «L’Atalanta ha perso meritatamente ad Amsterdam». E aggiunge: «Pressione inefficace, centrocampo costretto a rincorrere. E costruzione sempre troppo prevedibile». Paolo Vavassori, nell’analisi tattica, sottolinea invece le «Fiammate brucianti in coda» degli olandesi, giudicati più propositivi.

Decisamente diversa la lettura del Corriere della Sera. Marina Belotti titola «Risveglio sul più bello», ricordando che l’Atalanta ha resistito fino all’87’ e nella ripresa ha avuto anche l’occasione per passare in vantaggio.

Pietro Serina sceglie «Risultato falso, ma i limiti in attacco sono molto gravi». Il sottotitolo evidenzia i «Progressi in fase difensiva». E nell’articolo scrive: «Il 2-0 è un risultato falso rispetto alla prestazione delle due squadre».

La Gazzetta dello Sport si avvicina maggiormente alla lettura critica dell’Eco. Il titolo è «La Dea scivola. Ajax più forte di Sarri». Luca Bianchin osserva: «I nerazzurri faticano e non svoltano: in Olanda Carnesecchi para tutto ma nel finale prende 2 gol. De Ketelaere e Scamacca non funzionano».

La Gazzetta raccoglie anche le parole di Sarri: «Siamo dispiaciuti, non abbattuti. Abbiamo fatto una partita tosta, noi in crescita». L’allenatore aggiunge: «Ci sono errori da limare, ma il nostro potenziale è di ottimo livello».

Sull’Eco di Bergamo il tecnico ribadisce il concetto: «Pagati gli errori ma siamo in netta crescita». E spiega: «La prestazione è stata europea per ritmo e intensità, penso che queste siano le cose da cui ripartire».

Più severo Davide Zappacosta, sempre sull’Eco: «Così non basta. Ora dare tutti qualcosa in più». L’esterno nerazzurro chiede una reazione immediata dopo le due sconfitte consecutive.

Il Corriere dello Sport titola «La Dea sbatte contro Aiace». Patrick Iannarelli racconta la prima sconfitta europea stagionale: «Arokodare-Ouazane: Sarri regge 87 minuti in casa dell’Ajax ma crolla nel finale». Il tecnico sintetizza l’amarezza con un «Siamo arrabbiati».

Tuttosport è il quotidiano che si spinge più avanti sul futuro dell’allenatore. In prima pagina scrive «Crollo Atalanta. Sarri traballa», mentre all’interno Fabio Gennari titola «L’Ajax beffa l’Atalanta. Sarri sente aria di crisi».

Il giornale torinese sottolinea il quinto ko nelle ultime sette partite e parla di una panchina sotto pressione, senza però riferire decisioni già prese dalla società.

Sull’Eco di Bergamo trova spazio la trasferta dei 2.229 tifosi atalantini. Dino Nikpalj titola «Uno stadio bellissimo ma soltanto per l’Ajax. L’Atalanta non si vede». Un altro articolo racconta l’arrivo dei sostenitori ad Amsterdam: «In aereo, in pullman e anche con i van. Una città nerazzurra».

Chiudiamo con le prime pagine sportive. La Gazzetta dello Sport apre con «Milan affondato» e richiama «Resa Atalanta in casa Ajax (2-0). Sarri quinto ko». Il Corriere dello Sport punta su «Juve tutto cuore», dedicato al pareggio contro il Rennes, e scrive «L’Ajax affonda Sarri». Tuttosport apre con «Wolte e basta» e riserva alla Dea il titolo «Crollo Atalanta. Sarri traballa».

Ad maiora

Ajax-Atalanta 2-0, la Dea cade ad Amsterdam: primo ko in Conference League

Alla Johan Cruijff Arena cade ancora l’Atalanta, sconfitta per 2-0 dall’Ajax. I nerazzurri resistono per quasi tutta la partita grazie soprattutto alle parate di Carnesecchi, ma nel finale vengono puniti da Orokodare e Ouazane. È la prima sconfitta in Conference League per una Dea che fatica ancora a trovare una propria identità.

Partono meglio i Lancieri, che dopo appena sei minuti hanno una grande occasione: Rosa ci prova dopo una respinta della difesa, ma il tiro viene deviato da Gaetano sul palo, a portiere battuto.

L’Ajax schiaccia l’Atalanta e al 26’ ha un’altra opportunità per passare in vantaggio. Mokio impegna Carnesecchi dalla distanza, ma l’azione non porta al gol. Al 30’ contropiede degli olandesi: il pallone arriva a Marcos Leonardo che, praticamente solo, non riesce a inquadrare la porta.

L’assedio prosegue. Al 32’ il tiro di Gloukh è facilmente controllato dal portiere della Dea, chiamato a un’altra serata di superlavoro. Lo stesso Gloukh, al 43’, dopo una serpentina impegna ancora Carnesecchi, il migliore dei nerazzurri, costretto a un intervento a terra.

Il primo tempo termina sullo 0-0, con l’Ajax che domina e l’Atalanta mai pericolosa.

Nella ripresa la Dea prova a cambiare passo. Al 4’ un’azione avviata da De Ketelaere viene conclusa da Zalewski, che spaventa ter Stegen ma manda sul fondo. Un minuto dopo risponde subito l’Ajax: bel colpo di testa di Brandt che sfiora il palo.

All’8’ i Lancieri vanno ancora vicini al vantaggio con l’ex juventino Rosa, che impegna Carnesecchi, questa volta aiutato dalla difesa per liberare.

All’11’ l’Atalanta reclama un calcio di rigore per un intervento in area su Zalewski, ma per l’arbitro non c’è nulla. Proteste nerazzurre, senza intervento del VAR.

Al 16’ Sarri richiama un deludente De Ketelaere e inserisce Samardzic, che sei minuti dopo viene già ammonito. Al 26’ esce Scamacca ed entra Krstović. Al 35’ altri due cambi: Rowe prende il posto di Elmas e Pašalić quello di Gaetano.

L’Atalanta è molto meglio rispetto al primo tempo, anche se continua a creare poche occasioni. Nel finale Krstović serve Rowe, che non riesce a superare ter Stegen. Poco dopo è lo stesso Rowe a servire Zalewski, che non inquadra lo specchio della porta.

Al 40’ Zalewski viene ammonito per un fallo a metà campo. Due minuti dopo arriva il vantaggio dell’Ajax: Obrić si fa scavalcare da Orokodare che, a tu per tu con Carnesecchi, non sbaglia e porta avanti gli olandesi. Un errore pesante del giovane difensore sloveno, che domenica, all’esordio contro il Milan, aveva già provocato il primo rigore per i rossoneri.

Prima del triplice fischio arriva anche il raddoppio dell’Ajax. Il marocchino diciassettenne Ouazane salta due avversari e infila Carnesecchi, fissando il risultato sul 2-0.

È il primo stop europeo della stagione per l’Atalanta, che dopo un primo tempo dominato dagli avversari mostra qualche segnale di ripresa, ma crolla proprio nel finale. Una Dea ancora lontana dall’essere squadra.

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Ajax-Atalanta, la stampa olandese boccia il Sarri-ball: pochi gol, tanti infortuni e una rivoluzione ancora incompleta

Come arriva l’Atalanta ad Amsterdam? La stampa olandese dedica ampio spazio alla squadra di Maurizio Sarri, attesa questa sera dall’Ajax nella seconda giornata della Conference League. E il giudizio sul nuovo corso nerazzurro è tutt’altro che lusinghiero. Una squadra ricca di talento, ma ancora alla ricerca di un’identità, con difficoltà offensive e un’emergenza difensiva che rischia di condizionare anche la sfida europea.

Voetbal International, nell’analisi firmata da Sam Planting, parte da un paradosso: l’Ajax, reduce dalla sconfitta contro l’Hajduk Spalato, incontra una squadra che sta attraversando un periodo di discontinuità persino maggiore rispetto a quello dei Lancieri.

Il titolo dell’approfondimento è «Cosa può aspettarsi l’Ajax dall’Atalanta Bergamo». Planting ricorda come la Dea sia riuscita per dieci stagioni a mantenersi stabilmente nelle zone alte del calcio italiano, con risorse relativamente contenute e un gioco spettacolare. Un’eredità pesante, quella lasciata da Gian Piero Gasperini, ora alla Roma.

Il giornalista sottolinea che gli ingredienti per continuare a competere non mancano. Da Charles De Ketelaere a Nikola Krstović, da Éderson a Lazar Samardžić, fino a Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini, Raoul Bellanova e Lorenzo Bernasconi. Una rosa che, almeno sulla carta, conserva qualità importanti.

Anche Sarri viene presentato come un allenatore dal curriculum prestigioso, capace di costruire squadre votate al gioco offensivo. Ma il passaggio dalla teoria alla pratica si sta rivelando particolarmente complicato.

I numeri citati nell’analisi sono impietosi. L’Atalanta occupa il diciottesimo posto in Serie A per expected goals, il ventesimo per xG prodotti sui calci piazzati, il diciassettesimo per contropiedi e il diciannovesimo sia per cross riusciti sia per passaggi filtranti completati.

Statistiche che fotografano le difficoltà della squadra nel creare occasioni. Eppure, osservano gli olandesi, qualche segnale del calcio di Sarri si intravede. Come nell’azione del vantaggio contro il Pafos, con il movimento di Scamacca a favorire la conclusione vincente di Elmas. Episodi che dimostrano come il potenziale offensivo sia ancora presente, nonostante i problemi di continuità.

Un altro punto di vista arriva da VoetbalPrimeur, che ha intervistato Matteo Spini dell’Eco di Bergamo. Il giornalista descrive una squadra nel pieno di una trasformazione: «Sono nel mezzo di una sorta di rivoluzione».

Dopo dieci anni di difesa a tre, l’Atalanta è passata al 4-3-3. Ma soprattutto è cambiata la filosofia: «Prima erano centrali il ritmo e l’intensità. Ora giocano davvero sul possesso palla e si affidano alle qualità tecniche».

Una trasformazione che, secondo Spini, procede a fatica: «Il cambiamento è davvero difficile. L’Atalanta finora sta andando molto male. I giocatori sembrano molto lenti e indecisi quando hanno il pallone».

L’analisi si concentra anche sull’emergenza difensiva. Scalvini, Kossounou e Hien sono indisponibili, così come Kolasinac, uscito infortunato dalla partita contro il Milan. Una situazione che apre le porte alla prima presenza da titolare del ventenne Relja Obrić, già costretto a entrare a San Siro.

Per VoetbalPrimeur, il giocatore più importante dell’Atalanta è Carnesecchi. Spini lo definisce «la vera stella della squadra» e «uno dei migliori portieri d’Europa», sottolineandone le qualità tra i pali e sui rigori.

Tra gli elementi offensivi viene segnalato Jonathan Rowe, descritto come un calciatore imprevedibile, capace di creare pericoli. Più complicato il momento di Éderson, Scamacca e De Ketelaere, dai quali ci si aspetta un rendimento superiore.

La stampa olandese guarda però anche ai problemi dell’Ajax. La squadra di Míchel ha perso 2-1 contro l’Hajduk Spalato nella prima giornata e cerca un immediato riscatto davanti al proprio pubblico.

Voetbal International conferma che Daley Blind e Steven Berghuis sono tornati ad allenarsi con il gruppo, ma non saranno disponibili contro l’Atalanta. Míchel spera di recuperarli per la partita di campionato contro lo Sparta Rotterdam. Tra gli altri indisponibili figurano Caio Henrique, Anton Gaaei, Simon Adingra e Kasper Dolberg.

L’allenatore spagnolo, secondo quanto riportato dalla NOS, ha definito quella contro l’Hajduk «una delle nostre peggiori partite». Ma mette in guardia i suoi giocatori sulle caratteristiche dell’Atalanta, capace di sviluppare il gioco attraverso combinazioni e di difendere bene gli spazi.

Míchel non nasconde neppure le ambizioni europee dei nerazzurri: «Ci sono molte squadre in questa competizione in grado di vincere il titolo, compresa l’Atalanta». E aggiunge: «Voglio che dimostriamo di essere anche noi tra le pretendenti».

Sì gioca alle 21. Con 2500 atalatini sugli spalti e decine di migliaia davanti alle tv.

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