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Atalanta, i giornali di sabato 12 settembre: Kessie prende le chiavi della Dea, Rowe verso il debutto e il Cagliari promette battaglia

Kessie in cabina di regia, Rowe pronto all’esordio e l’obbligo di ripartire dopo la sconfitta maturata al 93’ contro la Roma. Sono questi i temi principali dei giornali nel giorno di Atalanta-Cagliari.

L’Eco di Bergamo apre con il titolo «Atalanta col Cagliari, servono punti e progressi di gioco». Matteo Spini scrive che la squadra di Maurizio Sarri deve «ritrovare la propria identità» dopo il ko dell’Olimpico e sottolinea come l’obiettivo non sia soltanto il risultato: «Servono punti e progressi di gioco».

La novità principale riguarda il centrocampo. Nell’approfondimento «Kessie il regista più probabile. Attesa per il debutto di Rowe», il quotidiano indica l’ivoriano come favorito per sostituire lo squalificato Gaetano: «È l’unico che Sarri ha visto in settimana e sa se può fidarsi a impiegarlo dall’inizio». Ederson e Samardzic sono indicati come possibili mezzali, mentre Rowe dovrebbe partire titolare nel tridente con De Ketelaere e Scamacca.

Il quotidiano avverte che il Cagliari di Fabio Pisacane è una squadra «solida e concreta», capace di difendere con ordine e ripartir. Il titolo dell’analisi è esplicito: «Calcio essenziale, solido e concreto. Occhio a Mendy: ci ha già fatto male». Paolo Vavassori ricorda la doppietta realizzata dall’attaccante nella vittoria rossoblù della passata stagione e segnala anche la pericolosità di Maldini e la profondità portata da Adopo.

Pisacane presenta la partita: «Giocheremo senza complessi di inferiorità». Mina non è ancora pronto, mentre Nzola resta fuori.

Sempre sull’Eco di Bergamo, Massimiliano Bogni dedica un approfondimento a Daniel Maldini: «Maldini tenta l’ennesimo rilancio. Più lucido da trequartista centrale». Il giocatore di proprietà dell’Atalanta, in prestito al Cagliari, prova a cancellare l’etichetta di calciatore da «molto fumo e poco arrosto» e può diventare uno dei pericoli principali per la difesa nerazzurra.

Corriere della Sera – Bergamo titola «Atalanta per il tris. Il debutto di Rowe». Marina Belotti presenta l’inglese come «una freccia inglese per tornare alla vittoria» e conferma l’orientamento verso il suo impiego dal primo minuto. Kessie è indicato davanti alla difesa, mentre rimangono alcuni dubbi sulla mezzala e sul centravanti.

Nel commento «Occhio a Maldini e all’aggressione alta. Kessie metronomo», Pietro Serina individua due aspetti decisivi: la capacità del Cagliari di pressare e quella dell’Atalanta di costruire senza esporsi alle ripartenze. «L’Atalanta non può sottovalutare il Cagliari», scrive Serina, ricordando che i sardi «non difendono soltanto, ma aggrediscono molto alto».

Corriere dello Sport-Stadio sceglie Kessie per il titolo principale: «Tocca a Kessie». Patrick Iannarelli sottolinea che, senza Gaetano, «l’ivoriano dal primo minuto» rappresenta la soluzione più probabile. Il quotidiano ricorda i suoi soli 17 minuti giocati con l’Atalanta nella scorsa stagione, proprio all’Olimpico contro la Roma, e gli otto gol realizzati con il Bologna in 43 partite.

A sinistra Sarri può affidarsi a Rowe, mentre davanti resta aperto il confronto tra Scamacca e Krstović. L’Atalanta deve «ritrovare continuità e slancio» dopo lo stop di Roma e affronta una squadra arrivata a Bergamo senza timori.

La Gazzetta dello Sport presenta «La nuova Dea» e mette insieme «i muscoli di Kessie e i dribbling di Rowe». Davide Giovanzana scrive che Sarri riparte dall’ivoriano, chiamato a dare fisicità ed equilibrio al centrocampo, e dall’esterno inglese, atteso al debutto dal primo minuto.

Tuttosport titola «Atalanta, dirige Kessie. Il Cagliari non ha paura». Sergio Demuru e Fabio Gennari descrivono l’ivoriano come l’uomo destinato a dare ordine alla manovra, mentre Rowe è atteso «all’esordio dal primo minuto nel tridente d’attacco».

Il quotidiano riporta anche le parole di Pisacane: «Consapevoli di cosa possiamo fare, non abbiamo complessi di inferiorità».

Tra le altre notizie dell’Eco di Bergamo, l’Atalanta Under 23 alle 15 cerca il riscatto contro il Pescara dopo la sconfitta di Livorno: «Atalanta U23 a caccia di rivincite. Ma a Caravaggio arriva il Pescara».

Ad maiora

Atalanta-Cagliari, Sarri senza Hien e Gaetano. Pisacane ritrova Mina ma perde Nzola: «A Bergamo senza complessi»

Ultime ore di preparazione per Atalanta e Cagliari, attese sabato sera alle 20.45 alla New Balance Arena per la quarta giornata di Serie A. Due squadre che arrivano all’appuntamento con umori differenti: la Dea dalla beffa dell’Olimpico contro la Roma, i rossoblù dalla vittoria per 1-0 sul Lecce firmata da Daniel Maldini. Il Cagliari ha 6 punti dopo tre giornate, frutto anche del successo all’esordio a Parma, mentre l’unica sconfitta in campionato è arrivata contro l’Inter. 

Qui Zingonia: Hien ancora fuori, manca anche Gaetano

L’Atalanta ha lavorato nel pomeriggio al Centro Bortolotti. Nella seduta della vigilia Sarri ha proposto torello, attivazione tecnica e psicocinetica, una partitella dieci contro dieci su metà campo e un lavoro specifico sulla fase offensiva. Domattina è prevista l’ultima seduta.

Restano fuori Isak Hien e Kamaldeen Sulemana, entrambi ancora impegnati nelle terapie. A loro si aggiunge per la partita Gianluca Gaetano, squalificato dopo l’espulsione rimediata nel finale dell’Olimpico. Per sostituirlo a centrocampo Kessié e Pasalic sono le principali soluzioni, con l’ivoriano candidato dunque alla prima presenza dal ritorno a Bergamo. Davanti resta invece aperto il ballottaggio sulla sinistra, con Elmas e Raspadori tra le possibilità. 

Il calendario offre anche una curiosa coincidenza: Atalanta-Cagliari si gioca esattamente 89 anni dopo il debutto assoluto dei nerazzurri nella Serie A a girone unico. Il 12 settembre 1937 la Dea pareggiava infatti 0-0 sul campo del Genoa. 

Qui Cagliari: Mina torna, Nzola invece non parte

Le novità più importanti arrivano dalla conferenza di Fabio Pisacane. Il tecnico recupera Yerry Mina, tornato ad allenarsi con il gruppo dopo il problema muscolare: il colombiano può anche partire titolare, anche se la decisione verrà presa soltanto nelle ultime ore. A disposizione anche il nuovo arrivato Yukinari Sugawara, alla prima convocazione. 

Non ci sarà invece M’Bala Nzola. Pisacane ha annunciato che l’attaccante continua il lavoro per recuperare la migliore condizione fisica e non sarà della trasferta. Assenti anche Felici, Trepy e Idrissi. Per Felici, vittima della rottura del legamento crociato, lo stop sarà molto lungo. 

In attacco resta quindi la scelta fra Mendy e Kevin Carlos. Quest’ultimo è tornato ad allenarsi con continuità dopo il grave lutto familiare e Pisacane non ha escluso né il suo impiego dall’inizio né quello a partita in corso. 

Pisacane: «Nessun complesso di inferiorità»

Il Cagliari arriva a Bergamo con la fiducia prodotta dalla vittoria sul Lecce. Pisacane racconta di una squadra che «si è allenata molto bene, con grande impegno e intensità» e non vuole modificare l’atteggiamento mostrato nelle prime giornate.

Il tecnico riconosce la differenza degli obiettivi fra le due squadre e la qualità della rosa di Sarri, ma il messaggio è chiaro: il Cagliari vuole giocarsela «senza arroganza ma anche senza alcun complesso di inferiorità». 

Interessante anche il riferimento a Gaetano, che Pisacane ha allenato in Sardegna nella scorsa stagione. Il tecnico rossoblù si dice dispiaciuto di non poterlo incontrare domani e ricorda la trasformazione del centrocampista in regista: «Ha le qualità tecniche e l’intelligenza tattica per giocare lì». E sottolinea un dato significativo: finora Gaetano è stato il giocatore meno sostituito da Sarri. 

Ad maiora

Verso Atalanta-Cagliari: pressing, cross e palle inattive, perché i sardi possono mettere in difficoltà la Dea di Sarri

Il Cagliari arriva alla New Balance Arena con gli stessi punti dell’Atalanta: 6, conquistati grazie alle vittorie contro Parma e Lecce e alla sconfitta di misura con l’Inter. I rossoblù hanno segnato soltanto due gol, ma ne hanno incassato uno e hanno già dimostrato di saper indirizzare le partite sul terreno più congeniale alle proprie caratteristiche.

Il primo pericolo per l’Atalanta nasce dal pressing: il Cagliari ha effettuato 26 recuperi offensivi, terzo dato della Serie A dietro soltanto a Roma e Juventus, entrambe a quota 32. La Dea, al contrario, occupa l’ultimo posto con appena sette palloni riconquistati nella metà campo avversaria.

I sardi possono quindi provare a sporcare la costruzione dal basso voluta da Maurizio Sarri, chiudendo le linee di passaggio centrali e aggredendo il pallone appena viene indirizzato verso le fasce. Per l’Atalanta sarà importante muovere rapidamente il gioco ed evitare perdite pericolose davanti alla propria area.

Il pericolo arriva dalle fasce

C’è una differenza evidente nell’utilizzo delle corsie. Il Cagliari ha già effettuato 38 cross su azione, contro i soli 13 dell’Atalanta. Adam Obert ne ha messi in mezzo 14, mentre il primo nerazzurro è Davide Zappacosta con 6.

Il dato assume un peso ancora maggiore considerando che nessuna squadra ha subito più gol di testa dell’Atalanta in questo campionato: due, come Sassuolo, Udinese e Venezia. Il Cagliari ha invece già segnato con questo fondamentale, grazie alla rete decisiva di Daniel Maldini lunedì contro il Lecce.

La squadra di Pisacane può cercare di allargare la linea difensiva nerazzurra, arrivare sul fondo e riempire l’area con Paul Mendy, Maldini e gli inserimenti dei centrocampisti.

Corner e seconde palle

I rossoblù hanno battuto 17 calci d’angolo nelle prime tre giornate, contro i sei dell’Atalanta, e hanno già trovato una rete sugli sviluppi di un corner. I nerazzurri hanno invece subito due gol da palla inattiva, uno dei quali da calcio d’angolo. Il passaggio da uomo a zona per ora non funziona ancora a perfezione.

Non è quindi casuale che Sarri abbia dedicato una parte dell’allenamento al posizionamento in area, ai falli laterali e ai corner. Contro una squadra abituata a cercare traversoni e seconde palle, ogni marcatura e ogni respinta possono diventare determinanti.

L’Atalanta dovrà anche evitare falli inutili sulle corsie. Concedere al Cagliari la possibilità di portare molti uomini nell’area di Carnesecchi significherebbe alimentare una delle principali armi dei sardi.

Soltanto due gol, ma quattro pali

Le due reti realizzate non raccontano completamente la produzione offensiva del Cagliari. La formazione di Pisacane ha effettuato 44 tiri, 18 in più dell’Atalanta, e ha colpito quattro legni: nessuna squadra ha fatto meglio in questo avvio di campionato.

I rossoblù hanno inoltre costruito quattro grandi occasioni, trasformandone una. La Dea ne ha create due e ne ha concretizzata una. Il Cagliari segna poco, ma riesce ad arrivare con una certa continuità alla conclusione e ha raccolto meno di quanto avrebbe potuto.

Daniel Maldini rappresenta uno dei principali riferimenti tra le linee. Ha tentato nove dribbling, effettuato quattro conclusioni fuori dallo specchio e subito cinque falli. L’Atalanta dovrà impedirgli di ricevere frontalmente e di puntare la difesa, soprattutto dopo una perdita del pallone.

La protezione dell’area

Il punto di forza più evidente del Cagliari è la fase difensiva. I sardi sono l’unica squadra a non avere ancora subito reti dall’interno dell’area di rigore nella Serie A 2026/27.

Elia Caprile ha incassato un solo gol, ottenuto due partite senza reti al passivo e parato il 91% delle conclusioni affrontate. Davanti a lui Juan Rodríguez ha già totalizzato 16 respinte difensive e sei intercetti.

Per aprire una difesa così raccolta non basterà un possesso prolungato. Serviranno cambi di posizione, inserimenti senza pallone e capacità di vincere i duelli individuali sulle fasce. Jonathan Rowe può offrire accelerazione e imprevedibilità, mentre Charles De Ketelaere e Lazar Samardžić dovranno trovare spazio tra il centrocampo e la linea difensiva rossoblù.

I 77 tiri concessi dalla Dea

Il numero più preoccupante per Sarri riguarda però la propria squadra. L’Atalanta ha effettuato 26 tiri e ne ha subiti 77: il saldo negativo di 51 è il peggiore tra tutte le formazioni dei cinque principali campionati europei.

Carnesecchi ha contenuto i danni effettuando 19 parate, con una percentuale dell’86%, ma la quantità di conclusioni concesse resta troppo elevata. Il Cagliari può approfittarne cercando con insistenza le seconde palle e provando il tiro anche senza attendere l’occasione perfetta.

L’Atalanta ha inoltre subito tutti e tre i propri gol nel secondo tempo, due negli ultimi quindici minuti. Il Cagliari, al contrario, non ha ancora incassato reti dopo l’intervallo e ha segnato uno dei suoi due gol nella parte finale.

Ad maiora

Atalanta-Cagliari, rispetto tra le curve e trasferte alla vecchia maniera: quell’amicizia mai diventata gemellaggio

Atalanta e Cagliari non sono unite da un gemellaggio ufficiale. Tra alcuni gruppi delle due tifoserie esiste però da tempo un rapporto di amicizia e rispetto, conservato senza bisogno di proclami e rinnovato in occasione delle partite tra nerazzurri e rossoblù.

Le ricostruzioni dedicate alla storia del tifo cagliaritano inseriscono l’Atalanta tra le tifoserie con le quali gli Sconvolts, storico gruppo della curva rossoblù, mantengono buoni rapporti. Non risulta un patto formalizzato: è soprattutto una relazione costruita nel tempo tra persone e gruppi.

Una vicinanza diversa dai gemellaggi tradizionali, accompagnati da striscioni condivisi e rituali riconoscibili. In questo caso prevalgono la stima reciproca e una comune idea del tifo: appartenenza alla propria terra, fedeltà alla squadra e disponibilità ad affrontare trasferte complicate pur di essere presenti.

Il viaggio in pullman e traghetto

L’esempio più recente risale alla scorsa stagione. Per Cagliari-Atalanta del 27 aprile 2026, alcuni ragazzi della curva nerazzurra scelgono di raggiungere la Sardegna in pullman e traghetto.

Una trasferta alla vecchia maniera, molto lontana dalla rapidità garantita dall’aereo: ore di strada, l’attesa dell’imbarco, la traversata e poi nuovamente il pullman fino allo stadio. Il viaggio diventa parte integrante della partita, con tutto il tempo trascorso insieme e la fatica condivisa dal gruppo.

La scelta racconta una concezione del tifo che resiste anche nell’epoca dei voli prenotati col telefonino e degli spostamenti consumati nel giro di poche ore. Non soltanto raggiungere una destinazione, ma vivere collettivamente ogni chilometro della trasferta.

Quella partita termina 3-2 per il Cagliari. Scamacca segna due volte, ma i sardi conquistano i tre punti. Alla delusione per il risultato si aggiunge però quella per quanto accade dopo il fischio finale.

I calciatori dell’Atalanta non raggiungono il settore ospiti per salutare i sostenitori nerazzurri. Una mancanza particolarmente sentita da chi aveva affrontato un viaggio così lungo in pullman e traghetto per essere presente.

Nel codice non scritto delle trasferte, andare sotto il settore ospiti significa ringraziare indipendentemente dal risultato.

Qualche giorno dopo, il 17 maggio, durante Atalanta-Bologna, la Curva Nord espone un doppio striscione: «Primavera: empatia col proprio pubblico ed emozioni libere nel vento. Prima squadra: nella nuova stagione pretendiamo questo tipo di atteggiamento». 

Domani il rapporto di rispetto tornerà sugli spalti della New Balance Arena, dove sono attesi 682 tifosi del Cagliari. Una presenza significativa, che ricambierà idealmente quella atalantina dell’aprile scorso

Ad maiora

Atalanta-Cagliari, la sfida dei numeri: entrambe a 6 punti, Scamacca cerca il cinquantesimo gol e Pašalić la presenza numero 350

Atalanta e Cagliari arrivano alla quarta giornata con lo stesso bottino: 6 punti, frutto di due vittorie e una sconfitta. I nerazzurri hanno segnato quattro gol e ne hanno subiti tre, i rossoblù hanno trovato soltanto due reti ma ne hanno incassata una.

Per l’Atalanta sarebbe un avvio importante. Soltanto quattro volte nelle precedenti 22 stagioni la squadra bergamasca ha conquistato almeno tre vittorie nelle prime quattro giornate di Serie A: nel 2008/09, 2011/12, 2020/21 e 2022/23.

La squadra di Maurizio Sarri ha inoltre vinto le prime due partite disputate alla New Balance Arena, contro Sassuolo e Bologna. Un altro successo le permetterebbe di aggiudicarsi le prime tre gare casalinghe stagionali per la terza volta nella propria storia, dopo il 1963/64 e il 2008/09.

Il Cagliari ha però eguagliato il migliore avvio della sua storia dopo tre giornate. Era partito con due vittorie nelle stagioni 1966/67, 1968/69, 1969/70, 1970/71, 2004/05 e 2011/12. Soltanto nel 1969/70, l’anno dello scudetto, e nel 1970/71 è riuscito a vincere tre delle prime quattro partite.

Quella di sabato sarà la 63ª sfida tra Atalanta e Cagliari in Serie A. Il bilancio comprende 26 vittorie nerazzurre, 13 pareggi e 23 successi rossoblù, con 75 gol segnati dalla Dea e 72 dai sardi.

Il Cagliari ha vinto l’ultimo precedente, il 3-2 dello scorso 27 aprile in Sardegna. Non ottiene però due successi consecutivi contro l’Atalanta dal periodo compreso tra il 2017 e il 2018, quando arrivò a tre vittorie di fila.

Le ultime otto sfide non hanno mai riproposto consecutivamente lo stesso risultato: quattro successi atalantini, tre cagliaritani e un pareggio. Il punteggio più frequente nella storia del confronto è l’1-0 per l’Atalanta, verificatosi undici volte.

A Bergamo comanda la Dea, ma non sempre

Il Cagliari è la squadra contro la quale l’Atalanta vanta la più alta percentuale di vittorie casalinghe in Serie A tra le avversarie affrontate almeno venti volte: 18 successi in 31 incontri, pari al 58%, con sei pareggi e sette sconfitte.

Il dato delle ultime stagioni invita però alla prudenza. Dopo avere vinto soltanto tre delle prime 23 trasferte sul campo dell’Atalanta, il Cagliari si è imposto quattro volte nelle otto più recenti, con un pareggio e tre sconfitte.

La Dea ha conquistato l’ultimo confronto interno, il 2-1 del 13 dicembre 2025. Un’altra vittoria permetterebbe ai nerazzurri di ottenere due successi casalinghi consecutivi contro i sardi per la prima volta dal periodo 2014-2017.

Scamacca vede quota 50

Il Cagliari è la squadra contro cui Gianluca Scamacca ha segnato più gol in Serie A: sei, con due doppiette. Cinque di queste reti sono arrivate con la maglia dell’Atalanta. L’attaccante non segna in campionato proprio dal doppio centro realizzato nell’ultimo confronto con i rossoblù.

Scamacca è inoltre fermo a 49 gol nei cinque principali campionati europei: 46 in Serie A e tre in Premier League. Contro il Cagliari può quindi raggiungere quota 50.

Nikola Krstović ha invece segnato due reti ai sardi, entrambe con il Lecce, mentre Franck Kessié realizzò contro il Cagliari una delle sue cinque doppiette in Serie A: accadde il 21 gennaio 2018, quando vestiva la maglia del Milan.

I traguardi di Pašalić e Samardžić

Mario Pašalić è a una sola presenza dalle 350 partite con l’Atalanta in tutte le competizioni. In caso di gol diventerebbe inoltre l’unico giocatore ad avere segnato per la Dea in ciascuna delle ultime nove stagioni di Serie A, dal 2018/19 in avanti.

Il croato ha realizzato tre reti e ottenuto nove vittorie contro il Cagliari. Soltanto contro il Sassuolo ha festeggiato più successi in campionato.

Lazar Samardžić, decisivo nel finale contro il Bologna, può segnare in due partite interne consecutive di Serie A per la prima volta in carriera. Charles De Ketelaere cerca invece un gol che manca da 16 giornate, il suo digiuno più lungo con l’Atalanta, eguagliato quello registrato tra dicembre 2024 e aprile 2025.

Caprile e Carnesecchi, due muri

Elia Caprile ha subito un solo gol nelle prime tre giornate, collezionando due partite senza reti al passivo. Ha effettuato dieci parate con una percentuale del 91%, la migliore del campionato.

Marco Carnesecchi ha già compiuto 19 interventi, con l’86% di parate. Dall’inizio della scorsa stagione ha evitato 10,2 gol rispetto alla qualità delle conclusioni affrontate: tra i portieri dei cinque principali campionati europei ha fatto meglio soltanto Mike Maignan.

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