Per sport

L’oppio dei popoli.

L’ARMANI BATTE IL MACCABI!

Contro il Maccabi di Tel Aviv l’Emporio Armani tira fuori la grinta delle gloriose scarpette rosse e all’esordio in Eurolega conquista un’inaspettata vittoria.
Finisce 89-82 per i ragazzi di Scariolo. Che vincono grazie a Gallinari ma soprattutto a uno spirito combattente in difesa, con Mason Rocca (panchinaro di lusso) che chiude con 10 punti.
L’Armani parte forte ma poi subisce un terribile parziale alla fine del primo quarto: 14 punti subiti, nessuno fatto. Scariolo si arrabbia ma non chiama time out. Misteri.
Il primo tempo si chiude comunque con Milano avanti di 3 punti.
Alla ripresa Milano (in Siena Style) schiaccia l’acceleratore e fa sua la partita con un devastante 24 a 14. Decisivo Hairston che inanella alla fine 25 punti (contro i 23 del Gallo)
L’ultimo quarto si chiude con 30 punti degli israeliani che non servono ai vice campioni d’Europa a evitare la prima sconfitta stagionale.
Per Milano, una vittoria importante soprattutto dopo l’imbarazzante uscita di Pesaro.
Domenica c’è Bologna, del simpatico Sabatini.
Come sempre dopo una vittoria, è probabile che il Forum sia pieno.
Ad maiora

Ps. Ho scritto questo pezzo sulla banchina della metropolitana 2. Fermata d’Assago piena come un uovo, in attesa da un quarto d’ora. Difficile programmare le corse in base a partite e concerti? Se la Milano del basket si fa valere in Europa, quella del trasporto pubblico ancora no.

Ps2. Arrivato metro’. Ovviamente rotto. Qui sono tutti molto contenti.

ETO’O, QUANDO IL TUO AMORE SCAPPA A MOSCA

Pazza Inter amala, dice la canzone della squadra di calcio milanese. Pazzia e amore abbinati come in un’infatuazione. Travolgente quando arriva e velocissima a evaporare.

Samuel Eto’o è l’ennesimo campionissimo che non si accomiata dalla squadra e dai suoi tifosi (per finnire, come dicono fonti ben informate, ad aiutare la campagna elettorale di Putin: http://oilandglory.foreignpolicy.com/posts/2011/08/29/does_samuel_etoos_big_payday_mean_putin_is_returning_to_the_kremlin) ma fugge dal retro (con Ferrari bianca a righe nere, perché la classe non sempre galleggia sull’acqua). Era già successo con Ronaldo e con Ibra.

Ci sarà un perché.

Come credo ci sia nel fatto che alla fine del campionato fanno tutti le valige come se la squadra gli stesse stretta. Non può esserela città. Perché è la stessa dove Ibra, bollato in modo razzistico come “zingaro”, tornatovi ora, sembra l’uomo più felice della terra (pur senza Champions).

Non possono essere gli allenatori perché cambiano spesso. Anzi, dopo la misteriosa fuga di Leonardo (un altro che non ha fatto “ciao ciao” andandosene) per lungo tempo è rimasta senza mister.

Ora Moratti dice, via Gazza, a Gasperini quale punta schierare in campo. Credo che Mourinho l’avrebbe mandato a quel paese. Il Leonardo rossonero si lamentava d’altronde delle intromissioni dell’ex presidente del Milan (ex per l’unico, vieppiù ridicolo, conflitto di interessi che ne vieta solo la presidenza calcistica). Quello era d’altronde riuscito a far prendere il cappello a Zoff per le critiche sulla non marcatura di Zidane.

La sto divagando. O forse no. L’Inter in questi anni ha cercato di mostrarsi come l’antisistema (rinuncia alla prescrizione per lo scudetto di cartone, gli gridavano qualche settimana fa; più o meno quello che gridano ora a Malaussene Penati). Ma non sempre ci riesce. Perché se è giusto essere “internazionali” è bello essere anche un posto dove se ti “allevano” non ti cacciano (remember Oba Oba) o se eri forte altrove non diventi poi una schiappa (Santon o Suazo).

Insomma, il principale valore aggiunto rimane che è l’unica squadra alternativa (milanese) a quella che è servita da trampolino di lancio della propaganda berlusconiana.

Ad maiora

SAMUEL ETO’O, DA VIA TURATI A MAKHACHKALA

A ore si dice arriverà l’accordo tra l’Inter e l’Anži (squadra di Makhachkala, capitale del Daghestan – Anži è il vecchio nome della città che ha 580 mila abitanti). Daghestan significa il paese delle montagne. Navigando su internet si può facilmente scoprire dove finirà Samuel Eto’o:

http://youtu.be/pB5E2igvz28

Il bomber è forse a caccia di un super ingaggio dopo aver comprato una casa da 17 milioni di euro in via Turati, di fronte alla sede del Milan:

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_maggio_7/eto-super-casa-mille-metri-quadrati-via-turati-1602974578802.shtml

Il camerunense potrà dilettarsi a sciare sulle montagne del Caucaso:

http://youtu.be/x5RZTjMlvIM

Già. Ma piste da sci a parte, siamo nel Caucaso settentrionale, zona tra le più inquiete della Federazione Russa. Su Youtube, non e’ difficile imbattersi in immagini di scontri violenti tra l’esercito e i ribelli islamici, attivi qui come nelle confinante Cecenia:

http://youtu.be/DEbvccML-oA

 Proprio in Cecenia, il presidente islamico (ma filorusso) Kadyrov ha voluto rilanciare la propria immagine attraverso il calcio. Assumendo come allenatore Ruud Gullit, licenziato però per scarso rendimento:

http://youtu.be/YzyDvt4C1Nc

 Poi invitando le stelle del mondo, da Maradona a Figo a giocare nel nuovo stadio del Terek. Lo stesso presidente e’ sceso in campo e ha segnato, pur marcato da Costacurta:

http://youtu.be/bFnqGoN9Uxs

Così festeggia il presidente messo da Putin e mai rimosso da Medvedev:

http://youtu.be/9tVbI7r64uE

 Nel campionato della Federazione Russa che – dopo venti giornate – attende con ansia l’arrivo di Eto’o, l’Anži (che gioca in Daghestan ma si allena a Mosca per motivi di sicurezza) è a metà classifica. Ha da poco perso 3 a 0 con lo Spartak Mosca, malgrado gli sforzi di un altro calciatore ex interista, Roberto Carlos:

http://youtu.be/Jihxgpws4tU

Da quelle parti l’italiano che ha avuto più successo e’ Luciano Spalletti che guidando lo Zenith di San Pietroburgo ha vinto lo scudetto russo. Lo Zenith e’ la squadra di Gazprom. Ma soprattutto e’ quella più amata dal tandem Putin-Medvedev che guida il paese:

http://www.youtube.com/watch?v=xA8WF_v_VIg&playnext=1&list=PL5390B3DB0B133B9B

Anche Suleiman Kerimov, l’oligarca che – dopo averla acquistata a gennaio –  ha deciso di trasformare l’Anži in un club vincente a suon di dollari, ha azioni in Gazprom, ed è tra i 40 uomini più ricchi al mondo. Il quarto in Russia:

http://youtu.be/rM9zS7_XNv0

In Daghestan e Russia, comunque Eto’o lo stanno aspettando a braccia aperte:

http://youtu.be/OcwWPLlb87I

 Ad maiora

NUOVO VENTO PURE NEL BASKET: DA SCARPETTE ROSSE AD ARANCIONI?

Cambia il vento anche all’Armani Jeans? Bandiere arancioni anche sul basket milanese?

Le prime scelte del nuovo corso sembrano segnare infatti una importante discontinuità col passato.

Dopo aver costruto squadre senza criterio, ora chi guida quelle che un tempo erano le imbattibili scarpette rosse sembra aver deciso di programmare con cura le proprie mosse. Il primo passo è stato prendere un allenatore coi fiocchi: Sergio Scariolo, bresciano e campione d’Europa guidando la nazionale spagnola. Non bastasse è stato affiancato da Fabrizio Frates, milanese, buon allentore e grande vice nella Nazionale italiana che conquistò bronzo e argento agli Europei e poi l’oro ai Giochi del Mediterraneo.

Se due indizi non fanno una prova, ecco il terzo segnale, questa volta per chi materialmente scende sul parquet. Da che mondo e mondo una squadra di basket si basa sul suo play. Per anni Milano ha avuto (e profumatamente pagato) Bulleri, una guardia vestita da play. Partito il toscano, a guidare la squadra quest’anno si sono alternati in tre.

Ieri l’Armani Jeans ha messo sotto contratto – per due stagioni – Omar Sharif (così si chiama!) Cook. Vero play maker americano ma naturalizzato montenegrino. Col Valencia ha stabilito il record di assist in Eurolega anche se nei video ce lo si gode soprattutto per l’arresto e tiro:

http://youtu.be/AOBeA6i-jH0

Non è la prima volta che fior di giocatori, arrivati in quel di Milano finiscono per deludere. L’ultimo caso di Pecherov è ancora lì fresco-fresco.

Le scarpette rosse comunque, almeno sulla carta, sembrano ora essere diventate arancioni (Pisapia, sulle tribune – non d’onore –  quest’anno non potrà che esserne felice…).

Ad maiora.

la rivolta in Bahrein

No al Gran Premio in Bahrein: un appello a Ecclestone

Oggi l’uomo forte del business dell’automobilismo sportivo Bernie Ecclestone deciderà se inserire nell’elenco dei circuiti su cui correre la gare di Formula 1 il Gran Premio del Bahrein.

Era stato tolto dall’elenco qualche mese fa per la pesante repressione che il regime ha messo in atto contro la popolazione che protesta. Una repressione che non è finita:

http://www.iljournal.it/2011/bahrein-le-immagini-degli-scontri/238662

L’organizzazione non governativa Human Rights First ha diffuso un appello perché il Gran Premio sia definitivamente cancellato dall’elenco delle gare fino a quando la situazione politica rimarrà quella attuale.

http://actions.humanrightsfirst.org/p/dia/action3/common/public/?action_KEY=4226

Io l’ho firmato.

Ad maiora!