Anna Politkovskaja

Libertà di stampa. In Russia, ma non solo.

L’ambasciatore Usa in Russia, assediato dai giornalisti, perde le staffe

L’ambasciatore americano a Mosca, Michael McFaul, ha denunciato di sentirsi osservato e controllato. Sopratutto dai giornalisti vicini al regime:

http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTIwMzMwMTAzNjQ1LnhtbCI7fQ==

Un’intervista un po’ insistente gli ha fatto perdere le staffe e definire la Russia “paese di selvaggi”: Salvo poi (come un Monti qualsiasi) accusare la cativa traduzione (anzi, la sua cattiva conoscenza della lingua russa):

http://blog.quotidiano.net/baldini/2012/03/30/russia-paese-di-selvaggi-ambasciatore-usa/

Insomma, il clima da guerra fredda (“riferirò a Vladimir”) prosegue.

Se volete seguire l’ambasciator fumantino su twitter lo trovate qui: @McFaul

Ad maiora.

Le Pussy Riot restano in carcere. Mentre i parenti subiscono minacce

Ancora sulle Pussy Riot, gruppo punk rock che per un concerto anti-putiniano in una chiesa moscovita, rischiano sette anni di carcere.

Rimangono intanto, preventivamente in cella, perché serva da lezione ad altri: http://www.themoscowtimes.com/news/article/court-upholds-order-to-jail-third-pussy-riot-member/455656.html#ixzz1qUeXXiLI

I familiari denunciano di aver ricevuto minacce di morte:

http://en.rian.ru/society/20120328/172447275.html

Pro e contro il blitz “sacrilego” (che scalda i bigotti anche dalle nostre parti):

http://www.bloomberg.com/news/2012-03-28/putin-punk-rock-and-russian-orthodoxy-leonid-bershidsky.html

http://www.themoscowtimes.com/opinion/article/patriarch-kirills-apartment-buried-in-sand/455684.html

Buona lettura.

Ad maiora

Leggi omofobe a San Pietroburgo. La repressione del dissenso (video)

Visto che il sindaco di San Pietroburgo ha firmato la legge che considera reato “scrivere, parlare o discutere dell’omosessualità” (fatto di una gravittà inaudita da punire con un ammenda fino a un milione di rubli) ripubblichiamo questo video.

Mentre i politici discutevano in aula, un eroico militante esponeva un cartello con scritto: “Hitler ha cominciato con le leggi anti-gay”:

http://youtu.be/qBQXVCFxxnA

E’ stato arrestato.

San Pietroburgo, amministrata da Russia Unita, è la città di Vladimir Putin e Dmitri Medvedev.

Qui linvito a boicottare la città russa: http://cinemaglbtverona.blogspot.com/2012/03/boycott-st-petersbourg.html

Ad maiora

Domani a Budapest si decide della sopravvivenza di Klub Radio

Ricevo dall’amico (e direttore di Klub Radio) la notizia che l’udienza davanti ai giudici di Budapest per la sopravvivenza dell’emittente radiofonica indipendente è stata fissata per il 14 marzo, ossia domani. Alle 10 del mattino.

Quel giorno si deciderà se la frequenza radio 95.3 potrà continuare a essere “utilizzata” da Klub Radio o se finirà nelle grinfie di un’emittente governativa.

Come scrive Andras, si capirà “se Klub Radio potrà continuare a trasmettere o se sarà zittita”.

L’emittente è una delle voci più critiche verso il regime nazionalista e xenofobo ungherese. La frequenza dove trasmette è stata messa all’asta. Organizzata in modo che Klub radio la perdesse.

Speriamo bene.

Ad maiora.

Operazione anti-terrorismo nel Caucaso: 9 morti

Sono nove i guerriglieri (o sospetti tali) uccisi nell’operazione anti-terrorismo lanciata ieri dalle forze russe in Daghestan e Kabardino-Balkaria. Tra i nove uccisi, due donne.

A Makhathchkala, capitale del Daghestan (la città dove, a suon di milioni, è finito a giocare Eto’o), le forze speciali hanno dato l’assalto a una casa che, secondo l’Fsb locale, avrebbe ospitato una base di terroristi. Due morti e due feriti il bilancio del blitz.

In un villaggio della Kabardino-Balkaria (altra repubblica del Caucaso russo con parecchi gruppi di islamisti in azione) un altro assalto è costato la vita a sei combattenti, una delle quali una ragazza. Un’altra presunta terrorista è stata arrestata dalle forze speciali.

Il blitz dopo che un gruppo di terroristi aveva colpito, qualche giorno fa, un elicottero militare, costretto a un atterraggio di emergenza. Il 6 marzo, giorno dopo le presidenziali, una terrorista suicida aveva ucciso sei poliziotti in un commissariato daghestano.

Ad maiora.