Quando, insieme a Nicola Buffoni, ho scritto la sceneggiatura di “Uno più, uno meno”, non pensavo di essere ripreso nel film dedicato ad Anna Politkovskaja.
La prima scena ha tratti autobiografici dato che mostra un uomo che corre al Parco Sempione. E la storia, totalmente inventata, salvo gli assassini in Russia e Inghilterra, mi è lievitata in testa durante gli allenamenti.
Questa mattina su quella testa è stato messo un casco con montata una Gopro mentre la troupe riprendeva la mia corsa.
Lo spot girato stamane (sotto la supervisione della produttrice Gabriella Manfrè) ci servirà per raccogliere fondi per il film sponsorizzato da Annaviva.
Vi terrò aggiornati.
Ad maiora
Anna Politkovskaja
“Uno più, uno meno”. Domani si gira il trailer
Domattina al Parco Sempione di Milano inizieranno le riprese del trailer di “Uno più, uno meno”. È un film ambientato a Milano che parla (anche degli omicidi Litvinenko e Politkovskaja). La sceneggiatura è di Nicola Buffoni e di chi cura questo blog. La produzione sarà di Invisibile Film.
Lo spot servirà per raccogliere fondi per realizzare questo progetto, sponsorizzato da Annaviva.
Ad maiora
Omicidio #Politkovskaja Una condanna. Ma sempre senza cercare i mandanti
Alla fine li si osserva come una sfida di wrestling o come quelle partite di calcio che finiscono 5-3 (e poi stranamente la camorra ha scommesso sull’over 7).
Anche i processi per l’omicidio di Anna Politkovskaja hanno la stessa credibilità.
Oggi, a sei anni dall’omicidio della giornalista russa, è arrivata la condanna per Dmitri Pavliuchenkov, ex poliziotto e reo confesso. Misera la pena: 11 anni per aver pedinato Anna, partecipato all’organizzazione del delitto e fornito l’arma al presunto killer.
I famigliari di Anna (i figli Ilja e Vera) hanno contestato la sentenza sia perché si aspettavano il massimo della pena. Sia soprattutto perché l’ex agente non ha indicato chi è stato il mandante del l’assassinio.
Nel corso dell’inchiesta si è scoperto che vari agenti segreti hanno pedinato Anna nei mesi prima dell’omicidio. Chissà chi glielo ha ordinato. Chissà chi ha pagato per il loro disturbo.
Domani intanto, sfidando il freddo, torna in piazza l’opposizione al regime putiniano. È passato un anno dai cortei oceanici che nel dicembre del 2011 segnarono un vero e proprio salto di qualità tra chi è stufato dell’oligarchia al potere.
L’appuntamento per domani è in piazza della Lubianka, sede del KGB prima (dove Putin fece la fila per entrare) e Fsb ora (ha cambiato solo nome e modalità d’azione).
Gli oppositori marceranno in ordine sparso visto che il comune non ha autorizzato la manifestazione.
Intanto la giustizia da operetta indaga su Alexei Navalnij, blogger ed esponente più votato nelle primarie dell’opposizione (ben prima di quelle di Grillo e con più rischi per chi vi partecipava).
L’accusa per Navalnij (che domani sarà in piazza e per questo sarà probabilmente arrestato) e suo fratello è truffa.
Ma è come il wrestling. Non credeteci.
Ad maiora
Ps. Ero stato facile profeta.
Milano avrà i Giardini Anna Politkovkskaja. Oggi il voto della Giunta Pisapia
Grande successo di Annaviva.
Grazie a tutti coloro (e sono davvero tanti) che ci hanno aiutato.
A seguire il comunicato della Giunta Pisapia.
Ad maiora
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La piazza e il giardino nell’area Garibaldi-Repubblica saranno dedicati alla memoria di due grandi donne del nostro tempo: l’architetto e designer Gae Aulenti, scomparsa il 1 novembre scorso, e la giornalista russa Anna Politkovskaja, assassinata a Mosca il 7 ottobre del 2006. Lo ha deciso oggi la Giunta comunale, approvando la relativa delibera di intitolazione.
In particolare, il nome di Gae Aulenti sarà legato per sempre alla piazza soprelevata attigua a viale Don Luigi Sturzo e alla confluenza con via Vincenzo Capelli, mentre Anna Stepanovna Politkovskaja sarà ricordata nel giardino tra corso Como, via Vincenzo Capelli e viale Don Sturzo.
“Due donne straordinarie che hanno occupato la scena internazionale grazie al loro grande talento, alla loro tenacia e al loro impegno civico e culturale – ha detto l’assessore alla Cultura Stefano Boeri –. Due nomi che, grazie a questa intitolazione, si legheranno innegabilmente da oggi alla storia della nostra città e al suo futuro”.
Gae Aulenti, nata nel 1927 in provincia di Udine, si laureò in architettura al Politecnico di Milano nel 1953, dove conseguì l’abilitazione alla professione. La sua formazione coincise con un periodo di straordinario fermento in cui l’architettura italiana era impegnata nella ricerca storico-culturale di recupero dei valori architettonici del passato e dell’ambiente, confluita poi nel movimento Neoliberty. Fu docente universitaria a Venezia e al Politecnico di Milano e Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1995-1996. Riuscì sempre a coniugare un’intesa attività internazionale con una particolare attenzione per la sua città d’adozione, come testimoniano il nuovo volto di piazzale Cadorna e dello Spazio Oberdan. Nel 1989 il Comune di Milano le conferì la Medaglia d’Oro di Civica Benemerenza quale “protagonista assoluta nel mondo dell’architettura e del design, un punto di riferimento nella cultura europea che ha contribuito a dar lustro a Milano e alla cultura italiana nel mondo”.
Anna Politkovskaja, nata a New York nel 1958, si impegnò sempre per la difesa dei diritti umani e civili, contro ogni forma di sopruso e ingiustizia in Russia e in Cecenia, arrivando a condannare apertamente l’esercito e il governo russo nei suoi articoli per Novaja Gazeta, quotidiano di ispirazione liberale. Il 7 ottobre 2006 venne assassinata nell’ascensore del suo palazzo, mentre stava rincasando. La sua morte ha prodotto una grande mobilitazione in tutti i Paesi del mondo, affinché venissero al più presto chiarite le circostanze dell’omicidio.
In seguito a una raccolta di firme popolare promossa dall’Associazione Annaviva, il 27 febbraio scorso il Consiglio comunale di Milano ha approvato all’unanimità una mozione per intitolare un luogo di Milano ad Anna Politkovskaja, sottolineando “l’alto valore morale della sua figura, simbolo a livello mondiale del giornalismo del coraggio e della dignità”. In quell’occasione il Consiglio comunale ricordò che “la naturale vocazione internazionale di Milano rende particolarmente importante raccogliere l’istanza di libertà e di ricerca della verità che Anna Politkovskaja rappresenta, cogliendo l’occasione per porre al centro il tema del rispetto dei diritti umani”.
#FreePussyRiot. Putin e il boomerang dell’antisemitismo
Il regime putiniano diffonde le immagini delle Pussy Riot condannate a due anni di galera per 45 secondi di concerto in chiesa. Addio balaclava, ora indossano una divisa carceraria.
Le due ragazze recluse hanno deciso di cambiare avvocato affidandosi a chi ha fatto liberare la terza del gruppetto. Lei, Iekaterina, dice che la Russia è una grande prigione, sia che si stia dentro che fuori dalle sbarre.
I legali faranno comunque fatica a difenderle, non potendo incontrarle.
Ma facciamo un passo indietro. Quella simpatica ex spia che guida la Russia, mal consigliato dai suoi lacchè, ha cercato di convincere la cancelliera Merkel che non bisogna appoggiare il gruppo punk perché sarebbe addirittura antisemita.
Blogger e giornali indipendenti russi hanno subito sbertucciato il presidentissimo, seguiti a ruota dai media tedeschi.
Qui il video “antisemita” al supermercato.
Verrebbe da dire a Putin: ho un amico che sta girando un film sui gulag. La proporrò come guardiano…
Ad maiora.




