Anna Politkovskaja

Libertà di stampa. In Russia, ma non solo.

#FreePussyRiot domani mobilitazione mondiale. Con presidio a #Milano

Free Pussy Riot a MilanoMentre Depardieu paga il suo obolo da schiavo del regime putiniano attaccando l’opposizione russa e le Pussy Riot ( http://www.vanityfair.com/online/oscars/2013/01/gerard-depardieu-pussy-riot-russia-putin-guinara-karimova-music-video ) domani, 16 gennaio, sarà una giornata importante per il futuro giudiziario delle due ragazze condannate a due anni di carcere per 45 secondi di concerto in chiesa.

Verrà infatti deciso se Maria, madre di una bimba, possa essere scarcerata: http://lepersoneeladignita.corriere.it/2013/01/15/pussy-riot-domani-si-decide-su-una-seconda-scarcerazione/

Proprio per fare pressioni sulla giustizia russa (affatto indipendente dal potere politico) è stata lanciata una giornata di mobilitazione internazionale con manifestazioni in 13 città del mondo: http://freepussyriot.org/

Tra queste città c’è Milano dove domani, alle 17, Annaviva ha organizzato un presidio in via Dante sotto la bandiera russa per l’Expo: http://annaviva.org/2013/01/10/annaviva-per-le-pussy-riot/

Vi aspettiamo!

Ad maiora

BB, Brezhnev, Putin e Vendola. Il diavolo fa le pentole

BBBrezhnev è morto. Non appena bussa alla porta dell’inferno viene accolto da un diavolo che gli dice: «Compagno Leonid, tu sei una comunista illustre, un uomo molto importante. Pertanto hai la possibilità di scegliere la tortura a cui sarai sottoposto». Addentrandosi nei meandri dell’inferno, Brezhnev vede Adolf Hitler immerso in una vasca piena di olio bollente e Stalin legato alla ruota. Improvvisamente scorge Nikita Kuscev con Brigitte Bardot sulle ginocchia. “Benissimo,” esclama allegramente “voglio la stessa tortura di Kruscev!” “Oh, no! Non è possibile» ribatte il diavolo. «Non è Kruscev a essere torturato, è la Bardot!».

Barzelletta sovietica

Anche BB ora appoggia Putin-Depardieu: http://www.formiche.net/2013/01/06/brigitte-bardot-emula-depardieu-putin/

Che per Vendola solo sulla strada del diavolo: http://www.agi.it/politica/notizie/201301080750-pol-rt10016-vendola_show_contro_i_paperoni_vadano_da_putin_il_diavolo

Ad maiora

#Depardieu arriva a #Sochi. La #Russia diventa un paradiso fiscale

La Russia, il paese dove si è sperimentato il marxismo-leninismo, ora rischia di diventare un paradiso fiscale per chi non vuole pagare le tasse nel suo paese. Naturalmente, solo se è ricco e adula il piccolo zar Putin.
L’attore Gerard Depardieu cui il cattivo (ma socialista) Hollande voleva far pagare le tasse è arrivato a Sochi, sul Mar Nero, per incontrare il presidente Putin.
Sochi era la meta turistica preferita dai dirigenti del Pcus ed è stata ovviamente scelta da Putin come luogo dove incontrare gli amici, come Silvio o Gerard, cui oggi verrà consegnato il passaporto russo. In quella località, marittima, grazie ai fondi di Gazprom, sono state assegnate le Olimpiadi. Quelle invernali, naturalmente. Il Caucaso è proprio lì dietro. Come la Cecenia. Anche per questo è stata lanciata una campagna di boicottaggio.
E all’attore francese (ma non solo) stanno a cuore i dittatori, come il presidente Kadyrov che l’ha subito invitato a stabilirsi in Cecenia.
Alla festa di compleanno del capo dei ceceni (filo-russi) il francese si era messo a urlare (dietro compenso) inni di gioia per l’uomo di Putin a Groznij.
Il presidente che fece radere al suolo la capitale cecena fu d’altronde insignito della massima onorificenza francese, la Legion d’onore. A presiedere la Francia era il gollista Chirac.
Ad maiora

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“Notizia” di Natale: #Berezovskij non fu il mandante dell’omicidio #Politkovskaja

Nella conferenza stampa del 2007, a un anno dall’assassinio della Politkovskaja, quel personaggio che è il procuratore generale russo Jurij Chaika (per un lustro ministro della Giustizia di zar Putin) dopo aver annunciato, tutto tronfio, che erano state fermate 10 persone (molte scarcerate in un amen), annunciò che il mandante dell’omicidio era da cercare all’estero.
Ai giornalisti che gli chiedevano se si riferisse all’ex oligarca Boris Berezovskij, si mise a sorridere e ad ammiccare. Tipico di un regime televisivo e da barzelletta (anche se pure in Italia…).
Sono passati cinque anni da quelle accuse, anzi, insinuazioni. E proprio nel giorno di Natale, si scopre che Berezovskij, in esilio a Londra, non è stato il mandante dell’omicidio della Politkovakaja né di altri giornalisti.
Speriamo che, quando cadrà il regime putiniano, si scopra chi abbia ordinato l’omicidio di Anna, coraggiosa giornalista.
Auguri a tutti.
Ad maiora

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Le cinquanta sfumature di grigio delle #PussyRiot

Maria Alekhina in prigioneLa carriera di un sorvegliante del carcere e, soprattutto, nel lager si fa sulla pelle dei detenuti.

Varlam Šalamov, I racconti della Kolyma

E spero stiano facendo carriera gli aguzzini che un giorno sì e l’altro pure sanzionano le Pussy Riot in carcere. Una delle due, in isolamento perché minacciata, è stata punita per non aver sentito la sveglia: http://www.ilmondo.it/esteri/2012-12-21/russia-nuova-sanzione-pussy-riot-carcere-si-sveglia-tardi_165433.shtml

Maria Alekhina aveva d’altronde scritto una lettera aperta qualche giorno fa, ma dicendo che questa non è vita:  http://pubblicogiornale.it/mondo/pussy-riot-carcere-lettera/

Le cinquanta sfumature di grigio delle prigioni russe sono tutt’altro che eccitanti. Scrive Maria: “Tutto è grigio qui intorno. Anche se è di un altro colore, contiene un elemento grigio. Tutto: gli edifici, il cibo, il cielo, le parole”.

Annaviva ricorderà le Pussy Riot con una manifestazione a Milano nel pomeriggio del 16 gennaio e una serata all’Ostello Bello la sera del 17.

Ad maiora