Estratto
Due giornate di campionato e la classifica delle ammende alle società di Serie A comincia già a prendere forma. Dopo i provvedimenti del Giudice Sportivo relativi alle gare disputate tra il 28 e il 31 agosto, il Lecce balza al comando con 20mila euro complessivi, davanti a Bologna e Atalanta.
La classifica dopo la 2ª giornata
- Lecce — 20.000 euro
- Bologna — 14.000 euro
- Atalanta — 10.000 euro
- Como — 8.000 euro
- Venezia — 4.000 euro
- Frosinone — 3.000 euro
Il Lecce conquista la testa della graduatoria in un botto (anche l’anno scorso andava forte). Il Giudice Sportivo gli infligge infatti due ammende da 10mila euro: una per il lancio da parte dei sostenitori di fumogeni sul terreno di gioco, che ha provocato anche una sospensione della partita di circa un minuto, oltre a un petardo e altri fumogeni finiti nel recinto di gioco; l’altra per il ritardo di circa sei minuti nell’inizio di Lecce-Roma, dovuto alla necessità di regolarizzare l’equipaggiamento dei calciatori salentini.
Sale da 12mila a 14mila euro il Bologna, che alla sanzione della prima giornata aggiunge 2mila euro per avere ritardato di circa un minuto l’inizio del secondo tempo contro l’Atalanta. Il Como, invece, passa da 3mila a 8mila euro: i nuovi 5mila sono dovuti ai ritardi provocati durante il primo e il secondo tempo.
Restano ferme le altre tre società già multate alla prima giornata: Atalanta a 10mila euro, Venezia a 4mila e Frosinone a 3mila. Nel primo turno il Bologna aveva ricevuto l’ammenda più pesante, 12mila euro, seguito proprio dall’Atalanta con 10mila.
Il comunicato della seconda giornata offre anche un particolare importante per capire come leggere questa classifica. Atalanta, Cagliari, Lecce, Milan, Napoli e Udinese vengono segnalate per l’introduzione e l’utilizzo nel proprio settore di materiale pirotecnico. Per questi episodi, però, ricorrendo le condizioni previste dal Codice di Giustizia Sportiva, non vengono automaticamente inflitte ammende: sono sanzionati soltanto i comportamenti ulteriori espressamente indicati nel provvedimento.
Ad maiora