Month: aprile 2012

Putin saluta la Duma. Ci tornerà a breve. Da presidente

Nella mia ingenuità pensavo di leggere qualche notizia sui quotidiani odierni sull’ultimo intervento di Vladimir Putin alla Duma ieri, nella sua veste da Primo ministro.

Forse sarà distratto, ma ne ho trovato traccia solo sull’Eco di Bergamo.

Qui di seguito trovate dunque il link (e il video) con le parole dell’uomo forte della Russia:

http://www.rferl.org/content/putin_address_to_parliament/24544137.html

Da notare che, dopo una gelida risposta di Putin in merito al candidato delle amministrative che per protesta sta facendo lo sciopero della fame ad Astrakhan, i deputati di Russia Giusta hanno abbandonato l’aula.

Non era mai successo nei dodici anni, quasi incontrastati, di putinismo.

Fuori dai Palazzi intanto Udaltsov, Navalny e gli altri leader della protesta proseguono la mobiltazione.

Putin si insedierà il 7 maggio. Ma, malgrado la primavera, non saranno tutto rose e fiori.

Ad maiora.

Le scope leghiste. E quelle fiamminghe

Alla serata dell’orgoglio padano stasera a Bergamo, i giovani leghisti annunciano porteranno le scope a simboleggiare la voglia di fare pulizie.

Sarà che sono vecchio del mestiere, ma ricordo che anni fa andai a seguire una campagna elettorale del Vlaams Blok, partito fiammingo di estrema destra. Fu poi sciolto, nel 2004, per aver violato la legislazione belga sulla xenofobia.

Il simbolo era proprio una scopa. E lo slogan elettorale era: spazziamoli via.

Intendeva i politici di Bruxelles, i valloni. Ma sopratutto gli immigrati.

Corsi e ricorsi.

Ma è un simbolo che da allora non mi è mai piaciuto.

Ad maiora

Il terremoto aquilano e quel peso sul cuore

Oggi come allora avevo il turno di alba. E stamattina come tre anni fa, sentire la notizia del terremoto aquilano al Gr1 delle 5 mi ha dato un colpo al cuore.

Mano a mano che passarono le ore si capì la gravità di quell’onda tellurica. Diedi immediata disponibilità e, nel volgere di qualche giorno, partii verso l’Aquila insieme al collega e amico Ermanno Generali.

Oltre ai servizi per la Rai, da quel giorno partì in qualche modo questo blog. Queste le mie impressioni d’allora su Onna:

http://sites.google.com/site/andreariscassiit/le-foto-di-onna

Ci sono tornato con gli studenti di gironalismo in Abruzzo. Perché, dopo la violenza della natura, quella “umana” della mancata ricostruzione (ma anche del mancato allarme alla popolazione) è diventato un altro buco nero del nostro paese.

Mentre i giovani cronisti battevano in lungo e in largo l’Abruzzo, io andai a Sulmona per la presentazione di un libro che non ho mai dimenticato:

https://andreariscassi.wordpress.com/2010/12/18/morire-per-un-30-nel-paese-delle-veline/

In Abruzzo (perché è dal letame che nascono i fiori) ora ho molti amici.

Gli stessi a cui penso in questo 6 aprile.

Domandandomi ogni volta come fece qualcuno, quel giorno, a ridere.

E come hanno fatto, tanti altri, in questi anni a dormire sonni sereni.

Ad maiora

Ps. Quando in queste ore sento parlare di “terremoto nella Lega” mi vengono i brividi.

Ma non si può pensare prima di usare queste metafore??

La Haggadah di Sarajevo, sopravvissuta all’assedio

A vent’anni dalla guerra bosniaca e dall’assedio di Sarajevo, un bel servizio sulla Haggadah della capitale slava, una delle più antiche del mondo:

http://www.rferl.org/media/video/24537760.html

Scritta a mano su pelle di vitello, si ritiene sia del 1350.

Buona Pasqua.

Ad maiora.

L’ambasciatore Usa in Russia, assediato dai giornalisti, perde le staffe

L’ambasciatore americano a Mosca, Michael McFaul, ha denunciato di sentirsi osservato e controllato. Sopratutto dai giornalisti vicini al regime:

http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTIwMzMwMTAzNjQ1LnhtbCI7fQ==

Un’intervista un po’ insistente gli ha fatto perdere le staffe e definire la Russia “paese di selvaggi”: Salvo poi (come un Monti qualsiasi) accusare la cativa traduzione (anzi, la sua cattiva conoscenza della lingua russa):

http://blog.quotidiano.net/baldini/2012/03/30/russia-paese-di-selvaggi-ambasciatore-usa/

Insomma, il clima da guerra fredda (“riferirò a Vladimir”) prosegue.

Se volete seguire l’ambasciator fumantino su twitter lo trovate qui: @McFaul

Ad maiora.