Month: settembre 2011

PER SEMPRE UN DITO MEDIO A PIAZZA AFFARI?

L’assessore milanese Stefano Boeri ha lanciato, via Facebook, una sorta di sondaggio per capire se sia il caso di lasciare il dito di Cattelan (si chiama LOVE, acronimo di Libertà Odio Vendetta Eternità) in piazza Affari:

http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=114721901965540&id=699127703

L’opera d’arte fu scoperta un anno fa, in una giornata autunnale (qui, almeno fino ad oggi, a Milano è ancora, invece, incredibilmente estate):

http://www.vogue.it/people-are-talking-about/l-ossessione-del-giorno/2010/09/maurizio-cattelan

Personalmente ritengo la collocazione di fronte alla Borsa la sua quella ideale. Anche se ovviamente quanti vivono e lavorano dentro quel palazzo non hanno mai apprezzato quel dito:

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-09-25/imbarazzi-borsa-dito-cattelan-093530.shtml

Sul dito medio, diventato ormai simbolo del paese, avevo scritto qualche mese fa un post che partiva da Bossi per arrivare e Messi:

https://andreariscassi.wordpress.com/2010/11/25/in-medio-stat-virtus/

Sul tema, ben più ascoltati del sottoscritto, erano intervenuti anche gli Articolo 31:

Ribadisco. Lasciate Love dov’è.

Ad maiora

FRA TRE SETTIMANE A MILANO IN SCENA “ELSA K.”. PER NON DIMENTICARE ANNA POLITKOVSKAJA

Tra pochi giorni, anzi fra tre settimane, saranno passati cinque anni dall’omicidio di Anna Politkovskaja.

Varie inchieste della magistratura russa hanno portato parecchie persone in carcere. Esecutori materiali o organizzatori. Molti scagionati al processo. Altri sono ora in cella, in attesa di andare a giudizio. Nessuno si è mai sognato di cercare i mandanti dell’omicidio della coraggiosa giornalista russa. Tanto da spingere il New York Times a scrivere che non c’è giustizia:

http://www.nytimes.com/2011/09/14/opinion/no-justice-for-anna-politkovskaya.html?_r=1&emc=eta1

A luglio, a Genova, nel corso della Settimana dei diritti, Vera Politkovskaja (insieme alla collega della Novaja Gazeta, Nadezhda Prusenkova) così parlava di sua madre Anna:

http://youtu.be/27cCRcE_LkI

Per non dimenticare Anna Politkovskaja, per onororare il quinto anniversario del suo omicidio, Annaviva e LattOria metteranno in scena a Milano “Elsa K.”.
Di seguito i dettagli. Prenotatevi! Venite!!

Ad maiora

……………………..

EL’SA K debutta a Milano in occasione dell’anniversario della morte della giornalista russa Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre 2006 sul portone della sua casa a Mosca, dopo essersi schierata contro la politica di Vladimir Putin e aver condotto una battaglia in nome della libertà di informazione e in difesa dei diritti umani.

L’opera teatrale, scritta da Andrea Riscassi per la regia di Alessia Gennari, narra la vicenda di El’sa Kungaeva, giovane cecena stuprata e uccisa dopo essere stata rapita da una pattuglia di soldati russi guidati dal colonnello Jurij Budanov. Di El’sa Kungaeva, del suo omicidio e della violenza consumatasi sul suo corpo si era a lungo occupata Anna Politkovskaja.

In scena tre voci. Una maschile, a riportare i fatti, i documenti, l’oggettività (vera o presunta) della vicenda raccontata, e due femminili, quella di El’sa e quella di Anna. Due voci femminili “in assenza”, corpi e voci della memoria e della storia.

A essere rievocato nel testo non è solo il caso di El’sa, così come non è solo il lavoro di Anna Politkovskaja: a ricrearsi, per frammenti, è la più ampia vicenda che riguarda il conflitto russo-ceceno e alcune fra le implicazioni politiche, sociali e umane di quella guerra ancora latente. El’sa e Anna, entrambe portatrici della propria verità e della propria tragedia, sono compresenti sulla scena ma non si parlano mai. Si evocano l’una con l’altra. Ognuna con le proprie parole, con la propria consapevolezza e umanità, permette all’altra di raccontare e raccontarsi entro un impossibile dialogo fra morti.

Mettere in scena questo dialogo è fare del teatro il luogo deputato per la memoria attraverso una finzione che si fa cruda e amara rappresentazione del reale. E’ fare del palcoscenico lo spazio del ricordo, della possibilità di una ricostruzione e ricomposizione della verità.

EL’SA K

Di Andrea Riscassi

regia di Alessia Gennari,

con Fabio Paroni, Sara Urban e Paola Vincenzi,

musiche di Federico Gon.

6, 7, 8 ottobre 2011 – ore 21

Teatro del Borgo

via Formentini 10, Milano

Per info e prenotazioni: saraurban@lattoria.it

GIUNTA PISAPIA, EPPURE IL VENTO SOFFIA ANCORA

Le prime parole della lettera con cui l’assessore Maran invitava all’assemblea (“sono state settimane per me difficili”) devono aver fatto scattare il meccanismo partecipativo. È così che ieri, per la riunione con l’assessore milanese al traffico, l’Energolab si è rivelato del tutto insufficiente. Per questo mi è venuta in mente la canzone che dà il titolo a questo post:

http://youtu.be/F2jv_VrjEMM

Malgrado le polemiche (penatiane, antipenatiane) di queste ultime settimane, a dispetto dell’aumento del biglietto del tram, chi ha fatto campagna elettorale fino a cento giorni fa è infatti ancora stretto intorno alla giunta Pisapia. La luna di miele, insomma, non è ancora finita.

Maran, che ha iniziato l’incontro un po’ intimidito, è sembrato scaldarsi nel corso del dibattito. E non solo per il caldo africano della sala. Per questo ha più volte chiesto che la città si faccia carico dei cambiamenti necessari per migliorarla. Un invito alla responsabilità individuale che non possiamo non accettare. Ha spiegato come si punti a un coinvolgimento di tutte le categorie per la congestion charge (quattro i modelli che verranno presentati, ma l’impressione è che pagheranno di più i non milanesi, soprattutto se entrano nelle ore di punta – anche se, come ha sottolineato una signora dal pubblico, sono tutti lavoratori, già vessati) e a una fidelizzazione dei clienti Atm (portando a mezzo milione gli abbonamenti), Sull’azienda del trasporto pubblico, si interverrà a fondo:

L’assessore ha martellato sul piano per la ciclabilità, che dovrebbe privilegiare le due ruote alle quattro (un milione di euro sarà investito in rastrelliere, con parcheggi a Cadorna e Centrale).

Nel suo discorso sono però mancati i pedoni, che – pur non producendo smog e non occupando spazio – erano e sono l’anello debole della catena.

Interessante l’idea di dimezzare, entro il mandato, i tempi di percorrenza della circolare 90/91 (ora 110 minuti, potrebbe risparmiare un quarto d’ora solo con i semafori intelligenti). Di incentivare l’uso del Passante e di trasformare il biglietto Atm da ordinario a giornaliero in caso di superamento per 10 giorni del Pm10 (già oltre la soglia).

L’allarme sull’inquinamento è stato al centro dell’intervento di Carlo Monguzzi (che presiede la commissione Trasporti) per il quale “lo smog è oggettivamente di destra” e anche per questo va combattuto…

L’esponente verde del Pd sostiene che la gente è più preoccupata dell’inquinamento che dell’Irpef e ha invitato ad aumentare le corsie preferenziali.  Obiettivo: convincere chi può a non utilizzare l’auto.

È stata poi la volta di Bruno Tabacci (che Monguzzi, come sempre pronto alla battuta, definisce “il malvagio assessore”). Anche l’esponente del Terzo Polo prestato (senza l’esplicito consenso dei suoi leader) a gestire i conti della giunta Pisapia, si è fatto trascinare dall’affetto della sala (pronta agli applausi), parlando ad ampio raggio. Su Maran dice che “ognuno deve essere giudicato sulle cose che fa” non su eventuali “padrinaggi”. Spiega che per applicare i referendum cittadini (di cui irride i quesiti: “Vuoi bene alla mamma?”), occorrerebbe un bilancio a fisarmonica. Dice che la Moratti trattava il ragioniere del Comune come il suo maggiordomo (“Vai a farmi la spesa”) e che ha finito il mandato mettendo sulla spesa corrente delle entrate straordinarie (al momento nonentrate: Serravalle e Sea). Spiega che Palazzo Marino “arancione” poteva decidere di violare il patto di stabilità. L’arrivo di un commissario straordinario l’avrebbe però portato a immediate dimissioni.

Se nelle conferenze stampa è sempre cupo, ieri Tabacci è sembrato ottimista. Sicuro, malgrado tutto, di riuscire a raddrizzare i conti, mettendo anche il bilancio comunale on line (applauso). Il controllo civico è utile, sostiene. Sosteniamo, anche noi.

Una battuta anche sul San Raffaele (invitando la Regione a maggiori controlli): “Anche la Provvidenza bisogna meritarsela”.

Conclude dicendo che “il rigore lo applichiamo per primi a noi stessi”. È lo stesso concetto su cui insiste Maran che, per coinvolgere amici ed elettori (ma non solo), incita: “Per il cambiamento non basta una croce sulla scheda”.

Forse una sulla schiena sì.

Ad maiora

OMICIDIO ESTEMIROVA: MEMORIAL TORNA A DENUNCIARE RITARDI NELLE INDAGINI

Nessun passo avanti nelle indagini sull’omicidio di Natalia Estemirova. A denunciarlo l’ong russa Memorial per la quale la giornalista – assassinata nel 2009 – lavorava. L’associazione per i diritti umani ha inoltrato ufficiale reclamo alla Corte europea dei diritti, lamentando la mancanza di progressi nelle indagini avviate dalla magistratura russa.

Sul caso eravamo stati facili profeti sia lo scorso anno, sia a luglio in occasione del secondo anniversario dell’omicidio:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/07/15/omicidio-estemirova-due-anni-di-indagini-zero-risultati/

Una delle tante cose che si può imputare al presidente Medvedev è che, sul caso, ha speso tante parole ma che i risultati sono pari a zero.

La giornalista fu rapita in Cecenia e trovata uccisa, poche ore dopo, in Inguscezia. La macchina con la collega a bordo attraversò cinque posti di blocco e anche un confine. Nessuno però la fermò.

Il ricordo alla Corte di Strasburgo è firmato anche dai parenti della Estemirova che da mesi, insieme ai colleghi della Novaja Gazeta, denunciano le inefficienze delle indagini e la violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Sul caso e i suoi risvolti giornalisti sui media europei, qualche mese fa Annaviva ha presentato un interessante (al contenpo deprimente) studio di Fabrizio Ossino:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/05/21/la-stampa-e-lomicidio-estemirova/

L’Estemirova era considerata l’erede della Politkovskaja. Speriamo che per arrivare a qualche risultato non si debba aspettare un lustro invano come per la cronista uccisa a Mosca nell’ottobre 2006.

Ad maiora.

PROCESSO TIMOSHENKO: L’EVENTUALE CONDANNA RISCHIA DI ISOLARE L’UCRAINA

Julia Timoshenko continua ad aspettare in una cella di sicurezza il verdetto su una possibile condanna a dieci anni di carcere per aver sottoscritto (dietro il ricatto della chiusura dei rubinetti del gas) un contratto con la Russia che secondo le attuali autorità ucraine (e la magistratura che le segue) avrebbe aspetti criminosi. Da quelle parti il tema del gas e dell’energia è tutt’ora al centro del dibattito, anche per via dei gasdotti russo-itao-franco-tedeschi che bypasseranno il paese e la Bielorussia (e come dimostra la foto dell’Itar Tass che accompagna questo pezzo, c’è bisogno di un miracolo per sperare che metano circoli ancora in quei tubi).

Il Financial Times paventa che un’eventuale condanna minerebbe in maniera significativa i rapporti tra l’Unione europea e l’Ucraina:

http://www.ft.com/intl/cms/s/0/58ef88b2-daf1-11e0-bbf4-00144feabdc0.html#axzz1XeTknStF

Persino l’americanocentrico Obama potrebbe accorgersi che (anche se non ha tanto petrolio) esiste il nostro continente e magari far sentire la sua voce.

Il processo contro l’ex leader della Rivoluzione arancione è tutto politico. Il presidente Janukovich, in caso di condanna della sua rivale, vedrebbe consolidare la forza del suo Partito delle regioni. Nella repubblica post-sovietica, i condannati non possono infatti più candidarsi alle elezioni. Chissà cosa ne direbbero dalle nostri parti, dove l’attivismo principale di alcuni politici sembra essere quello di sfuggire ai giudici.

Forse almeno per questo, solidarizzeranno con la leader dell’opposizione di un paese europeo che rischia una lunga condanna non per tangenti, ma per una decisione di politica economica.

Ad maiora.