
Ladri in casa. Ora a soqquadro.
Con poliziotti gentili e professionali che vengono a vedere che è successo.
I ladri ci portano via qualche bene materiale. Ma quelli, a fatica, si ricomprano.
Si portano via qualche ricordo, dal valore più sentimentale che economico. Ma questi rimangono nel cuore, difficile ci lascino, solo perché non c’è più una traccia fisica vicino a te.
Per il resto, sono i rischi di una grande città. Attanagliata dalla crisi.
Quando c’è la salute c’è tutto, dice un vecchio adagio.
Da quello si riparte.
Sempre.
Ad maiora
Un anno fa
Ci lasciava Ezio Trussoni.
Già malato, scrisse la sua lettera-testamento.
Qui viene letta da Massimo Donelli, nel giorno in cui a Ezio è stata dedicata la sala riunioni della Tgr lombardia:
Oggi alle 15 sarà ricordato con una messa nella cappella della Rai di Milano.
Ad maiora
Festival internazionale del giornalismo di Perugia, parte la raccolta fondi #ijf14

O crowfunding, come si dice, anche tra non-nativi digitali.
Per donare, cliccate qui.
Ad maiora
Al nostro posto

A quasi vent’anni dalla prima edizione, esce – con una nuova introduzione scritta da Paolo Costa e dal sottoscritto – l’antologia di scritti di Piero Gobetti.
La potete comprare qui.
Ad maiora
Da martedì in scena a Milano “Nel nome del padre” (di Claudio Fava)
Ricevo e volentieri pubblicizzo questo spettacolo di teatro civile in scena da martedì al Teatro della Cooperativa di Milano.
Ad maiora
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Roberto Citran porta al Teatro della Cooperativa, in prima milanese, lo spettacolo tratto dal libro di Claudio Fava “Nel nome del padre”, in cui viene narrato l’omicidio del padre avvenuto nel gennaio 1984. In scena dal 29 ottobre al 3 novembre.
Trent’anni, poco meno: lo spazio che separa un padre da un figlio. Il padre morto, ucciso dalla mafia. Il figlio che si fa uomo, che diventa anch’egli padre, che accumula il tempo trascorso dentro di sé. E che questo tempo vuole raccontarlo. Non per celebrare un lutto o per ricordare un morto ma per capire cosa accadde dopo. Dopo: quando il morto fu seppellito, quanto tutto sembrava risolto, appagato, ammansito. E invece fu allora che cominciò la storia: la verità negata, stravolta dalla viltà dei vivi, le indagini depistate, le vittime indagate, il ricordo profanato. Come accade sempre quando Cosa Nostra uccide: perché ammazzare non basta mai, bisogna poi accanirsi sulla memoria, smembrarla a morsi, logorarla con l’oblio. “Nel nome del padre” racconta la ribellione a quest’oblio, la rivolta contro la prudenza dei giusti, è il sofferto rammentare l’omertà che accompagnò quel delitto. Ed è anche una memoria rivolta a questo padre che se n’è andato senza sapere, senza capire cosa stava per accadere. Un modo per chiamarlo in causa, per condividere con lui il prezzo di questi anni senza gloria. Perché ciò che è terribile non è morire: è finire, rassegnarsi, parlar d’altro.
29 ottobre/3 novembre 2013
ORARI: feriali ore 20.45 e festivi ore 16 – lunedì riposo
PREZZI: intero 18 € – ridotti 13/8 €
http://www.teatrodellacooperativa.it – Via Hermada 8, Milano – tel. 02.64749997
