Atalanta, i giornali di domenica 11 ottobre: Sarri cerca la ripartenza col Venezia. La Primavera batte il Milan

L’Atalanta cerca una vittoria che manca da agosto. Domani arriva il Venezia: Raspadori potrebbe recuperare per la panchina, mentre Sarri aspetta una svolta dalla squadra. Bosi torna alla vittoria.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «L’Atalanta si prepara a un mese a tutto gas». Matteo Spini presenta il ciclo di nove partite in ventisette giorni, fra campionato e Conference, che comincerà domani e terminerà l’8 novembre a Monza.

In campionato l’ostacolo principale sarà il Milan; in Europa, fra Pafos e Kairat in casa, spicca la trasferta con l’Ajax.: «Per l’Atalanta sarà dura, ma per le altre anche di più: il vantaggio dei nerazzurri è un calendario che sulla carta è benevolo».

Spini però aggiunge: «Il calendario da solo non basta per svoltare, anzi può anche ritorcersi contro, se non arriveranno i punti in certe partite da vincere: serviranno il gioco e una crescita rispetto alla prima fase».

La novità dall’infermeria è nella pagina successiva: «Raspadori corre verso il rientro. Potrebbe esserci con il Venezia». L’attaccante ha svolto una parte dell’allenamento con i compagni e un’altra individualmente. La decisione arriverà domani mattina: non è esclusa la convocazione. Per domani sulla fascia confermato Rowe, con Scamacca favorito su Krstovic, Samardzic in vantaggio su Gaetano e Bernasconi su Kolasinac.

Anche la Gazzetta dello Sport racconta le novità dall’infermeria: «Fiducia Raspadori: una parte in gruppo tenta il recupero». Restano indisponibili Hien, Kossounou, Sulemana e Pompei.

Sul Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, Marina Belotti firma «Un lungo digiuno: vittoria cercasi». Il sommario ricorda l’obiettivo: «Con il Venezia per ritrovare i 3 punti che mancano da agosto. La difesa dei lagunari fa acqua, ma non può più sbagliare».

L’ultimo successo della Dea risale al 31 agosto. Belotti individua le fragilità del Venezia, ma anche quelle nerazzurre: «All’Atalanta serviranno concretezza e attenzione contro chi ha fame di riscatto». E conclude: «Il Venezia ha bisogno di punti, l’Atalanta di risposte: la differenza la farà la capacità di gestire la pressione e sfruttare gli errori altrui».

Nella stessa pagina, Pietro Serina analizza la gara: «Ora la squadra deve dimostrare di seguire Sarri». Senza sconti: «Se la classifica la facessero le prestazioni (i meriti di campo), di certo oggi il Venezia avrebbe più punti dell’Atalanta». Concludendo così: «Domani cominceremo a vedere in che misura la squadra è pronta a seguirlo: Venezia e Pafos sono due rivali da battere, perché i risultati aiutano a lavorare meglio. Il bel calcio troveremo la forza di aspettarlo ancora per un po’, se necessario».

La Gazzetta dello Sport concentra l’attenzione su Jonathan Rowe: «Serve il vero Rowe. Il riscatto dell’Atalanta passa dalla sua spinta». Il sommario: «L’inglese è la freccia che può dare imprevedibilità: Sarri ha sfruttato la sosta per lavorare su di lui». Matteo Brega scrive: «La Dea ha bisogno della sua elettricità, della sua imprevedibilità. Laddove i principi di gioco sarriani lasciano spazio all’inventiva del singolo. L’aiuto dovrà essere reciproco perché la stessa Atalanta ha bisogno di Jonathan per esprimersi a un livello superiore. La luce della nuova Atalanta può arrivare da lì, dalla fascia sinistra».

Sul fronte Venezia, l’Eco raccoglie le parole di Giovanni Stroppa: «Servirà prova da squadra. Sarri è un maestro». L’allenatore dei lagunari giustifica i pochi punti dei nerazzurri: «La classifica non rispecchia le prestazioni dell’Atalanta: ha cambiato allenatore e fisionomia, ma in mezzo al campo ha giocatori di alto livello e ci servirà una prestazione da squadra».

La Gazzetta dello Sport, con Michele Contessa, titola «Venezia, riecco Basic. Stroppa: “Reagiamo”». La sosta ha consentito di recuperare parecchi giocatori: «Affronteremo l’Atalanta con la nostra identità che mi sembra non sia mai mancata, anzi contro la Lazio abbia mostrato una notevole crescita anche se bisogna limare gli errori».

Stroppa chiede una reazione mentale: «Vedo la squadra migliorare giorno dopo giorno sotto l’aspetto dell’atteggiamento, del carattere, ma anche a livello tecnico».

Sorride il settore giovanile, con l’Eco racconta la vittoria della Primavera: «Finalmente Primavera. Ciapini e Valdivia, Milan ko». Massimiliano Bogni firma la cronaca del 2-0 di Zingonia, deciso da Ciapini nel primo tempo e da Valdivia in apertura di ripresa.

«I ragazzi di Bosi abbandonano l’ultimo posto in classifica grazie a una convincente vittoria», scrive Bogni. Fra i protagonisti anche Sonzogni, decisivo fra i pali, e lo stesso Valdivia, autore dell’assist per la prima rete e del raddoppio.

Oggi alle 12.30 tocca invece all’Under 23. Lorenzo Sala presenta la trasferta con la Torres: «Atalanta U23 a Sassari. Serve uno scatto a pranzo per riprendere la corsa». Dopo i rinvii delle ultime due giornate, la squadra di Beati ricomincia contro un’avversaria in serie positiva da cinque partite.

La carrellata delle tre prime pagine parte dalla Gazzetta dello Sport, che apre con: «SprInter». Per il 3-0 in mezz’ora sul Parma (cui il cambio in panchina non ha portato fortuna all’esordio a San Siro). Spazio anche a «Como-Roma tutto in 5 mosse» e alla polemica di Fabregas sull’impiego di Kean in Nazionale.

Il Corriere dello Sport sceglie ancora l’Inter: «Ne ha per tutti». Il richiamo: «Parma travolto in 31 minuti. Che numeri: 18 gol in 6 gare». In basso «Divertimento Napoli», dopo il 3-0 al Frosinone. Di spalla la notizia dell’elezione di Massini alla presidenza dell’Aia.

Tuttosport apre con le parole di Spalletti: «Condannati a vincere», alla vigilia della ripartenza della Juventus a Cagliari. In alto «Inter come niente fosse», mentre il ciclismo celebra «Baby Seixas nella storia. Il Lombardia a 20 anni!».

Ad maiora

Atalanta, Raspadori torna parzialmente in gruppo. Il Venezia recupera Basic, domani in campo il Pafos

Giacomo Raspadori torna a lavorare parzialmente con i compagni. È la notizia principale dell’allenamento sostenuto dall’Atalanta a Zingonia a due giorni dalla sfida con il Venezia: l’attaccante ha svolto una parte di lavoro personalizzato e un’altra parte in gruppo.

La seduta ha previsto un torello, alcuni esercizi di rapidità e una partitella dieci contro dieci concentrata sulla fase difensiva. Hien ha proseguito con terapie e palestra, Sulemana ha alternato lavoro personalizzato sul campo e palestra, mentre Kossounou e Pompei hanno svolto terapie. Domani pomeriggio è in programma la rifinitura a porte chiuse. Niente conferenza pre gara.

Dal Venezia è arrivato intanto il recupero di Toma Basic, rientrato in gruppo dopo la fascite plantare e destinato a tornare tra i convocati. Stroppa valuterà fino all’ultimo Dagasso, Haps e Schingtienne, le cui condizioni sono in miglioramento. Adorante continua invece il lavoro individuale e dovrebbe rientrare entro la fine di ottobre.

Per il Venezia, ancora fermo a zero punti, la trasferta di Bergamo potrebbe risultare decisiva anche per il futuro di Stoppa, confermato durante la sosta. L’Atalanta arriva alla partita dopo tre sconfitte consecutive e cerca una risposta prima dell’esordio nella fase campionato di Conference League.

Il Pafos, prossimo avversario europeo dei nerazzurri, scenderà in campo domani alle 18 sul terreno dell’Anorthosis. Sá Pinto ha utilizzato la sosta per recuperare alcuni giocatori alle prese con piccoli problemi fisici e per preparare la reazione dopo la sconfitta interna per 2-0 contro l’AEL.

Dopo la partita di Larnaca, i ciprioti avranno quattro giorni per preparare la trasferta di Bergamo. Per la gara di giovedì sono stati riservati ai sostenitori del Pafos 1.304 posti nel settore ospiti e il club ha organizzato anche un volo charter.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di sabato 10 ottobre: Sarri studia il cambio, prende corpo il 4-2-3-1. Caldara: «È difficile resettare, il cammino sarà lungo»

Sarri valuta il 4-2-3-1 per ripartire contro il Venezia. De Ketelaere potrebbe avvicinarsi a Scamacca, mentre Caldara invita alla pazienza: cambiare abitudini richiede tempo.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con l’intervista di Matteo Spini a Mattia Caldara: «Atalanta, il cammino sarà lungo e difficile. Il Venezia va rispettato». L’ex difensore, che ha giocato con entrambe le squadre, spiega le difficoltà della trasformazione nerazzurra: «Da atalantino sapevo che l’inizio non sarebbe stato facile e immagino che se lo aspettasse anche la società: era logico che non si potesse subito andare forte, visto il cambio di filosofia».

Il passaggio centrale riguarda il lavoro dell’allenatore: «È cambiato tutto: ora si fa l’opposto di ciò che è stato fatto per dieci anni. Sarri è un perfezionista e a livello tattico dà tante nozioni, che vanno in conflitto con ciò che era stato appreso in precedenza. Ci sono giocatori che vanno in difficoltà più di altri».

Caldara non indica scadenze: «È difficile resettare: spero che duri poco e che il tecnico riesca a entrare nella testa di tutti. Mi auguro di tornare a vedere un’Atalanta che gioca per vincere e che diverte, che ci mette la grinta e va all’attacco». Del Napoli di Sarri conserva il ricordo di «un gran calcio» e aggiunge: «Mi aspetto un’altra Atalanta. E già nelle ultime partite ho iniziato a vedere qualcosa».

Il confronto con la svolta del 2016, vissuta in prima persona, non è automatico: «Vedo troppe differenze: noi superammo il momento perché andavamo al doppio degli altri, in primis era una questione fisica. Ma ora tutti si allenano di più e non c’è quell’ingrediente: si può trovare in altri aspetti, come qualche dettaglio tattico. Spero che l’Atalanta esca alla svelta, ma non è così automatico».

Caldara racconta anche le proprie difficoltà nel passaggio alla difesa a quattro al Milan: «I principi di Gasperini sono assimilabili in un paio di mesi: è facile capire che devi stare appiccicato all’uomo. Ma tornare indietro è molto più complicato».

Per lunedì, però, l’ex difensore mette davanti a tutto il risultato: «Se io fossi l’allenatore, in questo momento penserei prima ai punti: va bene anche sfangarla giocando male, perché pure questo aiuta il morale e il gioco può arrivare anche dopo». Senza sottovalutare l’avversaria: «Il Venezia va rispettato: Stroppa fa giocare la squadra a viso aperto e non merita di essere senza punti».

C’è anche una riflessione sulla partenza di de Roon: «Al suo posto io sarei rimasto all’Atalanta, restando tranquillo a dare una mano alla squadra, facendo la chioccia, anche a costo di giocare meno». Caldara precisa di non conoscere tutti i retroscena: «Non mi aspettavo questa scelta di Marten, ma magari è successo qualcosa di cui non sono a conoscenza».

E a proposito dell’ex capitano sul Corriere dello Sport, Jacopo Aliprandi scrive: «De Roon, tagliando su misura». Il sommario annuncia che domani, contro il Como, l’olandese giocherà la prima partita da titolare con la Roma.

Sul Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, Marina Belotti firma «Sarri mescola le carte». Il tema è la possibile novità tattica contro il Venezia: «Per avere più concretezza e suonare la sveglia, Sarri pensa al piano B. Non è un tecnico a cui piace cambiare il suo modulo 4-3-3, ma il 4-2-3-1 lo stuzzica da un po’ e potrebbe già sperimentarlo col Venezia per svoltare la classifica».

Il ragionamento ruota soprattutto attorno a De Ketelaere. Sarri non vorrebbe rinunciare a Scamacca, candidato a tornare titolare, e potrebbe sistemare il belga alle sue spalle, «un po’ come seconda punta». A destra c’è l’opzione Elmas, con Samardzic come alternativa; a sinistra è pronto Rowe. In mezzo, Belotti indica Ederson e Kessie. E prosegue: «È quindi dall’attacco che Sarri si attende le risposte più importanti, più automatismi, più creatività, una maggiore leggerezza davanti alla porta, per migliorare quella media di un gol segnato a gara».

Anche la Gazzetta dello Sport insiste sulla stessa possibilità. Matteo Brega titola «Le riflessioni di Sarri. L’Atalanta cambia volto. Con CDK trequartista». Il sommario: «La Dea ripartirà lunedì in casa contro il Venezia. Il belga può giocare dietro la punta nel 4-2-3-1».

Brega osserva che «non è automatico che aumentando gli uomini offensivi si ottenga più facilità a raggiungere la porta avversaria». Ma l’Atalanta vista prima della sosta «sembrava bisognosa di una spinta filosofica, di una leggerezza mentale che magari il cambio potrebbe aiutare».

La soluzione prenderebbe forma avvicinando De Ketelaere al centravanti, con Scamacca favorito su Krstovic. Il belga cerca ancora il primo gol stagionale nel club: lunedì saranno trascorsi 275 giorni dall’ultima rete in nerazzurro.

Il giornale riprende le parole pronunciate da CDK in Nazionale: «Mi sento molto bene da centravanti, gioco da tempo in quel ruolo. Posso girare da tutti i lati, mi piace giocare al centro». Nel nuovo assetto potrebbe agire da sottopunta, scambiandosi di posizione con il centravanti. Brega chiude così: «Magari con meno pensieri, per essere meno cerebrali e più veloci. Per ripartire servirà anche questo».

Il notiziario dell’Eco titola «Scamacca può partire dal 1’ contro il Venezia». La squadra potrebbe assomigliare a quella schierata contro la Juventus, con il ritorno dell’attaccante al posto di Krstovic. Kristensen è indicato accanto a Scalvini, mentre Samardzic resta in vantaggio su Gaetano.

Cinque gli indisponibili: Raspadori, Sulemana, Hien, Pompei e Kossounou. Per Raspadori resta possibile il recupero contro il Pafos; anche la Gazzetta dello Sport conferma l’obiettivo di giovedì, precisando che «la cautela resta prioritaria».

Sempre sull’Eco, Luca Persico intervista Pierluigi Tami: «Il segreto della mia Svizzera è aver imitato l’Atalanta». Il direttore tecnico delle Nazionali elvetiche, che lascerà l’incarico a fine anno, riconosce il valore del modello nerazzurro: «Il segreto della “mia” Svizzera? Imitare l’Atalanta dei tempi di Gasp: siete stati un modello unico».

Tami allarga il discorso al calcio italiano: «Il problema del calcio italiano secondo me non è la mancanza di talenti, che ci sono: servono soprattutto idee chiare, coraggio e metodo». Il suo lavoro è passato dalla costruzione di una linea comune: «Condividendo principi comportamentali, di gioco e mentalità, partendo dalle relazioni umane, base di tutto».

E torna sull’esempio bergamasco: «Noi ci siamo ispirati all’Atalanta: visione chiara, identità di gioco, società forte». Nell’intervista trova spazio anche la scelta azzurra di Alessandro Romano: «Lo seguivamo da quando aveva 15 anni, era in un progetto talento che da noi esiste dal lontano 2004». Tami gli augura un percorso di successo, ricordando quanto il doppio passaporto sia diffuso fra i nazionali svizzeri.

Per la Primavera, l’Eco presenta la partita delle 13 a Zingonia: «La Primavera all’assalto del Milan. Serve una svolta». Dopo quattro sconfitte e una sola vittoria nelle prime cinque giornate, i nerazzurri cercano punti contro i rossoneri. Il precedente stagionale è favorevole: il successo nella Supercoppa contro la Fiorentina resta l’unico lampo di un avvio complicato.

Il Corriere della Sera, nell’edizione bergamasca, ricorda Stefania Corna: «Stefania Corna, minuto di silenzio». La Federazione pallavolo ha disposto un minuto di raccoglimento nelle gare in Italia di oggi e domani per l’ex giocatrice bergamasca, morta a 35 anni.

Ecco qualche spunto dalle pagine sportive, partendo dalla Gazzetta dello Sport, che saluta il ritorno del campionato con «Rieccoli!». Al centro l’Inter contro il Parma, con Thuram titolare. Fra gli altri richiami, «Milan 50 milioni» per l’aumento di capitale e «Lombardia il grande show», dedicato alla corsa da Bergamo a Como.

Il Corriere dello Sport apre con l’intervista di Ivan Zazzaroni a Mourinho: «È un’Inter da triplete». La frase di richiamo: «Ha tutto per farcela, anche se spero di no». In basso «Inter, Chivu si affida a Thuram», «Napoli, Allegri riparte da Neres» e «Turchia, esonerato Montella».

Tuttosport sceglie l’intervista al direttore sportivo del Cagliari Accardi: «Romano a gennaio no. Dopo…». In alto «Chivu, occhio a Gila», sulla sfida fra Inter e Parma. Spazio anche al successo delle azzurre: «Azzurre, 2-0 alla Bielorussia. Un passo verso il Mondiale».

Ad maiora

Atalanta, Raspadori e Sulemana ancora a parte. Il Venezia recupera Bella-Kotchap e Basic, il Pafos prepara due cambi

Giornata di scarico e lavoro individuale a Zingonia, dove l’Atalanta continua la preparazione verso il doppio impegno con Venezia e Pafos.

Raspadori e Sulemana hanno proseguito con terapie, palestra e lavoro sul campo, senza rientrare in gruppo, difficile che siano convocati. Hien ha alternato terapie e palestra, mentre Kossounou e Pompei si sono sottoposti alle cure. Domani pomeriggio la squadra tornerà ad allenarsi a porte chiuse.

Il Venezia arriva alla sfida di lunedì con due recuperi importanti. Bella-Kotchap è nuovamente a disposizione e si candida per una maglia da titolare; anche Basic è rientrato in gruppo. Restano da valutare Dagasso, Haps e Schingtienne, mentre Busio, Franjic, Sverko e Adorante non saranno disponibili.

Stroppa dovrebbe confermare il 3-5-2 con Stankovic in porta, Juan Jesus (capitano) e Moreno in difesa e la coppia Adams-Yeboah in attacco. Il Venezia cerca i primi punti dopo cinque sconfitte consecutive.

Il Pafos, invece, domenica farà visita all’Anorthosis prima della trasferta europea a Bergamo. Ricardo Sá Pinto sta valutando alcune modifiche alla formazione: Guga e Samy Mmaee sono candidati a partire dall’inizio. Il tecnico vuole aumentare velocità e imprevedibilità, due caratteristiche mancate nelle prime giornate del campionato cipriota.

Per l’Atalanta (non in un grande periodo) si avvicinano due partite molto diverse: lunedì alle 18.30 contro un Venezia ancora in emergenza ma con qualche recupero, giovedì alle 21 contro un Pafos che arriverà a Bergamo dopo il difficile impegno esterno con l’Anorthosis.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di venerdì 9 ottobre: Sarri prepara la ripartenza e chiede nuovi leader. Lentini: «È l’uomo giusto per aprire un nuovo ciclo»

Scalvini chiamato a guidare la difesa, la fascia sinistra da sistemare e tre partite ravvicinate. L’Atalanta di Sarri prepara il ritorno in campo, lunedì contro il Venezia.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Ripresa dopo la maxi sosta. Inter e Roma davanti a tutti». Matteo Spini analizza le condizioni delle principali squadre del campionato e osserva: «L’Atalanta non sta bene, ma non è poi che tutte le altre big stiano tanto meglio: l’inizio del campionato ha emesso segnali contrastanti e la lunga pausa può avere cambiato più di qualcosa».

Per i nerazzurri è il momento di accelerare: «Sarri ha bisogno di tempo e gli alibi ci sono: è la prima fase di una rivoluzione tecnica che necessita pazienza». Dalle Nazionali sono arrivati segnali incoraggianti, da Scamacca a De Ketelaere, da Krstovic a Scalvini. «Ci sono le possibilità per accelerare e non è solo una questione di classifica».

Nella pagina successiva, sempre Spini affronta uno dei problemi rimasti aperti: «Fascia sinistra, lavori in corso con Bernasconi e Kolasinac». Il sommario distingue le due situazioni: «Lorenzo è un progetto intrigante, però deve ancora crescere, come ha sottolineato anche mister Sarri. Sead si è rimesso in discussione con determinazione, ma ha 33 anni e ha già commesso diversi errori».

Finora i due si sono divisi quasi equamente il posto: 292 minuti per Bernasconi, 309 per Kolasinac. «Nelle prossime settimane entrambi devono alzare il livello, altrimenti potrebbe essere necessario un intervento», scrive Spini.

Sarri continuerà a lavorare sul giovane: «È chiaro che devo cercare di fare crescere Bernasconi. Ma essendo il più giovane, è quello a cui vanno date altre possibilità». Il giornale ricorda anche l’alternativa Zappacosta, utilizzabile a sinistra mentre Bellanova occupa l’altra fascia. Per gennaio, non esclusi interventi sul mercato.

L’approfondimento storico dell’Eco si intitola «Gosens l’ultimo grande terzino. Diverse delusioni». Il percorso attraversa interpreti e difficoltà di un ruolo che, dopo il tedesco, non ha trovato un erede altrettanto convincente. Nella stessa pagina arriva la notizia della nuova squadra di Bakker: dopo la risoluzione con l’Atalanta, l’olandese ha firmato con il Nec Nijmegen fino a giugno 2027, con opzione per un’altra stagione. Potrebbe esordire domani contro l’Ajax.

Il notiziario da Zingonia conferma il rientro di tutti i nazionali: Elmas e Pasalic sono stati gli ultimi a tornare. Restano a parte cinque infortunati: Raspadori e Sulemana lavorano individualmente in campo, Hien in palestra, Kossounou e Pompei si sottopongono alle terapie. Tutti salteranno il Venezia. Raspadori potrebbe farcela per il Pafos, mentre Sulemana dovrà aspettare qualche partita in più.

Sul Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, Stefano Arosio intervista Gigi Lentini: «Atalanta, Sarri aprirà un ciclo». A trent’anni dalla sua stagione nerazzurra, l’ex attaccante esprime fiducia nell’allenatore: «Sarri nella sua carriera ha dimostrato di essere un allenatore di valore. Moduli e allenamenti diversi richiedono tempo perché la squadra si adatti».

Lentini ragiona sulla fretta del calcio di oggi: «Ma oggi di pazienza non ce n’è. Se non ci sono i risultati salta tutto, se giochi male e vinci, va bene uguale. È uno specchio dei tempi. Ma Sarri credo sia l’uomo giusto per aprire un nuovo ciclo».

Sono cresciute anche le aspettative di Bergamo: «Dopo che hai provato lo zuccherino della Champions e lottato per lo scudetto, non puoi andare a dire al tifoso che si torna indietro. Le aspettative non sono più quelle di una volta».

Lentini ricorda quanto l’Atalanta gli abbia dato: «Ho scelto Bergamo per dimostrare di nuovo e ricordo un’annata di ottimo livello, tanto da aver ritrovato la convocazione in Nazionale. Per questo devo dire grazie all’Atalanta». E nella squadra attuale si sarebbe immaginato così: «Oggi si tende sempre a giocare con gli esterni invertiti e io amavo quel tipo di soluzione: con le mie caratteristiche mi sarei potuto adattare bene, sì».

Nella stessa pagina Marina Belotti firma «Tre gare in sei giorni. Per i nerazzurri calendario più duro». La ripresa porterà in successione Venezia, lunedì 12 ottobre alle 18.30, Pafos, giovedì 15 alle 21, e Milan, domenica 18 alle 18 a San Siro.

La gestione delle energie sarà centrale: «Le rotazioni saranno decisive per Sarri: gestire i minutaggi dei singoli sarà fondamentale per evitare di arrivare al big match di San Siro con una squadra troppo affaticata».

La Gazzetta dello Sport punta invece su Giorgio Scalvini. Davide Giovanzana firma «Scalvini fa il leader. Rilanciato dall’Italia si prende l’Atalanta». Il difensore è tornato a Zingonia dopo tre prestazioni convincenti da titolare in Nazionale.

Il giornale riprende le parole di Sarri: «Ha ampi margini, individualmente è forte, deve fare meglio nelle letture di reparto ma il picco del miglioramento lo raggiungerà quando migliorerà dal punto di vista della leadership. Sotto l’aspetto della personalità, da lui mi aspetto di più».

L’allenatore ha riconosciuto i progressi: «Sta facendo dei passi avanti giganteschi» e ora «deve diventare un punto di riferimento e un aiuto per tutta la squadra, trasformandosi da leader tecnico a trascinatore».

Con Hien e Kossounou ancora fuori, Scalvini è chiamato ad assumersi maggiori responsabilità: «Tra i due centrali, ne serve uno che gestisca la linea, che legga il gioco e i suoi tempi per guidare il posizionamento dei compagni di reparto», scrive Giovanzana.

Sempre sulla Gazzetta dello Sport, Michele Contessa presenta le novità dell’avversaria di lunedì: «Venezia, riecco Basic. Stroppa ora respira». Il centrocampista croato è rientrato in gruppo, mentre la sosta ha consentito a Kike Perez di migliorare la condizione. Il Venezia cerca a Bergamo i primi punti dopo cinque sconfitte nelle prime cinque giornate.

Il quotidiano dedica poi due pagine ai giovani azzurri. Alex Frosio firma «I super azzurrini meritano spazio. Ora tocca ai club». Il messaggio di Baldini è netto: «Il talento non ci manca ma i club diano spazio a questi ragazzi: se non giocano, non migliorano».

Filippo Cornacchia raccoglie il parere di Totò Di Natale: «Fateli giocare di più! Baldini è geniale, il Pep dei ragazzi». L’ex attaccante invita ad avere «più pazienza con i nostri giovani» e a prendere esempio dal lavoro dell’Under 21: «I ragazzi sbocciano se trovano spazio per esprimersi e divertirsi».

Su Baldini, avuto a Empoli, Di Natale aggiunge: «Silvio è geniale, sa di calcio e sa come prendere i giovani e come farli divertire, che è l’essenza del calcio». La definizione scelta per presentarlo è «il Guardiola dei giovani per come valorizza i ragazzi».

Andiamo all’estero: su Tuttosport, Ivan Cardia scrive «Uefa, Ceferin vince. Infantino non perde». Ceferin si ricandida alla presidenza della confederazione europea, mentre il confronto con la Fifa investe la gestione del calcio mondiale. Il sommario: «Il Forum dell’Uefa esprime la sfiducia nella “governance della Fifa”, ma Infantino raccoglie voti».

La Gazzetta dello Sport dedica una pagina al processo sulla morte di Maradona. Filippo Maria Ricci firma «Caso Maradona. Le accuse del pm: “Lasciato morire”». Il giornale riferisce le richieste di condanna della procura, fra cui dodici anni per il medico Leopoldo Luque, e le contestazioni sull’assistenza al campione argentino. Anche Tuttosport riprende la richiesta nell’articolo «Chiesti 12 anni per il medico di Maradona».

La carrellata delle prime pagine sportive comincia dalla Gazzetta dello Sport: «Il Milan ne vuole 2». Nel mirino per gennaio ci sono Gonçalo Inacio ed Endrick. Sulla Juve il richiamo è «Nico dice sì». Tuttosport spiega: «La Juve scommette su Nico»: Gonzalez verso il rinnovo fino al 2030, con la spinta di Spalletti. Di spalla «Adams corre verso l’Udinese». Chiudo col Corriere dello Sport che apre con l’intervista di Ivan Zazzaroni a Malen: «Gasp la nostra forza». L’attaccante della Roma dice dell’allenatore: «Lui sa gestirci e non ci mente mai».

Ad maiora