#OccupyRisk 2012

Domenica iniziativa preparatoria della May Day Parade.

In zona Risk!!

Ad maiora

Ecco il comunicato:

Domenica 29 aprile, ore 15

c/o Zona Risk, via Varchi 3 , Milano

FNM Bovisa, Tram 2, filobus 90/91

 

“MayDay!”

Da Occupy Wall Street a Francoforte

 

Incontro pubblico con

Felice Mometti, di ritorno da New York

Fabrizio (Rete San Precario)

Collegamenti con un esponente di Occupy Wall Street da New York e un* compagn* dell’Interventionische Linke da Frankfurt

 

 Organizzano Rivolta il debito e Atenei in Rivolta

 

Buona giornata!

Anche oggi, 27 aprile, Gazzettino padano.
Ad maiora

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L’Unione europea preoccupata per la Tymoshenko

L’Europa torna, finalmente, a occuparsi del caso Tymoshenko. L’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton, si dice “profondamente preoccupata per la situazione di Yulia Tymoshenko”, che, come confermata dall’Ufficio del difensore civico di Kiev, ha subito violenza fisica durante il trasferimento dalla prigione all’ospedale nei giorni scorsi.

La Ashton si preoccupa anche dello sciopero della fame di protesta avviato dall’ex primo ministro ucraino (condannata per un processo squisitamente politico) e lancia un appello al regime di Kiev perché “assicuri il pieno rispetto del diritto della Tymoshenko ad un’adeguata assistenza medica in un’istituzione appropriata”.

La rappresentante della Ue ha chiesto anche, “come segno della loro volonta’ politica di chiarire la situazione, di permettere all’ambasciatore dell’Ue, accompagnato da specialisti medici indipendenti, di visitare in prigione la Tymoshenko”.

Ad maiora

STOP VLÁDĚ. Manifestazione di protesta a Praga

Oceanica e pacifica manifestazione di protesta ieri a Praga contro gli interventi economici (o anti-economici?) introdotti dal governo di centro-destra.

120 mila persone, provenienti da tutta la Repubblica Ceca, si sono riunite in Piazza San Venceslao.

Le opposizioni chiedono il ritiro dei provvedimenti ed elezioni anticipate.

La manifestazione è stata convocata dai sindacati insieme ai partiti d’opposizione (socialdemocratici e comunisti).

Queste le immagini della manifestazione, captate in rete:

http://youtu.be/S1TK6X4hcY4

http://youtu.be/fYmen5bMoQc

Ad maiora

Il mio “ad maiora” non è celeste

In questi giorni di inchiesta sul San Raffaele e sul faccendiere Daccò, più di un amico mi ha fatto presente che lo yacht al centro di molti scatti si chiama “ad maiora”. È la stessa formula con cui chiudo, da anni, i miei post, le mie lettere (non amorose, quindi quasi tutte), persino le mie comunicazioni redazionali.
Il Secolo XIX ha scoperto intanto che lo yacht ha cambiato proprietario:
http://www.ilsecoloxix.it/p/multimedia/levante/2012/04/18/APoeEwKC-maiora_proprieta_cambiato.shtml
Va detto che “essendo uno sfigato”, le ultime vacanze di gruppo fatte in nave, erano a bordo di un traghetto.
Ma torniamo ad “ad maiora”.
È una locuzione latina di buon augurio. Verso cose più grandi, significa.
È una formula d’augurio.
Io l’ho mutuata dalla professoressa che ho più amato in vita mia: Ines de Tura. Anzi, Ines Pellizzoni de Tura, avendo scoperto, solo alla sua morte, il suo cognome da nubile:
http://archiviostorico.corriere.it/2003/aprile/23/classici_famiglia_per_prof_Ines_co_7_030423044.shtml
Amava il marito tantissimo, quasi quanto noi studenti, la professoressa De Tura.
Lui morì appena lei andò in pensione. E la prof. si ritirò a fare vita appartata, ad aspettare di raggiungerlo (perché mi viene a trovare, chiedeva? Si goda l’aria aperta e la vita, mi diceva quando andavo a casa sua, ormai laureato).
Eppure, l’ad maiora con cui chiudeva tutte le lettere era uno stimolo a non mollare, a non abbassare la testa, a usarla sempre.
A scuola, al liceo Carducci, sosteneva quanti si impegnavano, in politica, nel giornale scolastico, persino nei picchetti (c’era un viscido preside ai tempi, non merita nemmeno il diritto alla citazione in questo post).
Ci invitava a leggere i quotidiani ed era riuscita a far appassionare tutti al Greco.
Il mio “ad maiora” è dunque quello della De Tura.
Non un tuffo da uno yacht.
Ma un lasciarsi nel vuoto, senza paura.
Grazie prof. ovunque tu sia.
Ad maiora

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