Trovando l’Arci a Genestredo

Se andate in Val Grande, fermatevi a Genestredo una frazione di Vogogna.

Qui è possibile fare belle passeggiate:

http://www.borghisostenibili.it/area_informativa/cittadini/files/VADEMECUM%20DEL%20TURISTA_Vogogna.pdf

Ma sopratutto è possibile fermarsi in un bellissimo circolo Arci, anzi Circolo operaio come è scritto sull’edificio (del 1865). Mangerete, cibi genuini, sotto un bellissimo pergolato di viti.

Ad maiora

Le lacrime (dopate) di Schwazer

In tv e sui giornali vedremo soprattutto le lacrime di Alex Schwazer, l’altleta altoatesino che assumeva epo.

La lunga conferenza stampa (in un albergo di Bolzano) al di là dei dettagli su dove ha comprato il doping (è così facile in Turchia? Ci sono appena stato e ho qualche dubbio), dove se lo è iniettato, ha raccontato soprattutto il suo disagio verso lo sport, l’attività sportiva: “Volevo solo stare di più con la mia fidanzata. con la mia famiglia” ha in sostanza detto.

Mi allenavo troppo, mi veniva la nausea, ha aggiunto. Succede a tutti gli atleti. Non tutti si dopano però.

E quando gli han chiesto su quale lezione la sua storia darà ai tanti ragazzi ha invitato a non seguire le sue orme. Forse oltre a quelle sul doping, intendeva quelle sull’allenamento massacrante cui tutti gli sportivi debbono per forza sottoporsi.

Ha anche difeso anche Michele Ferrari, medico e preparatore al centro di molte polemiche, inibito negli Usa per violazione del regolamento antidoping.

La domanda sulla quale Schwazer non è riuscito davvero a rispondere è sul perché non si sia ritirato prima di drogarsi per vincere.

Comunque una pessima lezione per chiunque faccia sport.

Ad maiora.

La tirannia russa contro Navalny, il Beppe Grillo russo

Oltre alla repressione contro le Pussy Riot, in questi giorni la tirannia putiniana sta cercando di eliminare dalla scena politica una dei principali oppositori: Aleksei Navalny.
Il blogger che ha avviato lo sgretolamento del regime di Russia Unita con i tweet nei quali diceva “basta al partito dei ladri e dei malfattori” è nel mirino della giustizia politica russa.
Come in tutti questi patetici casi, l’accusa è sempre la stessa mossa a Khodorkovsky: appropriazione indebita.
Il titolo di Russia oggi è già una mezza condanna, Navalny sotto scacco:
http://russiaoggi.it/articles/2012/08/07/navalny_sotto_scacco_17015.html
Non crediamo che il grande blogger si spaventerà per queste cose.
Lui denuncia tutto in pubblico, tutto in rete.
Come quando, qualche ora fa, ha trovato microspie nel suo ufficio (anti-corruzione). Le ha fotografate e postate:
http://www.developingreport.it/2012/08/07/alexei-navalny-spiato-pubblica-la-foto-di-una-microspia-su-twitter/
Intanto i giovani Balilla putiniani (Nashi) chiedono che Navalny sia escluso dal Cda di Aeroflot, dove è appena stato nominato:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120807_00121_NE.shtml
L’oligarca che l’ha indicato per quel posto (Lebedev) starebbe pensando di lasciare la Russia di Putin:
http://www.diariodelweb.it/Articolo/Mondo/?d=20120803&id=258098
Dubito che il blogger (il Beppe Grillo russo) scelga questa strada: continuerà a combattere anche se lo metteranno (di nuovo) in cella.
Ad maiora

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Chiesti 3 anni per le Pussy Riot. Ma meglio loro che le Femen

La procura russa ha chiesto una condanna a 3 anni di carcere per le tre Pussy Riot “colpevoli” di teppismo:
http://www.voceditalia.it/mobile/articolo.asp?id=84669
Persino Madonna, ex pop star incapace di distinguere la bandiera russa da quella ucraina, ha chiesto la liberazione delle tre ragazze:
http://www.giornalettismo.com/archives/448099/madonna-liberta-per-le-pussy-riot/
Su Rolling Stones si analizza la (brutta) musica di questo gruppo politico:
http://www.rollingstonemagazine.it/politica/notizie/pussy-riot-giusta-protesta-ma-la-musica/56427
Ma, come sottolinea giustamente l’articolo, meglio uno strimpellato punk che le tanto declamate Femen, che hanno grande successo sui pornografici quotidiani e tg italiani perché mostrano le tette.
Ad maiora

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Le Pussy Riot e la Santa Inquisizione putiniana

Giustamente l’altro (noto) prigioniero politico russo, Mikhail Khodorkovskij si schiera a fianco delle Pussy Riot, il gruppo punk rock che la tirannia putiniana tiene in carcerazione preventiva da mesi (e per mesi) per aver cantato e ballato nella Chiesa del Cristo Redentore di Mosca.
L’ex proprietario della Yukos (sulle cui spoglie banchettarono anche due aziende pubbliche italiane: Eni ed Enel) paragona il processo alle tre ragazze all’Inquisizione:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120806_00174_NE.shtml
Invece di bruciarle sulla piazza (rossa) probabilmente le rinchiuderanno in cella, buttando poi la chiave.
Le tra ragazze (che vengono trattate, esattamente come accade per Khodorkovskij, alla stregua di terroriste) hanno chiesto di essere giudicate da altri giudici:
http://www.lapresse.it/mondo/europa/russia-pussy-riot-giudice-di-parte-con-loro-khodorkovsky-e-madonna-1.199706
Temo che il risultato non cambierà, visto che le sentenze vengono decise al Cremlino, o per compiacere il Cremlino.
In ogni caso, ripubblico l’appello per la loro liberazione lanciato da Amnesty:
http://www.amnesty.it/russia-pussy-riot-processo
Firmatelo.
Ad maiora

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