Il processo d’appello contro le Pussy Riot sarà il primo ottobre.
In primo grado si sono beccate 2 anni di lavori forzati per 45 secondi di concerto punk, femminista e soprattutto anti-putiniano in una chiesa di Mosca.
A Khodorkovskij nell’appello dopo il primo grado, la pena fu ridotta. Poi, non contenti gli hanno messo in piedi un processo post-datato per tenerlo in cella.
Le Pussy Riot in libertà non si sono invece messe a fare la calza. In un video bruciano la foto del tiranno.
A dimostrazione che, possono arrestarne tre, ma la balaclava è sempre libera.
Ad maiora.
Mezza di Bucci. Ci siamo
Corsi e ricorsi
Il 7 settembre 1978 lo scrittore Georgij Markov, un rifugiato bulgaro che lavorava per la BBC a Londra, aspettava l’autobus non lontano dagli uffici della radio, sul ponte di Waterloo. Un passante lo sfiorò con un ombrello, si scusò cortesemente in buon inglese, appena velato da un accento straniero, e si allontanò tra la folla. Qualcuno lo vide salire su un taxi. Alla sera Markov si sentì male, e scoprì di avere una minuscola puntura con una goccia di sangue coagulato nella parte alta dell’anca destra. Il giorno dopo, nello stesso punto, apparve una macchia giallastra di un centimetro di diametro. Gli salì la febbre e , ben presto, non fu più in grado di parlare. Venne trasportato all’ospedale Saint-James, dove il suo stato si aggravò di ora in ora. Gli si gonfiò il viso e poi tutta la testa. Morì l’11 settembre fra atroci sofferenze. (…) I reportage di Markov erano di elevato livello professionale. Fu in grado di svelare le menzogne, l’ipocrisia, la crudeltà e la corruzione delle autorità bulgare, il loro modo di vivere, i loro usi e i loro comportamenti, che conosceva nel dettaglio per averli constatati personalmente e non per sentito dire. Per il padrone della Bulgaria, quelle rivelazioni che lo riguardavano direttamente, erano un affronto imperdonabile. Una volta scattata l’operazione, gli agenti incaricati si impegnarono al meglio, decidendo di trasformarla in un regato speciale per il loro sovrano. Avevano, infatti, da scegliere tra due date: il 7 settembre giorno del compleanno di Todor Živkov e il 9 settembre, la festa nazionale che celebrava la cosiddetta “rivoluzione popolare socialista” bulgara. Da bravi lacchè sognavano di offrire a Živkov non il solito mazzo di fiori, ma la testa del suo peggior nemico. Si decisero per il 7 settembre e tutto si svolse secondo i piani. Quel giorno Živkov ebbe più di un motivo per brindare. Per portare a termine la missione, dovettero escogitare il metodo appropriato. Živkov aveva scartato l’idea di un volgare omicidio (con un arma da fuoco o un coltello o simili), perché teneva alla propria reputazione a livello internazionale e voleva evitare scandali nocivi.
Arkadi Vaksberg, I veleni del Cremlino
Anna Politkovskaja è stata uccisa il 7 ottobre 2006, compleanno di Vladimir Putin
Ad maiora
Elsa K. A Tavazzano
Lo spettacolo Elsa K. (da me scritto un anno fa) sarà in scena a Tavazzano, nel lodigiano il 28 ottobre.
Oggi l’incontro con gli insegnanti dell’istituto comprensivo Federico Fellini dove sarà adottato il mio testo “Anna è viva”.
A ottobre a Tavazzano sarà inaugurato il locale Giardino dei Giusti. Primo albero sarà dedicato ad Anna Politkovskaja. Poi seguirà lo spettacolo.
Io andrò a parlare nelle scuole a dicembre.
La precedente esperienza, a Benevento, è stata per me una delle più belle, più intense.
Le domande che mi hanno posto ragazze e ragazzi, nessuno mai.
Ad maiora




