Conference League 2026/27

Il Mister del Pafos parla dell’Atalanta: «Può vincere la Conference, ma noi non abbiamo nulla da perdere». Il tecnico dei ciprioti elogia Sarri e non disdegnerebbe un pari

Il Pafos arriva a Bergamo con la consapevolezza di affrontare una delle favorite della Conference League, ma senza alcun complesso d’inferiorità. Nella conferenza stampa della vigilia, l’allenatore Sà Pinto riconosce la differenza di valori con l’Atalanta, sottolineando però che la sua squadra non ha intenzione di recitare il ruolo della comparsa: «L’Atalanta è una grande squadra, con una storia importante nel calcio italiano. Sappiamo che sogna di vincere questa competizione e che questo è uno dei suoi obiettivi. Ha grandi giocatori, tante soluzioni e un allenatore esperto. Ma noi vogliamo affrontare questa sfida con entusiasmo e cercare di ottenere il miglior risultato possibile».

Per il Pafos la Conference rappresenta un’altra tappa di un percorso di crescita internazionale. «È il terzo anno consecutivo che partecipiamo alla fase a campionato di una competizione europea. Per noi è motivo di grande orgoglio. Il nostro torneo nazionale non ha il livello di quelli di Italia, Spagna o Inghilterra. Affrontare queste squadre è una motivazione straordinaria per i giocatori, per il club, per i tifosi e per tutta la città».

Il portoghese Sà Pinto ha apprezzato anche le parole di Maurizio Sarri, che nella conferenza stampa del mattino aveva elogiato il Pafos: «È sempre bello ricevere complimenti dagli avversari. Significa che ci rispettano, così come noi rispettiamo loro. Ma domani vogliamo dimostrare le nostre qualità. Non abbiamo l’obbligo di vincere e questo ci permette di giocare senza pressioni. Rispettiamo l’Atalanta, ma non abbiamo paura». E aggiunge: «L’Atalanta ha praticamente due grandi giocatori per ogni ruolo. Ha qualità individuale, esperienza e forza fisica. Anche quando non gioca una grande partita, come è successo contro il Venezia, ha calciatori capaci di risolverla in qualsiasi momento».

Un riferimento anche al lavoro del nuovo allenatore dei nerazzurri: «Forse non riescono ancora a fare il pressing alto che vuole Sarri, forse non hanno ancora raggiunto il livello che lui desidera. Ma restano una squadra molto pericolosa, capace di farti male in qualsiasi momento».

Il Pafos dovrà prestare particolare attenzione alle transizioni offensive e agli attaccanti atalantini. «Sono veloci quando recuperano palla, forti quando attaccano e portano molti giocatori negli ultimi metri. Hanno attaccanti alti e potenti, sono pericolosi sulle prime e sulle seconde palle. Dovremo essere concentratissimi quando non avremo il possesso».

La speranza è che organizzazione e disciplina tattica possano compensare il divario tecnico: «Dovremo fare una partita praticamente perfetta. Sappiamo che i livelli sono differenti, ma crediamo che con la giusta mentalità, una buona organizzazione e una strategia efficace possiamo ottenere un grande risultato».

Al seguito della squadra sono attesi circa 300 tifosi ciprioti, arrivati anche da altre città dell’isola. «Sono orgoglioso dei nostri sostenitori. Ci accompagnano ovunque e hanno il nostro stesso spirito. Siamo combattenti, abbiamo una mentalità vincente e non ci arrendiamo mai fino alla fine. Anche quando le cose non vanno come vorremmo, continuiamo a credere che tutto sia possibile».

Accanto all’allenatore, anche Nikolas Ioannou che ha parlato delle difficoltà della trasferta italiana, richiamando la propria esperienza nel nostro calcio (Como e Samp) : «In Italia si lavora moltissimo sulla tattica e sulla preparazione fisica. L’Atalanta segna facilmente, ma nelle ultime partite ha anche subito gol. Potrebbe essere un aspetto da sfruttare».

A chiudere una domanda diretta dell’addetto stampa del Pafos all’allenatore dei ciprioti: firmerebbe per un pareggio a Bergamo?

«Noi giochiamo sempre per vincere. Ma conosciamo il livello dell’avversario e, naturalmente, un pareggio sarebbe un buon risultato».

Ad maiora

Atalanta-Pafos, si ferma anche Kessie: distrazione muscolare per Scalvini, sei nerazzurri alle prese con problemi fisici alla vigilia dell’esordio in Conference League

L’Atalanta si prepara all’esordio nella fase principale della Conference League, ma Maurizio Sarri deve fare i conti con un’infermeria sempre più piena. Alla vigilia della sfida contro il Pafos, in programma giovedì 15 ottobre alle 21 allo Stadio di Bergamo, arrivano aggiornamenti poco incoraggianti sulle condizioni di diversi giocatori nerazzurri.

La notizia più significativa riguarda Giorgio Scalvini. Gli esami strumentali ai quali è stato sottoposto il difensore hanno evidenziato una distrazione di basso grado dei muscoli flessori della gamba sinistra.

Si ferma anche Franck Kessie. Il centrocampista non ha partecipato all’allenamento pomeridiano a causa di un sovraccarico al polpaccio destro. Anche le sue condizioni saranno rivalutate nei prossimi giorni.

Non sono gli unici problemi per Sarri: Kossounou ha proseguito le terapie, mentre Kamaldeen Sulemana ha lavorato in palestra. Programma differenziato anche per Pompei, che ha svolto lavoro sul campo, e per Isak Hien, impegnato sia sul terreno di gioco sia in palestra.

In totale sono sei i giocatori infortunati.

Domani mattina Éderson e compagni torneranno in campo a Zingonia per un’ultima seduta prima della partita contro i ciprioti.

Ad maiora

Carnesecchi difende la nuova Atalanta: «Era arrivato il momento di cambiare, ci vogliono coraggio e attributi. Possiamo diventare una grande squadra»

Marco Carnesecchi non ha dubbi: la nuova Atalanta ha intrapreso la strada giusta. Alla vigilia dell’esordio in Conference League contro il Pafos, il numero uno nerazzurro difende con convinzione la scelta della società: «Sono veramente felice di quello che ha fatto tutto il mondo Atalanta, di prendere e cambiare radicalmente la nostra storia. Per farlo bisogna avere coraggio, bisogna avere attributi, per usare un termine francese. Era arrivato il momento di fare questo cambiamento».

Una trasformazione che coinvolge direttamente Carnesecchi, chiamato spesso a intervenire più di quanto accadesse in passato. Ma per lui non è un problema: «Fare molte parate non è un problema, anzi è uno stimolo. Essere un aiuto per la squadra mi dà molta consapevolezza. È anche una cosa nuova per me e sono felice di farla, perché arricchisce il mio bagaglio personale di esperienza».

Il portiere spiega anche perché imparare a difendere più bassi possa rappresentare un passo avanti: «Voi vedete un’Atalanta diversa rispetto a quella degli ultimi anni, più compatta, che abbassa il blocco di venti metri e difende nella propria metà campo. Ma le grandi squadre quante volte lo fanno? Per diventare una grande squadra, competitiva e capace di vincere trofei, questa deve essere una caratteristica».

Carnesecchi guarda soprattutto al futuro: «Quando toglieremo le catene e saremo pronti ad andare in avanti, tutto il lavoro tattico di questa fase iniziale porterà risultati. Saper difendere bassi e creare spazi è molto importante. La gestione della partita era una caratteristica che ci era sempre mancata».

La Conference League rappresenta intanto un’occasione importante, con la Dea tra le favorite: «È giusto avere un peso sulle spalle. Dobbiamo essere felici di essere considerati una squadra forte in Europa. Non dobbiamo avere paura di nessuno e soprattutto di noi stessi, perché forse l’unico nostro ostacolo possiamo essere proprio noi. Dobbiamo essere spavaldi, determinati e non avere paura di sbagliare».

Ma c’è un aspetto del suo gioco che continua a non soddisfarlo: «Mi manda ai matti non riuscire a fare qualche uscita alta in più, non dominare il gioco aereo. Ci sto lavorando, va già meglio rispetto all’anno scorso. È stato un blocco più mentale che fisico. Io non ambisco a essere uno dei migliori, ma il migliore».

Infine la Nazionale e la concorrenza con Gianluigi Donnarumma: «Noi abbiamo Donnarumma e con lui si parte da 0-0 per un bel po’ di volte. È un valore aggiunto, un punto di riferimento, il nostro capitano. Non sono dispiaciuto di non giocare, perché in questo momento il bene della Nazionale viene prima di qualsiasi singolo, che sia Carnesecchi, Bastoni, Barella o Tonali».

Ad maiora

Il Pafos arriva a Bergamo con tre gol, una rimonta in undici minuti e due assenze pesanti: chi sono i ciprioti che sfidano l’Atalanta

Un volo charter decollato questa mattina alle 10 da Pafos, con arrivo previsto a Bergamo alle 12.30. Comincia così la trasferta della formazione cipriota che domani sera affronta l’Atalanta nella prima giornata della fase campionato di Conference League. Una squadra che arriva con il morale alto dopo il successo di domenica contro l’Anorthosis, ma anche con due assenze importanti: il difensore spagnolo David Goldar e l’esterno camerunese Nicolas Ngamaleu, entrambi fermati da problemi fisici.

Il quotidiano cipriota 24Sports presenta il viaggio come «un’altra sfida europea» per il Pafos. Il programma prevede la conferenza stampa dell’allenatore Ricardo Sá Pinto alle 18.30 italiane e l’allenamento di rifinitura mezz’ora più tardi, sul terreno dello stadio di Bergamo.

La formazione cipriota arriva da una vittoria significativa, soprattutto per il modo in cui è maturata. Domenica, sul campo dell’Anorthosis, il Pafos è andato sotto al 42’ per un gol di Da Cruz. Poi, nella ripresa, ha ribaltato completamente la partita. Pareggio del francese Yoram Zague al 46’, sorpasso del brasiliano Lelê al 48’ e terza rete ancora di Lelê al 57’. Tre gol in undici minuti per conquistare una vittoria per 3-1 che ha portato la squadra a dieci punti dopo cinque giornate di campionato.

La televisione pubblica cipriota RIK ha raccontato la partita sottolineando la rapidità della rimonta. Il Pafos ha mantenuto il possesso del pallone già nel primo tempo, senza però riuscire a concretizzare le occasioni costruite. Dopo l’intervallo è cambiato tutto, con un’accelerazione offensiva che ha travolto l’Anorthosis. Il risultato è particolarmente interessante anche per l’Atalanta, che contro il Venezia ha mostrato difficoltà nel controllare la partita per tutti i novanta minuti.

Il percorso europeo del Pafos è cominciato nei preliminari di Europa League, con una rimonta clamorosa contro l’Hajduk Spalato. Dopo aver perso 2-0 in Croazia, la squadra di Sá Pinto ha vinto 4-0 in casa, ribaltando completamente la qualificazione.

Nel turno successivo ha affrontato il Salisburgo, perdendo 1-0 in Austria e pareggiando 3-3 nella partita di ritorno. L’eliminazione dall’Europa League ha portato i ciprioti ai playoff di Conference, dove hanno superato la Dinamo City albanese: 1-1 all’andata e 4-2 al ritorno, con annessa qualificazione.

In campionato il rendimento è stato più discontinuo. Il Pafos ha esordito battendo 3-0 il Karmiotissa, ha pareggiato 0-0 contro l’Olympiakos Nicosia e ha vinto 1-0 sul campo dell’AEK Larnaca. È poi arrivata la sconfitta casalinga per 2-0 contro l’AEL Limassol, prima del successo di domenica contro l’Anorthosis. Il bilancio è di tre vittorie, un pareggio e una sconfitta, con otto gol segnati e quattro subiti.

In panchina siede Ricardo Sá Pinto, tecnico portoghese di 54 anni, ex attaccante dello Sporting Lisbona e della nazionale. Un allenatore dalla lunga esperienza internazionale, chiamato a guidare una rosa profondamente multiculturale, costruita con giocatori provenienti da diversi campionati europei e sudamericani.

Il nome più conosciuto è probabilmente quello di David Luiz. Il difensore brasiliano, 39 anni, ha giocato con Benfica, Chelsea, Paris Saint-Germain e Arsenal, conquistando anche la Champions League con il Chelsea nel 2012. La sua esperienza rappresenta un riferimento importante per il reparto arretrato.

Tra gli altri giocatori spiccano il portiere polacco Radosław Majecki, il centrocampista bosniaco Ivan Šunjić, il romeno Vlad Dragomir, i portoghesi Guga, Pêpê e Domingos Quina e il brasiliano Biel. Sulle fasce Sá Pinto può contare anche sull’esperienza dello svedese Ken Sema, mentre in attacco Lelê arriva a Bergamo dopo la doppietta decisiva contro l’Anorthosis.

Proprio la partita di domenica offre qualche indicazione sulle caratteristiche della squadra. Il Pafos ha cercato di controllare il pallone, ha sviluppato azioni sulle corsie esterne e ha trovato i gol decisivi attraverso inserimenti e giocate rapide nell’area avversaria. Il secondo gol, in particolare, è arrivato da un assist di Biel per Lelê, libero di concludere da distanza ravvicinata.

Le assenze di Goldar e Ngamaleu riducono le possibilità di scelta del tecnico portoghese. Il primo è un difensore centrale esperto, il secondo un esterno offensivo capace di garantire velocità e profondità. Due indisponibilità che si aggiungono alle difficoltà di un calendario particolarmente intenso.

Il sito cipriota Athlitika Press ha definito quello di ottobre un programma «di montagna», per sottolinearne la difficoltà: sei partite impegnative in meno di venti giorni. Dopo l’Anorthosis e l’Atalanta, il Pafos affronterà l’APOEL in campionato, il Riga in Conference League, quindi Nea Salamis e Apollon Limassol.

A Bergamo i ciprioti troveranno un’Atalanta reduce dal successo contro il Venezia, ma alle prese con problemi difensivi e con l’infortunio di Giorgio Scalvini. Sarri dovrà chiedere alla squadra maggiore continuità rispetto all’ultima partita, soprattutto nella gestione dei momenti in cui gli avversari riescono ad avanzare il proprio baricentro.

Ad maiora

Atalanta, Scalvini preoccupa in vista del Pafos: esami al flessore, altri quattro giocatori lavorano a parte. Da Cipro attesi 350 tifosi

Neppure il tempo di archiviare il successo per 3-1 sul Venezia e l’Atalanta è già tornata al lavoro. Giovedì alle 21 alla New Balance Arena arriva il Pafos per la prima giornata della League Phase di Conference League. Maurizio Sarri deve fare i conti con un’infermeria sempre affollata e soprattutto con il nuovo problema muscolare accusato da Giorgio Scalvini.

Il difensore, uscito anzitempo ieri, nella partita costata la panchina a Stroppa, ha riportato un risentimento al flessore della coscia sinistra. La società ha comunicato che nelle prossime ore sarà sottoposto ad accertamenti diagnostico-strumentali per stabilire l’entità dell’infortunio. Giovedì non sarà della partita.

Per gli altri infortunati, Isak Hien ha effettuato terapie e lavoro in palestra, mentre Kamaldeen Sulemana ha seguito un programma personalizzato tra campo e palestra. Soltanto terapie per Odilon Kossounou e Thomas Pompei.

Per i giocatori impiegati contro il Venezia la seduta di martedì mattina è stata dedicata al recupero. Gli altri hanno lavorato sul campo con torello, attivazione tecnica, esercitazioni sulle combinazioni offensive e una partitella finale sette contro sette su campo ridotto.

Domani sarà già vigilia europea. L’Atalanta si allenerà alle 16.15 al Centro Bortolotti di Zingonia, con i primi quindici minuti aperti ai giornalisti.

Anche a Cipro l’attenzione è rivolta alla sfida di Bergamo. Il Pafos di Ricardo Sá Pinto arriva all’appuntamento europeo forte soprattutto della propria organizzazione difensiva.

Nelle prime quattro partite del campionato cipriota ha subito soltanto due reti e ha mantenuto la porta inviolata anche nella Supercoppa contro l’Omonia. Un rendimento che rappresenta uno dei punti di forza della squadra.

Lo staff tecnico ha concentrato parte del lavoro sulla fase offensiva, cercando di migliorare la precisione nelle conclusioni e la capacità di trasformare le occasioni create.

Per la trasferta italiana sono attesi circa 350 sostenitori del Pafos. La squadra arriverà domani per allenarsi allo stadio di Bergamo.

Ad maiora