Se il calcio fosse una questione di possesso palla, l’Atalanta avrebbe vinto il primo tempo. Ma il calcio, come ricorda impietosamente il Parma, è soprattutto una questione di gol. E così la squadra di Maurizio Sarri incassa un’altra pesantissima sconfitta, stavolta davanti al proprio pubblico. Finisce 0-3, con i nerazzurri travolti nella ripresa e una classifica che comincia a fare davvero paura. I fischi dello stadio accompagnano il risultato, mentre la Curva Nord, dopo aver sostenuto la squadra per tutta la partita, chiede una reazione.
L’Atalanta parte con sei minuti di pressione, poi De Ketelaere impegna Daffara, che devia in calcio d’angolo. Al 14’ il belga costruisce un’azione meravigliosa, supera praticamente tutta la difesa del Parma, ma non inquadra la porta. La Dea sfiora il vantaggio, dà l’impressione di poter controllare la partita, ma continua a mancare di concretezza. Al 19’ Ederson cerca la conclusione dalla distanza senza trovare lo specchio, mentre alla mezz’ora Zappacosta entra in area e calcia malissimo, spedendo addirittura il pallone in fallo laterale.
Al 41’, al primo tiro in porta, passa il Parma. Calcio d’angolo di Sierro, battuto meglio di quelli visti fino a quel momento sul fronte atalantino, e colpo di testa vincente di Fabbian. La difesa a zona sui corner viene punita ancora una volta. È lo 0-1, un risultato difficile da digerire per quanto visto in campo, ma tremendamente concreto. Prima dell’intervallo Zalewski ha la palla del pareggio, calcia a botta sicura e trova una grande risposta di Daffara.
Si va al riposo con l’Atalanta che ha avuto il 70% del possesso palla, ma con il Parma avanti. Una fotografia impietosa delle difficoltà nerazzurre.
La ripresa comincia nel peggiore dei modi, come già accaduto nelle ultime partite. Touré mette il pallone in mezzo e Zappacosta, nel tentativo di anticipare Lontani, lo spedisce nella propria porta. È il 2-0. Notte fonda a Bergamo.
Al 9’ Rowe, servito da De Ketelaere, sfiora il gol, ma Daffara si rifugia in angolo. Quattro minuti dopo arriva addirittura il tris. Fabbian avvia l’azione e Simone Lontani, classe 2008, batte Carnesecchi con una conclusione a fil di palo. 0-3. Una serata surreale. In tribuna qualcuno comincia già ad abbandonare lo stadio, mentre la Curva Nord, nonostante il disastro, continua a cantare.
Sarri prova a cambiare qualcosa. Al 16’ esce Ederson, accompagnato dai fischi, ed entra Elmas. Poco dopo fuori Obric per Idele e Rowe, protagonista di una prova molto deludente, per Sulemana. Al 25’ Krstović cerca almeno il gol della bandiera, ma Daffara blocca in due tempi. Un minuto dopo è ancora il Parma ad andare vicino alla rete: contropiede di El Bilal Touré, pallone per Ordóñez che sfiora il poker.
Gilardino richiama Touré e Fabbian, inserendo Elphege e Frigan. Sarri esaurisce i cambi al 29’: Zappacosta, applaudito nonostante l’autorete, lascia il posto a Idele, mentre Samardžić subentra a Zalewski.
L’Atalanta continua a cercare almeno un gol, senza riuscirci. Al 33’ Idele mette in mezzo un buon pallone per Pašalić, che tutto solo manda di testa sopra la traversa. Al 42’ ci prova anche Bernasconi, ma Daffara respinge con i pugni. Non è proprio serata.
Allo scoccare del novantesimo la Curva Nord alza la voce: «Meritiamo di più», grida, prima di intonare il classico «L’Atalanta siamo solo noi».
Il triplice fischio sancisce lo 0-3 e scatena i fischi dello stadio. La squadra viene chiamata sotto la Curva, che pretende una reazione. Perché ormai non è più soltanto una crisi di risultati, ma una crisi di gioco, fiducia e identità.
La squadra di Sarri continua a incassare gol con impressionante facilità e, quando deve recuperare, sembra incapace di trovare soluzioni. Il possesso palla non basta, le occasioni sprecate pesano e ogni errore difensivo diventa una condanna.
La prossima partita a Monza assume già il significato di uno scontro per restare lontani dalla zona salvezza. Un pensiero che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrato inconcepibile per l’Atalanta. Oggi è una realtà con cui bisogna fare i conti.
Ad maiora.