Anna Politkovskaja

Libertà di stampa. In Russia, ma non solo.

UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA!

Continuano ad aumentare le firme dell’appello lanciato da Annaviva per dedicare a Milano una via ad Anna Politkovskaja.

Questi i link all’appello di Chiara Cremonesi:

http://www.chiaracremonesi.it/una-via-per-anna-politkovskaja

E di Giulio Cavalli, anch’egli ora di Sel:

VOGLIAMO UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA

Di seguito invece l’appello con le prime firme. Tra loro molti giornalisti, alcuni consiglieri regionali, il presidente del Consiglio provinciale, un ex sindaco di Milano, tanti insegnanti, impiegati, avvocati, liberi professionisti, artigiani e pensionati. Qualche studente.

E tanti altri ne aspettiamo!

Ad maiora.

…………….

VOGLIAMO UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA!

Milano nel 2015 sarà – grazie all’Expo – una vetrina internazionale.
La città che ha nel proprio gonfalone Sant’Ambrogio e che ha dato i natali a Manzoni e Beccaria ha l’occasione per non far dimenticare, oltre alla fame del mondo, il rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa.
In questi anni, una figura più di altre, ha rappresentato a livello mondiale  il giornalismo “dalla schiena dritta”: Anna Politkovskaja.
Per mettere a tacere la coraggiosa giornalista russa non sono bastate le minacce, gli arresti, gli avvelenamenti, i finti plotoni di esecuzione, l’isolamento.
5 anni fa, il 7 ottobre del 2006, è stata assassinata nel portone di casa sua. La giustizia russa sta tentando – pur tra molti tentennamenti – di trovare chi le abbia materialmente sparato. Mentre resta (e forse resterà) un fitto mistero sui mandanti.
“Io vedo tutto, questo è il problema” scriveva Anna Politkovskaja, uccisa solo perché voleva fare il suo mestiere: la giornalista.
Milano ha dedicato i propri giardini pubblici a Indro Montanelli, mentre ha platealmente mancato la consegna dell’Ambrogino d’oro a un altro dei suoi figli adottivi: Enzo Biagi.
Ora c’è un’occasione di riscatto.
Nel 2009, dopo una raccolta firme on line e una mobilitazione popolare (organizzate da Annaviva e Gariwo), Palazzo Marino ha dedicato ad Anna Politkovskaja un albero nel Giardino dei Giusti al Monte Stella. Altre città italiane hanno seguito questo esempio (da Brescia a Genova).
Oggi, noi firmatari di questo appello, chiediamo al Comune di Milano e al sindaco Pisapia di fare un passo in più, di mettere la città al pari di altre nel mondo, da Roma a Tbilisi, da Tolosa a Ferrara.
Dedicando ad Anna Politkovskaja una via o una piazza della comune che tra pochi anni ospiterà l’Esposizione universale.
Se davvero un vento nuovo soffia sulla “capitale morale”, crediamo che questa sia l’occasione giusta per dimostrarlo.
A tutto il mondo.

Per aderire, mandare una mail specificando nome, cognome e professione a questo indirizzo:
unaviaperanna@gmail.com
………………

Valeria Abis, fotografa
Emanuela Alberti, insegnante
Elena Alberti Nulli, vignaiola e poeta
Andrea Andreoli, consulente
Marco Ardemagni, autore e conduttore radiofonico
Ernesto Asei Conti, libero pensatore
Associazione Mondo in Cammino Veneto
Alessandra Attianese, insegnante
Valentina Saveria Aiuola, Imprenditrice
Maurizio Barabani, libero professionista
Adriana Bassi, pensionata
Erika Battaglia, funzionario
Luciano Belli Paci, avvocato
Daniela Bellomo, dirigente
Alberto Belloni, giornalista
Lani Rachele Beobilla, casalinga
Ivan Berni, giornalista
Monica Berno, libero professionista (Editoria)
Luca Bertoni, ingegnere
Giovanni Bertuola, pensionato
Valentina Bertuola, impiegata
Bice Biagi, giornalista
Paolo Bizzarri, tecnico Rai
Massimo Bonfatti
Andrea Bosco, giornalista
Edoardo Bossi, operatore tv
Monia Bitto, studentessa
Simona Brambilla, giornalista pubblicista e studentessa
Massimo Bricchi, agente assicurativo
Lina Butti, avvocato
Stefano Cagno, psichiatra
Sergio Calabrese, giornalista
Orlando Amedeo Cangià, pensionato
Flora Cappelluti, giornalista
Flavia Casella, giornalista
Andrea Cassano, impiegato
Elisabetta Cassina, impiegata
Federico Cattaneo, operatore di ripresa
Liliana Cattaruzza, impiegata Ata, scuola pubblica precaria
Giulio Cavalli, autore, scrittore, consigliere regionale
Matteo Cazzulani, giornalista Free-lance
Sante Cecchi, pensionato
Massimo Ceresa, impiegato
Emilia Cestelli, organizzazione eventi culturali
Carlo Chierico, dirigente
Ennio Chiodi, giornalista
Elena Colombo, redattrice
Giovanni Cominelli, esperto di politiche educative
Fiorello Cortiana, impiegato
Paolo Costa, dirigente
Chiara Cremonesi, Consigliere Regionale della Lombardia
Sara Cusatelli Lener, giornalista
Maria Giusy D’Anna, insegnante
Bruno Dapei, informatico, presidente del Consiglio Provinciale di Milano
Mikail Davydov, pensionato
Marina Davydova, impiegata
Olga Davydova, giornalista
Luisella Daziano, giornalista
Maurizio Decollanz, caporedattore Telereporter
Bruno De Domenico
Margherita De Vizzi, psicologa
Giorgio Del Mare
Giuliana De Vivo, praticante giornalista
Rosaria Di Cosmo, impiegata Rai
Catia Di Luigi, giornalista
Fausto Facheris, impiegato Enel
Roberto Felace, impiegato
Chiara M. Ferrari, ricercatrice
Giulia Floris, giornalista
Marie Angelo Fontanella
Michele Franzini, musicista
Andrea Frattani, amministratore immobiliare
Lorenzo Frigerio, giornalista
Ornella Furlani, psicologa
Liela Gagni, impiegata
Alessandra Galaschi, impiegata
Ezio Galmuzzi, pensionato
Loredana Ghilardotti, impiegata
Anna Giudici, impiegata
Alessandra Gilardini, editor e science writer
Giuliana Godenigo, pensionata
Sebastiano Grasso, giornalista
Stefania Grimoldi, giornalista
Monique Hemsi, giornalista
Giuseppe Imberti, dirigente cooperativa sociale
Massimiliano Innocenti
Manuela Kovacs, architetto
David Lani, impiegato
Claudio Lanza, funzionario Rai
Fernando Launi, impiegato tecnico
Horia-Victor Lefter, Free-lance journalist
Claudio Lenzi, giornalista
Emanuela Libralon, impiegata
Marlene Lombardo, uffici stampa solidali
Franco Maggi, dirigente comunicazione
Eva Manetti, impiegata
Silvia Mantovani, disoccupata
Carlotta Mariani, giornalista
Stefania Maso, libero professionista
Marta Matteini, giornalista e traduttrice
Francesco Matteuzzi, giornalista e sceneggiatore
Giulia Mengolini, studentessa
Alessandra Mezzenzana,  quadro direttivo
Vito Modugno, pubblicitario
Antonio Monaco, editore
Flavia Mosca, giornalista
Irene Mossa, psicologa
Claudia Musicco, libero professionista
Daniele Nahum, Vice Presidente della Comunità ebraica di Milano
Mina Negri, montatrice Rai
Gabriele Nissim, scrittore e presidente di Gariwo, la Foresta dei Giusti
Giancarlo Occhino, libero professionista
Elisa Orlandotti, impiegata e giornalista
Alessio Orsingher, giornalista
Fabrizio Ossino, libero disoccupato laureato
Anna Pacchiani, impiegata
Rosa Palona, impiegata studente
Valeria Palumbo, caporedattore centrale L’Europeo
Pierluigi Panza, giornalista
Vincenzo Papiro, artigiano
Erica Pasotti, fisioterapista
Umberta Pellizzetti, Capoeira
Silvia Pietroboni, studente
Andrea Pisciotti, impiegato
Ermanno Pozzoni, pensionato
Giuliano Prandini, pensionato
Caterina Proietti, giornalista
Ulianova Radice, direttore di Gariwo, la Foresta dei Giusti
Novella Reginato, pensionata
Giampiero Rossi, giornalista
Andrea Riscassi, giornalista
Alessandro Robecchi, giornalista
Patrizia Romano, avvocato
Enrico Rotondi, giornalista Rai
David Saltuari
Agnese Santucci, psicopedagogista
Stefano Saoncella
Micol Sarfatti, giornalista
Liliana Selo, docente di Scuola primaria
Serena Semprini, impiegata
Michela Sfondrini, libraia
Chiara Smurra, impiegata
Francesca Smurra, dipendente
Lorenzo Strik Leavers, insegnante universitario
Ivano Tajetti, poeta contadino
Roberta Tenca, studentessa
Daniele Tiano, video editor
Carlo Tognoli, giornalista, sindaco di Milano dal 1976 al 1986
Flavio Tranquillo, giornalista
Cristina Triola, digital strategist
Laura Tussi, giornalista
Ivan Vadori, giornalista
Carlo Bruno Vanetti
Massimo Vecchi, impiegato
Vincenzo Viola, insegnante
Stefania Viti, giornalista
Mariella Zanetti, sceneggiatrice
Patrizia Zambrini, ex insegnante
Federico Zurzolo, giornalista

VOGLIAMO A MILANO VIA POLITKOVSKAJA!

Da oggi, 12 novembre, l’associazione Annaviva lancia una nuova raccolta firme per Anna Politkovskaja, cui vorremmo fosse dedicata una via a Milano. Vi chiediamo di aderire inviando una mail all’indirizzo che trovate in fondo.
Ad maiora.
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Milano nel 2015 sarà – grazie all’Expo – una vetrina internazionale.
La città che ha nel proprio gonfalone Sant’Ambrogio e che ha dato i natali a Manzoni e Beccaria ha l’occasione per non far dimenticare, oltre alla fame del mondo, il rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa.
In questi anni, una figura più di altre, ha rappresentato a livello mondiale il giornalismo “dalla schiena dritta”: Anna Politkovskaja.
Per mettere a tacere la coraggiosa giornalista russa non sono bastate le minacce, gli arresti, gli avvelenamenti, i finti plotoni di esecuzione, l’isolamento.
5 anni fa, il 7 ottobre del 2006, è stata assassinata nel portone di casa sua. La giustizia russa sta tentando – pur tra molti tentennamenti – di trovare chi le abbia materialmente sparato. Mentre resta (e forse resterà) un fitto mistero sui mandanti.
“Io vedo tutto, questo è il problema” scriveva Anna Politkovskaja, uccisa solo perché voleva fare il suo mestiere: la giornalista.
Milano ha dedicato i propri giardini pubblici a Indro Montanelli, mentre ha platealmente mancato la consegna dell’Ambrogino d’oro a un altro dei suoi figli adottivi: Enzo Biagi.
Ora c’è un’occasione di riscatto.
Nel 2009, dopo una raccolta firme on line e una mobilitazione popolare (organizzate da Annaviva e Gariwo), Palazzo Marino ha dedicato ad Anna Politkovskaja un albero nel Giardino dei Giusti al Monte Stella. Altre città italiane hanno seguito questo esempio (da Brescia a Genova).
Oggi, noi firmatari di questo appello, chiediamo al Comune di Milano, al sindaco Pisapia, di fare un passo in più, di mettere la città al pari di altre nel mondo, da Roma a Tbilisi, da Tolosa a Ferrara.
Dedicando ad Anna Politkovskaja una via o una piazza della comune che tra pochi anni ospiterà l’Esposizione universale.
Se davvero un vento nuovo soffia sulla “capitale morale”, crediamo che questa sia l’occasione giusta per dimostrarlo.
A tutto il mondo.

Per aderire, mandare una mail con nome, cognome e professione a questo indirizzo: unaviaperanna@gmail.com

ELSA K. ECCO LA CLIP! (da vedere e condividere)

Non mi ricordo se quello alla fine è riuscito a violentarmi.

Ricordo però che ho lottato con tutte le mie forze. Soprattutto quando mi hanno chiuso con lui nel suo appartamento. Io non ci volevo stare lì.

Non capivo quel che mi diceva. Eppure mi era chiaro cosa volesse da me.

Io non volevo.

 

Inizia così “Elsa K.”, testo teatrale dedicato alla tragedia cecena che è andato in scena a ottobre al Teatro del Borgo di Milano.

Ora Annaviva e LattOria cercano nuovi teatri dove metterlo in scena.

A tal fine abbiamo realizzato, grazie all’aiuto di Paolo Semeraro, Edoardo Bossi e Adelmo Letizia, questa clip:

http://youtu.be/D1WEhKirc9w

Chi ha voglia e tempo la guardi e la diffonda per far girare “Elsa K.”

Grazie.

Ad maiora.

RIFUGIATO CECENO ARRESTATO IN ITALIA

Dagli amici della diaspora cecena e dall’associazione Annaviva riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo (tradotto da Sara Bicchierini) sul caso di un rifugiato ceceno che rischia di essere mandato in Russia. Ci auguriamo che il caso spinga qualche parlamentare italiano a un’interrogazione ai ministeri competenti.

ULTIMA ORA: Nel frattempo l’uomo sembra sia stato trasferito nel carcere di Benevento. Stiamo cercando di metterci in contatto con l’avvocato.

Ad maiora.

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Alcuni media italiani (sito Blitz quotidiano: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/cecenia-un-presunto-terrorista-fermato-in-friuli-981637/, ndt) hanno riportato la notizia di un rifugiato ceceno arrestato in Italia che rischia l’estradizione in Russia.

Secondo le notizie, nella notte del 9 ottobre Rinat Ibraev (nato nel 1982), la moglie Khava Abubakarovna Bantaeva (nata nel 1988) e i loro figli di 1, 3 e 5 anni sono stati arrestati nella città di Tarvisio nei pressi di Udine mentre si dirigevano in auto verso il confine italo-austriaco. Ibraev si trovava in Italia per una visita a dei parenti e si stava recando in Austria per incontrare altre persone. La polizia italiana ha spiegato che c’è un mandato di cattura internazionale dell’Interpol nei confronti di Ibraev, il quale è accusato di aver ucciso un ufficiale di polizia russo in Cecenia. La polizia ha inoltre riferito di non aver trovato alcun materiale illegale nella sua macchina. Dopo il secondo giorno di detenzione la moglie e i figli sono stati rilasciati. Ibraev è ancora detenuto nella prigione di Tolmezzo. La Corte di Appello di Trieste prenderà una decisione riguardo all’estradizione nei prossimi giorni.

Il sito Ichkeria.info ha pubblicato una lettera dell’Organizzazione degli ex prigionieri ceceni nei campi di detenzione russi (OUFKL-ChRI) sull’arresto di Rinat Ibraev. Secondo l’Organizzazione, Rinat è un rifugiato politico della Cecenia occupata e vive in Francia, a Nizza. Già in precedenza era stato arrestato dalle forze dell’ordine italiane e successivamente rilasciato su richiesta delle autorità francesi. Le accuse contro Rinat sono totalmente fasulle: in realtà, lui e suo fratello Yunus in passato sono stati combattenti della resistenza contro l’invasione da parte dei Russi della loro patria, la Repubblica Cecena di Ichkeria. Per questo motivo, la Russia e i collaborazionisti locali hanno perseguitato la famiglia di Ibraev dal 2005. Nella notte di capodanno del 2007 Yunus è stato assassinato dai Russi; la notte stessa i genitori sono stati portati nell’edificio del FSB (ex Kgb, ndt), dove hanno subito percosse e orribili torture da parte degli agenti che volevano sapere dove si trovasse Rinat. Ma questo non è stato l’unico atto di violenza contro la famiglia Ibraev: in seguito i genitori di Rinat sono stati ripetutamente vittime di rapimenti e torture. Per questo sono stati costretti ad abbandonare la Repubblica Cecena occupata. Adesso i parenti hanno paura che l’Italia consegni Rinat nelle mani insanguinate della Russia; se ció avverrà, le possibilità che venga ucciso saranno altissime.

Articolo originale tratto dal sito: http://www.waynakh.com/eng/2011/10/chechen-refugee-arrested-in-italy/

ELSA K. BUONA LA PRIMA

Ieri sera al Teatro del Borgo di Milano è andata in scena la prima di “Elsa K.”.
Sala piena e pubblico contento e partecipe, alla fine.
Linko una nuova recensione:
http://www.libero-news.it/news/839078/Milano-con-omaggio-a-Politkovskaja-debutta–Teatro-del-Borgo-in-Brera-.html

Stasera e domani ci sono già centinaia di prenotazioni. Qualcuno comunque anche ieri è riuscito ad entrare pur non prenotato. Quindi, provateci.
Stiamo pensando, tra qualche tempo, ma non molto, a nuove repliche.
Oggi è l’anniversario dell’omicidio di Anna. A Mosca la manifestazione in sua memoria è stata vietata ma si tiene lo stesso.
Incidentalmente, oggi è anche il 59 compleanno di zar Putin. Inutile dire che tra gli invitati alla festa c’è il nostro presidente del consiglio:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/politica/PN_20111007_00107_NE.shtml

Noi saremo in teatro stasera (e domani) a Milano.
Per ricordare l’omicidio.
Non per festeggiare Vladimir Vladimirovich Putin.
Ad maiora.