Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista Rai. Dopo gli esordi a Società Civile e al Corriere della Sera, sono approdato in televisione nel 1991, prima a Lombardia 7 e poi in Rai. Alla Tgr Lombardia sono stato inviato e caposervizio. Dal 2013 lavoro a RaiSport, dove seguo l'Atalanta e la Nazionale italiana di calcio. Ho pubblicato diversi libri, tra cui Anna è viva, Anticorpi alla videocrazia, Favola Atalanta, Vivi ogni giorno come fosse il primo e Solo Atalanta. Ho svolto attività di docenza e formazione alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano, all'Università degli Studi di Milano e al Master in Comunicazione e Marketing dell'Università di Bologna.

Sul ponte sventola bandiera rossa

Nei porti turchi, a differenza che in quelli italiani, quasi tutte le imbarcazioni battono bandiera locale (e non solo come forma di cortesia).
Forse qui la tassazione è più favorevole che in Italia. Dove però, con l’arrivo di Monti, è stata introdotta una tassa di possesso per le barche di cittadini italiani, a prescindere dalla bandiera o dal paese in cui è ormeggiata.
La scadenza era il 31 maggio.
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Comunque Erdogan

Non deve aver ottenuto granché da Putin, visto che Russia (e l’alleata Cina) hanno posto il veto all’Onu (o quel che ne rimane) per la risoluzione sulla Siria.
Nemmeno il leader siriano, alleato dei russi sul fronte del gas, ha smosso le leve diplomatiche giuste.
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Erdogan da Putin: Siria (ma anche gas) al centro dell’incontro

La foto della visita del primo ministro turco a Mosca, dall’uomo forte russo, domina tutte le prime pagine dei giornali turchi.
Anche se il titolo principale è, ovviamente: Bomba a Damasco.
La Turchia confina con la Siria e sta ricevendo migliaia di rifugiati e spinge per la caduta del dittatore siriano Assad (soprattutto dopo l’abbattimento di un caccia turco da parte della contraerea siriana).
Nella conferenza stampa dopo l’incontro Erdogan ha detto di non volere la divisione della Siria ma la fine della carneficina.
Putin, che ha posizioni ben diverse nel conflitto dato che sostiene militarmente il regime di Ankara, ha sottolineato il ruolo di mediazione turco nelle trattative per la pacificazione siriana in corso a Ginevra.
I due paesi non possono d’altronde dividersi troppo: la Siria diventerà il nuovo hub del gas della russa Gazprom diretto verso l’Europa, quando verrà ultimato il gasdotto South Stream. L’Italia, con Eni, ha fatto da cavallo di Troia rispetto al progetto, alternativo a quello europeo (appoggiato dagli Usa): il Nabucco, morto prima di nascere, avrebbe dovuto rendere più indipendente (energeticamente e non solo) l’Ue dalla Russia.
L’Italia, in questi anni, a prescindere dal colore dei governi in carica, ha d’altronde sempre più dato retta a Mosca che a Bruxelles, in tema di energia.
Prima o poi qualcuno ci spigherà il perché.
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Festa per l’inizio del Ramazan 2012

In tutto il mondo musulmano si è festeggiato l’inizio del Ramadan (Ramazan in turco) il mese di digiuno, uno dei cinque pilastri dell’Islam.
Niente cibo, acqua, fumo e attività sessuale fino alla fine del periodo, dall’alba al tramonto.
Il digiuno insegnerebbe l’autodisciplina, l’appartenenza a una comunità, l’amore per Dio.
In molte città turche l’avvio del mese di Ramazan è iniziato con una festa, conclusa dai fuochi d’artificio.
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Gazprom sponsor anche del Chelsea

Crisi o non crisi, il colosso energetico russo continua a investire nel calcio europeo. È di oggi l’accordo triennale tra il braccio energetico di Putin e il Chelsea di Roman Abramovich.
L’oligarca che da anni si è trasferito a Mosca ha d’altronde sempre ubbidito ai diktat del regime (che combatte non gli oligarchi in genere, ma quelli indipendenti come Khodorkovskij, in cella forse a vita).
E ciò gli ha concesso molti favori, come essere nominato da Putin governatore del Chukotka (incarico dal quale è stato tolto da Medvedev nel 2010).
Ora per il magnate russo – che ha risollevato le sorti dei blues – arriva l’aiuto di Gazprom, società statale e putiniana della prima ora (manganello gassoso utilizzato per impedire l’indipendenza dell’estero vicino).
Oltre ai soldi, Gazprom fornirà al Chelsea anche gas ed elettricità (non so come, forse inviandola via mail).
Gazprom sponsorizza già da anni la squadra tedesca dello Shalke 04 e i campioni russi dello Zenith (la squadra del cuore di Putin).
Qualche giorno fa ha anche annunciato la sponsorizzazione, triennale, alla UEFA.
Dopo gli sceicchi arabi col loro petrolio, i russi col loro gas.
E noi, che siamo ‘O paese d’ ‘o sole, che si fa?
Ad maiora

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