Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista Rai. Dopo gli esordi a Società Civile e al Corriere della Sera, sono approdato in televisione nel 1991, prima a Lombardia 7 e poi in Rai. Alla Tgr Lombardia sono stato inviato e caposervizio. Dal 2013 lavoro a RaiSport, dove seguo l'Atalanta e la Nazionale italiana di calcio. Ho pubblicato diversi libri, tra cui Anna è viva, Anticorpi alla videocrazia, Favola Atalanta, Vivi ogni giorno come fosse il primo e Solo Atalanta. Ho svolto attività di docenza e formazione alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano, all'Università degli Studi di Milano e al Master in Comunicazione e Marketing dell'Università di Bologna.

Fascismo ferroviario

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Tutte le strade portano al ministero. Dal luglio del prossimo anno verrà creato uno speciale database di tutti i fruitori dei mezzi pubblici (aerei, su ruota e rotaia) che attraversano i confini della regione di appartenenza. Tutti i dati verranno poi passati al Ministero dell’interno e ai Servizi federaliper la sicurezza, e quei traghettatori che non forniranno le informazioni con la dovuta tempestività dovranno prendersi le proprie responsabilità.

Il testo dell’ordinanza del Ministero dei trasporti è stato pubblicato mercoledì nella Rossiskaja Gazeta. Ne viene fuori che i Servizi federali per la sicurezza e il Ministero dell’interno possono venire a conoscenza del percorso di ogni cittadino e trovare rapidamente il sospetto, almeno per la tutela dell’ordine pubblico. Secondo quanto scritto nella bozza informativa «Assistenza alla sicurezza nei trasporti. Teoria e pratica», il sistema verrà a costare quasi 2,8 miliardi di rubli del bilancio statale.

Come ha chiarito il…

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Ciao Anna. Buon compleanno Putin. Le opposizioni russe non festeggiano

Celebrazioni oggi in tutta la Russia per il 60esimo compleanno del presidente Vladimir Putin. L’ex Kgb l’avrebbe trascorso con la famiglia e gli amici, a San Pietroburgo.  

Chi non era alla festa avrà potuto festeggiare guardando alla tv di stato il documentario agiografico sulla vita del presidentissimo russo.

Nell’interessante filmato, Putin trova il tempo di appoggiare la condanna a tre anni di carcere per le Pussy Riot: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/10/07/60-anni-Puti-giusto-verdetto-Pussy-Riot_7591848.html 

L’opposizione ha organizzato una simil festa dietro il Cremlino, invitando il piccolo tiranno ad andare in pensione. Numerosi qui gli arresti, anche di blogger e sostenitori delle Pussy Riot con la balaclava.

Giornalisti e attivisti dei diritti umani si sono invece riuniti in piazza Puskin per ricordare il sesto anniversario dell’assassinio di Anna Politkovskaja.

Chissà se l’efficiente regime repressivo prima o poi si occuperà anche di questo caso.

E magari anche di quello di Natasha Estemirova. Sto ancora aspettando che Medvedev faccia arrestare gli assassini come annunciato (anzi, strombazzato) due estati fa.

Ciao Anna. RIP

Ad maiora

Valentino Valentini. L’uomo-ombra di Silvio a Mosca

Ieri è comparso tra i testimoni della difesa del processo sul Ruby Gate, ma è scivolato via come la pioggia sul vetro.

Eppure Valentino Valentini è un personaggio chiave dell’entourage berlusconiano.

Classe 1962, bolognese, Valentini è stato allevato in Publitalia, poi assunto come interprete al Parlamento europeo (ora è in aspettativa). Sulla via di Bruxelles trova Silvio Berlusconi che lo assume come proprio segretario personale.

La fedeltà paga e Valentini sbarca in Parlamento nel 2001. Non si registrano particolari attività d’aula. Mai un interpellanza o un intervento in assemblea.

La sua vera attività è mantenere la rete di rapporti tra Eni e Gazprom, tra Berlusconi e Putin. Anche il presidente russo lo ama, tanto da insignirlo dell’onorificenza dell’Ordine di Lomonosov. Ignote le motivazioni.

Valentini, sconosciuto ai più nel nostro paese, è invece monitorato dagli americani. Nei cablogrammi pubblicati da Wikileaks, l’allora ambasciatore americano Spogli lo descrive così: “Valentino Valentini, un membro del Parlamento e una sorta di uomo ombra che opera come uomo chiave di Berlusconi a Mosca, praticamente senza staff o segreteria. Valentini, che parla russo e va a Mosca diverse volte al mese, appare frequentemente al fianco di Berlusconi quando si incontra con gli altri leader. Che cosa faccia a Mosca durante le sue frequenti visite non è chiaro, ma si vociferi che curi gli interessi di Berlusconi in Russia”.

Valentini, che dà del tu a Putin, dopo le rivelazioni di Wikileaks, replica dal Kazakistan il 2 dicembre 2010 (dove si trova in visita con Berlusconi e Bonaiuti) a chi lo accusa di “frequenti viaggi a Mosca”: “Al di là di alcuni titoli maliziosi, basta leggere per intero i rapporti filtrati da Wikileaks per capire di cosa si tratti: chiacchiere di corridoio della politica. Sui rapporti con la Russia non c’è nulla di misterioso, come ho più volte avuto modo di argomentare direttamente all’ambasciatore Spogli durante numerose colazioni nella sua residenza di Villa Taverna”.

Scrive invece Stefano Feltri sul Fatto quotidiano del 3 dicembre 2010: “Quel che è chiaro è che questo deputato bolognese di 48 anni è considerato una specie di ministro degli Esteri ombra, qualifica che stava per essere formalizzata dopo le elezioni del 2008 quando Valentini era pronto per diventare sottosegretario alla Farnesina con delega all’Europa. Poi la cosa è saltata, perché il ministro avrebbe percepito la nomina di Valentini come un commissariamento di fatto da parte di Palazzo Chigi. Così Valentini ha conservato quello status informale di consigliere della Presidenza del Consiglio che gli permette di avere maggiore autonomia d’azione. Nessuno sa quante lingue parli, chi dice cinque, chi sette o otto. Adesso che il suo nome è finito sui giornali di tutto il mondo, per Valentini sarà un po’ più complesso muoversi con la discrezione a cui si era abituato negli ultimi anni”.

In realtà, anche ieri è scivolato via. Come un’ombra

Ad maiora

Da #Ruby al #Trota. Così fan tutte.

Rassegna stampa random.

Ruby divide la stampa.

Da Repubblica: “Ruby, flop dei testimoni: Nipote di Mubarak? Alla cena non se ne parlò”.

Dal Giornale: “I testimoni confermano: Il Cav parlò di Ruby al vertice con Mubarak”:

Da L’Eco di Bergamo: “Il sosia di Maradona arraffa la pistola mentre lo arrestano”. E’ successo a Caprino. L’hanno poi steso col calcio della pistola. Un’altra.

Dal Corriere: “Affidata al papà. No, alla madre. Una ragazzina tra due giudici. Tiene un blog per stare con il genitore, ma la sua volontà non conta. A quattordici anni, contesa tra New York e Pisa”.

Ah, molti giornali hanno in prima pagina l’arresto di Yoani Sanchez. Ma è stata liberata nella notte.Carta invecchiata un secondo dopo essere stata stampata.

E a proposito di blogger. Da La Provincia di Varese: “Trota diffamato. Blogger colpevole”. Dovrà dargli 5mila cucuzze.

Chiudo col Giornale, che magari non comprate: “Altro che ‘mal di testa’. Ora sono le donne ad avere il chiodo fisso”. L’occhiello, davvero non banale: “Così fan tutte. Basta tabù tra le lenzuola”: Pagina 18 è tutta dedicata al tema. L’alto pezzo, sui vip: “E pure le brave ragazze vogliono ‘farlo strano’. Da Clerici a Cuccarini: fioccano le confessioni hard delle star per famiglie”.

Che sia un buon sabato, per loro e per voi.

Ad maiora

#AnnaPolitkovskaja Elsa K. a Milano. Sempre buona la prima

È tornato in scena all’area Pergolesi di Milano lo spettacolo teatrale Elsa K. di Lattoria e Annaviva dedicato ad Anna Politkovskaja ed Elsa Kungaeva.
Molto bella anche la nuova versione.
Ci saranno due spettacoli anche domani.
Non mancate!
A seguire un po’ di foto della serata.
Ad maiora

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