Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista della Rai di Milano. Ho una laurea in Giurisprudenza (Statale di Milano) e ho iniziato la mia "carriera" prima a Società Civile, poi al Corriere della Sera per approdare in televisione nel 1991, dapprima a Lombardia7, poi alla Rai, dove ora stato inviato e poi caposervizio alla Tgr Lombardia. Dal 2013 sono passato a Raisport, da inviato, e da allora seguo l'Atalanta e la Nazionale maschile di calcio. LIBRI: Ho curato (con Paolo Costa) Al nostro posto, antologia di scritti di Piero Gobetti (Fuorionda, 2013, nuova edizione), “Anna è viva, storia di una giornalista non rieducabile” (Sonda, 2009), “Bandiera arancione la trionferà” (Melampo, 2007), "Anticorpi alla Videocrazia" (Novecento Media, 2013), Favola Atalanta, con Fabio Gennari (2020, Laurana), Vivi ogni giorno come fosse il primo, di Francesca Barbieri, di cui ho curato l'uscita del volume, purtroppo postumo (Piemme, 2021), Solo Atalanta, con Dino Nikpalj (Bolis, 2025). DOCENZE: Sono stato tutor per la Formazione Tv presso la Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli studi di Milano. E per un quinquennio ho insegnato Teorie e tecniche della comunicazione radio-televisiva alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli studi di Milano. Faccio lezioni, da quando ha preso l'avvio, al Master di Comunicazione e Marketing dell'Università da Bologna.

La realtà, le realtà 

La nostra memoria e le nostre sensazioni sono troppo incerte e unilaterali e quindi, per provare la veridicità di alcuni fatti, ci basiamo su una “certa realtà”. Ma quella che per noi è la realtà, fino a che punto lo è davvero e fino a che punto è quella che noi percepiamo come tale? Spesso è addirittura impossibile distinguere tra le due. Quindi, per ancorare nella nostra mente la realtà e provare che sia tale, abbiamo bisogno di un’altra realtà attigua che possa rivitalizzare la prima. Questa realtà attigua, però, necessita come base, a sua volta, di una terza. Questa catena all’interno della nostra coscienza continua all’infinito ed è proprio grazie a essa che noi esistiamo. A un certo punto, però, può accadere che la catena si spezzi e ci faccia confondere: non capiamo più se la realtà si trovi da questa parte della catena o dall’altra.
Murakami Haruki, A sud del confine, a ovest del sole, Einaudi, 2013

Ad maiora 

Reggio Emilia, celebrazione 8 settembre (2015) con qualche polemica

A Reggio si celebra l’8 settembre, con l’ambiguo armistizio che diede il via alla Resistenza. La commemorazione (alla quale hanno partecipato il Sindaco e il Prefetto) è gestita dall’onorevole Otello Montanari (partigiano, allievo e amico di Nilde Iotri, deputato comunista, noto anche per il Chi sa parli, sul Triangolo rosso).
Al termine del suo intervento gli contestano di non aver fatto parlare l’Anpi. Montanari riprende la parola è si infervora annunciando il ritiro dalle attività.
A ruota interviene Giacomo Notari, presidente Provinciale dell’Anpi e noto partigiano reggiano, che cerca di riportare il treno sui binari.
Qui il video di quanto accaduto: 

Ad maiora 

Seul vuole diventare una città no smoking

Chiunque visiti la capitale della Corea del Sud non potrà non notare i numerosi divieti di fumo che compaiono ovunque.Anzi, i divieti sono diffusi un po’ in tutta la Repubblica. 

Questo è ad esempio un gigantesco divieto fotografato sulla spiaggia di Busan, nel sud della Penisola. L’obiettivo del governo coreano è limitare il più possibile il fumo passivo. Non solo negli spazi chiusi, ma anche in quelli all’aperto. Seul ha infatti l’obiettivo di diminuire il consumo di bionde: è infatti al tredicesimo posto nella classifica mondiale sul consumo di sigarette.   Se si vuole ridurre il fumo passivo, non si può limitarsi ai locali pubblici. Di qui la decisione di rendere libere dal fumo anche alcune aree pubbliche all’aperto. Per evitare semplicemente che camminando dietro qualcuno che sta fumando, si respiri il suo fumo.E così a Gangnam, ricco quartiere esaltato da PSY, si vedono numerosi divieti intorno alle panchine.

 Nella zona universitaria, ci sono ovviamente molti locali che fanno il takeaway.  Anche per questo si è deciso che ragazzi che rimangono qui a mangiare possano rimanere in  una zona smoking-free.  È vietato anche fumare alle stazioni dei bus, nei parchi e nei pressi delle scuole. Il ventun per cento della capitale è vietata a chi fuma.

Chi non rispetta le regole paga una multa di 100.000 won, circa 75 euro.

Ad maiora 

 

Visitare la Corea: la DMZ al 38º parallelo

Se andate in Corea del Sud non perdetevi una gita alla DMZ, ossia la Zona Demilitarizzata che, dalla fine della guerra (1953), divide le due Coree. 

Da Seul si parte in pullman per osservare il fronte sud di questo muro lungo 241 chilometri che corre lungo il 38º parallelo. La guida, bravissima, che ci accompagna ha avuto famigliari prigionieri del Giappone (paese che non ha mai chiesto scusa per lo schiavismo, per lo più femminile, quindi sessuale. durante l’occupazione militare) e quindi è molto critica verso la dittatura nordcoreana e sulla democrazia giapponese.

 

La prima tappa di questa “gita nella storia” è al Parco Imjingak dove vengono commemorate le vittime di guerra.  A piedi si arriva al Ponte della libertà, forse uno dei momenti più toccanti della visita.   Qui si percepisce proprio il dolore della separazione. Qui la cortina di bambù non è solo un nome ma una realtà.

In questa DMZ peraltro i coreani non possono venire in visita e il percorso del pullman è super blindato e viene fermato a numerosi posti di blocco per superare il fiume Imjin e arrivare nella terra di nessuno.  Si arriva quindi alla linea del fronte dove vi fanno visitare il terzo tunnel di infiltrazione, uno dei tanti scavati dal regime nord-coreano per invadere la Repubblica di Corea.  Il tunnel è molto basso e quindi vi forniscono di caschetti, sistemati – con precisione coreana – all’ingresso.

 La zona intorno al tunnel è completamente minata.  Il culmine della visita è dall’osservatorio Dora dal quale si può guardare, in lontananza, la cittadina nord-coreana di Kijongdong e l’altissima bandiera che il dittatore di Pyongyang ha fatto issare. Alla fine si spera che una risata li seppellirà. La stessa che fa un sorridente Budda, circondato, suo malgrado, dal filo spinato.  

Ad maiora 

Giovedì a Expo2015 pronti la Kenya Run

Giovedì prossimo, 10 settembre, parteciperò alla Kenya Expo Run, corsa competitiva di 10 chilometri tutta dentro Expo2015.

Rivolta a tutti, atleti professionisti e non, la “Kenya Expo Run” è divisa in due “gare”: la prima alle 16.00 con la “Family Run”, camminata a ritmo libero dedicata ai più piccoli e alle loro famiglie, con un percorso di 3 km che si snoda tra i padiglioni di Expo Milano 2015 (iscrizioni sul sito http://www.stramilano.it).

Alle 20.00 la gara competitiva di 10 km: ai blocchi di partenza campioni medagliati keniani, professionisti ed amatori (come me) si cimenteranno sul percorso inedito ricavato nel sito di Expo Milano 2015. E’ una competizione internazionale, riservata agli atleti tesserati FIDAL o Enti di Promozione Sportiva convenzionati con la FIDAL e ai tesserati per società straniere affiliate alla IAAF. L’inizio della gara è stato posticipato alle 20.

Diversi i premi dedicati ai partecipanti, a partire dal kit del perfetto “Kenya Expo” runner: maglietta ricordo della manifestazione, acqua (offerta da Sanpellegrino S.p.A.), gadget (offerti da Coop e Lindt) e un biglietto omaggio (offerto da TIM) di ingresso serale a Expo Milano 2015 per ritornare a visitare il sito espositivo. Il primo uomo italiano e la prima donna italiana della gara competitiva a tagliare il traguardo riceveranno in premio un viaggio per due persone a Malindi della durata di cinque giorni con pernottamenti e pasti inclusi e volo andata/ritorno in business class. Nel caso della corsa non-competitiva invece alla famiglia partecipante più numerosa sarà omaggiata una scultura in bronzo o legno realizzata in Kenya, mentre il partecipante più giovane otterrà un cesto assortito di gift keniani.

Tra gli atleti a quattro stelle ci sarà Thomas Lokomwa, vincitore delle ultime due edizioni della Stramilano, e Paul Tergat che supporterà i corridori con la sua esperienza di maratoneta – detentore del record della mezza maratona di Milano del 1998 (59’17’’) – e ambasciatore del World Food Programme. Insieme anche al campione mondiale 10.000 metri di Tokyo ‘91, Moses Tanui e alla maratoneta Lornah Kiplagat.

Per partecipare è necessario iscriversi online, entro il 7 settembre, sul sito http://www.stramilano.it: per la “Family Run” il costo è di 15 euro, mentre la “Competitiva” è di 20 euro; entrambe comprendono il biglietto speciale di ingresso al sito espositivo, a partire dalle ore 14.00.

La “Kenya Expo Run” è organizzata dal Kenya in collaborazione con Stramilano, la Federazione di Atletica kenyana Athletics Kenya, la Federazione di Atletica Italiana FIDAL e la Onlus varesina AFRICA&SPORT, impegnata nella sensibilizzazione dello sport come strumento per conoscere il continente africano.

Ad maiora