Silvio Berlusconi

In alto i cuori (neri)

La notizia non ha avuto molta eco sui quotidiani locali (il Giornale è quello che le ha concesso più spazio). Domani sera comunque (18 marzo, via Marina 1 a Milano, sede dei circoli dellutriani del Buon Governo) ci sarà un convegno di Casa Pound con il candidato del Pdl in Consiglio regionale Massimo Buscemi. Al centro del dibattito la proposta di legge per il Mutuo sociale. Casa Pound,  con un comunicato stampa, ha anche annunciato l’appoggio elettorale all’attuale assessore regionale (ex Fi). L’unica critica a tale sostegno è arrivata da Chiara Cremonesi di Sinistra ecologia e libertà: “Il parterre dei militanti del Pdl si arricchisce anche della cupa e anacronistica compagine di fascisti di Casa Pound”, ha detto la candidata.

Buscemi dal canto suo, al Giornale, ha detto che “siamo in piena democrazia e nessun amministratore dovrebbe negare a chicchessia la possibilità di essere ascoltato: che siano di estrema destra o estrema sinistra a me non importa”. Non sono certo che un appoggio a Penati di qualche centro di estrema sinistra non avrebbe provocato accese polemiche. Nel collegio di Milano, d’altronde, anche la Destra di Storace è collegata al listino Formigoni. Ma come dice Silvio Berlusconi nel messaggio di ieri ai Promotori della Libertà: “Sono anni che la sinistra dice di essere cambiata, ma non è vero. I suoi uomini sono sempre gli stessi- e gli alleati che si sono scelti sono perfino peggio di loro”. Probabile sia così.

Ma a proposito di alleati, Roberto Jonghi Lavarini (i cui comunicati stampa – accompagnati da foto – leggo sempre volentieri), così parla dell’appoggio di Casa Pound: “Altro che fogna, finalmente “i topi neri” scorazzano liberamente nel PDL, nella Lega, nelle istituzioni locali lombarde”. Anche negli stadi, come dimostrano le immagini del buon Zarate, attaccante squalificato, in curva con gli Irriducibili della Lazio. Insieme a lui, poco prima, anche la candidata Pdl Polverini. Fuggita al secondo gol dei baresi che mette la squadra romana a rischio B (e si sa, la sconfitta non ha padri né madri). Ai bei tempi del ventennio, la Lazio sfoderava pure la “maglia Mussolini” Il Duce, comunque, tanto per la cronaca, si dice tifasse Bologna.

Ad maiora

La figa? Non nel listino

«Anche a me piace la figa», è uno dei passaggi di un comunicato stampa che mi è arrivato stamattina. Ovviamente tra i cento e passa che ogni giorno invadono la mia casella mail (compresi quelli – insopportabili – che chiedono la conferma della lettura), questo mi è saltato all’occhio e si è fatto leggere.  Si decide  il listino formigoniano e il comunicato della “figa” a quello si riferisce. È di Roberto Jonghi Lavarini esponente di “Destra per Milano” ed esponente della Pdl che critica l’ipotesi di inserire Nicole Minetti (la “figa” appunto) nel listino bloccato del presidente Formigoni.

Scrive (forse buttando l’occhio allo spogliarello durante il Festival di Sanremo): «Anche a me piace la figa e, pur essendo marito fedele, apprezzo le belle donne, ma la Politica è un’altra cosa: manifestazioni, cortei, dibattiti, volantini, manifesti, valori, idee, proposte, confronto, passione, sacrificio, amore, lotta, lavoro, sudore, sangue e colla! La candidatura della signorina Nicole Minetti, contro la quale non ho assolutamente nulla di personale (anzi…) ,è uno schiaffo alla militanza ed alla meritocrazia», prosegue il comunicato che non sto a citare ulteriormente.

Parole sacrosante abbinate però a quel termine (molto milanese peraltro) che ora viene sdoganato anche nei comunicati stampa. E francamente non mi sembra un’evoluzione né che si ipotizzi quella candidatura né che la osteggi con questi toni.

Quando qualche giorno fa era apparso sui giornali l’ipotesi che Nicole Minetti, igienista dentale che ha curato Silvio Berlusconi dopo il lancio del piccolo Duomo, fosse candidata, mi ero chiesto cosa avesse colpito l’immaginazione del premier. Jonghi Lavarini me lo ha fatto capire senza giri di parole. Come la foto della giovane (fatta circolare ad arte ) nella quale la parte del corpo coperta è inferiore a quella scoperta. Alla fine magari la Minetti non sarà candidata. Ma la parità dei sessi avrà fatto lo stesso un altro passo indietro.

Ad maiora