Hapoel-Atalanta, 43 mila euro di multa per i fumogeni di Bergamo. Ma a Miskolc saranno oltre 5 mila: recuperati Boateng e Turiel

Una vigilia tra una pesante sanzione UEFA e l’entusiasmo per una qualificazione che in Israele cominciano a considerare possibile. A poche ore da Hapoel Tel Aviv-Atalanta, la notizia principale arriva fuori dal campo: il club israeliano è stato multato per quanto accaduto durante lo 0-0 dell’andata a Bergamo.

Secondo Ynet, la UEFA ha inflitto all’Hapoel una multa di 43 mila euro per il massiccio utilizzo di materiale pirotecnico da parte dei suoi sostenitori. Non solo: il club non potrà vendere biglietti ai propri tifosi per una futura trasferta europea e un secondo provvedimento analogo è stato disposto con la condizionale. La sanzione, precisa il sito israeliano, non riguarda il ritorno di Miskolc

E proprio sugli spalti l’Hapoel avrà una delle sue armi. Walla Sport parla di oltre 5.000 sostenitori israeliani: 4.400 avevano già acquistato direttamente il biglietto, ai quali si aggiungono alcune centinaia attraverso i diversi pacchetti organizzati. Il sito stima inoltre la presenza di migliaia di spettatori ungheresi. Gli atalantini saranno invece 266. 

L’atmosfera, insomma, sarà molto diversa da quella di un normale campo neutro. Lo 0-0 conquistato a Bergamo ha ulteriormente alimentato la convinzione dell’ambiente, anche se Barda prova a frenare gli entusiasmi.

«Servirà una partita più che perfetta per passare», è il concetto espresso dal tecnico nella conferenza della vigilia riportata da Walla Sport. Barda continua a considerare l’Atalanta favorita non soltanto nel doppio confronto, ma addirittura tra le candidate alla vittoria della Conference. L’Hapoel, però, farà di tutto per completare l’impresa. 

Buone notizie arrivano anche dall’infermeria. Emmanuel Boateng è recuperato ed è previsto titolare, mentre Stav Turiel sarà a disposizione, anche se non dovrebbe partire dall’inizio. Il suo nome resta inoltre al centro del mercato dopo l’interesse arrivato dalla Serie A. 

Sport5 riporta le parole di Barda anche sullo 0-0 dell’andata: il tecnico sottolinea che il risultato ottenuto in Italia non cambia la necessità di vincere il ritorno e ribadisce il livello dell’avversaria. L’Hapoel arriva però ai novanta minuti decisivi con una convinzione inevitabilmente maggiore rispetto a una settimana fa. 

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Hapoel-Atalanta, Sarri alla vigilia: «Consapevoli di potercela fare». Scalvini: «Vogliamo giocare in Europa»

L’Atalanta è a Miskolc e alla vigilia della partita che vale l’accesso alla fase campionato della Conference League Maurizio Sarri chiede soprattutto convinzione. Dopo lo 0-0 di Bergamo, domani alle 20 contro l’Hapoel Tel Aviv non ci saranno calcoli da fare: per qualificarsi la Dea deve vincere.

«Sarà una partita difficile, lo abbiamo già visto all’andata», spiega Sarri. Il tecnico vuole un’Atalanta consapevole delle proprie possibilità ma senza presunzione: «Abbiamo voglia di giocare una competizione europea». E mette subito in chiaro quale dovrà essere l’atteggiamento: niente partita d’attesa. «Nel calcio c’è una parola che non capisco: gestire». L’idea resta quella di una squadra che provi a fare la partita. 

Un tema importante riguarda Charles De Ketelaere, tornato a disposizione. Sarri non ha ancora deciso come utilizzarlo: «Devo vedere se metterlo dall’inizio o a gara in corso perché non sappiamo quanto durerà». Il belga figura tra i 22 convocati, mentre restano a casa Ahanor, Hien, Kamaldeen Sulemana e Kristensen. 

Accanto a Sarri parla Giorgio Scalvini. Il difensore sottolinea i progressi nel passaggio alla linea a quattro: all’inizio i nuovi meccanismi richiedevano maggiore attenzione, mentre adesso diversi movimenti cominciano a diventare automatici. «Più giochiamo, meglio ci sentiamo». E sull’avversario indica soprattutto un pericolo: all’andata l’Hapoel si è chiuso per poi ripartire, sfruttando velocità e qualità. 

Scalvini parla anche del nuovo allenatore: di Sarri lo ha colpito la convinzione con cui trasmette le proprie idee e la sicurezza che riesce a dare alla squadra. E sulla posta in palio non gira intorno alla questione: «L’Atalanta merita di giocare in Europa». 

Intanto la conferenza nerazzurra trova subito spazio anche in Israele. Sport5 riprende le parole di Sarri e sottolinea come il tecnico abbia riconosciuto all’Hapoel un’ottima condizione fisica e grande determinazione. Il clima intorno agli israeliani è molto diverso rispetto alla vigilia dell’andata: lo 0-0 di Bergamo ha aumentato convinzione e aspettative. 

L’Hapoel recupera inoltre Stav Turiel, che non aveva giocato l’andata e sarà inserito nella rosa per il ritorno. Un’arma in più per una squadra che domani proverà a sorprendere ancora i nerazzurri.

Ad maiora

Foto: Atalanta B.C.

Atalanta, 22 convocati per l’Hapoel: fuori in quattro, c’è De Ketelaere. Elmas non utilizzabile

Maurizio Sarri porta 22 giocatori a Miskolc per il ritorno dei playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, in programma domani alle 20 al DVTK Stadion. Dopo lo 0-0 dell’andata, in Ungheria ci si gioca l’accesso alla fase campionato.

Le assenze sono quattro per problemi fisici: Ahanor prosegue il lavoro personalizzato sul campo, mentre Hien, Kamaldeen Sulemana e Kristensen sono ancora alle prese con le terapie.

Non compare tra i 22 neppure Eljif Elmas. Nessun problema fisico per il macedone, che non poteva essere messo in lista perché appena arrivato.

La buona notizia per Sarri è invece la presenza di Charles De Ketelaere. Il belga è rientrato domenica contro il Sassuolo e può diventare una delle soluzioni per cambiare l’Atalanta rispetto allo 0-0 dell’andata.

Tra i convocati ci sono anche Bernasconi, Cassa e Obrić. Regolarmente presente Kossounou: questa mattina il difensore ha iniziato la rifinitura in palestra prima di raggiungere i compagni per il lavoro tattico, una semplice gestione dei carichi.

I 22 convocati: Bellanova, Bernasconi, Carnesecchi, Cassa, De Ketelaere, de Roon, Éderson, Gaetano, Kolašinac, Kossounou, Krstović, Obrić, Pašalić, Raspadori, Samardžić, Scalvini, Scamacca, Sportiello, Ibrahim Sulemana, Vismara, Zalewski, Zappacosta.

Sul fronte Hapoel non è stata ancora pubblicata dal club una lista dei convocati per il ritorno. C’è però una novità importante: Sport5 conferma che Stav Turiel sarà nel gruppo. L’attaccante, autore di due gol in questa Conference, aveva saltato l’andata a Bergamo per infortunio.

Sugli spalti la differenza sarà notevole. A Miskolc sono attesi tra i 4.000 e i 6.000 sostenitori dell’Hapoel, secondo le diverse stime pubblicate dai media israeliani. Saranno invece 266 i tifosi atalantini nel settore ospiti.

Per l’Hapoel, dunque, il DVTK Stadion sarà tutt’altro che un campo neutro: un altro elemento con cui l’Atalanta dovrà fare i conti nella partita che vale l’accesso alla fase campionato.

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Atalanta, i giornali di mercoledì 26 agosto: è già vigilia di Conference, Rowe resta nel mirino

La Conference League torna subito al centro dell’attenzione. Stamattina rifinitura a Zingonia e poi partenza per l’Ungheria dove domani sera l’Atalanta riparte dallo 0-0 dell’andata contro l’Hapoel Tel Aviv e cerca la qualificazione alla fase campionato. Sullo sfondo resta il mercato, con gli ultimi giorni che possono ancora portare qualche cambiamento nella rosa di Sarri. E intanto si guarda già al Bologna, atteso lunedì a Bergamo.

Per L’Eco di Bergamo la vigilia europea inizia con una buona notizia: «Domani c’è la Conference, Cdk è pronto a rientrare». De Ketelaere, utilizzato soltanto nel finale contro il Sassuolo, dovrebbe tornare dal primo minuto. Kristensen va verso un altro forfait, mentre restano ancora in infermeria Hien e Sulemana. Il quotidiano ricorda anche il vademecum predisposto dall’Atalanta per i tifosi diretti a Miskolc e l’arbitro tedesco Daniel Schlager.

Il giornale bergamasco dedica ampio spazio anche a Eljif Elmas, presentato ieri a Zingonia. Il macedone racconta il suo primo impatto con il Mister: «Mai giocato con Sarri ma pronto per il suo calcio». Può essere utilizzato in vari ruoli a centrocampo e il Ds ne ha sottolineato la duttilità: «Mezzala o esterno duttile, Giuntoli lo scoprì a 20 anni».

Il mercato, però, è ancora in movimento. L’Eco di Bergamo apre alla possibilità di un altro esterno offensivo con «In arrivo un’ala e Romagnoli. Rispunta il nome di Paixao». Il brasiliano del Marsiglia, già seguito quando giocava nel Feyenoord, torna tra le alternative insieme a Rowe e Lang. Per Romagnoli, invece, un eventuale arrivo resta legato a un’uscita nel reparto difensivo.

Anche il Corriere della Sera nel suo dorso bergamasco parte dalla conferenza stampa del nuovo centrocampista nerazzurro: «Elmas sicuro: “Faremo bene su tre fronti”». Per il terzo, occorrerà vincere domani sera. Sul mercato Giuntoli frena invece su Ahanor, mentre Rowe continua a essere uno dei nomi che accompagnano questi ultimi giorni di voci di trattative.

La Gazzetta dello Sport insiste proprio sull’inglese: «Atalanta con le ali. La Dea non molla Rowe, il Chelsea vuole Ahanor». I nerazzurri continuano a seguire l’esterno del Bologna, mentre dall’Inghilterra resta attenzione sul giovane difensore nerazzurro.

E Rowe diventa inevitabilmente anche il collegamento con la prossima partita di campionato. Lunedì il Bologna sarà a Bergamo. Il Corriere dello Sport dedica due pagine alla situazione dell’inglese, vista dall’Emilia: «Rowe adesso fa paura», raccontando anche della presenza in città degli agenti del giocatore e dell’interesse atalantino.

Ma il Bologna arriva all’appuntamento con qualche problema da risolvere, dopo lo 0-1 con la Lazio. Il Corriere dello Sport titola «Berna non cambia o forse sì» e «Difesa fragile senza Lucumí», ulle difficoltà emerse nella prima giornata.

Ancora più severa La Gazzetta dello Sport: «Falsa partenza», accompagnato da «Bologna confuso, Bernardeschi e Orsolini i due nodi». Dopo il ko con la Roma, la squadra di Tedesco cerca quindi le prime risposte. E dovrà trovarle proprio lunedì sera a Bergamo contro l’Atalanta.


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Atalanta, 16 anni fa gli scontri alla Bèrghem Fest: dal no alla Tessera alle proteste sulle trasferte

Il 25 agosto 2010 è una delle date più controverse nella storia recente del tifo atalantino. Sedici anni fa circa 500 sostenitori nerazzurri raggiunsero la Bèrghem Fest di Alzano Lombardo per contestare Roberto Maroni, allora ministro dell’Interno e principale promotore della Tessera del tifoso.

La protesta non era soltanto bergamasca. Nell’estate 2010 numerose curve italiane si opposero alla Tessera, considerata da parte del movimento ultras uno strumento di controllo e una limitazione alla libertà di seguire la propria squadra.

Ad Alzano la contestazione degenerò. Ci furono scontri con le forze dell’ordine, lanci di petardi e fumogeni, automobili incendiate e feriti. Maroni interruppe il proprio intervento. Seguirono indagini, identificazioni e procedimenti giudiziari.

Sedici anni dopo molto è cambiato. La Tessera ha lasciato spazio alle fidelity card e molte curve che inizialmente le avevano rifiutate hanno modificato la propria posizione. A Bergamo, invece, la componente organizzata della Curva ha mantenuto la scelta di non sottoscrivere la card. Diventata praticamente obbligatoria per seguire la squadra per le partite di Campionato e Coppa Italia che si giocano lontano da Bergamo.

Il tema delle limitazioni resta attuale. Il 25 gennaio scorso, prima di Atalanta-Parma, la Nord aveva riempito la curva con le date delle gare interessate da provvedimenti negli ultimi anni e il messaggio «30 trasferte bloccate in 3 stagioni tra divieti e restrizioni». Anche per la terza giornata, all’Olimpico contro la Roma, ci sarà obbligo di tessera.

La protesta è proseguita anche in estate. Il 25 luglio, dopo i divieti di trasferta per le amichevoli contro Feyenoord e Schalke 04, davanti allo stadio è comparso un altro striscione: «Società Atalanta: tutto l’anno tra tessere, divieti e restrizioni. Anche d’estate queste rotture di coglioni».

Un filo che porta anche a Claudio Galimberti, il “Bocia”, storico leader della Nord, lontano dagli stadi dal 2009 e destinatario negli anni di una successione di Daspo arrivati complessivamente a trent’anni. Ai provvedimenti legati agli stadi si aggiunge anche il divieto di soggiorno nel comune di Bergamo: di fatto, una serie di restrizioni che da anni lo tengono lontano dalla curva e dalla città.

Il legame con la curva è riemerso domenica contro il Sassuolo. La Nord ha esposto lo striscione «La repressione ti tiene ancora distante / per il tuo popolo sei sempre la guida più importante / Claudio libero», accompagnato da cori e fumogeni. Sette sono finiti sul terreno di gioco, provocando un’interruzione di circa due minuti e una multa di 10 mila euro all’Atalanta.

Sedici anni dopo la Bèrghem Fest, il contesto e le forme della protesta sono cambiati. Trasferte, tessere e restrizioni restano però questioni aperte nel rapporto tra il tifo organizzato bergamasco, società e istituzioni.

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