«Ho sempre desiderato lavorare all’Atalanta». È una delle frasi che mi ha più colpito nella conferenza stampa di presentazione di Cristiano Giuntoli, nuovo direttore sportivo nerazzurro. Accolto dall’amministratore delegato Luca Percassi, che ha sottolineato il lavoro già svolto in queste prime settimane con nuove figure professionali e un nuovo metodo organizzativo, Giuntoli ha spiegato di aver scelto Bergamo perché considera l’Atalanta un modello di calcio, capace di coniugare risultati, sostenibilità e valorizzazione dei giovani.
Il nuovo ds ha ribadito la piena fiducia nella rosa e nel nuovo corso affidato a Maurizio Sarri. «Crediamo che questa squadra sia molto forte e non vogliamo toccare i nostri gioielli», ha detto, citando tra gli altri Scamacca, De Ketelaere, Scalvini e Carnesecchi. Anche se ha precisato che la rivoluzione potrebbe non essere indolore. Vedremo.
Tra i temi più attesi anche il futuro di Ederson. Giuntoli ha rivelato di essere rimasto «stupito» dal mancato affondo del Manchester United, ma anche «contento» perché il brasiliano è felice di restare a Bergamo. L’Atalanta è infatti al lavoro con i suoi agenti per il rinnovo del contratto.
Nel finale è arrivata anche una risposta sulla trattativa che ha portato Palestra all’Inter. «Siamo stati super corretti con tutte le parti», ha spiegato il direttore sportivo, aggiungendo di essere comunque orgoglioso che un ragazzo cresciuto nel settore giovanile nerazzurro possa rappresentare il calcio italiano in un grande club inglese.
Giuntoli ha infine confermato la volontà di continuare a investire sul vivaio e sull’Under 23, considerati elementi centrali del progetto Atalanta, ribadendo un concetto che sintetizza il suo arrivo a Zingonia: «Per me è un grande orgoglio essere qui e una grande responsabilità».
Tante domande. Mezz’ora in tutto. Sintesi ed efficienza che non dispiaceranno a Bergamo.
Ad maiora