Viaggi e cibo

#xtuttiigusti dell’Emilia Romagna (con menù veg)

Con gli chef di molti dei migliori ristoranti dell’Emilia Romagna si è chiuso questo ciclo di xtuttiigusti del buon Carlo Vischi.
Ieri sera più che adattamento in chiave veg dei piatti inseriti nel menù ufficiale ci è stato proposto dal ristorante Il Canneto un menù alternativo.
Era infatti la festa (involontaria) del maiale…
Tra gli antipasti ho assaggiato degli ottimi coni ripieni di formaggio con sopra frutta essiccata.
Come primo la già sperimentata (e sempre gustosa) carbonara vegetariana.
Due i secondi: un purè di piselli con fave e asparagi e un tortino ripieno di fonduta con un velo di miele e pezzetti di pera.
Infine il dolce tipico: la torta di tagliatelle.
Stamattina andare a correre è stata dura. Ma ne è valsa la pena.
Ad maiora

20130326-101528.jpg

20130326-101852.jpg

#Abocatour negli stabilimenti di Aboca

Questo blog tour ci ha portato a visitare gli stabilimenti di Aboca, azienda leader in Italia nel mercato dei farmaci naturali, ossia realizzati solo con piante medicinali e senza prodotti chimici. È un approccio alla salute che riscuote sempre più successo se, come ci ha spiegato la dirigente marketing (e amica) Alessia Scarpocchi, Aboca – che ha fatturato di 80 milioni lo scorso anno – è al nono posto nel mercato generale dei farmaci (al settimo se si aggiungono i proventi dell’erboristeria).
Con i numeri mi fermo qui, salvo che per ricordare che questa azienda, che nasce e cresce tra le province di Arezzo (Sansepolcro) e Perugia (Pistrino) ha la bellezza di 500 dipendenti.
L’elemento chiave su cui lavora Aboca è che il ciclo produttivo integrato e verticale: nei limiti del possibile infatti è la stessa azienda a produrre – con 1000 ettari in Val Tiberina– tutte le piante che utilizza per i dispositivi medici (ma anche per gli integratori alimentari e i cosmetici).
La visita agli stabilimenti di produzione è istruttiva. Il primo trattamento cui vengono sottoposte erbe e semi è l’essicazione che serve per conservarle, preservando le qualità organolettiche.
Poi vengono selezionate con macchine che un tempo venivano utilizzate dall’industria dei tabacchi e che ora hanno funzioni meno dannose per la salute umana. A proposito di salute, in tutti i reparti che abbiamo visitato, c’è un intenso profumo di fiori: l’ambiente di lavoro in questo senso – salvo che non andiate nei campi – è imbattibile. Comunque, la terza fase consiste nell’eliminazione di eventuali batteri utilizzando il vapore acqueo.
Inizia poi la fase di produzione vera e propria. Ci sono state illustrate le rigide misure previste per la pulizia dei macchinari per evitare che sostanze diverse entrino in contatto. E ci è stata mostrata la produzione delle tisane. Le bustine in cui sono contenute non hanno né colla né punti metallici ma vengono solo pressate. Sono poi a loro volta inserite in bustine di carta e alluminio (quindi queste andranno poi a finire nell’indifferenziata, mentre la bustina con la tisana andrà nell’umido).
Molto interessanti anche i reparti dove vengono prodotti i dispositivi medici. Dato che non vengono utilizzati additivi chimici, per ottenere i farmaci si usano i metodi della concentrazione e soprattutto della liofilizzazione (metto i link perché, dal basso dei miei studi classici, le spiegazioni tecniche risulterebbero imbarazzanti).
Ah, una cosa ho scoperto: viene utilizzato parecchio miele e Aboca ha avviato la produzione anche di questo “regalo” delle api.
Per ora mi fermo qui.
Salvo per ricordare che, pur in una fase di pesante crisi, questo mercato è in continua crescita (+44% in 5 anni). Forse perché, diminuendo i soldi, le scelte si fanno più attente.
“Quel che non si fa è importante come quello che si fa”, si dice qui. Una frase da tenere a mente ogni volta che si va a fare la spesa. Al super come in farmacia.
Ad maiora

20130323-080117.jpg

Ghea, nuovo ristorante #veg a Milano

Tanta gente ieri sera all’inaugurazione del ristorante vegetariano e vegano Ghea a Milano.
È un laboratorio che vede piatti mediterranei in chiave veg, grazie ad Antonio Tomaselli. Lo chef aveva già lavorato nel ristorante vegano Desiderata, all’Arco della Pace, ora entra in questo nuovo progetto.
Il ristorante è aperto dalla colazione fino alla cena, con brunch domenicale.
Lo si trova in via Valenza, vicino alla stazione ferroviaria e della metropolitana di Porta Genova.
Conviene prenotare.
Ad maiora

20130222-202820.jpg

#PiemonteRoyalTaste al #FuoriBit

Cena piemontese (ovviamente anche versione veg) ieri sera all’hotel Hub di Milano per il FuoriBit.
Da segnalare gli ottimi formaggi e gli interessanti gofri anche con salsa di gorgonzola.
Di primo risotto alla patata viola e nel finale dolci a volontà: dai baci di dama alle pesche con gelato di amaretto.
Io che non bevo ho accompagnato il tutto con una gustosa Cola della Baladin, prodotta senza conservanti e coloranti con noci di cola del presidio Slow Food in Sierra Leone. Da provare.
Ad maiora

20130216-195752.jpg

20130216-195927.jpg

#Bit2013 (foto)

Carrellata fotografica sull’edizione di quest’anno della Borsa internazionale del turismo.
Stand sempre belli. Ma la crisi si sente. Molti i paesi assenti e spazi ridotti.
Ma se volete viaggiare, passate di qui (fino a domani).
Ad maiora

20130216-120359.jpg

20130216-120405.jpg

20130216-120410.jpg