Anna Politkovskaja

Libertà di stampa. In Russia, ma non solo.

Eni rivende ai russi quello che i russi avevano sottratto a Khodorkovsky

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Passati un po’ di anni…tutto torna:
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2013/11/20/news/eni_cede_severenergia_a_novatek_e_gazpromneft_per_2_2_miliardi-71446041/
Khodorkovsky è comunque sempre in galera. Qui la visita di Annaviva nell’orfanotrofio di Yukos e l’incontro con i genitori dell’ex oligarca.
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Il Giardino Anna Politkovskaja di Milano ora anche su Google Maps

1479545_10152077247822959_589312749_nNon abbiamo dimenticato – e non dimenticheremo – quel che le hanno fatto.

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Zanzare

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Sto preparando le presentazioni delle tesi magistrali degli studenti che si laureeranno settimana prossima. Due di loro sono incentrate sulla Russia.
Ogni volta che mi avvicino all’Orso mi rendo conto di farlo secondo una prospettiva che passa sempre per la griglia di idee di Anna Politkovskaja. E sento il peso della sua assenza. Di non avere più punti di riferimento per quello che accade ora.
Che avrebbe scritto, ad esempio, Anna delle manifestazioni nazionaliste e anti-immigrati di questi giorni a Mosca? Come avrebbe valutato il sostegno (per me imbarazzante) dato loro da Alexey Navalny, blogger e leader dell’opposizione a Putin?
Domande che rimangono senza risposta.

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Ps. Ho scoperto solo ieri che su un sito di “informazione” russa vengo accusato (tramite i miei libri e insieme ai Radicali e Annaviva) di “distorcere la realtà della situazione negli eventi del Caucaso del Nord”, ossia in Cecenia.
Anna non c’è più. E io valgo un’unghia del suo piede. Ma evidentemente anche le piccole zanzare dell’informazione possono dare noia.

Domani Annaviva partecipa alle iniziative pro Khodorkovskij e i prigionieri politici russi

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Domani sera, venerdì 25 ottobre, alle 21.30 alla Libreria Popolare di via Tadino, in via Alessandro Tadino 18 a Milano ci sarà un Reading internazionale di solidarietà per Mikhail Khodorkovsky, Platon Lebedev e i prigionieri politici russi.

In occasione del decimo anniversario dell’incarcerazione dell’ex oligarca russo, proprietario dell’impero del gas Yukos e condannato per frode fiscale dopo aver sfidato lo zar Vladimir Putin, Annaviva aderisce infatti all’iniziativa promossa dal Festival della Letteratura di Berlino e vi invita a partecipare al reading internazionale per la libertà dei prigionieri politici in Russia. Durante l’evento, che si terrà in contemporanea in diverse capitali del mondo, Sara Urban e Martina De Santis dell’Associazione culturale lattOria leggeranno brani tratti dalla corrispondenza tra l’imprenditore ed esponenti del mondo della cultura e della società civile russa.

Stranamente condannato il leader dell’opposizione russa

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Quando a ottobre Alexey Navalny ha vinto le “primarie” dell’opposizione russa si era già messa in moto la macchina per metterlo a tacere. Aveva avuto 43mila preferenze su 100mila votanti (un sistema che potrebbe interessare anche dalle nostre parti: tutto online, salvo seggi locali per chi non ha accesso alla rete).
Navalny è un blogger e l’opposizione in Russia è fondamentalmente un’opposizione digitale. Il regime d’altronde controlla tutti i media, prima di tutto la TV che, in un paese così grande, è il primo strumento di informazione propaganda.
Ovvio passare dal web, che il regime non può chiudere per non danneggiare la propria economia. Ma l’opposizione, sempre grazie alla Rete, ha organizzato manifestazioni oceaniche a Mosca. Lì, su Facebook, quando ci mettono le faccia, quando scrivono “parteciperò”, poi lo fanno davvero.
Navalny è dunque oggigiorno l’uomo ideale per rappresentare l’opposizione russa (anche se non è amato da tutti, anzi). Che è fondamentalmente una realtà legata ai grandi centri urbani.
Intorno a Navalny, anche per questo, si sono stretti tutti i leader anti-Putin per appoggiare la sua candidatura a sindaco di Mosca. Si vota l’8 settembre. È la prima volta che succede, dal 2004. Quell’anno Putin, approfittando biecamente della (orrenda) strage di Beslan, aveva sospeso le elezioni dei governatori “regionali” e dei sindaci delle principali città: erano semplicemente nominati dal Cremlino, in base alla loro fedeltà a Putin e al suo sistema di potere. Ora si vota “democraticamente”, e quindi occorre metterci una pezza.
” È un regime ibrido, semidittatoriale, semioligarchico. Una miscela unica con elementi di un sistema feudale (un’autorità centrale collegata a cacicchi regionali che gli versano denaro) e altri che ricordano lo Stato mussoliniano, altri ancora che si rifanno a dittature di stampo sudamericano. È anche un sistema mafioso: la lealtà costituisce il criterio numero uno di ogni nomina”. Così lo descrive Garri Kasparov, ex scacchista, oppositore di Putin che ora ha scelto l’esilio. Per fortuna sua non in Italia, dove, come abbiamo visto con la kazakha Shalabayeva, sarebbe stato impacchettato e rispedito a “casa”.
La condanna di ieri potrebbe impedire a Navalny di partecipare alle comunali di Mosca ed, eventualmente, alle prossime presidenziali. Contro Putin.
Non guardate i reati. Se si vuole sputtanare qualcuno a Mosca (o a Kirov) lo si accusa di furto o di essere un evasore fiscale. Così il popolo (ammaestrato dalla TV) sarà contento.
È tutto costruito a tavolino.
Ma fino a quando si potrà andare avanti così?
Ad maiora