Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista Rai. Dopo gli esordi a Società Civile e al Corriere della Sera, sono approdato in televisione nel 1991, prima a Lombardia 7 e poi in Rai. Alla Tgr Lombardia sono stato inviato e caposervizio. Dal 2013 lavoro a RaiSport, dove seguo l'Atalanta e la Nazionale italiana di calcio. Ho pubblicato diversi libri, tra cui Anna è viva, Anticorpi alla videocrazia, Favola Atalanta, Vivi ogni giorno come fosse il primo e Solo Atalanta. Ho svolto attività di docenza e formazione alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano, all'Università degli Studi di Milano e al Master in Comunicazione e Marketing dell'Università di Bologna.

Ataturk e bandiera rossa

Sono due elementi centrali del panorama turco. Il fondatore dalla Turchia moderna e la bandiera che qui chiamano Ay Yildiz, luna e stella.
Si vedono ovunque.
Anche nei bar dove si continuano a servire alcolici.
Un ragazzo, Mehmet, mi ha confessato che il suo ramadan consiste nel non bere alcolici.
Ad maiora

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Fine digiuno a Istanbul

Se passate per la capitale turca durante il Ramadan (o Ramazan, come lo chiamano qui) andate all’Ippodromo.
Come un rito collettivo, al tramontare del sole, tutti assieme bevono, mangiano e festeggiano:


Ad maiora

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L’occhio di Allah

È un portafortuna turco che si trova praticamente ovunque. Sulle case, all’ingresso dei negozi e anche sulle imbarcazioni.
Si dice allontani invidia e negatività:
http://www.studentiargentia.it/turchia/index.php?option=com_content&view=article&id=31:occhio-di-allah&catid=1:simboli-e-stereotipi&Itemid=7
Ad maiora

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Parlando di Schettino a Bodrum

Su una imbarcazione (molto meno affollata di quella che vedete nella foto) che fa tappa in alcune delle isolette (turche) che circondano Bodrum.
Vale la pena vederle.
Ma, c’è un ma.
Quando il capitano, Mehmet, scopre che siamo italiani, la prima cosa che chiede è di Schettino…
Ride amaramente, chiede come abbia fatto a incagliarsi e domanda se e quando rimuoveranno la carcassa della Costa. Sorrido a denti stetti e credo di fare il punto della situazione (compreso il mancato recupero di due corpi).
Una volta ci chiedevano della mafia o del calcio. Poi per anni ci hanno poi domandato delle avventure “sentimentali” di Berlusconi.
Ora invece siamo noti per l’inchino di Schettino.
Turisti italiani qui, comunque, solo una sparuta presenza. Purtroppo.
Ad maiora.

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Red Hot pro Pussy Riot

Il gruppo californiano ieri si è esibito a Mosca ostentando una maglietta a favore delle tre attiviste in cella (chissà per quanto). La loro “colpa”? Un concerto antiputiniano nella Chiesa del Cristo Salvatore.
Oggi hanno scritto una lettera di sostegno (sosteniamo al plurale) per il gruppo punk-rock femminista:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Russia-Red-Hot-Chilli-Peppers-firmano-lettera-in-sostegno-delle-Pussy-Riot_313531947256.html
Monti intanto si sollazza in quel di Sochi, nella dacia dell’immarcescibile Vladimir Putin.
Ad maiora

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