Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista Rai. Dopo gli esordi a Società Civile e al Corriere della Sera, sono approdato in televisione nel 1991, prima a Lombardia 7 e poi in Rai. Alla Tgr Lombardia sono stato inviato e caposervizio. Dal 2013 lavoro a RaiSport, dove seguo l'Atalanta e la Nazionale italiana di calcio. Ho pubblicato diversi libri, tra cui Anna è viva, Anticorpi alla videocrazia, Favola Atalanta, Vivi ogni giorno come fosse il primo e Solo Atalanta. Ho svolto attività di docenza e formazione alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano, all'Università degli Studi di Milano e al Master in Comunicazione e Marketing dell'Università di Bologna.

Corsi e ricorsi

Il 7 settembre 1978 lo scrittore Georgij Markov, un rifugiato bulgaro che lavorava per la BBC a Londra, aspettava l’autobus non lontano dagli uffici della radio, sul ponte di Waterloo. Un passante lo sfiorò con un ombrello, si scusò cortesemente in buon inglese, appena velato da un accento straniero, e si allontanò tra la folla. Qualcuno lo vide salire su un taxi. Alla sera Markov si sentì male, e scoprì di avere una minuscola puntura con una goccia di sangue coagulato nella parte alta dell’anca destra. Il giorno dopo, nello stesso punto, apparve una macchia giallastra di un centimetro di diametro. Gli salì la febbre e , ben presto, non fu più in grado di parlare. Venne trasportato all’ospedale Saint-James, dove il suo stato si aggravò di ora in ora. Gli si gonfiò il viso e poi tutta la testa. Morì l’11 settembre fra atroci sofferenze. (…) I reportage di Markov erano di elevato livello professionale. Fu in grado di svelare le menzogne, l’ipocrisia, la crudeltà e la corruzione delle autorità bulgare, il loro modo di vivere, i loro usi e i loro comportamenti, che conosceva nel dettaglio per averli constatati personalmente e non per sentito dire. Per il padrone della Bulgaria, quelle rivelazioni che lo riguardavano direttamente, erano un affronto imperdonabile. Una volta scattata l’operazione, gli agenti incaricati si impegnarono al meglio, decidendo di trasformarla in un regato speciale per il loro sovrano. Avevano, infatti, da scegliere tra due date: il 7 settembre giorno del compleanno di Todor Živkov e il 9 settembre, la festa nazionale che celebrava la cosiddetta “rivoluzione popolare socialista” bulgara. Da bravi lacchè sognavano di offrire a Živkov non il solito mazzo di fiori, ma la testa del suo peggior nemico. Si decisero per il 7 settembre e tutto si svolse secondo i piani. Quel giorno Živkov ebbe più di un motivo per brindare. Per portare a termine la missione, dovettero escogitare il metodo appropriato. Živkov aveva scartato l’idea di un volgare omicidio (con un arma da fuoco o un coltello o simili), perché teneva alla propria reputazione a livello internazionale e voleva evitare scandali nocivi.
Arkadi Vaksberg, I veleni del Cremlino

Anna Politkovskaja è stata uccisa il 7 ottobre 2006, compleanno di Vladimir Putin

Ad maiora

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Elsa K. A Tavazzano

Lo spettacolo Elsa K. (da me scritto un anno fa) sarà in scena a Tavazzano, nel lodigiano il 28 ottobre.
Oggi l’incontro con gli insegnanti dell’istituto comprensivo Federico Fellini dove sarà adottato il mio testo “Anna è viva”.
A ottobre a Tavazzano sarà inaugurato il locale Giardino dei Giusti. Primo albero sarà dedicato ad Anna Politkovskaja. Poi seguirà lo spettacolo.
Io andrò a parlare nelle scuole a dicembre.
La precedente esperienza, a Benevento, è stata per me una delle più belle, più intense.
Le domande che mi hanno posto ragazze e ragazzi, nessuno mai.
Ad maiora

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La mano di Marchionne…

Alla Convention Democratica.
By @BarackObama
Ad maiora

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Auguri

Nel traffico….
Ad maiora

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Partigiano Leopoldo Gasparotto, Fossoli non ti ha dimenticato

Il sottotitolo del libro racconta tutta la vita di Leopoldo Gasparotto, “alpinista e partigiano”.
Nel bel volume di Ruggero Meles (edito da Hoepli) si ricostruisce la vita di questo dirigente di Giustizia e libertà, cui dopo la fine della guerra verrà conferita la medaglia d’oro al valor militare. È un libro diviso in due: dapprima la vita da civile di Gasparotto, milanese doc con la passione per la montagna. È lui ad aprire vie non solo nelle Alpi ma anche nel Caucaso (le storie di tante vite si intrecciano). Poi l’esercito dove Gasparotto non potrà far carriera perché rifiuterà di aderire al fascismo. Con la resistenza, l’alpinista – da tutti conosciuto col soprannome di Poldo – si trasforma in partigiano, tra i più attivi giellisti di Milano e della Lombardia. Una delazione lo farà catturare e sbattere a San Vittore (il delatore, un farmacista di via Anfossi verrà giustiziato da due gappisti).
Malgrado le torture non rivela la rete dei resistenti e viene mandato nel campo di Fossoli (vicino a Modena). Qui cerca di organizzare una fuga di massa, col sostegno dei partigiani emiliani, ma viene assassinato dagli sgherri nazisti.
Pochi giorni dopo la Liberazione, la moglie, anche lei arriva nella resistenza con le Brigate Matteotti, andrà poi a recuperare, insieme a parenti e amici, il corpo di Poldo seppellito di nascosto nel cimitero di Carpi.
Tornerà a riposare nella sua Milano, Leopoldo Gasparotto. Insieme a lui, i corpi di altri sessantasei partigiani, assassinati dai nazisti per ritorsione, sempre nel campo di Fossoli (molti di loro sono al Campo della Gloria del Cimitero Maggiore).
La cerimonia funebre per loro fu celebrata in Duomo, con l’orchestra della Scala, diretta da Arturo Toscanini, che eseguì il requiem di Verdi.
A Leopoldo Gasparotto è stata dedicata la scuola primaria di Fossoli. Quest’anno aperta anche d’estate per far giocare i bambini e per far dimenticare il terremoto.
Poldo non è stato dimenticato.
Ad maiora.
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Ruggero Meles
Leopoldo Gasparotto
Hoepli
Milano, 2011
Euro: 22
Pagg. 120

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