Month: febbraio 2012

Turkmenistan al voto. Sapendo già chi vincerà

Si sono aperte nella notte italiana e si chiuderanno nel pomeriggio le urne per le presidenziali in Turkmenistan. Uscito dall’Unione sovietica, il paese asiatico non ha mai conosciuto neanche una breve stagione di libertà.

I candidati per la carica presidenziali sono otto (tra loro due ministri e vari imprenditori, naturalmente definiti indipendenti), ma uno solo è destinato a risultare vincente: Gurbanguli Berdymukhamedov.

Il presidente uscente fu eletto nel 2007 con l’89% dei voti. Probabile che nelle urne, blindatissime, si ripete quel grande successo.

Il predecessore Saparmurat Niyazov, d’altronde, “Padre della patria”, era diventato “presidente a vita”, cambiando il calendario e disseminando il paese di sue statue d’oro. E’ morto all’improvviso alla fine del 2006.  Berdymukhamedov, di professione dentista, e fino a quel momento ministro della Sanità, fu chiamato a sostituirlo e a proseguire la politica repressiva.

In assenza di competizione politica, l’Osce ha rinunciato a monitorare le elezioni (che coinvolgono solo 3 milioni di votanti).

Il paese, ricco di materie prime, è passato – senza soluzioni di continuità – dalla guida unica del Partito comunista turkmeno a quello del Partito democratico, al potere dal 1991.

“Nessun movimento di opposizione è permesso”, scrive Reporters senza frontiere (Rsf), spiegando che “niente è realmente cambiato in uno dei più paesi più chiusi e repressivi del mondo”.

Amnesty International denuncia invece “l’uso della tortura e severe restrizioni alla libertà di movimento e di espressione e altri diritti fondamentali”.

I risultati saranno annunciati il 15 febbraio.

Ad maiora

Le medicine del Banco farmaceutico all’Opera San Francesco di Milano

Ieri la giornata del banco farmaceutico, la raccolta di medicinali per i più bisognosi.

Qui il link del servizio che ho realizzato qualche giorno fa su dove finiscono quei farmaci, a Milano e dintorni:

http://www.operasanfrancesco.it/OSF/comunicazione/vid-26gen12.cfm

Il tutto dal sito dell’Opera San Francesco che a Milano gestisce, tra le altre cose, un incredibile centro medico per chi non ha documenti o non può permettersi visite mediche e medicinali.

Ad maiora.

Spot Fiat. Per superare l’adagio su donne e buoi

Nei media italiani attenti a queste tematiche si è parlato quasi di più dello spot di Eastwood-Chrisler (che sembra auspicare un altro mandato per Obama) rispetto a quello della Fiat Abarth giocato sui doppi sensi e sul binomio donna e motori:

http://youtu.be/siWVgAzhFC8

 Più di uno si è sorpreso del fatto che la “bellezza italiana” che vi viene rappresentata sia in realtà una modella romena. Si veda per tutti il commento di Repubblica:

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/super-bowl-lo-spot-fiat-in-un-italiano-improbabile/87514/85907

A me sembra invece che Catrinel Menghia, che peraltro vive in Italia (e compare nello show di Chiambretti), possa rappresentare l’immagine italiana.

Fin dai tempi dei romani, la principale capacità della penisola è stata quella dell’integrazione.

Che negli ultimi anni abbiamo perso mettendo sempre più spesso l’etichetta su qualunque cosa fatta da uno straniero. Anche se ormai è un italiano acquisito. Il cinese, il romeno, l’ucraino sono sempre più spesso definizioni – a volte razziste – della cronaca.

Almeno per le modelle degli spot credo debba essere superato l’antico adagio “donne e buoi dei paesi tuoi”.

 Ad maiora.

 Ps. Dopo aver visto lo spot, leggetevi i commenti. Sono una babele di lingue. Anzi di madrelingue come scrive l’insuperabile Nicole Minetti.

#Klubradio, esecuzione rimandata. Sabato il direttore dell’emittente ungherese a Milano

Dall’Ungheria arriva una buona notizia e dimostra che parte delle strutture democratiche sorte dopo la fine del periodo comunista resistono alla pressione illiberale del governo Orban. Ieri il Consiglio dei media, organo di sorveglianza sui media in Ungheria, ha prolungato di due mesi la licenza per le frequenze di Klub Radio, nota emittente indipendente, che si oppone al governo conservatore di Budapest (vi lavorano per lo più giornalisti cacciati dalla radio pubblica). La frequenza per Klub Radio era stata revocata dopo un concorso contestato che aveva causato proteste dell’opposizione e da parte anche della stampa internazionale. Klub Radio ha presentato denuncia in tribunale contro il

concorso, e fino al verdetto di questo processo la licenza è stata prolungata.

Per capire quel che sta succedendo sul fronte dei media (e della cultura) a Budapest, consiglio la lettura di questo articolo:

http://expost24.com/2012/02/07/larte-del-regime-saveklubradio/

Annaviva sabato mattina (ore 11, Ostello Bello, via Medici4 aMilano) si occuperà di questi temi incontrando Andras Arato, direttore proprio di Klub Radio e conDanilo de Biasio, direttore di Radio popolare.

L’associazione nata per ricordare il sacrificio di Anna Politkovskaja qualche settimana fa ha manifestato la propria solidarietà con i democratici ungheresi manifestando sotto il consolato milanese. In questo video realizzato al presidio, vengono elencate le nuove – liberticide – norme entrate in vigore in Ungheria:

http://youtu.be/jA1mT9sUw5U

A sabato.

Ad maiora

Orban difende la costituzione ungherese. Sabato ne parliamo a Milano

Ieri il presidente populista ungherese Viktor Orban ha radunato i suoi sostenitori al Millenaris Park di Budapest e ha tenuto un discorso alla nazione. Confermando che difenderàla nuova Costituzionea ogni costo e assicurando che l’Ungheria non farà default.

Orban ha respinto tutte le critiche della Ue (che ha aperto una procedura di infrazione per leggi giudicate in contrasto con i trattati europei nel campo dell’indipendenza della banca centrale) e della stampa internazionale verso il suo regime autoritario, ma ha – naturalmente – confermato la volontà di arrivare ad un accordo – economico – con il Fondo monetario internazionale e con l’Unione europea.

“Sono pronto ad ogni compromesso nell’interesse del Paese, la bancarotta dell’Ungheria non ci sarà, sbaglia chi ci crede”, ha spiegato il leader di Fidesz.

Secondo i sondaggi, Orban finora avrebbe perso un terzo di quell’elettorato che gli ha permesso, nel 2010, di ottenere una maggioranza di due terzi nel Parlamento con la quale ha cambiato la costituzione magiara.

“Abbiamo portato a termine la trasformazione del

Paese, da ora in poi seguirà un lavoro di consolidamento”, ha

Detto Orban che ha concludo il suo discorso citando un allenatore canadese di hockey sul ghiaccio e infine con toni nazionalisti:  “Come ha consigliato il notevole Wayne Gretzky: vai nella direzione in cui il disco si sta spostando e non dov’è stato poco fa. Forza Ungheria! Forza ungheresi!”.

Di questo, ma soprattutto dei pesanti limiti che il nuovo governo ungherese ha posto alla libertà di stampa, parleremo sabato 11 febbraio a Milano (Via Medici 4) incontrando – insieme al direttore di Radio Popolare Danilo de Biaso – Andras Arato, direttore di Klub Radio di Budapest che sta per essere chiusa dal regime.

Ore 11. Organizza Annaviva.

Vi aspettiamo!

 Ad maiora