Ieri l’iniziativa di Annaviva per la libertà di stampa in Ungheria.
Oggi l’intervista ad Andras Arato, direttore di Klub Radio di Budapest, sull’home page del Corriere.it
Da non perdere!
Ad maiora
Si sono aperte nella notte italiana e si chiuderanno nel pomeriggio le urne per le presidenziali in Turkmenistan. Uscito dall’Unione sovietica, il paese asiatico non ha mai conosciuto neanche una breve stagione di libertà.
I candidati per la carica presidenziali sono otto (tra loro due ministri e vari imprenditori, naturalmente definiti indipendenti), ma uno solo è destinato a risultare vincente: Gurbanguli Berdymukhamedov.
Il presidente uscente fu eletto nel 2007 con l’89% dei voti. Probabile che nelle urne, blindatissime, si ripete quel grande successo.
Il predecessore Saparmurat Niyazov, d’altronde, “Padre della patria”, era diventato “presidente a vita”, cambiando il calendario e disseminando il paese di sue statue d’oro. E’ morto all’improvviso alla fine del 2006. Berdymukhamedov, di professione dentista, e fino a quel momento ministro della Sanità, fu chiamato a sostituirlo e a proseguire la politica repressiva.
In assenza di competizione politica, l’Osce ha rinunciato a monitorare le elezioni (che coinvolgono solo 3 milioni di votanti).
Il paese, ricco di materie prime, è passato – senza soluzioni di continuità – dalla guida unica del Partito comunista turkmeno a quello del Partito democratico, al potere dal 1991.
“Nessun movimento di opposizione è permesso”, scrive Reporters senza frontiere (Rsf), spiegando che “niente è realmente cambiato in uno dei più paesi più chiusi e repressivi del mondo”.
Amnesty International denuncia invece “l’uso della tortura e severe restrizioni alla libertà di movimento e di espressione e altri diritti fondamentali”.
I risultati saranno annunciati il 15 febbraio.
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Ieri la giornata del banco farmaceutico, la raccolta di medicinali per i più bisognosi.
Qui il link del servizio che ho realizzato qualche giorno fa su dove finiscono quei farmaci, a Milano e dintorni:
http://www.operasanfrancesco.it/OSF/comunicazione/vid-26gen12.cfm
Il tutto dal sito dell’Opera San Francesco che a Milano gestisce, tra le altre cose, un incredibile centro medico per chi non ha documenti o non può permettersi visite mediche e medicinali.
Ad maiora.