Month: novembre 2011

SANDRO PERTINI, UN PARTIGIANO COME PRESIDENTE

«Triste è la terra che ha bisogno di eroi. Disperata è quella che non riesce nemmeno a ricordarli. E in Italia si arriva sempre, con molta puntualità, a scontare l’affezione che ci porta al scordiamoci il passato e al chi ha dato, ha dato; chi ha avuto, ha avuto. Il rimosso, è inevitabile, torna sempre in forma di incubo. Ma, quando uno tiene famiglia (tengo famiglia, suggeriva Flaiano, è il motto che dovrebbe essere cucito sulla nostra bandiera), deve tirare avanti; e quando uno deve tirare avanti, ha il dovere di comportarsi da mulo e infilarsi il paraocchi. È quello che farà meticolosamente ogni italiano, mentre, dal 1930 fino alla caduta del regime, Pertini sconta in carcere il vizio di possedere una coscienza». Così Massimiliano e Pier Paolo Di Mino scrivono nell’introduzione di questo bel “Libretto rosso di Pertini” edito da Purple Press.

Nel librino, viene raccontata – attraverso le parole dell’unico socialista diventato presidente della Repubblica italiana – la vita del mitico Pert (amico del Paz), durante il fascismo, nella lotta di resistenza, nel dopoguerra e da presidente. Un viaggio dove si capisce che “un partigiano come presidente” non è solo una frase di una canzona nota in tutto il mondo.

Pertini scriveva: «Per me socialismo vuol dire esaltazione della dignità dell’uomo; e quindi il socialismo non può andare disgiunto dalla libertà». Con questa chiave di lettura, si leggono come errori di valutazioni il sostegno all’Urss (e alla Cina di Mao) che pure Pertini fa nel dopoguerra («cinquecento milioni di uomini finalmente liberi sotto le bandiere della democrazia popolare»).

Interessante è la sua fede nel socialismo: «Questo socialismo, questa Resistenza, questa continua lotta politica e tutto il resto sono stati lo strumento, non avendo la fede in Dio, per vincere in qualche modo il dolore del mondo». Una fortuna comunque questa fede, soprattutto agli occhi di un liberale che si nutre solo di dubbi.

Fa impressione, appena usciti (sperem!) da una stagione con madri e padri pronti a gettare le figlie nelle braccia di papi (anche se ha età da bisnonno) leggere un Pertini che si arrabbia con la madre che chiede per lui la liberazione dalle carceri fasciste. Scrive infatti il partigiano: «Come si può pensare che io, pur di tornare libero, sarei pronto a rinnegare la mia fede? E privo della mia fede, cosa può importarmene della libertà? La libertà, questo bene prezioso tanto caro agli uomini, diventa un sudicio straccio da gettar via, acquistato al prezzo di questo tradimento». E a sua madre: «Ma dimmi, mamma, come potresti riabbracciare tuo figlio, se a e tornasse macchiato di un così basso tradimento». Parole che non sembrano frutto dello stessa Italia, patria del trasformismo.

Sempre alla madre, Pertini (che poi andrà fiero di “non aver mai avuto una poltrona ministeriale”) scrive una frase che andrebbe ripetuta come un mantra da quanti ormai, schiavi del sondaggismo (e del berlusconismo, suo legittimo figlio) affrontano solo battaglie vincenti: «Nella vita talvolta è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza». Le battaglie da fare perché è giusto farle, non perché debbano portare a un immediato risultato.

Le stesse che spingeranno il laico Pertini ad attaccare in campo aperto la Dc: «Cristo per opera di costoro è oggi nuovamente crocifisso, perché Cristo è nel lavoratore affamato che cade sotto il piombo del governo clericale». E chissà che direbbe oggi dove, pur in assenza della Dc, il clericalismo ha allargato vieppiù le sue sfere di influenza.

Interessanti (anche alla luce di quanti poi sono saliti al potere) le parole di Pertini verso «questo neofascismo che è nemico della patria, anche se si sciacqua la bocca cento volte al giorno della parola patria, è stato nemico della patria italiana e nemici della patria noi li dobbiamo considerare».

Nell’ultimo capitolo del libro sono pubblicati i messaggi di fine anno del Presidente Pertini. Che consiglio all’Ammiraglio che hanno messo alla guida della Difesa. Perché ripeteva come un mantra: «Si svuotino gli arsenali di guerra sorgente di morte, si colmino i granai sorgenti di vita per milioni di creature umane che stanno lottando contro la fame».

Così come a questo nuovo, anziano, governo sarebbe utile leggere l’appello-testamento di Pertini rivolto ai giovani: «Giovani, armate invece il vostro animo di una fede vigorosa: sceglietela voi liberamente purché la vostra scelta presupponga il principio di libertà, se non lo presuppone voi dovete respingerla, altrimenti vi mettereste su una strada senza ritorno, una strada al cui termine sarebbe la vostra morale servitù: sareste dei servitori in ginocchio, mentre io vi esorto a essere sempre degli uomini in piedi».

Ad maiora.

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Il libretto rosso di Pertini

A cura di Massiliano e Pier Paolo Di Mino

Purple Press

Roma, 2011

Pagg. 248

Euro: 12

FERMIAMO IL BOIA IN BIELORUSSIA!

Nei giorni scorsi il compagno Lukashenko (quello che non ha cambiato nome al KGB) ha chiesto al Papa di intercedere per lui: http://www.thepetitionsite.com/1/15-days-left-to-save-lives-of-2-young-men-that-are-going-to-be-executed/

A giorni invece nell’ultima dittatura d’Europa sono previste due condanne a morte (mai abolita neanche la pena di morte, da queste parti) per due uomini condannati per gli attentati alla metropolitana di Minsk.

Ci sarebbero anche dei dubbi sulla loro colpevolezza.

Ora è partita una raccolta firme per chiedere di fermare il boia:
http://www.thepetitionsite.com/1/15-days-left-to-save-lives-of-2-young-men-that-are-going-to-be-executed/

100mila le firme che si vogliono raccogliere.
Diamo una mano anche noi?

Ad maiora

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UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA!

Continuano ad aumentare le firme dell’appello lanciato da Annaviva per dedicare a Milano una via ad Anna Politkovskaja.

Questi i link all’appello di Chiara Cremonesi:

http://www.chiaracremonesi.it/una-via-per-anna-politkovskaja

E di Giulio Cavalli, anch’egli ora di Sel:

VOGLIAMO UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA

Di seguito invece l’appello con le prime firme. Tra loro molti giornalisti, alcuni consiglieri regionali, il presidente del Consiglio provinciale, un ex sindaco di Milano, tanti insegnanti, impiegati, avvocati, liberi professionisti, artigiani e pensionati. Qualche studente.

E tanti altri ne aspettiamo!

Ad maiora.

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VOGLIAMO UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA!

Milano nel 2015 sarà – grazie all’Expo – una vetrina internazionale.
La città che ha nel proprio gonfalone Sant’Ambrogio e che ha dato i natali a Manzoni e Beccaria ha l’occasione per non far dimenticare, oltre alla fame del mondo, il rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa.
In questi anni, una figura più di altre, ha rappresentato a livello mondiale  il giornalismo “dalla schiena dritta”: Anna Politkovskaja.
Per mettere a tacere la coraggiosa giornalista russa non sono bastate le minacce, gli arresti, gli avvelenamenti, i finti plotoni di esecuzione, l’isolamento.
5 anni fa, il 7 ottobre del 2006, è stata assassinata nel portone di casa sua. La giustizia russa sta tentando – pur tra molti tentennamenti – di trovare chi le abbia materialmente sparato. Mentre resta (e forse resterà) un fitto mistero sui mandanti.
“Io vedo tutto, questo è il problema” scriveva Anna Politkovskaja, uccisa solo perché voleva fare il suo mestiere: la giornalista.
Milano ha dedicato i propri giardini pubblici a Indro Montanelli, mentre ha platealmente mancato la consegna dell’Ambrogino d’oro a un altro dei suoi figli adottivi: Enzo Biagi.
Ora c’è un’occasione di riscatto.
Nel 2009, dopo una raccolta firme on line e una mobilitazione popolare (organizzate da Annaviva e Gariwo), Palazzo Marino ha dedicato ad Anna Politkovskaja un albero nel Giardino dei Giusti al Monte Stella. Altre città italiane hanno seguito questo esempio (da Brescia a Genova).
Oggi, noi firmatari di questo appello, chiediamo al Comune di Milano e al sindaco Pisapia di fare un passo in più, di mettere la città al pari di altre nel mondo, da Roma a Tbilisi, da Tolosa a Ferrara.
Dedicando ad Anna Politkovskaja una via o una piazza della comune che tra pochi anni ospiterà l’Esposizione universale.
Se davvero un vento nuovo soffia sulla “capitale morale”, crediamo che questa sia l’occasione giusta per dimostrarlo.
A tutto il mondo.

Per aderire, mandare una mail specificando nome, cognome e professione a questo indirizzo:
unaviaperanna@gmail.com
………………

Valeria Abis, fotografa
Emanuela Alberti, insegnante
Elena Alberti Nulli, vignaiola e poeta
Andrea Andreoli, consulente
Marco Ardemagni, autore e conduttore radiofonico
Ernesto Asei Conti, libero pensatore
Associazione Mondo in Cammino Veneto
Alessandra Attianese, insegnante
Valentina Saveria Aiuola, Imprenditrice
Maurizio Barabani, libero professionista
Adriana Bassi, pensionata
Erika Battaglia, funzionario
Luciano Belli Paci, avvocato
Daniela Bellomo, dirigente
Alberto Belloni, giornalista
Lani Rachele Beobilla, casalinga
Ivan Berni, giornalista
Monica Berno, libero professionista (Editoria)
Luca Bertoni, ingegnere
Giovanni Bertuola, pensionato
Valentina Bertuola, impiegata
Bice Biagi, giornalista
Paolo Bizzarri, tecnico Rai
Massimo Bonfatti
Andrea Bosco, giornalista
Edoardo Bossi, operatore tv
Monia Bitto, studentessa
Simona Brambilla, giornalista pubblicista e studentessa
Massimo Bricchi, agente assicurativo
Lina Butti, avvocato
Stefano Cagno, psichiatra
Sergio Calabrese, giornalista
Orlando Amedeo Cangià, pensionato
Flora Cappelluti, giornalista
Flavia Casella, giornalista
Andrea Cassano, impiegato
Elisabetta Cassina, impiegata
Federico Cattaneo, operatore di ripresa
Liliana Cattaruzza, impiegata Ata, scuola pubblica precaria
Giulio Cavalli, autore, scrittore, consigliere regionale
Matteo Cazzulani, giornalista Free-lance
Sante Cecchi, pensionato
Massimo Ceresa, impiegato
Emilia Cestelli, organizzazione eventi culturali
Carlo Chierico, dirigente
Ennio Chiodi, giornalista
Elena Colombo, redattrice
Giovanni Cominelli, esperto di politiche educative
Fiorello Cortiana, impiegato
Paolo Costa, dirigente
Chiara Cremonesi, Consigliere Regionale della Lombardia
Sara Cusatelli Lener, giornalista
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Bruno Dapei, informatico, presidente del Consiglio Provinciale di Milano
Mikail Davydov, pensionato
Marina Davydova, impiegata
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Luisella Daziano, giornalista
Maurizio Decollanz, caporedattore Telereporter
Bruno De Domenico
Margherita De Vizzi, psicologa
Giorgio Del Mare
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Rosaria Di Cosmo, impiegata Rai
Catia Di Luigi, giornalista
Fausto Facheris, impiegato Enel
Roberto Felace, impiegato
Chiara M. Ferrari, ricercatrice
Giulia Floris, giornalista
Marie Angelo Fontanella
Michele Franzini, musicista
Andrea Frattani, amministratore immobiliare
Lorenzo Frigerio, giornalista
Ornella Furlani, psicologa
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Alessandra Galaschi, impiegata
Ezio Galmuzzi, pensionato
Loredana Ghilardotti, impiegata
Anna Giudici, impiegata
Alessandra Gilardini, editor e science writer
Giuliana Godenigo, pensionata
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Monique Hemsi, giornalista
Giuseppe Imberti, dirigente cooperativa sociale
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Manuela Kovacs, architetto
David Lani, impiegato
Claudio Lanza, funzionario Rai
Fernando Launi, impiegato tecnico
Horia-Victor Lefter, Free-lance journalist
Claudio Lenzi, giornalista
Emanuela Libralon, impiegata
Marlene Lombardo, uffici stampa solidali
Franco Maggi, dirigente comunicazione
Eva Manetti, impiegata
Silvia Mantovani, disoccupata
Carlotta Mariani, giornalista
Stefania Maso, libero professionista
Marta Matteini, giornalista e traduttrice
Francesco Matteuzzi, giornalista e sceneggiatore
Giulia Mengolini, studentessa
Alessandra Mezzenzana,  quadro direttivo
Vito Modugno, pubblicitario
Antonio Monaco, editore
Flavia Mosca, giornalista
Irene Mossa, psicologa
Claudia Musicco, libero professionista
Daniele Nahum, Vice Presidente della Comunità ebraica di Milano
Mina Negri, montatrice Rai
Gabriele Nissim, scrittore e presidente di Gariwo, la Foresta dei Giusti
Giancarlo Occhino, libero professionista
Elisa Orlandotti, impiegata e giornalista
Alessio Orsingher, giornalista
Fabrizio Ossino, libero disoccupato laureato
Anna Pacchiani, impiegata
Rosa Palona, impiegata studente
Valeria Palumbo, caporedattore centrale L’Europeo
Pierluigi Panza, giornalista
Vincenzo Papiro, artigiano
Erica Pasotti, fisioterapista
Umberta Pellizzetti, Capoeira
Silvia Pietroboni, studente
Andrea Pisciotti, impiegato
Ermanno Pozzoni, pensionato
Giuliano Prandini, pensionato
Caterina Proietti, giornalista
Ulianova Radice, direttore di Gariwo, la Foresta dei Giusti
Novella Reginato, pensionata
Giampiero Rossi, giornalista
Andrea Riscassi, giornalista
Alessandro Robecchi, giornalista
Patrizia Romano, avvocato
Enrico Rotondi, giornalista Rai
David Saltuari
Agnese Santucci, psicopedagogista
Stefano Saoncella
Micol Sarfatti, giornalista
Liliana Selo, docente di Scuola primaria
Serena Semprini, impiegata
Michela Sfondrini, libraia
Chiara Smurra, impiegata
Francesca Smurra, dipendente
Lorenzo Strik Leavers, insegnante universitario
Ivano Tajetti, poeta contadino
Roberta Tenca, studentessa
Daniele Tiano, video editor
Carlo Tognoli, giornalista, sindaco di Milano dal 1976 al 1986
Flavio Tranquillo, giornalista
Cristina Triola, digital strategist
Laura Tussi, giornalista
Ivan Vadori, giornalista
Carlo Bruno Vanetti
Massimo Vecchi, impiegato
Vincenzo Viola, insegnante
Stefania Viti, giornalista
Mariella Zanetti, sceneggiatrice
Patrizia Zambrini, ex insegnante
Federico Zurzolo, giornalista

FESTA DEL TESSERAMENTO ANPI DI MILANO ALLA LOGGIA DEI MERCANTI

Anpi alla Loggia dei Mercanti di Milano

Domenica 20 Novembre 2011, via Mercanti, ANPI di Milano (nel 2011 circa diecimila iscritti in città e provincia) ha incontrato i democratici e gli antifascisti milanesi in occasione della giornata nazionale del tesseramento.
Qui il coro della sezione Vittoria dell’ANPI canta canzoni partigiane davanti alla Loggia dei Mercanti sotto la quale sorge il Sacrario dei Combattenti per la libertà e dei deportati milanesi scomparsi nei lager nazisti.

Qui Bella Ciao: http://youtu.be/wKVH_EcMH1g

Qui Fischia il vento:

Ad maiora!

UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA

Prosegue la raccolta firme per chiedere di dedicare una via o una piazza di Milano ad Anna Politkovskaja.

Nella prima settimana le sottoscrizioni sono duecento.

Chi voglia aderire mandi una mail a questo indirizzo: unaviaperanna@gmail.com.

Questo il post comparso sul sito di Franco Abruzzo:

http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=7721

Questo invece quello comparso sul Articolo 21:

http://www.articolo21.org/4212/notizia/appello-vogliamo-una-via-per-anna-politkovskaja.html

Ad maiora!