Silvio Berlusconi

Elezioni in Kazakistan. Vince l’amico di Berlusconi

«Ora andate in vacanza in Kazakistan: lì c’è un signore che è mio amico e non ha caso ha il 91% dei voti».Così un imprenditore italiano a lungo primo ministro italiano parlava del suo amico Nursultan Nazarbayev.

L’ex comunista al potere ininterrottamente dal 1991.

Ieri si sono svolte le elezioni parlamentari e i risultati non sono andati molto lontani dai sogni berlusconiani. Nur Otan, il partito-stato che ha preso il posto del Partito comunista sovietico kazako si è fermato all’80,7% dei voti.

Come in Russia (altra specchiata democrazia) anche per il parlamento kazako la soglia di sbarramento è al 7%. L’hanno superato, di poco, solo il Partito democratico kazako (Ak Zhol) e il Partito comunista.

Un segnale importante di insofferenza dopo che, nelle scorse settimane, il regime ha represso nel sangue (16 morti) le proteste dei lavoratori del settore petrolifero.

L’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ha valutato le elezioni kazake come “non rispettose dei principi democratici”. Incredibilmente nel 2010 lo stesso presidente kazako Nazarbayev è stato nominato alla presidenza dell’Osce stesso. Potenza del petrolio e del gas di cui è il paese è un importante esportatore.

Ai principali oppositori di Nazarbayev, i socialdemocratici Bulat Abilov e Guljan Jergalijeva, è stato impedito candidarsi (per presunte irregolarità nella dichiarazione dei redditi, manco fossero andati in vacanza a Cortina).

Domani ci saranno manifestazioni di protesta ad Astana e in varie città kazake. Di solito vi partecipano poche persone. Ma anche a Mosca, per anni, scendevano in piazza poche centinaia di persone. Ora sono centinaia di migliaia.

Ad maiora.

Putinismo in crisi. L’intervista di ieri. Oggi la traduzione in russo.

Giusto per non farci mancare nulla.
Ieri l’intervista al quotidiano italiano Europa sulla crisi del

Mia intervista al quotidiano Europa sulle elezioni in Russia

Oggi tra sua traduzione in russo: http://www.inosmi.ru/politic/20111214/180312082.html
Quando, con AnnaViva torneremo a Mosca per le presidenziali, mi aspetto un tappeto rosso…

Ad maiora

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LA CADUTA DEL DRAGO VISTA DALLA TELEVISIONE (CON PICCOLA INTEGRAZIONE)

Su Rai uno si canta e si balla. Ma si balla anche in piazza del Quirinale, dove migliaia di persone festeggiano la fine di Berlusconi, per le prime dimissioni in diretta tv e web. Mai come questa sera la tv è sembrata distante dal paese reale. Bambini, per lo più obesi, che cantano davanti a genitori sorridenti, mentre lo Stato va a rotoli (o cerca di non andarci).

Su Raidue un telefilm americano. Con ritmi giudiziari distanti anni luce da quelle delle nostre aule. Aule decadenti, a differenza di quelle che vediamo sugli schermi televisivi. Durante gli anni della dittatura in Albania la nostra tv sembrava l’Eldorado. Durante il berlusconismo (senza imposizioni) sono stati gli Usa e la loro cultura televisiva il nostro Eldorado. Sarà una delle macerie più difficili da rimuovere (come quelle – materiali – della città dell’Aquila, cui va il mio pensiero).

Raitre anche stasera giustifica il canone (come Rainews), – dal Tg3 a Floris – l’attenzione sul paese reale. Quello che internet non ha però ancora insegnato alla tv è che una telecamera davanti al Quirinale, con i suoi effetti, vale più di mille parole.

Su Rete4 (dopo un Fede tristerrimo) in onda il film “Spy game”. Un titolo, un programma. Ci sono traditori anche qui…

Su Canale5 uno dei massimi esempi di lavaggio del cervello agli italiani (e, purtroppo, soprattutto alle italiane). #maipiù C’è posta per te, con le sue lacrime riprese e la finta pietà della conduttrice. Tutti a farsi allegramente i fatti altrui.

Italia Uno il sabato sera si dedica ai film per i piccini (l’ennesimo Shrek, nella fattispecie). La caduta del suo padrone (dal governo) non ha cambiato programmazione. Meglio un mostro verde.

Finisco con La7 che da quando è arrivato Mentana (che pure ha servito SB per molti, molti, molti anni) è diventata davvero imprescindibile. Tg incentrato tutto sulla caduta (a differenza del Tg1, stasera impegnato in Esteri – compresa Pippa Middletone – e cronaca nera). Dopo Mentana, Telese e Porro (con Ferrara in diretta).

Personalmente mi sono informato su quel che accadeva grazie alla diretta del Corriere.it.
La tv era accesa, ma muta.

Ad maiora.

Ps.1. Vorrei che ci fossero più programmi di approfondimento condotti da donne.

Ps.2. Un pensiero in queste ore non può non andare a Veronica Lario che due anni fa disse all’Ansa parole illuminanti: “Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido. Quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore. E tutto in nome del potere..Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo e la notoretà…e per una strana alchimia, il paese tutto concede e tutto giustifica al suo imperatore.
Ho cercato di aiutarlo…ho implorato le persone che gli stanno vicino di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile. Credevo avessero capito…mi sono sbagliata. Adesso dico basta”.
Basta adesso l’hanno detto tutti. Ma con anni di ritardo.

Ps.3. Tg1 breve (per Gran Premio) del giorno dopo. Nessun pezzo sulle contestazioni al Quirinale. Ma sotto il pezzo di Sonia Sarno si sentono distintamente gli effetti: “Buffone, buffone!”. Decontestualizzati sono ancora peggio! #sapevatelo

SE SARKOZY E LA MERKEL CI RUBANO ANCHE IL MESTIERE DI FAR RIDERE

La risata di Sarkozy alla domanda su Berlusconi ha suscitato una levata di scudi nazionalistI su molti giornali. Ma il presidente francese e la cancelliera tedesca Merkel, dietro i loro scranni, sembrano più che altro due personaggi dei Muppet Show.

Lei, da zia premurosa, ha d’altro canto regalato a lui – ovviamente a favore di fotografi e telecamere – un peluche da portare alla nuova arrivata all’Eliseo. Bleah.

Perché allora innervosirsi, o addirittura inalberarsi per quelle mezze risate e occhiate?

Forse per una sorta di lesa maestà. Nel mondo siamo sempre stati noi i maestri di quella Commedia dell’arte che aveva ed ha il principale compito di trasformare tutto ciò che arriva in palconescenico in una buffonata. E ora sembra che francesi e tedeschi ci vogliano togliere anche questo primato.

Noi ci abbiamo provato per anni, facendo le corna nelle foto ufficiali, cucù da dietro le colonne, abbracciando i leader mondiali come fanno i bambini quando si ritrovano per il primo giorno della seconda elementare.

La crisi del berlusconismo si misura anche in quella risata, anzi in quel mezzo sorriso di compiacenza, che due “statisti” europei riservano a chi guida il governo italiano.

Dopo le prossime elezioni in Francia e in Germania, vedremo se quei due saranno ancora dietro il trespolo presidenziale. Se sorrideranno ancora insieme, insomma.

Da noi invece, come dice ogni giorno Angelino Alfano, non ci sono dubbi sul ricambio: Berlusconi sarà candidato “premier” anche nel 2013.

Per il 2018, vedremo. Sempre che una risata non ci seppellisca tutti.

Ad maiora.

ELSA K. STASERA L’ULTIMA DELLE TRE REPLICHE

E’ andata bene anche la seconda serata di “Elsa K.”, rappresentazione teatrale che parla di Cecenia ma non solo. Sala piena e tante persone che non sono riuscite a entrare.

Speriamo che stasera, ultima delle tre serate al Teatro del Borgo di Milano, si riesca a far entrare tutti i presenti.

Quando due anni fa con Annaviva andammo a Mosca a incontrare i colleghi della Novaja Gazeta, gli amici di Memorial e partecipammo alle manifestazioni dell’opposizione politica e sociale al putinismo, dicemmo che rappresentavamo una sorta di politica estera italiana parallela, non ufficiale. Non quella che (da Prodi a Berlusconi) stringe patti e alleanze col Cremlino, dimenticando stragi e omicidi politici.

Ieri mentre tante persone nella capitale russa portavano fiori sotto casa di Anna Politkovskaja (per una manifestazione ufficialmente vietata dalle autorità) il presidente del consiglio di un paese che ogni giorno viene declassato dalle società di rating e sbeffeggiato da larga parte del mondo, si è concesso una pausa-relax per partecipare ai baccanali per il compleanno di Putin.

D’altronde, la prima escort che entrando nelle residenze del presidente (diventate ormai sedi di Stato) registrò una conversazione, fu fatta accomodare nel “lettone di Putin”.

Noi invece ci inchiniamo al capezzale di Anna, di Natalia e di tutte le donne che non hanno abbassato la testa.

Ad maiora