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Persino la Ue si accorge che qualcosa non va in Russia

L’Unione europea si accorge che qualcosa non va nelle procedure elettorali russe.
In vista delle presidenziali del 4 marzo Catherine Ashton, rappresentante per la politica estera della Ue, ha chiesto “alle autorità competenti di rivedere con urgenza la decisione di non registrare la candidatura di Grigirij Javlinskij”.
Il fondatore del partito liberale russo (Jabloko) si è infatti visto respingere parte delle due milioni di firme necessarie per poter sfidare zar Putin.
A detta degli esponenti di Jabloko – ma non solo – si tratta di una “decisione politica”.
Anche l’Unione europea non ha preso bene la decisione, dopo le accuse di brogli nelle ultime elezioni politiche. Putin sta disperatamente cercando di evitare un ballottaggio che ne minerebbe soprattutto l’immagine.
Sabato a Mosca ci sarà una manifestazione dell’opposizione. A giudizio della Ashton, ancora più partecipata delle precedenti.
Per sostenere il movimento democratico russo, Annaviva sabato sarà in piazza a Milano.
Ecco il comunicato dell’associazione.
Ad maiora.

…………….

A Mosca l’opposizione scende di nuovo in piazza contro il regime putiniano.
E AnnaViva organizza un nuovo presidio a Milano. Di solidarietà con i democratici russi.

4 FEBBRAIO 2012
ORE 11
MOSCA CHIAMA- MILANO RISPONDE
PRESIDIO SOTTO LA BANDIERA RUSSA PER L’EXPO
VIA DANTE 12
MILANO

Dopo le oceaniche manifestazioni, le opposizioni russe (tornare unite) tornano a chiedere elezioni libere e democratiche nella Federazione.
A pochi mesi dalle elezioni, per il Parlamento, considerate irregolari di dicembre, la Russia torna infatti a votare il 4 marzo per le presidenziali.
Per Putin, per il suo orgoglio da leader della “verticale del potere”,anche andare al ballottaggio, sarebbe uno smacco.
AnnaViva con questo presidio esprime la sua vicinanza alle opposizioni russe. Chiede l’immediata scarcerazione di Khodorkovskij e degli altri dissidenti, finiti in cella per ragioni politiche.
Spera che per una volta sia data davvero la voce al popolo. Senza brogli elettorali.

Vi aspettiamo in via Dante!

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Domani la figlia della Tymoshenko al Senato Usa

La figlia delll’ex primo ministro ucraino Yulia Tymoshenko, Evgenia Carr, domani parlerà al Senato degli Stati Uniti. L’operazione fa parte di una campagna internazionale per chiedere la libertà di sua madre.

Interverrà davanti alla sottocommissione senatoriale per gli affari europei dedicata all’Ucraina.

Yulia Tymosheno è in carcere dal mese di agosto, E’ stata condannata a sette anni di carcere per abuso di potere, per un accordo sul gas firmato nel 2009 – nella sua veste di primo ministro – col suo omologo russo, Vladimir Putin.

La condanna, motivata da ragioni squisitamente politiche, ha creato tensioni tra Kiev e l’Unione europea. Il marito della Tymoshenko ha ottenuto qualche giorno fa asilo politico nella Repubblica Ceca.

“Continueremo a raccontare al mondo intero come il regime ucraino usi la giustizia per punire gli oppositori politici”, ha spiegato la figlia della Tymoshenko.

Evgenia Carr, 31 anni, è già stata in visita nel mese di gennaio a Berlino, Copenaghen, Parigi e Strasburgo per chiedere agli occidentali di aumentare la pressione sul presidente ucraino – filo-russo –  Viktor Yanukovich, al fine di ottenere la liberazione di sua madre.

“Più sarà forte la pressione, più crecerà la speranza di rilascio”, ha detto la Carr aggiungendo: “Mia madre è innocente ed è in prigione senza motivo: Yanukovich può liberare mia madre domani, se solo vorrà farlo”.

Nei giorni scorsi l’associazione Annaviva ha mandato una lettera al console ucraino di Milano chiedendo lumi sull’accanimento verso l’ex leader della rivoluzione arancione. Si è ancora in attesa di risposta.

Ad maiora.

Sabato presidio di Annaviva in contemporanea con l’opposizione russa

A Mosca sabato l’opposizione scende di nuovo in piazza contro il regime putiniano (anche ieri c’è stato un corteo, ma di auto con palloncini bianchi, il colore della rivoluzione democratica in Russia).
E AnnaViva organizza un nuovo presidio a Milano. Di solidarietà con i democratici russi.

4 FEBBRAIO 2012
ORE 11
MOSCA CHIAMA- MILANO RISPONDE
PRESIDIO SOTTO LA BANDIERA RUSSA PER L’EXPO
VIA DANTE 12
MILANO

Dopo le oceaniche manifestazioni, le opposizioni russe (tornare unite) tornano a chiedere elezioni libere e democratiche nella Federazione.
A pochi mesi dalle elezioni, per il Parlamento, considerate irregolari di dicembre, la Russia torna infatti a votare il 4 marzo per le presidenziali.
Per Putin, per il suo orgoglio da leader della “verticale del potere”,anche andare al ballottaggio, sarebbe uno smacco.
AnnaViva con questo presidio esprime la sua vicinanza alle opposizioni russe. Chiede l’immediata scarcerazione di Khodorkovskij e degli altri dissidenti, finiti in cella per ragioni politiche.
Spera che per una volta sia data davvero la voce al popolo. Senza brogli elettorali.

Vi aspettiamo in via Dante!

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Sabato alle 11 presidio di Annaviva a Milano, in contemporanea con l’opposizione russa

A Mosca l’opposizione scende di nuovo in piazza contro il regime putiniano.
E AnnaViva organizza un nuovo presidio a Milano. Di solidarietà con i democratici russi.

4 FEBBRAIO 2012
ORE 11
MOSCA CHIAMA- MILANO RISPONDE
PRESIDIO SOTTO LA BANDIERA RUSSA PER L’EXPO
VIA DANTE 12
MILANO

Dopo le oceaniche manifestazioni, le opposizioni russe (tornare unite) tornano a chiedere elezioni libere e democratiche nella Federazione.
A pochi mesi dalle elezioni, per il Parlamento, considerate irregolari di dicembre, la Russia torna infatti a votare il 4 marzo per le presidenziali.
Per Putin, per il suo orgoglio da leader della “verticale del potere”,anche andare al ballottaggio, sarebbe uno smacco.
AnnaViva con questo presidio esprime la sua vicinanza alle opposizioni russe. Chiede l’immediata scarcerazione di Khodorkovskij e degli altri dissidenti, finiti in cella per ragioni politiche.
Spera che per una volta sia data davvero la voce al popolo. Senza brogli elettorali.

Vi aspettiamo in via Dante!

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A Bitter Taste of Freedom racconta l’amore di Anna per la vita

Nel corso del viaggio di turismo responsabile per le elezioni politiche in Russia, Annaviva ha avuto la possibilità di vedere la prima proiezione pubblica a Mosca di “A Bitter Taste of Freedom”.
Questo il video che realizzammo al termine della pellicola, con la standing ovation che – a un giorno dal voto – segnava un deciso cambio di passo verso il putinismo:

Quella che segue è invece la recensione scritta da Irene Mossa di questo bel film.

Annaviva tornerà a Mosca per le presidenziali di marzo.

Ad maiora.

…………….

A BITTER TASTE OF FREEDOM

Nel dicembre 2011, in un cinema di Mosca, ho assistito, con le altre persone del gruppo di Annaviva, a un documentario, “A bitter taste of freedom” (“Il gusto amaro della libertà”, 2011, di Marina Goldovskaya) su Anna Politkovskaja. Era in russo, e purtroppo non era sottotitolato. Eppure, nonostante non abbia capito una parola, mi sono accorta che di fronte a quello che comunicavano le immagini, i volti, le espressioni, i sorrisi, e, anche, le lacrime… le parole non erano poi così importanti.
Avevo visto altri documentari su Anna, che avevo apprezzato molto, dove si parlava di lei come giornalista, e si approfondivano le vicende di cui scriveva, dalle sue accuse durissime a Putin e all’esercito russo, alla guerra in Cecenia, all’attacco terroristico al Teatro Dubrovka. Documentari in cui emergeva subito il suo coraggio, la sua integrità e determinazione, la sua compassione, e il ricordo indelebile che aveva lasciato nelle persone, tantissime, che aveva aiutato.
Questo invece era il primo documentario dove si raccontava non solo la giornalista, ma anche la donna. E così c’era, da quel che ho potuto capire, sua madre, che mostrava gli album di foto, con le immagini di Anna bambina; sua sorella, che parlava di lei; e molte foto, di quando era giovane, e appena sposata, nonché riprese, fatte con una telecamera amatoriale, della sua vita familiare negli anni ’90, quando i suoi figli erano piccoli. E poi tante riprese di Anna in momenti quotidiani, con i suoi figli, mentre racconta qualcosa di divertente, sorride, e ride spensieratamente; nella sua casa, in compagnia dei suoi gatti, e di un pappagallo; mentre porta fuori il suo cane, il paurosissimo e affettuosissimo Van Gogh, e lui le salta addosso e la vuole baciare, e lei ride, davvero di cuore.
È stata una sorpresa inaspettata, che mi ha commossa, conoscere non solo la giornalista, seria, determinata, instancabile nel combattere le ingiustizie, ma l’intimità della donna. Non un’icona, un’eroina, ma una donna vera, anche se dotata sicuramente di un coraggio eccezionale. Dolorosamente consapevole, e profondamente coinvolta, nelle ingiustizie, nelle vicende terribili che racconta, ma al tempo stesso non severa, o triste, o rassegnata, o sola, come a volte l’avevo immaginata, come pensavo potesse essere, comprensibilmente, confrontandosi ogni giorno con storie terribili, di dolore e di morte. No, in quelle immagini si avverte invece, nonostante tutto, tutta la grande forza di Anna. Una forza che percorre tutto il documentario, e che si sente ancora di più in tanti momenti in cui Anna ride, e scherza, rivelandosi una donna tenera, allegra e appassionata, con un gran senso dell’umorismo, piena d’amore e di vita.
Poi, riflettendo, ho pensato che non poteva essere che così, che una donna che per la verità, e per la libertà, è stata capace di dare la sua vita, non poteva che amarla allo stesso tempo moltissimo, e saperla vivere pienamente. E che in fondo questo significa dare davvero un senso alla propria esistenza, che va oltre la morte.
Ecco, oltre al lungo, toccante applauso finale, in cui tutti ci siamo alzati in piedi, condividendo la nostra emozione, il dono più prezioso di questo documentario per me è stato farmi sentire, ancora una volta, e con maggiore chiarezza e intensità, che le persone come Anna non muoiono, e che, davvero, Anna è viva, oggi più che mai.
Irene Mossa

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