Non molta Italia sui siti mondiali. L’arresto di un sindaco, per una mazzetta, della vicina Valtellina campeggia in HP sul Corriere del Ticino.
Su Al Arabiya si racconta di modelle italiane pagate per manifestare a Roma contro Assad.
El Mundo spara in prima pagina le accuse di un pentito della camorra (poco credibile davvero) contro Balotelli “spacciatore”. Sempre per lo “sport” segnalo questo pezzo di Le Monde sulle Olimpiadi di Sochi e la corruzione.
Ai Wei Wei alla Biennale di Venezia trova invece spazio sul Guardian.
La morte di Franca Rame (oggi i funerali laici) è invece trattata dal New York Times.
Sullo Spiegel campeggia il Papa riformatore.
Chiudo col cattivo tempo, notizia davvero globale. Per El Pais è stato il maggio più freddo dal 1985. L’Indipendent titola invece sulla più fredda primavera degli ultimi 50 anni.
Arriverà l’estate. Prima o poi.
Ad maiora
Ai Weiwei
Le prigioni di Ai Weiwei in un (suo) video musicale
Chiunque abbia avuto la fortuna di vedere “Never Sorry” il film sulla vita di Ai Weiwei ricorderà che nelle ultime scene c’è il dissidente cinese che dopo la detenzione (illegale) dice che non può raccontare quel che gli è accaduto.
Ora l’artista rimedia con questo video musicale nel quale viene raccontata, anche in modo farsesco, la detenzione nelle prigioni del regime di Pechino:
Dumbass, stronzo o meglio rincoglionito, il titolo di questa canzone, singolo di un album che uscirà a giugno nel secondo anniversario dell’arresto.
Il New York Times, nella sua versione digitale, parla del video, senza mostrarlo, per il noto puritanesimo americano (si possono comprare armi ma non ascoltare parolacce in radio o tv).
Il video è comparso questa mattina nella pagina Youtube dell’artista, rilanciato dal suo attivisissimo account Twitter.
Ad maiora