Chiunque abbia avuto la fortuna di vedere “Never Sorry” il film sulla vita di Ai Weiwei ricorderà che nelle ultime scene c’è il dissidente cinese che dopo la detenzione (illegale) dice che non può raccontare quel che gli è accaduto.
Ora l’artista rimedia con questo video musicale nel quale viene raccontata, anche in modo farsesco, la detenzione nelle prigioni del regime di Pechino:
Dumbass, stronzo o meglio rincoglionito, il titolo di questa canzone, singolo di un album che uscirà a giugno nel secondo anniversario dell’arresto.
Il New York Times, nella sua versione digitale, parla del video, senza mostrarlo, per il noto puritanesimo americano (si possono comprare armi ma non ascoltare parolacce in radio o tv).
Il video è comparso questa mattina nella pagina Youtube dell’artista, rilanciato dal suo attivisissimo account Twitter.
Ad maiora
grazie!!!
per cosa?
non ne ero a conoscenza di questi due lavori 🙂
Ah! Allora sono contento di esserti stato utile!
🙂
Tutta la mia solidarietà a Weiwei, ma il video è abbastanza palloso.