Atalanta, i giornali di mercoledì 26 agosto: è già vigilia di Conference, Rowe resta nel mirino

La Conference League torna subito al centro dell’attenzione. Stamattina rifinitura a Zingonia e poi partenza per l’Ungheria dove domani sera l’Atalanta riparte dallo 0-0 dell’andata contro l’Hapoel Tel Aviv e cerca la qualificazione alla fase campionato. Sullo sfondo resta il mercato, con gli ultimi giorni che possono ancora portare qualche cambiamento nella rosa di Sarri. E intanto si guarda già al Bologna, atteso lunedì a Bergamo.

Per L’Eco di Bergamo la vigilia europea inizia con una buona notizia: «Domani c’è la Conference, Cdk è pronto a rientrare». De Ketelaere, utilizzato soltanto nel finale contro il Sassuolo, dovrebbe tornare dal primo minuto. Kristensen va verso un altro forfait, mentre restano ancora in infermeria Hien e Sulemana. Il quotidiano ricorda anche il vademecum predisposto dall’Atalanta per i tifosi diretti a Miskolc e l’arbitro tedesco Daniel Schlager.

Il giornale bergamasco dedica ampio spazio anche a Eljif Elmas, presentato ieri a Zingonia. Il macedone racconta il suo primo impatto con il Mister: «Mai giocato con Sarri ma pronto per il suo calcio». Può essere utilizzato in vari ruoli a centrocampo e il Ds ne ha sottolineato la duttilità: «Mezzala o esterno duttile, Giuntoli lo scoprì a 20 anni».

Il mercato, però, è ancora in movimento. L’Eco di Bergamo apre alla possibilità di un altro esterno offensivo con «In arrivo un’ala e Romagnoli. Rispunta il nome di Paixao». Il brasiliano del Marsiglia, già seguito quando giocava nel Feyenoord, torna tra le alternative insieme a Rowe e Lang. Per Romagnoli, invece, un eventuale arrivo resta legato a un’uscita nel reparto difensivo.

Anche il Corriere della Sera nel suo dorso bergamasco parte dalla conferenza stampa del nuovo centrocampista nerazzurro: «Elmas sicuro: “Faremo bene su tre fronti”». Per il terzo, occorrerà vincere domani sera. Sul mercato Giuntoli frena invece su Ahanor, mentre Rowe continua a essere uno dei nomi che accompagnano questi ultimi giorni di voci di trattative.

La Gazzetta dello Sport insiste proprio sull’inglese: «Atalanta con le ali. La Dea non molla Rowe, il Chelsea vuole Ahanor». I nerazzurri continuano a seguire l’esterno del Bologna, mentre dall’Inghilterra resta attenzione sul giovane difensore nerazzurro.

E Rowe diventa inevitabilmente anche il collegamento con la prossima partita di campionato. Lunedì il Bologna sarà a Bergamo. Il Corriere dello Sport dedica due pagine alla situazione dell’inglese, vista dall’Emilia: «Rowe adesso fa paura», raccontando anche della presenza in città degli agenti del giocatore e dell’interesse atalantino.

Ma il Bologna arriva all’appuntamento con qualche problema da risolvere, dopo lo 0-1 con la Lazio. Il Corriere dello Sport titola «Berna non cambia o forse sì» e «Difesa fragile senza Lucumí», ulle difficoltà emerse nella prima giornata.

Ancora più severa La Gazzetta dello Sport: «Falsa partenza», accompagnato da «Bologna confuso, Bernardeschi e Orsolini i due nodi». Dopo il ko con la Roma, la squadra di Tedesco cerca quindi le prime risposte. E dovrà trovarle proprio lunedì sera a Bergamo contro l’Atalanta.


Ad maiora

Atalanta, 16 anni fa gli scontri alla Bèrghem Fest: dal no alla Tessera alle proteste sulle trasferte

Il 25 agosto 2010 è una delle date più controverse nella storia recente del tifo atalantino. Sedici anni fa circa 500 sostenitori nerazzurri raggiunsero la Bèrghem Fest di Alzano Lombardo per contestare Roberto Maroni, allora ministro dell’Interno e principale promotore della Tessera del tifoso.

La protesta non era soltanto bergamasca. Nell’estate 2010 numerose curve italiane si opposero alla Tessera, considerata da parte del movimento ultras uno strumento di controllo e una limitazione alla libertà di seguire la propria squadra.

Ad Alzano la contestazione degenerò. Ci furono scontri con le forze dell’ordine, lanci di petardi e fumogeni, automobili incendiate e feriti. Maroni interruppe il proprio intervento. Seguirono indagini, identificazioni e procedimenti giudiziari.

Sedici anni dopo molto è cambiato. La Tessera ha lasciato spazio alle fidelity card e molte curve che inizialmente le avevano rifiutate hanno modificato la propria posizione. A Bergamo, invece, la componente organizzata della Curva ha mantenuto la scelta di non sottoscrivere la card. Diventata praticamente obbligatoria per seguire la squadra per le partite di Campionato e Coppa Italia che si giocano lontano da Bergamo.

Il tema delle limitazioni resta attuale. Il 25 gennaio scorso, prima di Atalanta-Parma, la Nord aveva riempito la curva con le date delle gare interessate da provvedimenti negli ultimi anni e il messaggio «30 trasferte bloccate in 3 stagioni tra divieti e restrizioni». Anche per la terza giornata, all’Olimpico contro la Roma, ci sarà obbligo di tessera.

La protesta è proseguita anche in estate. Il 25 luglio, dopo i divieti di trasferta per le amichevoli contro Feyenoord e Schalke 04, davanti allo stadio è comparso un altro striscione: «Società Atalanta: tutto l’anno tra tessere, divieti e restrizioni. Anche d’estate queste rotture di coglioni».

Un filo che porta anche a Claudio Galimberti, il “Bocia”, storico leader della Nord, lontano dagli stadi dal 2009 e destinatario negli anni di una successione di Daspo arrivati complessivamente a trent’anni. Ai provvedimenti legati agli stadi si aggiunge anche il divieto di soggiorno nel comune di Bergamo: di fatto, una serie di restrizioni che da anni lo tengono lontano dalla curva e dalla città.

Il legame con la curva è riemerso domenica contro il Sassuolo. La Nord ha esposto lo striscione «La repressione ti tiene ancora distante / per il tuo popolo sei sempre la guida più importante / Claudio libero», accompagnato da cori e fumogeni. Sette sono finiti sul terreno di gioco, provocando un’interruzione di circa due minuti e una multa di 10 mila euro all’Atalanta.

Sedici anni dopo la Bèrghem Fest, il contesto e le forme della protesta sono cambiati. Trasferte, tessere e restrizioni restano però questioni aperte nel rapporto tra il tifo organizzato bergamasco, società e istituzioni.

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Atalanta, verso l’Hapoel: Sarri lavora sulla fase difensiva. Ahanor torna in campo

Dopo il giorno di riposo concesso all’indomani della vittoria sul Sassuolo, l’Atalanta è tornata al lavoro a Zingonia. Nel mirino c’è già il ritorno dei playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, in programma giovedì alle 20 a Miskolc.

Maurizio Sarri ha differenziato il lavoro tra chi è stato maggiormente impiegato domenica e il resto della squadra. Per i primi attivazione, mobilità e lavoro aerobico rigenerante; per gli altri attivazione tecnica e partitelle su campo ridotto. La seduta si è poi conclusa con un lavoro sulla fase difensiva che ha coinvolto l’intero gruppo. 

Sul fronte degli indisponibili arriva un piccolo passo avanti per Ahanor, che ha svolto lavoro personalizzato sul campo. Restano invece in cura Hien, Kamaldeen Sulemana e Kristensen: a ormai quarantotto ore dalla partita, il loro recupero per l’Ungheria appare dunque il tema da seguire nella rifinitura di domani. 

Domani mattina allenamento al Centro Bortolotti e la partenza per Miskolc. Alle 18.30 Sarri parlerà nella conferenza stampa della vigilia al DVTK Stadion. 

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Foto: Atalanta B.C.

Serie A, riparte la classifica delle multe: Atalanta subito seconda, davanti c’è il Bologna

Il primo Comunicato Ufficiale della stagione, pubblicato il 25 agosto dopo la giornata inaugurale del campionato, mette subito l’Atalanta nelle zone alte di questa poco ambita graduatoria. 

La multa più pesante è quella del Bologna: 12.000 euro. Il Giudice Sportivo segnala un fascio di luce laser indirizzato verso i calciatori della Lazio e il lancio, durante la partita, di tre fumogeni, una bottiglietta d’acqua e alcuni bicchieri nel recinto di gioco.

Subito dietro c’è l’Atalanta con 10.000 euro. Nel corso della partita vinta 2-1 contro il Sassuolo, al 20’ del secondo tempo, sette fumogeni sono stati lanciati sul terreno di gioco. L’arbitro ha dovuto interrompere la gara per circa due minuti per consentirne la rimozione. La sanzione è stata attenuata in applicazione dell’articolo 29 del Codice di Giustizia Sportiva. 

Seguono il Venezia con 4.000 euro, per un fumogeno lanciato sul terreno di gioco che ha provocato un’interruzione, e Como e Frosinone con 3.000 euro ciascuno. Il Como paga il ritardo di due minuti provocato ingiustificatamente all’inizio del primo tempo, mentre il Frosinone viene sanzionato per cori offensivi rivolti ripetutamente a un calciatore avversario. 

La classifica dopo la 1ª giornata

1. Bologna — 12.000 €
2. Atalanta — 10.000 €
3. Venezia — 4.000 €
4. Como — 3.000 €
4. Frosinone — 3.000 €

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Elmas si presenta: «Atalanta top club, non ho dovuto pensarci. Posso giocare ovunque». Giuntoli: «Settimana calda, staremo attenti alle opportunità»

Dopo l’esordio arrivato praticamente senza neppure il tempo di conoscere i nuovi compagni, Eljif Elmas si presenta ufficialmente all’Atalanta. Accanto a lui il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, che parte proprio dall’ultimo arrivato ma inevitabilmente finisce per parlare anche degli ultimi giorni di mercato.

Giuntoli ricorda il percorso costruito dall’arrivo di Maurizio Sarri e sottolinea come Elmas sia stata un’opportunità che l’Atalanta ha voluto cogliere rapidamente. «È un ragazzo di grande esperienza e nel pieno della carriera», spiega il direttore, ricordandone le quasi 200 presenze in Serie A e l’esperienza europea. Un giocatore particolarmente prezioso anche per la duttilità: può essere utilizzato a centrocampo, sulla trequarti e sull’esterno.

Elmas, classe 1999, non nasconde invece quanto sia stata semplice la scelta di Bergamo. «Non ho pensato tanto perché mi sono trovato davanti un top club. L’Atalanta ha già dimostrato grandi cose negli anni, ha vinto l’Europa League. Spero di fare bene e ripagare la fiducia della società».

Il macedone conosce bene l’Atalanta per averla affrontata diverse volte e ha già avuto modo di apprezzare il nuovo ambiente. «Tutte le persone qui sono serie, sono molto contento di essere arrivato». E sul ruolo non pone condizioni: «Ho già giocato in tante posizioni, posso giocare da tutte le parti. L’importante è essere pronto e dare il massimo per la squadra».

C’è poi Sarri, allenatore che Elmas non aveva mai avuto direttamente ma del quale conosce bene idee e principi. «Lo conoscevo dai tempi di Napoli e della Lazio, conosco il suo gioco. Gioca un calcio molto offensivo e di possesso». Nei primi colloqui il tecnico gli ha chiesto soprattutto delle condizioni fisiche e della disponibilità immediata.

Proprio la forma è uno dei temi dopo un’estate nella quale Elmas ha trovato poco spazio al Lipsia. Il nuovo numero 99 — scelto perché è il suo anno di nascita e perché lo aveva già indossato — ammette che servirà ancora lavoro: «Ci sono cose da migliorare, però sono pronto e a disposizione del mister».

Il passaggio in Germania non viene cancellato, nonostante le difficoltà. «È stata un’esperienza difficile, ma mi ha insegnato tanto. Nei momenti di difficoltà devi avere ancora più mentalità. Ho guadagnato maturità. Ora però è passato e lo lascio dietro».

A Bergamo Elmas ritrova anche Giacomo Raspadori, con il quale aveva condiviso l’esperienza di Napoli. Non c’è stato il tempo di sentirlo prima del trasferimento, tanto rapidamente si è conclusa l’operazione, ma i due erano rimasti in contatto: «Quando è arrivato qui gli avevo fatto l’in bocca al lupo. Mi aveva sempre parlato bene dell’Atalanta. Sono felice di ritrovarlo».

Immediato anche l’impatto con il pubblico nerazzurro. Elmas conosce bene gli ambienti caldi dopo Napoli e Torino e quello trovato a Bergamo non lo ha sorpreso: «La tifoseria dell’Atalanta è passionale, caldissima, canta fino all’ultimo. È un’arma in più per noi». Più sorprendente, semmai, è stato l’esordio praticamente immediato: «Non me l’aspettavo. Ero arrivato il giorno prima della partita, è stato emozionante».

Il macedone non potrà invece essere utilizzato giovedì in Ungheria contro l’Hapoel Tel Aviv. «Mi dispiace tanto, è una partita importante. Questa settimana farò il tifo per la mia squadra e spero che passi il turno». Sulle prospettive stagionali resta prudente ma ambizioso: «Ci sono grandissimi giocatori. Possiamo fare molto bene sui tre fronti, ma dobbiamo pensare giorno dopo giorno».

Nel finale torna protagonista Giuntoli. Inevitabili le domande su Jonathan Rowe e sugli altri nomi che accompagnano queste ultime ore di mercato, oltre all’interesse che circonda alcuni giocatori dell’Atalanta. Il direttore evita però di entrare nelle singole trattative.

«Manca una settimana, quella più calda del mercato. Abbiamo ragazzi attorno ai quali c’è grande interesse, ma noi contiamo molto su di loro. In questo momento pensiamo alla squadra e a farla crescere». Nessuna conferma quindi su Rowe né sulle possibili alternative: «Il club sta sempre molto attento a quello che succede e alle opportunità, come testimonia l’intervento per Elmas».

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