Pazza Inter amala, dice la canzone della squadra di calcio milanese. Pazzia e amore abbinati come in un’infatuazione. Travolgente quando arriva e velocissima a evaporare.
Samuel Eto’o è l’ennesimo campionissimo che non si accomiata dalla squadra e dai suoi tifosi (per finnire, come dicono fonti ben informate, ad aiutare la campagna elettorale di Putin: http://oilandglory.foreignpolicy.com/posts/2011/08/29/does_samuel_etoos_big_payday_mean_putin_is_returning_to_the_kremlin) ma fugge dal retro (con Ferrari bianca a righe nere, perché la classe non sempre galleggia sull’acqua). Era già successo con Ronaldo e con Ibra.
Ci sarà un perché.
Come credo ci sia nel fatto che alla fine del campionato fanno tutti le valige come se la squadra gli stesse stretta. Non può esserela città. Perché è la stessa dove Ibra, bollato in modo razzistico come “zingaro”, tornatovi ora, sembra l’uomo più felice della terra (pur senza Champions).
Non possono essere gli allenatori perché cambiano spesso. Anzi, dopo la misteriosa fuga di Leonardo (un altro che non ha fatto “ciao ciao” andandosene) per lungo tempo è rimasta senza mister.
Ora Moratti dice, via Gazza, a Gasperini quale punta schierare in campo. Credo che Mourinho l’avrebbe mandato a quel paese. Il Leonardo rossonero si lamentava d’altronde delle intromissioni dell’ex presidente del Milan (ex per l’unico, vieppiù ridicolo, conflitto di interessi che ne vieta solo la presidenza calcistica). Quello era d’altronde riuscito a far prendere il cappello a Zoff per le critiche sulla non marcatura di Zidane.
La sto divagando. O forse no. L’Inter in questi anni ha cercato di mostrarsi come l’antisistema (rinuncia alla prescrizione per lo scudetto di cartone, gli gridavano qualche settimana fa; più o meno quello che gridano ora a Malaussene Penati). Ma non sempre ci riesce. Perché se è giusto essere “internazionali” è bello essere anche un posto dove se ti “allevano” non ti cacciano (remember Oba Oba) o se eri forte altrove non diventi poi una schiappa (Santon o Suazo).
Insomma, il principale valore aggiunto rimane che è l’unica squadra alternativa (milanese) a quella che è servita da trampolino di lancio della propaganda berlusconiana.
Ad maiora